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La BCE con le armi spuntate

di Andrea Terzi da lavoce.info

Alla Bce sarebbe bastato un annuncio per mettere fine alla crisi del debito sovrano. Quello con cui si impegnava a mantenere lo spread tra i titoli di Stato dell’Eurozona entro un determinato limite. Ma non era una soluzione politicamente praticabile. E perciò Mario Draghi ha optato per le due operazioni di rifinanziamento a lungo termine, che hanno avuto il merito di rimuovere lo spettro di una crisi bancaria di proporzioni enormi. Non potevano però far ripartire l’economia reale. Restano dunque irrisolti molti problemi. E restano le ambiguità della Germania.

A fine 2011, alle soglie di una crisi sistemica delle banche europee ormai prossime a non poter rifinanziare il proprio attivo, Mario Draghi ha inventato un bazooka col silenziatore.

I MERITI DELL’OPERAZIONE

Politicamente preclusa era la possibilità, tecnicamente ineccepibile, di far cessare la crisi del debito sovrano con la sola forza di un annuncio, del tipo: “Al fine di salvaguardare la stabilità dei prezzi dell’area dell’euro e ridare normalità al meccanismo di trasmissione della politica monetaria, la Bce annuncia che intende mantenere il rendimento dei titoli di stato dei paesi dell’euro all’interno di un corridoio il cui limite superiore è uguale al tasso di rifinanziamento marginale + 200 punti base.”
In alternativa, la Bce ha fatto ricorso a uno strumento politicamente meno sensibile. In due tranches (21 dicembre e 29 febbraio) l’operazione di Ltro (longer-term refinancing operation) ha assorbito, come collaterale, un’ingente quantità di poste all’attivo nei bilanci di quasi un migliaio di banche europee (compresi quei titoli non liquidi che per le loro caratteristiche non sono utilizzabili nelle operazioni interbancarie di pronti-contro-termine) in cambio di liquidità bancaria, ovvero riserve presso la Bce utilizzabili per regolare pagamenti intra-europei. Possiamo quindi tentare un bilancio degli effetti sui mercati, sulle banche, sull’economia reale, nonché delle ripercussioni sulla politica europea, tuttora alla ricerca di una nuova architettura istituzionale dell’euro.
Il merito dell’operazione di Ltro (forse accoppiata ad una buona dose di moral suasion) è di avere rimosso dall’orizzonte immediato lo spettro di una crisi bancaria di proporzioni enormi. Il rifinanziamento eccezionale dell’attivo delle banche con moneta della banca centrale ha superato, per alcuni istituti di credito francesi, spagnoli, portoghesi, irlandesi e italiani, il 10 per cento dell’attivo ed è anche comparso qualche segno di vita nel mercato interbancario. D’altra parte, gli effetti sugli spread sembrano essersi esauriti nelle ultime settimane e lo spazio per ulteriori riduzioni appare limitato.
Quel che non è ragionevole attendersi dall’operazione della Bce è che faccia ripartire l’economia reale. Il settore bancario è, per natura, pro-ciclico. La volontà delle banche di far crescere la propria leva finanziaria con nuovi prestiti alle imprese è funzione delle prospettive di fatturato delle imprese e del costo del rifinanziamento dell’attivo, e non della quantità di riserve presso la banca centrale. La liquidità che ha apparentemente “inondato” l’Europa è una questione contabile tra le banche e la Bce, come ha documentato Angelo Baglioni, e finalizzata a conservare l’operatività del sistema dei pagamenti.
Al contrario, le prospettive di fatturato delle imprese continueranno a soffrire a causa dei programmi di austerità: per un indiscutibile effetto di natura contabile, aumenti fiscali e tagli di spesa non potranno che ridurre le attività finanziarie nette del settore privato, col probabile risultato di alimentare la propensione a non spendere il proprio reddito in beni di nuova produzione. E questo è esattamente ciò di cui l’Europa non ha bisogno. In alternativa, ci si può aggrappare alla domanda estera. Ciò equivale a sperare che ancora una volta l’Europa sia salvata dagli Stati Uniti, dove un disavanzo federale dell’8 per cento allenta i vincoli sulla spesa dei consumatori americani.

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2 commenti su “La BCE con le armi spuntate

  1. a me sembrano un po quelle partite di ragby dove le squadre cercano di vincere qualche metro anzicche andare alla meta mi spiego meglio invece di studiare misure definitive si usano sempre interventi tamponi ,e poi ci si meraviglia quando essi riappaiono.come e successo ieri…ed allora si ricomincia da capo. ma il gioco sta continuando da troppo tempo

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