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Quel baco keynesiano nel Six-Pack

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Il Six-Pack, il pacchetto di sei riforme al Patto di Stabilità dell’Unione Europea entrato in vigore a fine 2011, contiene un piccolo “bug”. Una delle norme approvate dall’Unione prevede una procedura di infrazione sugli avanzi e disavanzi delle partite correnti, simile a quella sul deficit pubblico. Complice il rallentamento dell’economia tedesca e delle importazioni, la “locomotiva d’Europa” ha sfondato la soglia del 6% di surplus rispetto al Pil che fa scattare la “Macroeconomic Imbalance Procedure” (MIP). La Commissione Europea nei giorni scorsi ha quindi annunciato che sta valutando l’apertura di una procedura di infrazione.

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Perché la precarietà accentua la crisi

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di Guglielmo Forges Davanzati da Micromegaonline

Su fonte CGIL, si stima che i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato, in Italia, percepiscono un salario medio di circa 800 euro al mese, e sono prevalentemente collocati nella Pubblica Amministrazione e nel Mezzogiorno. L’OCSE certifica, con riferimento al nostro Paese, che il fenomeno interessa prevalentemente giovani di età inferiore ai 25 anni e che, soprattutto, il numero di precari in rapporto alla popolazione attiva è più che raddoppiato nel corso dell’ultimo decennio. In particolare, si registra che, nel corso dell’ultimo anno è significativamente aumentata (nell’ordine del 4%) la percentuale di assunzioni con contratto a tempo determinato sul totale delle assunzioni rispetto all’anno precedente.

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La Germania e la sindrome della “piccola economia aperta”

L'Unione Europea è diventata un esportatore netto maggiore della Cina

L’Eurozona è diventata un esportatore netto maggiore della Cina – grafico dal blog di P. Krugman

di Francesco Saraceno da Il Sole 24 Ore

Nel suo ultimo rapporto semestrale sulle politiche valutarie, il Tesoro americano ha per la prima volta esplicitamente criticato i surplus commerciali tedeschi, mettendoli sullo stesso piano di quelli cinesi come fattori di destabilizzazione dell’economia mondiale. Nell’ultimo decennio la crescita di Cina e Germania, i due maggiori esportatori del mondo, è stata trainata dalla domanda estera.

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Mario Draghi abbassa il tasso di interesse a 0,25%. Basterà? La parola a Lord Keynes

“… sembra improbabile che l’influenza della politica bancaria sul saggio di interesse sarà sufficiente da sé sola a determinare un ritmo ottimo di investimento. Ritengo perciò che una socializzazione di una certa ampiezza dell’investimento si dimostrerà l’unico mezzo per consentire di avvicinarci all’occupazione piena; sebbene ciò non escluda necessariamente ogni sorta di espedienti e di compromessi coi quali la pubblica autorità collabori con l’iniziativa privata.”

— J.M.Keynes, Teoria Generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, cap.24

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“Il Grande Déjà vu” delle rassicurazioni economiche

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di Sebastiano Marino

Da metà Settembre 2008 ad oggi non sentiamo altro che parlare di crisi e di recessione su tutti i media.
La crisi, esplosa negli Stati Uniti a causa della bolla immobiliare dei mutui subprime, si è poi riverberata in Europa minando seriamente le fragili fondamenta dell’Eurozona e provocando una vera e propria depressione economica nei paesi del Sud Europa. Tuttavia, dopo l’ultimo importante scossone delle borse valori nell’estate 2011 con la famosa crisi degli spread sulle obbligazioni sovrane dei PIIGS, è tutto un susseguirsi di dichiarazioni dei politici e burocrati nazionali e sovranazionali a proposito di riprese che dovrebbero arrivare e luci in fondo al tunnel che dovrebbero spuntare.
Le borse valori sembrano essere oggi del tutto slegate all’economia reale. Se, ad esempio, consideriamo l’indice azionario di riferimento americano, lo S&P 500, vediamo che dal minimo toccato a Marzo 2009 ha avuto un incremento del 164%, mentre l’Eurostoxx 50, l’indice di riferimento europeo, ha avuto nello stesso periodo un incremento del 74%. Non male per due aree geografiche in cui la crisi rispettivamente è nata ed è ancora in corso (anche se si potrebbe discutere sul fatto che gli USA ne siano usciti del tutto).

Per parafrasare un celebre libro sulle crisi finanziarie, si potrebbe dire che “questa volta non è diverso” rispetto alle passate crisi e, segnatamente, non lo è rispetto alla Crisi del ’29 e alla Grande Depressione seguente, non solo per quanto riguarda le caratteristiche proprie ai fenomeni finanziari ed economici, ma anche per quanto concerne le consuetudini degli uomini di potere che dovrebbero gestire queste dure fasi sociali.

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“Da Mario a Maynard” – video dell’intervento al convegno sull’Europa e l’Euro del M5S

Pubblichiamo il video dell’intervento di Guido Iodice al convegno dei gruppi parlamentari del M5S tenutosi il 4 novembre 2013. Sotto il video è possibile scaricare anche le slide.

Slide “Da Mario a Maynard”

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La disunione bancaria europea

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di Sergio Cesaratto, da il Manifesto del 1° novembre 2013

Se qualche inveterato europeista avesse mai riposto qualche speranza in un progresso europeo nella direzione di istituzioni comuni adeguate alla ripresa della crescita dell’intera Eurozona, le vicende che riguardano la cosiddetta unione bancaria lo dovrebbero convincere definitivamente del contrario.

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“Euro: opportunità o schiavitù?” – Oggi incontro organizzato dal M5S (diretta web ore 16)

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Prende avvio il ciclo di incontri promossi dal gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle con economisti ed esperti per discutere delle politiche europee, dell’impatto dei vincoli dell’Ue sulla nostra economia e delle prospettive della moneta unica.
Il M5S propone quattro momenti di riflessione sul significato della nostra permanenza in Ue e sulle conseguenze dell’Unione monetaria. Il dibattito si articolerà, di volta in volta, sulle argomentazioni neutrali, positive e negative in merito alla nostra permanenza nell’Unione europea e nell’Uem. Si terrà, infine, una tavola rotonda che tirerà le somme del dibattito.
Al primo spazio di discussione, che avrà luogo il prossimo 4 novembre, alle ore 16, presso l’Auletta dei gruppi, al Palazzo dei Gruppi di Montecitorio (Via di Campo Marzio, 74), parteciperanno:

– Gustavo Piga
– Gustavo Rinaldi
– Sergio Cesaratto
– Riccardo Bellofiore
– Guido Iodice

L’incontro, che rappresenta un momento importante di approfondimento sui temi dell’economia e della democrazia europea, è aperto al pubblico (previo accreditamento) e ai rappresentanti delle altre forze politiche.

La diretta Web sarà trasmessa sul sito della Camera: http://webtv.camera.it/home

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L’accordo masochistico sul lavoro del 1993 va rivisto

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All’indomani dell’uscita dallo SME, Governo, Imprese e Sindacati dei Lavoratori sottoscrissero il famigerato accordo sul lavoro che comportò una particolare forma di austerità tutta a carico dei lavoratori, con una massiccia ridistribuzione del reddito dal lavoro al capitale, in violazione della cosiddetta “regola d’oro dei salari” e della costanza delle quote distributive (legge di Bowley).

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L’inesistente ripresa spagnola

In un noto sketch dei Monty Python un improbabile trio di cardinali irrompe nella conversazione tra una nobildonna e un inserviente cercando di convincerli a sottoporsi all’inflessibile giudizio dell’Inquisizione spagnola. “Non mi aspettavo una specie di Inquisizione spagnola”, dice l’uomo, al che il Cardinale risponde con il tormentone “Nessuno si aspettava l’Inquisizione spagnola”. Molti invece si aspettavano (grazie alle “riforme strutturali” e alla disoccupazione di massa) la ripresa spagnola che in questi giorni è stata ampiamente propagandata dai media. Peccato che sia più improbabile dei cardinali dello sketch. 

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