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Mario Draghi abbassa il tasso di interesse a 0,25%. Basterà? La parola a Lord Keynes

“… sembra improbabile che l’influenza della politica bancaria sul saggio di interesse sarà sufficiente da sé sola a determinare un ritmo ottimo di investimento. Ritengo perciò che una socializzazione di una certa ampiezza dell’investimento si dimostrerà l’unico mezzo per consentire di avvicinarci all’occupazione piena; sebbene ciò non escluda necessariamente ogni sorta di espedienti e di compromessi coi quali la pubblica autorità collabori con l’iniziativa privata.”

— J.M.Keynes, Teoria Generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, cap.24

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27 commenti su “Mario Draghi abbassa il tasso di interesse a 0,25%. Basterà? La parola a Lord Keynes

  1. La Teoria Generale è un classico, e come tutti i classici riesce a parlare di noi.

    Draghi ha anche detto che il credito bancario resta debole a causa della domanda debole! Sì: ha parlato di domanda!!

    E ha pure detto che l’austerità ha effetti restrittivi nel breve termine e anche nel medio termine. Sul lungo… non si è pronunciato.

    Sfugge invece del tutto il motivo per cui la BCE dovrebbe applicare tassi negativi sulle riserve a deposito: Draghi dovrebbe sapere che la conseguenza è solo quella di ridurre il capitale delle banche. Nessun incentivo al credito parte da lì.

    • “Sfugge invece del tutto il motivo per cui la BCE dovrebbe applicare tassi negativi sulle riserve a deposito: Draghi dovrebbe sapere che la conseguenza è solo quella di ridurre il capitale delle banche. Nessun incentivo al credito parte da lì”

      Infatti! Siccome dove le BC hanno applicato tassi negativi sulle riserve pare non si sia rianimato il credito al settore privato, perchè non offrire tassi negativi anche agli stati che, come l’Italia, sono costretti a destinare una fetta cospicua degli introiti fiscali al pagamento di interessi sul debito pubblico? Gli stati potrebbero impiegare le risorse affrancate dalla rendita finanziaria per finanziare un miglioramento della qualità dei servizi erogati dalla PA, dalla sanità, ai trasporti, all’educazione, anche attrvaerso l’assunzione di forza lavoro qualificata che attualmente inutilizzata – uno sciagurato spreco di capitale al quale assurdamente ci costringono i sacerdoti del culto neoliberista.

      • La BCE non può finanziare direttamente gli Stati dell area Euro ,stampando Moneta. è vietato dai Trattati.
        Se avesse potuto l’avrebbe già fatto in passato ,senza passare dalle banche come ha fatto circa un anno fà . Le quali banche a loro volta ,hanno comprato titoli di stato dei vari paesi abbassandone i tassi.
        La BCE non è la FED , non finanzia (direttamente ) i debiti degli stati-euro :-)

      • Certo, so bene che è vietato dai trattati: volevo appunto sottolineare l’assurdità delle regole europee. Del resto i trattati si fanno e si disfano, come tutte le cose terrene ;)

      • Noi lo sappiamo,ma a Bruxelles no. Ora zitti che il nemico ci ascolta ! ;-)

    • Domandina: ma il ns Draghi ci è o ci fa ? :-)
      Tassi negative per riserve a deposito ? Forse per Ob-bli-gare le banche a concedere prestiti….non avendo più profitti dal deposito-riserva. La liquidità da qualche parte deve andare e portare un qualche vantaggio… :-)

    • provo a dare una interpretazione: svalutare l’euro… per incentivare l’esportazione extra EU? con i costi bancari ribaltati sui depositanti (forse).

  2. Dipende da come la pensano i capoccia delle banche centrali. Se pensano che la crisi sia colpa della carenza di domanda aggregata allora, beh si, Draghi ha fatto poco e dovrebbe gettarsi tra le braccia di Keynes.

    Io propendo per l’altra ipotesi: la crisi è dovuta a esposizioni debitorie irresponsabili finanziate dalla garanzia illimitata che le banche centrali danno al settore bancario (che foraggia di riflesso quello statale). Nemmeno io sono contento di un abbassamento dei tassi, ma perchè ritengo non serva ad altro che ad aiutare ancora di più settori e imprese che si sono sovraindebitate e meriterebbero di fallire dando una bella ripulita al mercato. Ora, visto che le mosse di Draghi non mettono d’accordo nè me nè voi, sarebbe proprio bello sentire per una volta la sua opinione chiara sull’origine della crisi del 2008.

    Sbaglio?

    • La crisi del 2008 è stata generate negli USA con la storia dei mutui subprime concessi ai cittadini americani con elevato grado di insolvibilità. E’ molto più importante il meccanismo della diffusione che è avvenuta per opera delle banche che hanno cartolarizzato queste ipoteche, impacchettate in CDO che contenevano anche crediti inesigibili. Il tutto è stato presentato come obbligazione garantita da un collaterale che a sua volta era garantita dall’agenzia di rating. Non mancava neanche l’assicurazione della spazzatura che era altra spazzatura come poi fu.
      Insomma anche la spazzatura era contenuta in questi pacchetti che sono stati venduti in tutto il mondo e forse ancora da qualche parte sono allocati.

      • E l’hanno fatto 1) perchè i regolatori pubblici hanno richiesto minori capitali di vigilanza per coprire il rischio di questi strumenti 2) perchè ogni banca privata, in un contesto in cui la banca centrale può rifinanziare gli istituti in crisi di SOLVIBILITA’ prestando soldi creati dal nulla ad un tasso d’interesse deciso con criteri politici, ha un unico modo di competere: assumere maggiori rischi per avere più alti rendimenti. Tanto se le cose vanno male c’è la mamma banca centrale che mette i soldi.

    • ….piccola postilla se falliscono o chiudono le imprese (indebitate o meno) , si creano ulteriori disoccupati , con ulteriore calo della Domanda aggregata…e altri disoccupati arriveranno ,anche da aziende senza debiti pesanti ( l’azienda chiude perchè non vende più le sue merci, pur non avendo debiti ! )
      Poi è ora di finirla col dire “aziende indebitate” ….tutte le aziende hanno debiti ( con il mercato con i bond , con le banche , con le proprio controllate , ecc ) , e servono per crescere e creare occupazione.
      L importante che il debito sia sostenibile/ripagabile ( al limite si può ristrutturare )
      La crisi del 2008 è stata una bolla Finanziaria
      Concedere prestiti a persone che non avevano garanzie( redditi troppo bassi o lavori precari ), con la Leva finanziaria .
      Quella che viviamo oggi in Europa e crisi della Domanda.
      Non circola la Moneta e stipendi troppo-troppo bassi e lavori precari (tolgono reddito) , non aiutano la ripresa della Domanda Aggregata.

      Oggi Draghi ha abbassato i tassi , non credo che servirà , è troppo tardi. Ci doveva pensare PRIMA ! La Moneta non circolerà a sufficienza per creare quel circolo virtuoso che crea credito ,investimenti, Domanda ed occupazione. ( e si riinizia ! )
      Per farla breve niente INflazione , ma solo DEflazione….

      • A parte che io parlavo di aziende sovraindebitate (in particolare, non saprei come definire l’indebitamento di una azienda quale una banca che lavora con una leva del 20 0 25 a 1..). E’ naturale che la maggior parte delle aziende lavorino con debiti che si rinnovano continuamente (fa parte dell’attività economica anticipare costi in attesa di ricavi futuri, coprendo con il ricorso alle banche le esigenze di liquidità).

        E’ invece innaturale che la politica monetaria aiuti di più proprio le aziende maggiormente indebitate abbassando i tassi. Non si crea ricchezza con soldi che la banca centrale crea dal nulla, per giunta se ora li prestiamo alle stesse banche che li hanno dissipato, per giunta ad un tasso più basso di prima.

        In questo modo abbiamo solo ritardato ancora di più il fallimento e la ristrutturazione aziendale in quelle aziende che, appunto sua citazione, avevano debiti insostenibili. Stiamo rimettendo “moneta a circolare” attraverso quelle aziende e quelle banche che l’hanno dissipata in investimenti sbagliati portando alla crisi del 2008. Stiamo sostenendo l’occupazione nei settori e nelle aziende che avevano debiti insostenibili, ritardando l’emersione di altri settori che potrebbero creare ricchezza con strutture aziendali (ed esposizioni debitorie) più efficienti.

    • …il guaio e che non si sa mai dove (e quando) mettere l’asticella , per sapere quando un azienda è sovraindebitata :-) Si arrivara sempre o troppo presto o troppo tardi….

      Comunque non preoccuparti l’ultima mossa del ns Draghi-Dragone , non farà molti sconquassi. Arriva troppo tardi rispetto alle altre Banche Centrali mondiali . Il mondo è strapieno di liquidità ,ma sembra che (paradossalmente) non circoli nel modo giusto….

      Vedremo fra 6 mesi :-)

  3. Queste sono persone che hanno perso il senso della realtà. Alle banche presteranno allo 0,5 mentre quelle stesse banche a loro volta presteranno, se lo faranno, al 6/7 %. Bella schifezza !!! Bisogna ricominciare a fare spese per disavanzo, con o senza l’euro, e applicare bassi tassi d’interesse diretti (non alle banche), come negli anni 60/70/80, altrimenti la recessione non sarà mai arrestata. Complimenti per il Blog

  4. Pensieri Eterodossi!
    Sostengo, da molto tempo, che siamo in una trappola di liquidità e sarebbe necessario aumentare la spesa pubblica ed attuare provvedimenti redistributivi verso i redditi più bassi. Le semplici manovre monetarie non funzionano .A.M.

  5. La BCE non può finanziare direttamente gli Stati dell area Euro ,stampando Moneta. è vietato dai Trattati.
    Se avesse potuto l’avrebbe già fatto in passato ,senza passare dalle banche come ha fatto circa un anno fà . Le quali banche a loro volta ,hanno comprato titoli di stato dei vari paesi abbassandone i tassi.
    La BCE non è la FED , non finanzia (direttamente ) i debiti degli stati-euro :-)

    Esatto……cambiamo i trattati allora. Invece di palliativi.

    • Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, si tratta di un piccolo passo nella giusta direzione, che pur tra i vincoli dei trattati evidenzia comunque una volontà politica di non mandare in frantumi la costruzione europea.
      Al di là degli auspicabili effetti sugli spread dei periferici, speriamo che possa avere qualche effetto sulla dinamica del credito ai privati in germania …
      Un cordiale saluto.
      Emilio L.
      http://marionetteallariscossa.blogspot.it/

  6. Nel breve periodo ne possiamo giovare qualcosa, ma nel lungo?
    1) Il taglio dei tassi, in una Europa che viaggia a due velocità, finisce per giovare l’expo interno della Germania. Perchè? I finanziamenti tengono sempre conto dell’indicizzazione della inflazione. Se mettiamo a paragone Italia e Germania, la seconda ha meno inflazione perciò ci giova sul costo del denaro e sulla competitività interna. In termini expo estero ok, euro più competitivo.
    2) perchè la BCE basa le proprie politiche solo su aggregato m3? Considerare solo indice dei prezzi ed m3 è errato. Per prevedere bolle e cicli bisogna analizzare l’impatto dei prezzi totali sugli asset di mercato e vedere dove va il DELTA m3 annuale.
    Esempio: BCE, basa le sue decisioni sulla Freedman Rule: immente una certa % di m3 stabile annuale, la quale non va a finire nei consumi ma si scarica azionariato e obbligazioni. Si generano bolle.
    3) guardando l’HPCI, usato da Draghi, vedo l’andamento dei prezzi al consumo e della relativa inflazione/deflazione ma non di inflazione sui azioni/obbligazioni.
    4) si genera inflazione disomogenea in europa. Asset di breve consumabili stabili (anche con deflazione), asset obbliogazionari stabili ma rapportati al 2011 inflazionati, asset azionari e immobiliari in deflazione (basta vede il jump di milano nel 2011.).

  7. la crisi negli usa fu causata da un moltiplicatore monetario (m3/base) troppo alto e da tassi reali negativi, il che causò sovrapproduzione. se servono 1mln di case l’anno e tu ne costruisci 4mln, prima o poi ti sfracelli.
    ora la “stampa” (aumento base) serve solo a riportare il moltiplicatore alla normalità.

    • sovraproduzione? Guardi che le case le vendevano tant’è che la crisi è nata dai mutui tramite i quali la gente acquistava le case

  8. […] tassi bassi e Quantitative Easing. Torna quindi in auge l’avvertimento di Keynes circa l’inaffidabilità della politica monetaria, la cui efficacia dipende in ultima analisi dalla, non scontata, possibilità che essa influisca […]

  9. […] nonostante tassi bassi e Quantitative Easing. Torna quindi in auge l’avvertimento di Keynes circal’inaffidabilità della politica monetaria, la cui efficacia dipende in ultima analisi dalla, non scontata, possibilità che essa influisca […]

  10. […] motivo per cui si è arrivati a questa ipotesi è che i bassi tassi sui rifinanziamenti alle banche, i tassi negativi sulle riserve e i Quantitative Easing paiono non bastare. Anche negli […]

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