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I tagli alla sanità del governo sono l’applicazione dell’austerità espansiva

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In genere i keynesiani rifiutano la dottrina dell’austerità espansiva come ricetta di applicazione generale. Tuttavia va detto che in alcuni casi essa ha funzionato. Ad esempio è accaduto con Clinton negli Stati Uniti e ora con Cameron in Gran Bretagna. Ma come funziona l’austerità espansiva? 

Supponiamo che lo Stato decida di tagliare la spesa sanitaria. Poiché la salute è un bene irrinunciabile, i cittadini saranno costretti a stipulare assicurazioni private. In genere le polizze sono piuttosto care, pertanto lo Stato può incentivare i cittadini attraverso sgravi fiscali e garantendo i prestiti necessari alle famiglie per stipulare le polizze. Lo stesso principio può applicarsi a molti altri settori della spesa pubblica come l’istruzione, l’edilizia popolare, la previdenza. L’esperienza anglosassone sembra indicare che le garanzie pubbliche per i prestiti sono una ricetta quasi infallibile per alimentare una bolla immobiliare o i debiti studenteschi.

Lo Stato quindi da un lato taglia la spesa, ma dall’altro incentiva i cittadini a spendere di più, indebitandosi. La spesa pubblica è sostituita da (maggiore) spesa privata, il debito pubblico è sostituito da (maggiore) debito privato. 

Ecco quindi che l’austerità può essere espansiva, a certe condizioni. Il prezzo è l’instabilità economica e il potenziale fallimento di milioni di famiglie. 

Il governo Renzi ha annunciato  che razionalizzerà la spesa sanitaria evitando soprattutto gli sprechi. Ma siamo sicuri che – come altre volte accaduto – ciò non si traduca in tagli alle prestazioni essenziali? Se così fosse, gli annunciati “risparmi” rappresenterebbero proprio il tentativo di applicare il principio dell’austerità espansiva.

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I Certificati di Credito Fiscale e John Maynard Keynes

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Riceviamo da Biagio Bossone e Marco Cattaneo e volentieri pubblichiamo questo articolo sui Certificati di Credito Fiscale (CCF). In merito a tale proposta, Guido Iodice e Thomas Fazi hanno espresso alcune critiche in un articolo pubblicato da MicroMega Online che riportiamo di seguito all’articolo di Bossone e Carraneo

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La partita della Troika contro la Grecia

Angela Merkel al World Economic Forum

La troika non è mai stata interessata a trovare un accordo, ma solo ad infliggere a Syriza una sconfitta esemplare. Per dimostrare a tutti che in Europa non c’è vita al di fuori del consenso di Berlino.

di Francesco Saraceno, economista presso l’Observatoire français des conjonctures économiques (Ofce) e la Luiss School of European Political Economy. Twitter: @fsaraceno / Blog: fsaraceno.wordpress.com

Traduzione: EUnews – OneEuro

Finora ho evitato di parlare della Grecia perché mi sembrava che tutto fosse già stato detto. Ma gli eventi della settimana scorsa hanno confermato quello che sospettavo fin dall’inizio, ossia che la troika, in linea con la quasi totalità dei governi europei, non è mai stata interessata a trovare una soluzione che permettesse alla Grecia di avviarsi sulla strada della sostenibilità fiscale e di rimettere in moto la propria economia. Era solo interessata ad infliggere al governo “radicale” greco una sconfitta totale ed assoluta.

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Quando la svalutazione è recessiva

Contrariamente alla vulgata economica del web, non è scontato che le svalutazioni del cambio abbiano effetti espansivi, neppure per i paesi industrializzati.

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Il vincolo esterno della Grecia

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Un articolo per il blog del Sole24Ore di Alessandro Guerani affronta un punto che sfugge ai più: la Grecia potrebbe essere costretta a fare austerità anche fuori dall’euro. Vediamo perché e aggiungiamo qualche considerazione a quelle dell’articolo del Sole.

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Intervista a Francesco Saraceno: “Sta cambiando la narrativa dell’economia ma non nella politica europea”

La rivoluzione teorica di Blanchard, la trattativa tra Grecia e creditori, il ruolo delle politiche fiscali e monetarie, il destino dell’eurozona. Francesco Saraceno, economista italiano del prestigioso Osservatorio sulla Congiuntura (OFCE) di Parigi, risponde a tutto campo alle domande di Keynes blog.

Intervista di Faber Fabbris per Keynes Blog

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La storia della Grecia spiegata agli esperti di economia che non capiscono

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Feta è una piccola impresa che produce appunto la feta. I suoi amministratori sono ambiziosi, per cui vanno da Hans e Francois, il loro banchieri di fiducia, e chiedono di aderire all’ “Accordo Speciale per Debitori Affidabili” che assicura bassi tassi di interesse. Anche se Feta è una società poco solida e con un merito creditizio piuttosto scalcinato, Hans e Francois l’aiutano, chiudendo un occhio su certe poste piuttosto stravaganti nel bilancio e sul debito pregresso. Così Feta entra nell’Accordo.
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