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Un voto contro l’austerità, ma senza prospettive

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Per capire cosa è successo in Italia bisogna guardarla dall’estero. Ieri Paul Krugman spiegava che il nostro paese avrebbe votato Berlusconi e Grillo per protestare contro l’austerità di Monti. Oggi il Financial Times riprende lo stesso concetto: “Gli italiani arrabbiati dicono basta all’austerità”. E “basta” è scritto nella lingua di Dante, per sottolineare la sua perentorietà.

Certo non c’è solo questo ma molto altro nel voto di ieri, a partire dall’insofferenza per la “casta” e dall’amore per un certo qualunquismo che caratterizza da sempre una parte consistente dell’elettorato italiano. E’ così che Grillo è diventato il primo partito, anche se il Movimento 5 stelle non è riducibile solo a questo. Se si guarda il voto delle politiche in un quadro continentale, in cui le forze fuori dal sistema politico tradizionale crescono impetuosamente (per poi magari inabissarsi poco dopo o cedere il passo ad altre forze populiste), allora appare evidente il suo significato antieuropeo.

Gli italiani sono stati da sempre i più europeisti di tutti. Oggi non lo sono più. La colpa non è loro – su questo Krugman coglie perfettamente il punto – è dell’Europa, di questa Europa. Il centrosinistra non ha capito la sofferenza del paese, profonda, interclassista, disperata. Certo con tante venature populiste, persino razziste ed egoistiche. Il centrosinistra ha pagato il suo appoggio al governo Monti, la sottoscrizione del perenne memorandum di rigore rappresentato dal fiscal compact. Ha pagato per le tasse che il Paese non riesce più a pagare perché ogni giorno i risparmi di tutti si assottigliano. Non basta dire “quando saremo al governo faremo le cose con più equità”. Gli elettori sapevano che il centrosinistra era già al governo con Monti (protagonista di un clamoroso flop elettorale) e si aspettavano equità da subito. Non l’hanno vista, hanno visto solo il loro reddito disponibile crollare inesorabilmente sotto i colpi dell’IMU e dell’aumento dell’IVA. E allora, arrabbiati, come dice il FT, si sono rivolti in parte a chi prometteva 1000 euro al mese e una sbrigativa pulizia (Grillo) e in parte a chi ha giurato (Berlusconi) di combattere tanto le tasse e chi le riscuote, quanto la Merkel e l’austerità imposta dall’Europa.

La situazione che esce dalle urne è complessa, quasi sicuramente ingovernabile e i mercati, senza un deciso intervento della BCE, possono fare carne da macello dei nostri titoli pubblici nelle aste di questi giorni. Il pericolo è che questa evenienza venga usata per imporre al paese nuove misure di austerità e un nuovo commissariamento.

Chi è arrivato primo in queste elezioni, nonostante tutto, è il vincitore, sia pure di un soffio. E, come tale, ha il diritto-dovere di presentare una proposta di governo al Parlamento. In questa delicata situazione, però, ha il compito di evitare che si ripeta un film già visto. Soprattutto, ha il compito di dialogare per portare quella protesta, quel dissenso, quel senso di disperazione, dentro l’ambito della politica.

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9 commenti su “Un voto contro l’austerità, ma senza prospettive

  1. Condivido l’articolo. Che questo voto sia da interpretare come contro le politiche di austerità è stato il mio primo pensiero, appena usciti i primi dati. Ora, però, bisogna essere realisti; con queste forze elette in parlamento serve subito la legge elettorale. Una sola strada è possibile, ripeto, tenendo conto che a votarla debba essere l’attuale parlamento: ritorno al proporzionale, una preferenza di lista e soglia di sbarramento al 6% sia alla Camera che al Senato. Naturalmente, resta prioritaria la politica economica che va cambiata a 360 gradi perché quella in corso impostaci dalla Germania ci porta solo alla recessione e, senza esagerare, alla morte. Ma tutto questo si può affrontare solo in un quadro europeo. Pensare di risolvere i problemi gravi in corso, arroccandoci nella dimensione nazionale, è illusorio e demagogico.
    Di una cosa sono certo: non fidarsi del “lestofante” (non faccio il nome ma ci capiamo).
    Cordialmente, Ettore Fiumara, Cosenza.

  2. non credo che chi ha votato il movimento 5 stelle lo abbia fatto per la promessa di mille euro al mese. Lo ha fatto per cambiare radicalmente classe politica e modo di intendere la politica. Il reddito di cittadinanza non è equiparabile alle promesse berlusconiane demagogiche e false ed è stato da sempre un argomento della sinistra. Attenti a non sottovalutare il fatto che il movimento di Grillo, con tutti i suoi limiti, è l’ultima possibilità di incanalare democraticamente e pacificamente la rabbia popolare . L’Europa deve capire che o cambia politica o produrrà prima disperazione e poi rivolta anche violenta.

  3. Esatto, io non paragonerei le promesse veramente demagogiche di Berlusconi, che tra l’altro ha sostenuto Monti, con quelle del M5S, che con tutti i suoi limiti, sta cercando di portare in parlamento un certo disagio

  4. Cari ragazzi o siete degli illusi o avete la berlusconite in corpo che vi divora, Grillo ha promesso mille euro al mese e non cercate di minimizzare, questa promessa fa circa 35 miliardi l’anno, non so se avete capito bene, fa 35 miliardi l’anno , è stata fatta passare sottotraccia perchè il pd vuol dialogare con i grillini , non con Grillo e quando dice questo ha già mezzo toppato. Bersani si deve dimettere perchè ha fallito la sua campagna elettorale, quando giocava in casa con i giornaloni tutti a suo favore vinceva , quando ha giocato fuori casa ha perduto e il campionato si vince anche con le partite fuori casa. Avanti con Renzi.

  5. ahahahaha – avanti con Renzi con la copia del programma di Grillo ?

  6. Il regista di Beppe Grillo è Casaleggio…non ha nessuna intenzione di mettere il bastone tra le ruote al sistema criminale bancario

  7. […] Continua a leggere » […]

  8. Condividiamo il commento di Franca Molino. Il M5S va visto come una maniera pacifista e democratica di incanalare le grandissime incazzature che stanno pervadendo gli Italiani. Quando anche quest’ultima speranza dovesse spegnersi, allora scoppierà la guerra civile. E questo, essendo palese anche per un bambino, rientra perfettamente nei piani della dittatura elitista ed elitaria che da anni si è preparata per questi eventi. Guardate per esempio la creazione, con il trattato di Velsen, dell’Eurogendfor, la polizia militare europea che gode di totale immunità, chiaramente ed espressamente istituita per fronteggiare le nascenti guerre civili. E come già detto da vari “illuminati”, tra i quali Monti, nei momenti di crisi si coglie l’opportunità per togliere sovranità ai Paesi ed imporre nuove misure di austerità (come giustamente fatto notare nell’articolo), se non maggiori controlli o addirittura uno Stato di Polizia.
    Che Keynes ce la mandi buona,
    Un saluto

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