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Bill Clinton, il liberista

Hillary Clinton ha annunciato che, se eletta presidente, incaricherà suo marito Bill di “rivitalizzare l’economia”. Ecco perché non si tratta di una buona scelta. Tratto da “La battaglia contro l’Europa” di Thomas Fazi e Guido Iodice

La politica economica di Bill Clinton ha seminato il futuro disastro (e Hillary vuole imitarla)

Sotto la presidenza di Bill Clinton si crearono le condizioni che hanno portato alla crescita delle bolle e del debito privato, mentre i salari rimanevano stagnanti e i lavoratori perdevano potere contrattuale nel mercato del lavoro. E Hillary intende seguire l’esempio del marito. di Robert Pollin, Political Economy Research Institute, University of Massachusetts, Amherst

Piangi per te, Argentina

Con la vittoria di Mauricio Macri alle presidenziali argentine, si conclude il lungo regno dei Kirchner e dei peronisti di sinistra. Un bilancio su questa esperienza è complicato: successi fino al 2008 e cattiva gestione della crisi dopo il 2008.

[Video] Joseph Stiglitz: “Non firmate il TTIP”

[Video] Joseph Stiglitz: “Non firmate il TTIP”

Sottrarre la democrazia al controllo dei creditori

Un gruppo di eco­no­mi­sti di fama inter­na­zio­nale ha fir­mato un appello affin­ché i Paesi Mem­bri dell’Unione Euro­pea votino, durante l’Assemblea Gene­rale dell’ONU del 10 set­tem­bre, a favore di una riso­lu­zione per la gestione demo­cra­tica dei debiti sovrani, affin­ché le sorti dei Paesi inde­bi­tati ven­gano sot­tratte al mer­cato dei debiti, come nel caso dell’Argentina prima e della Gre­cia poi.

Le svalutazioni servono a poco o nulla

Le svalutazioni servono a poco o nulla

Da circa due anni su questo blog stiamo cercando di far passare un messaggio molto semplice: se il mondo non compra, svalutare serve a poco. E questo implica sia che la svalutazione dell’euro non tirerà il nostro paese fuori dalle secche né che un’eventuale nuova moneta italiana svalutata servirebbe a darci la domanda necessaria alla […]

Il FMI: gli investimenti pubblici si ripagano da soli

Prosegue il ritorno al buon senso economico del Fondo Monetario Internazionale sotto la guida di Olivier Blanchard. Che ora scopre, dati alla mano, che un dollaro speso in infrastrutture ne genera quasi tre di Larry Summers, dal Financial Times

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