
Mentre torna ad imperversare lo scontro sull’articolo 18, con il governo intenzionato ad incrementare la flessibilità in uscita, Paneacqua pubblica un’intervista a Piergiovanni Alleva, docente del diritto del lavoro presso l’Università di Ancona e ad Andrea Allamprese, docente di diritto del lavoro presso l’Università di Modena.
L’idea del governo esposta ieri ai sindacati sarebbe di adottare il “modello tedesco” in Italia, senza però considerare tutti i suoi aspetti.
Come abbiamo già detto diverse volte, in Germania le tutele per i lavoratori stabili sono de facto maggiori di quelle italiane, tant’è che l’OCSE assegna alla Germania un indice di protezione del lavoro (EPL) pari a 3, contro il misero 1,7 del nostro paese. Il meccanismo viene spiegato nei dettagli da Alleva e Allamprese e si caratterizza per il peso del sindacato sul processo decisionale. Un peso che appare in una certa misura “opprimente” per la stessa libertà d’impresa, almeno se giudicato con i parametri comuni nel dibattito pubblico italiano. Senza che ciò, va rilevato, abbia mai creato grossi problemi al sistema produttivo tedesco, da sempre tra i più competitivi del continente.
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