
Il cosiddetto excelgate, la scoperta di significativi errori nel famoso paper di Reinhart e Rogoff sulla correlazione tra debito pubblico e crescita continua ad alimentare il dibattito tra gli economisti. Gli autori si sono difesi sostenendo che, anche se non è facile individuare una “soglia” oltre la quale il debito pubblico porta ad una crescita negativa, è pur sempre vero che ad alti debiti pubblici corrisponde una crescita più lenta.
Ma una correlazione non dice nulla circa la causalità. In questo articolo tratto dal blog The Next New Deal della Roosevelt Foundation si mette in evidenza come, dato un certo rapporto Debito/PIL, i dati mostrano che è molto più probabile che la bassa crescita sia precedente tale rapporto e non successiva, come ci si aspetterebbe se fosse il debito a causare il rallentamento della crescita. Ciò è un indizio consistente per affermare che è la bassa crescita a causare debiti pubblici elevati e non il contrario, come politici e istituzioni internazionali hanno sinora ritenuto. Coerentemente con ciò, l’aumento del debito pubblico porta, negli anni successivi al “picco”, tassi di crescita leggermente maggiori che nel periodo precedente. La fragilità delle ipotesi teoriche alla base delle politiche di austerità è sempre più evidente.





Gustav Horn, presidente dell’Institut für Makroökonomie und Konjunkturforschung della 
