1 Commento

Cosa sappiamo del moltiplicatore keynesiano

keynes sparagno

Riportiamo due ottimi articoli recenti di Francesco Saraceno sul dibattito relativo ai moltiplicatori fiscali. Il primo, tratto da LuissOpen, analizza la letteratura recente relativa all’entità dei moltiplicatori fiscali. Il secondo, tratta dal sito della Rivista “Il Mulino” è una critica ad un recente articolo di Cottarelli e Galli pubblicato dal Corriere della Sera.
Continua a leggere »

Annunci
4 commenti

Blanchard: “Le élites hanno confidato troppo nel capitalismo”

show-photo

Intervista di Marie Charbel e Philippe Escande a Olivier Blanchard
da Le Monde del 10 luglio 2018.
Traduzione di Faber Fabbris

« Di fronte all’ascesa del populismo, i governi devono occuparsi urgentemente delle disuguaglianze », avverte l’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard. Presente ai Rencontres Économiques di Aix-en-Provence, il 6 luglio scorso, Blanchard esprime timori anche sulla fragilità della moneta unica.

Continua a leggere »

1 Commento

Tutti i dubbi sui mini BOT e le valute parallele

Paperone_banconota (1)

In Italia l’ipotesi di una valuta parallela non è nuova. Ma una delle proposte – i cosiddetti mini-BOT – è stata inserita nel contratto governativo dell’attuale coalizione Lega-M5S. Esaminiamo il dibattito in merito a queste proposte.

di Silvia Merler 

Continua a leggere »

14 commenti

Sei punti per uscire dall’austerità, non dall’euro

house money capitalism fortune

Photo by Skitterphoto on Pexels.com

di Giovanni Dosi, Marco Leonardi, Tommaso Nannicini e Andrea Roventini

Caro direttore,

questa lettera aperta è sottoscritta da economisti di tendenze politiche molto diverse, accomunati però dalla preoccupazione riguardante le politiche macroeconomiche in Italia e i nostri rapporti con l’Unione Europea, la discussione dei quali sembra polarizzata tra chi invoca l’inevitabilità dell’obbedienza a regole di rigore che paiono di provenienza divina e chi sconsideratamente invoca l’uscita dall’euro come soluzione di ogni male.

Continua a leggere »

13 commenti

Uscire dall’euro e cancellare il debito? Analisi delle proposte del contratto Lega-M5S

exit-euro

Un articolo in cui cerchiamo di spiegare perché sia i noeuro che i proeuro hanno torto

Una bozza del contratto di governo tra Lega e M5S – diffusa dalla stampa e poi parzialmente smentita dagli interessati – conterrebbe due proposte shock in campo economico: 1) chiedere alla BCE di “cancellare” 250 miliardi di debito pubblico, ovvero la parte del debito pubblico detenuta dalla banca centrale; 2) prevedere una procedura per l’uscita di un paese dall’euro. Vediamo in dettaglio gli effetti possibili di tali proposte, avvertendo però che la prima è stata precisata dal responsabile economico della Lega Nord: non si tratterebbe di una vera cancellazione ma solo di uno scomputo ai fini del calcolo del debito/Pil. Ne parliamo in un paragrafo specifico, ma è interessante analizzare che succederebbe se effettivamente il debito fosse cancellato.

Continua a leggere »

2 commenti

Il grafico che spiega queste elezioni

winners-and-losers-jpeg.jpg

Questo grafico spiega, più di mille parole, il voto italiano di ieri ma anche tanti altri che lo hanno preceduto, dalla Brexit alla vittoria di Trump, alla crescita di Le Pen e a quella di tante forze anti-establishment (o presunte tali) in Europa.

L’ “elefante”, come è stato soprannominato, è stato proposto dall’economista Branko Milanovic e rappresenta la crescita dei redditi reali nel mondo tra la fine degli anni ’80 e oggi.

I vincitori sono stati molti cittadini dei paesi a più alta crescita dell’Asia (in particolare la Cina), che ne sono diventati la nuova classe media, e i super-ricchi dei paesi sviluppati (ovviamente si parla di crescite percentuali, per cui un super-ricco americano ha guadagnato molto di più dell’appartenente alla classe media cinese).

A guadagnare pochissimo o addirittura perderci, i poverissimi in alcuni paesi, soprattutto africani, e i lavoratori e la classe media del mondo occidentale.

Ed è questa che ora si sta ribellando. La globalizzazione e il neoliberismo hanno creato un ceto medio impoverito, spesso impaurito, che cerca protezione. Protezione che la sinistra e il centrosinistra tradizionali non hanno saputo (e in molti casi neppure voluto) assicurargli.

E’ interessante notare che in diversi casi le classi dominanti (quelli sulla punta della proboscide dell’elefante) hanno saputo offrire un volto nuovo di se stesse, un volto populista (si pensi a Trump) che è riuscito a ottenere consensi sfruttando la paura dell’immigrazione e abbandonando alcuni capisaldi come la libera circolazione delle merci. Ma hanno continuato a sostenere la riduzione delle tasse per i ricchi e la privatizzazione dei servizi sociali. In questo modo le vittime si sono consegnate ai loro stessi carnefici, che hanno solo cambiato vestito.

In Italia la Lega rappresenta per alcuni versi, anche se non completamente, questa tendenza. Al di là della retorica populista, la Lega propone la più neoliberista delle idee economiche, la flat tax, e si oppone alla reintroduzione delle garanzie per i lavoratori, proponendo loro come soluzione la protezione nei confronti dell’immigrazione e delle produzioni estere.

8 commenti

L’economia secondo Andrea Roventini, il candidato ministro del M5S

Lista-Ministri-M5S-Andrea-Roventini-ministro-economia.jpg

Al di là di come la si pensi sul Movimento 5 Stelle, occorre riconoscere che l’indicazione di Andrea Roventini, docente presso l’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa guidato fino a poco tempo fa da Giovanni Dosi, è una scelta di alto profilo. I suoi principali interessi di ricerca comprendono l’analisi di sistemi complessi, l’economia computazionale basata su agenti eterogenei, la crescita, i cicli economici e lo studio degli effetti delle politiche monetarie, fiscali, tecnologiche e climatiche. I suoi lavori sono stati pubblicati su Journal of Applied Econometrics, Journal of Economic Dynamics and Control, Journal of Economic Behavior and Organization, Macroeconomic Dynamics, Ecological Economics, Journal of Evolutionary Economics, Environmental Modeling e Software, Computational Economics. Inoltre partecipa a vari progetti di ricerca europei come ISIGrowth, DOLFINS e IMPRESSIONS.
Vale la pena quindi soffermarsi sui suoi lavori. Abbiamo perciò selezionato alcuni articoli e working paper che offrono una carrellata crediamo rappresentativa delle idee del candidato ministro. 

Continua a leggere »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: