Economia
Requiem per L’Homo Oeconomicus?
di Ioana Marinescu, docente di economia alla Harris School of Public Policy dell’Università di Chicago da Libération del 12 gennaio 2016 – Traduzione di Faber Fabbris Con la crisi finanziaria del 2007-2008, un numero crescente di ricercatori mette in dubbio la razionalità dell’«Homo oeconomicus» [l’ipotetico individuo che massimizza il proprio benessere, al centro della teoria neoclassica, n.d.t.]. Primo […]
Il mainstream economico tra “neutralità politica” e lunghezza del pene
La riforma dell’Università italiana, e il suo sottofinanziamento, accentuano l’egemonia del mainstream e contribuiscono al proliferare di studi caratterizzati dall’espulsione di qualunque elemento politico dal discorso economico. Una galassia di teorie che spesso si traducono in esercizi autoreferenziali o bizzarri, nella convinzione che l’Economia sia una scienza nell’accezione della Fisica Teorica. di Guglielmo Forges Davanzati *
La schizofrenia europea tra salvataggi bancari e austerità fiscale
Dal 1° gennaio 2016 è entrata in vigore la nuova direttiva europea sui salvataggi bancari che applica il principio del bail-in, cioè la contribuzione di azionisti, obbligazionisti e depositanti (oltre i 100 mila euro). Il prof. Ugo Marani ricostruisce in questo articolo per Keynes blog la storia dei salvataggi bancari in Europa, domandandosi se tutto ciò si poteva contenere evitando le politiche di austerità fiscale che hanno caratterizzato la risposta europea alla crisi dopo il 2010.
La lezione giapponese sulla svalutazione
Il Giappone è un caso emblematico di come in un ambiente di bassa domanda globale le variazioni del tasso di cambio abbiano poco peso sulle esportazioni e quindi le svalutazioni perdano il loro effetto. Nonostante l’ampio deprezzamento dello yen, l’export giapponese rimane stabile in volumi e addirittura si riduce in dollari.
La ricetta della BCE contro se stessa
Nell’ultimo bollettino della Banca Centrale Europea compare un box dal titolo “Downward wage rigidity and the role of structural reforms in the euro area”. Secondo i tecnici di Francoforte, la rigidità dei salari verso il basso impedisce l’aggiustamento macroeconomico nei paesi periferici dell’area euro. I tecnici sottolineano che “Per migliorare la resistenza dell’economia agli shock, i […]
Rileggere Beveridge 73 anni dopo il suo Rapporto
Michele Colucci ci riporta al dicembre del 1942 quando a Londra venne presentato il Rapporto finale della Commissione sulla riforma delle assicurazioni sociali, presieduta da William Beveridge. Colucci ricostruisce la personalità di Beveridge, ricorda l’enorme successo del suo Rapporto, che ha rappresentato una svolta storica del dibattito sullo Stato sociale e sostiene che esso conserva, […]
Debiti e liberisti: due pesi e due misure
Come è noto, il governo ha deciso di non salvaguardare (almeno per ora) azionisti e possessori di obbligazioni subordinate di alcune piccole banche “di provincia”: Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio della provincia di Chieti. Dietro questa vicenda vi sono ancora aspetti non chiariti, alcuni forse di rilievo penale. Sta […]
Pensioni e lavoro, le riforme che faranno male al paese
Il presidente dell’Inps, l’economista Tito Boeri, ha lanciato ieri un allarme inquietante: i nati nel 1980 dovranno lavorare fino a 70-75 anni e godranno di pensioni più basse rispetto a quelle attuali: il 25% in meno, considerando tutto l’arco di vita pensionistica, che grazie all’innalzamento dell’età pensionabile si accorcerà significativamente. Boeri ha anche aggiunto che per […]
Il ritorno del Keynesismo militare
“… la guerra ha sempre provocato un’intensa attività industriale. Nel passato la finanza ortodossa ha considerato la guerra come l’unica legittima scusa per la creazione di occupazione tramite la spesa pubblica. Lei, signor Presidente, dopo aver gettato via tali catene, è libero di impegnare nell’interesse della pace e della prosperità la tecnica che finora è stata […]
Piangi per te, Argentina
Con la vittoria di Mauricio Macri alle presidenziali argentine, si conclude il lungo regno dei Kirchner e dei peronisti di sinistra. Un bilancio su questa esperienza è complicato: successi fino al 2008 e cattiva gestione della crisi dopo il 2008.