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Inflazione e moneta. (3) Domanda e offerta di moneta

Banks

Siamo arrivati al terzo appuntamento della serie “Inflazione e moneta endogena”. In questo articolo esamineremo come il credito bancario possa essere individuato quale causa della crescita delle masse monetarie.

[articoli precedenti]

4. Domanda e offerta di moneta

Se, come abbiamo visto nelle scorse puntate, l’aumento dei costi guida a breve termine dell’aumento dei prezzi, possiamo ora ipotizzare l’effetto che questo processo avrà sulle masse monetarie: un incremento dei prezzi P richiederà un aumento della moneta M per rappresentare i medesimi beni prodotti (Q) dall’economia. Servirà più moneta anche nel caso in cui l’economia sia in una fase di crescita (cioè quando Q aumenta), a prescindere dall’inflazione, perché vi saranno investimenti crescenti, più persone lavoreranno, aumenteranno i consumi e i beni e servizi acquistati: vale a dire l’aumento della domanda aggregata, la quale guida la crescita economica tanto nel breve quanto nel lungo periodo, secondo il principio keynesiano della domanda effettiva, .

Ci si chiede a questo punto dove il settore reale (imprese, famiglie) prenda la moneta aggiuntiva rispetto al periodo precedente. La risposta più immediata è che essa proviene dalle banche, attraverso i prestiti. Una conferma dovrebbe venire dal confronto tra la crescita delle masse monetarie (offerta) con la crescita dei prestiti (domanda):

credit-m2

Credito totale Banche commerciali [blu] – Moneta (M2) [rosso], Stati Uniti

Si noti che il “ciclo” del credito anticipa quello della massa monetaria M2.

Il grafico seguente mostra l’andamento dell’aggregato monetario M3 e dei prestiti nell’area euro

Fundamental4_20120328132952

Gli andamenti sono molti simili e ravvicinati. Si tenga presente che l’anomalia tra il 2001 e il 2003 è spiegata dalla BCE come un’elevata preferenza per le attività liquide da parte degli operatori (che comunque è anch’essa un fenomeno riguardante la domanda e non l’offerta della moneta).

Possiamo ora quindi avanzare l’ipotesi opposta a quella della TQM: la massa monetaria non dipende dall’offerta di moneta “esogena”, sotto il controllo della banca centrale, ma dalla domanda di moneta da parte dell’economia e dalla “propensione al prestito” (o meglio propensione al rischio) delle banche.

Se così è, allora un’eventuale crescita dell’offerta di moneta da parte delle banche centrali (base monetaria) che vada oltre la domanda da parte dell’economia, ad esempio attraverso i cosiddetti “quantitative easing” (l’acquisto di grandi quantità di titoli da parte delle BC in cambio di nuovo denaro), non dovrebbe causare né un sensibile aumento della quantità complessiva di moneta né un corrispettivo aumento dell’inflazione. Il grafico seguente mostra la crescita della base monetaria (la moneta “stampata” dalla banca centrale) in confronto con l’aggregato monetario M2 e l’indice dei prezzi, negli USA.

m2-mb-cpi

Base monetaria [blu], M2 [verde], inflazione [rosso], Stati Uniti, 1980=100

Queste sono invece le variazioni delle stesse tre variabili:

m2-mb-cpi-var

Si tenga conto che l’aumento della base monetaria nel 2008 (a cui sono seguiti ulteriori Quantitative Easing) è stato di proporzioni enormi. Anche volendo ipotizzare che tale liquidità aggiuntiva abbia influenza sull’inflazione solo nel lungo periodo, siamo ormai a 5 anni dal primo grande QE e nel frattempo altri ne sono seguiti. Eppure l’inflazione si è sempre mantenuta estremamente modesta, anche quando l’economia è tornata a crescere (negli USA) dopo il 2009.

Non solo, anche la moneta M2 non ha seguito l’andamento della base monetaria, diversamente dagli anni precedenti, in cui, almeno per alcuni periodi, questa relazione sembrava stabile. 

mb-m2

Base monetaria [blu], M2 [rosso], Stati Uniti

Cade quindi l’idea che il moltiplicatore monetario abbia rilevanza nel processo di creazione della moneta. La relazione base monetaria/quantità di moneta, insomma, sembra “rompersi” se la banca centrale decide di “stampare in eccesso” rispetto alle esigenze dell’economia.

Vi sono diversi modi per spiegare la mancata esplosione dell’inflazione e delle masse monetarie. Keynes sosteneva ad esempio che la velocità della moneta (numero di transazioni in un dato tempo) precipita durante una crisi perché la gente tende a non spendere, ma a detenere scorte liquide di moneta in risposta all’incertezza. Inoltre sappiamo che grande parte della liquidità aggiuntiva è rimasta nei depositi delle banche commerciali presso le banche centrali, cioè le banche stesse hanno usato la moneta come riserva di valore (si veda l’articolo sulla preferenza della liquidità delle banche).

In ogni caso l’ipotesi di una relazione causale del tipo:

Base Monetaria → M → P

non sembra in grado di dar conto in modo soddisfacente di una serie di fenomeni che accadono tanto in periodo di crisi quanto in periodo di espansione.

Serve probabilmente qualcosa di più solidamente poggiato sui reali meccanismi della creazione monetaria: una teoria della moneta “endogena”, cioè un modello in cui le masse monetarie dipendono dalla domanda e dalla creazione di moneta da parte delle banche, piuttosto che dall’offerta “esogena” sotto il controllo della banca centrale.

[continua]

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11 commenti su “Inflazione e moneta. (3) Domanda e offerta di moneta

  1. Ho l´impressione che a volte la sparate un po´grossa ;-)
    Questo signore http://en.wikipedia.org/wiki/Rudolf_E._A._Havenstein la pensava proprio come voi. Ma e´ finita un po´male….

    da T. M. Humphrey: Origins of the Cost-Push Fallacy
    “Reichsbank spokesmen, however, had one card left to play. They cited empirical evidence showing that the rate of price increase had continually
    outstripped, and temporally preceded, the rate of money growth throughout the hyperinflation. The temporal lead of prices over lagging money seemed to indicate that the former caused the latter, contrary to the predictions of the monetary theory.
    But anti-cost-pushers replied that this state of affairs was entirely consistent with the monetary view. Prices were advancing faster than the money stock because the public had formulated expectations of higher future rates of money growth and inflation. These expectations, by raising the anticipated depreciation cost of holding marks, had greatly reduced the demand for them and had stimulated a corresponding rise in their circulation velocity. This expectations- induced rise in velocity had caused prices to rise faster than the money stock.
    Reichsbank officials, however, refused publicly to acknowledge as much and continued to adhere to their cost-push, passive-money, reverse-causation doctrines. Citing the real bills theorem, they insisted that their duty was to supply the growing sums of money required to conduct real transactions and support the needs of trade at the skyrocketing (and predetermined) level of prices.”

  2. Le politiche di quantitative Easing della FED hanno avuto l’effetto di comprimere i rendimenti delle obbligazioni a livelli enormemente bassi e attraverso questo canale sostenere il mercato immobilare. Altri effetti del QE sono stati l’indebolimento pilotato del cambio ed un contributo non marginale al rafforzamento di Wall Street.
    La mancata crescita dell’inflazione non è stata un danno e probabilmente era stata prevista.Penso che la FED si sia mossa utilizzando un approccio molto simile a quello che ispira la vostra analisi.

    • In una delle prossime puntate mostreremo in effetti che nelle banche centrali le idee che stiamo esponendo hanno una lunga storia e sono arrivate persino al vertice della BCE. Peraltro esse sono in parte state acquisite anche nel mainstream economico.


  3. Propaganda BCE….

  4. […] azzardata, ma l’esperienza lo conferma. Nel grafico seguente, che abbiamo già mostrato nella scorsa puntata, la retta orizzontale azzurra rappresenta l’obiettivo di crescita di M3 fissato dalla Banca […]

  5. Vi è un problema imprescindibile: la massa monetaria non può prescindere dall’offerta di moneta esogena!

  6. Ciao a tutti
    Se io sono questo giorno è solo quello di parlare con questo uomo e come lui ha con successo portare gioia nel mio famille.voici mio problema non di quei due anni io e mia moglie era separata perché non ero un buon lavoro per nascono queste esigenze e per questo lei è di cercare altrove, ma lasciate che vi dica che ho un amico che ha conosciuto l’uomo potente nel passaggio e per caso mi sono imbattuto in questo amico e lo dico delle mie preoccupazioni e tutto ciò che è al di là di quello che ho ottenuto in contatto con questo signore che il mio aiuto e prendendo niente da me e che era dopo soddisfazione me gli do quello che ho ‘ avere in récompense.aujourd’hui Vivo una vita molto felice accanto a mia moglie e enfants.il anche farlo che avevo un buon lavoro e un buon salario come viviamo qui e perché non si questo uomo può sapere che lui è generoso e ha quasi la gioia nel cuore degli uomini è il suo indirizzo solo dirgli che è Sossou Medard ti ha mandato, perché ho promesso lo faccia indirizzo abbastanza client.voici: rufine.palais@gmail.com Grazie e buone possibilità per voi

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