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E’ ufficiale, l’Eurozona in recessione. Come volevasi dimostrare

In PIL dei 17 paesi dell’euro nel complesso è calato dello 0,1% rispetto al secondo trimestre di quest’anno, che aveva già fatto segnare un -0,2% rispetto all’inizio dell’anno. Confrontando i dati con lo stesso periodo dell’anno 2011 il calo è dello 0,6%. Insomma è tecnicamente recessione. I dati sono quelli dell’Eurostat.

La Germania cresce dello 0,2% rispetto al secondo trimestre (0,9% su base annua) rallentando vistosamente rispetto all’inizio dell’anno quando cresceva dello 0,5%. Anche la Francia cresce dello 0,2% ma veniva dal -0,1% del trimestre precedente. Hollande in questo modo potrà agevolmente scansare i “suggerimenti” che la Germania stava preparando per la Francia (ovviamente la solita ricetta, quella che stiamo applicando anche noi).

L’Italia colleziona invece un nuovo dato negativo, -0,2%, sebbene decisamente migliore del -0,8% del trimestre scorso. E però su base annua siamo al -2,4%, in peggioramento rispetto all’inizio dell’anno.

Quello dei paesi meridionali è un bollettino di guerra: Spagna -0,3% (-1,6% su base annua); Grecia -7,2% su base annua; Portogallo -0,8% sul trimestre e -3,4% su base annua. Malissimo anche l’Olanda, altro paese che si sta sottoponendo all’austerità: -1,1% sul trimestre precedente, -1,4% su base annua.

Ma la vera sorpresa è la Gran Bretagna: il paese schiacciato dall’austerità del governo conservatore di Cameron è cresciuto addirittura dell’1% in un solo trimestre, dopo tre di recessione. Come ha fatto? Semplice: si è ripresa con quella inefficiente e sprecona spesa pubblica chiamata Olimpiadi, che ha attirato un bel po’ di spesa privata aggiuntiva, puntualizza il Guardian. Come dite? Moltiplicatore? Già. Quelli che hanno gioito quando Monti ha detto “no” alla candidatura dell’Italia forse dovrebbero pensarci.

Link: i dati Eurostat sul PIL riferiti al terzo trimestre 2012

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11 commenti su “E’ ufficiale, l’Eurozona in recessione. Come volevasi dimostrare

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  2. Reblogged this on We Neanderthal and commented:
    Questo post mi fa venir in mente di scriver qualcosa a riguardo dell’europa prossimamente.

  3. Gli inglesi non so se invidiarli. Hanno un debito totale che ormai è entrato nelle barzellette: non vanno in bancarotta semplicemente perché sono loro stessi (pur se indirettamente) a decidere quale deve essere l’affidabilità dei loro titoli. Finché dura.

    • Visto che i loro titoli ormai hanno interessi ridicolmente bassi e sono comprati ormai solo più dalla loro banca centrale (attraverso operazioni di QE), e si sono accorti che questo non crea necessariamente inflazione, direi che potrebbe anche durare all’infinito. L’esatto ammontare dei titoli del loro debito pubblico posseduti dalla loro banca centrale è 400 miliardi di sterline.

      • E hanno fatto benissimo a mantenere la sovranità monetaria: possono sfuggire al raggiro dei debiti denominati in valuta estera. Questa cosa però no potrà risolvere i problemi della loro economia “fisica”, quella delle risorse intendo.

  4. Reblogged this on leanworkspace blog and commented:
    E’ ufficiale, l’Eurozona in recessione. Come volevasi dimostrare

  5. […] Inoltre il PIL dei 17 paesi dell’euro nel complesso è calato dello 0,1% rispetto al secondo trime…Confrontando i dati con lo stesso periodo dell’anno 2011 il calo è dello 0,6%. Insomma è tecnicamente recessione. I dati sono quelli dell’Eurostat. […]

  6. […] Inoltre il PIL dei 17 paesi dell’euro nel complesso è calato dello 0,1% rispetto al secondo trime…Confrontando i dati con lo stesso periodo dell’anno 2011 il calo è dello 0,6%. Insomma è tecnicamente recessione. I dati sono quelli dell’Eurostat. […]

  7. […] retorica del “più Europa” non basterà a salvare l’UE dalla recessione in cui è nuovamente caduta, né assicurerà la tenuta dell’Euro. Forse è tempo che i decisori politici, o coloro che si […]

  8. […] Riguardo i tagli alla spesa basta guardare all’esperienza britannica: in termini reali il governo Cameron ha tagliato l’1,58% della spesa pubblica rispetto al periodo 2010-2011, con il risultato di aver mandato il Regno Unito di nuovo in recessione. Quest’anno l’unico trimestre con il segno positivo è stato, guarda caso, quello delle Olimpiadi. […]

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