
Dall’intervento di insediamento del presidente USA Franklin Delano Roosevelt: 4 Marzo 1933
Con questo spirito tutti noi – io e voi – affrontiamo le nostre comuni difficoltà […] Non siamo stati colpiti dalla piaga delle locuste […] Ciò accade inanzi tutto perché chi domina lo scambio di beni materiali ha fallito […] La condotta degli speculatori senza scrupoli è ora di fronte al giudizio dell’opinione pubblica e alla ripulsa dei cuori e della ragione degli uomini.
Le uniche regole che conoscono sono quelle di una generazione di egoisti privi di di una visione del futuro e quando questa manca il popolo soffre. […] Il nostro obiettivo più importante è quello di far tornare la gente a lavorare […] Lo possiamo realizzare attraverso assunzioni governative dirette, affrontando l’impegno come faremmo con un’emergenza bellica, ma, al contempo, grazie a queste assunzioni, portare a termine progetti di riorganizzare le nostre risorse naturali.
[…] In questo sforzo per un rilancio dell’occupazione […] Abbiamo bisogno di una severa azione di controllo su tutte le attività bancarie, creditizie e di investimento, per porre fine alle speculazioni con danaro altrui.
Cinque mesi dopo
Gli aiuti comunali e statali sono stati estesi al massimo. Come sapete, abbiamo messo trecentomila giovani uomini a lavorare a progetti concreti e di pubblica utilità nelle nostre foreste e a prevenire l’erosione del suolo e le alluvioni […] Un grande programma di lavori pubblici da tre miliardi di dollari per la costruzione di reti strade e elettriche, di imbarcazioni per la navigazione interna, per la prevenzione delle alluvioni e per migliaia di progetti comunali e statali […] grazie a uno sforzo democratico dell’industria possiamo ottenere un aumento generale degli stipendi e una riduzione delle ore di lavoro.
Si potrà farlo solo se permetteremo e incoraggeremo la cooperazione in ambito industriale, perché se non ci sarà unità di azione pochi uomini egoistici in ogni ambito continueranno certamente a pagare stipendi da fame e a esigere lunghi turni lavorativi.
La concorrenza dovrà scegliere se seguirli sulla strada dell’aumento progressivo dello sfruttamento.
Abbiamo visto questo tipo di azioni determinare la continua caduta verso l’inferno economico degli ultimi 4 anni.
La proposta è semplice: se tutti i datori di lavoro agiranno di concerto per ridurre l’orario di lavoro e per aumentare gli stipendi, noi potremmo aumentare l’occupazione.
(segnalazione di Emilio Molinari)