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Austerità e crisi dell’euro: le relazioni pericolose

Sono sempre più numerose ormai le voci di economisti che avvertono di quanto sia delicata pericolosa la gestione di questa fase della crisi dell’eurozona. Ed è la la volta di Rainer Masera, che su Repubblica – Affari e Finanza di ieri, torna a considerare il difficile equilibrio tra politiche di austerità e stabilizzazione del sistema finanziario. “ …con misure di aggiustamento fiscale e di austerità troppo rapide e brutali, il rischio esogeno, connesso a fattori fondamentali, rimane alto e ripropone il dilatarsi del rischio endogeno all’interno del sistema finanziario.” In altri termini, se le politiche rendono deboli e incerte le dinamiche della crescita, il rischio di destabilizzare il sistema finanziario si mantiene molto elevato.

Il fatto che all’Unione manchi un’identità economica e politica, deve mettere costantemente in guardia da questi pericoli, anche perché il solo operato della Bce non può mostrarsi sufficiente. E dunque secondo Masera si deve tornare a parlare del ruolo degli eurobond, di investimenti assistiti dalla Bei e non ultimo della possibilità di trasformare il fondo salvastati in uno strumento per l’emissione diretta di credito da parte della Bce.
Indubbiamente, precisa Masera, “La Bce, che ha prevenuto la trasformazione del rischio endogeno in rischio sistemico e ha impedito la caduta dell’Euro, sta dimostrando di essere molto più efficace e pragmatica di quello che ci si poteva aspettare in vista del suo mandato istituzionale ristretto …” ma “nonostante tutti questi fattori positivi, come si è detto, l’eccesso di austerità e di rigidità nelle restrizioni fiscali possono esaltare e prolungare la recessione. È fondamentale oggi calibrare in modo corretto il consolidamento delle finanze pubbliche e assicurare il giusto mix tra impulsi monetari e fiscali. Se non riprende la crescita in Europa, la stabilizzazione fiscale non può esser conseguita. La Germania, il Consiglio europeo e la Bce devono quindi scegliere la giusta rotta tra la Scilla degli eccessi monetari (con i connessi rischi di inflazione) e la Cariddi di un’austerità fiscale sproporzionata (rischio di lunga recessione).”
Ma affinché di tutto questo vi sia piena coscienza è anche il caso di riportare il monito che ci deriva dalla lezione della storia:

“Le lezioni derivanti dalla repubblica di Weimar in Germania tra il 1919 e il 1933 non dovrebbero essere dimenticate. Già nel 1924 la stabilizzazione della moneta tedesca, dopo l’iperinflazione, era stata conseguita. Le cause immediate della fine della democrazia e dell’avvento del nazismo in Germania non sono derivate dalle incertezze sulla moneta, ma dalle politiche economiche di tagli drastici alle spese pubbliche e sociali, proprio negli anni della Grande Depressione, volute e realizzate dal Cancelliere Heinrich Brüning nel 1930-32, che hanno creato disoccupazione superiore al 30% e profondo malcontento nei lavoratori e nelle classi medie in Germania.

Leggi l’articolo di Rainer Masera

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2 commenti su “Austerità e crisi dell’euro: le relazioni pericolose

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. mi auguro che questa crisi non finisca come l,altra,e cioe una crisi determinata in, una parte del mondo non sia pagata ( come gia si sta facendo), dal resto povero e debole del mondo perche i forti gia si stanno defilando.in quando alla b.c.e lasciamo stare………e stata di un lassismo incredibile .ma quale inflazione?se c,e un apparato produttivo smantellato…..

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