
Ragionare di disciplina di bilancio senza aver valutato quelli che sono i margini di crescita che i paesi europei si trovano realmente di fronte, può portare in acque molte pericolose. Ora che con la firma del “patto di bilancio”, il cosiddetto “fiscal compact”, sottoscritto da 25 paesi europei sabato scorso, il rigore finanziario avanza minacciosamente nei piani delle politiche europee, questo rischio e le conseguenze di ulteriori manovre depressive vanno considerati molto attentamente.
All’indomani di questa storica firma, ce ne parla Paolo Guerrieri sull’Unità: “Gli effetti del Fiscal compact riguarderanno comunque il futuro, mentre non hanno nulla a che vedere con il deciso miglioramento verificatosi nei mercati finanziari europei in queste ultime settimane. La netta riduzione registrata dal differenziale di rendimento, il famoso spread, tra Btp italiani e Bund tedeschi che è sceso ieri al di sotto di quota 310, dopo aver toccato a novembre dello scorso anno quota 575 punti, ne è una evidente conferma.”
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