27 commenti

Il referendum contro l’austerità è un regalo alla Germania? Ma anche no

Angela Merkel al World Economic ForumOvvero: perché chi non guarda contemporaneamente anche al lato dell’offerta rischia di prendere lucciole per lanterne, fischi per fiaschi e il keynesismo per la croce keynesiana; e ancora: perché la domanda è un vincolo esterno quanto il tasso di cambio fisso. 

Continua a leggere »

11 commenti

L’Argentina stretta tra fondi avvoltoio e svalutazione

tifose-argentina_1035063Photogallery

di Andrés Lazzarini* e Margarita Olivera** da Economiaepolitica.it

Mondo assurdo questo in cui abitiamo. Un Paese onora il suo debito estero, ma non gli è consentito di effettuare i relativi pagamenti. Questa è la situazione che affronta l’Argentina dal 1 agosto. Per decisione del giudice Thomas Griesa di New York, i 539 milioni di dollari che l’Argentina aveva depositato dal 30 giugno alla Bank of New York (BNY Mellon) per pagare alcune scadenze del debito ristrutturato nel 2005 e nel 2010 giacciono lì, bloccati. L’Argentina ha pagato, ma vi è comunque un rischio default.

Continua a leggere »

15 commenti

Uscire dall’euro o “uscire” da questa BCE?

di Pier Giorgio Gawronski

Economisti di scuole diverse convengono: “la BCE non può fare di più”. I liberisti, perché non capiscono le crisi di domanda, e in ogni caso vogliono deregolamentare la società: per loro l’unica soluzione – fallita l’austerità – sono le riforme strutturali. I keynesiani invece ricordano il classico risultato teorico: in una trappola della liquidità ‘la politica fiscale è efficace, la politica monetaria è impotente’! Trascurano però quattro fatti: (1) una banca centrale può sempre fare danni: come quando nel 2011 la BCE alzò i tassi; (2) in economia aperta si può sempre svalutare; (3) i modelli keynesiani moderni sono più sofisticati di una volta; (4) la politica monetaria non è del tutto separabile dalla politica di bilancio. Perciò anch’essi sottovalutano le responsabilità della Banca Centrale Europea.

Continua a leggere »

38 commenti

John Maynard Giavazzi (o quasi)

Spesa-pubblica-si-possono-tagliare-dieci-miliardi-a-favore-delle-imprese_h_partb

La sfida principale che ha di fronte l’Eurozona è una mancanza di domanda aggregata. Questo è molto più importante di squilibri interni o della mancanza di competitività in periferia. Le politiche monetarie non bastano: occorre tagliare le tasse, far ripartire la domanda, aumentare i deficit e finanziarli in disavanzo stampando moneta, perché un po’ di inflazione non fa poi così male, soprattutto quando sei in pericolo di deflazione.

Krugman? Stiglitz? Qualche MMTer? No, è la sintesi di un articolo di Francesco Giavazzi e Guido Tabellini, due prestigiosi economisti di scuola bocconiana, pubblicato dal sito VoxEU (il corrispettivo europeo de “Lavoce.info”).

Continua a leggere »

3 commenti

Il commercio mondiale immobile dal 2011

Commercio mondiale di beni (valori)

export

Deviazione delle esportazioni dal trend pre-crisi (volumi)
10377437_10204252856749526_4963902981222419802_n

Le conseguenze di ciò le abbiamo spiegate qui e qui

13 commenti

Quanti economisti sono d’accordo con Alesina?

alesina

Le misure fiscali di Obama hanno ridotto la disoccupazione? E in generale i costi hanno superato i benefici? Queste semplici domande sono state rivolte dalla Chicago Booth (proprio quella Chicago Booth) a un panel di economisti che periodicamente risponde a domande sull’attualità economica. I risultati sono a dir poco schiaccianti.

Continua a leggere »

12 commenti

Le svalutazioni che non funzionano

svalutazione

Nel novembre 2013, intervenendo in un convegno del M5S, presentavamo i dati della bilancia dei pagamenti di alcuni paesi che avevano svalutato negli anni recenti. Le conclusioni di allora vengono confermate dal consuntivo del 2013, con un’apparente eccezione che, in realtà, conferma la tesi allora esposta: in un ambiente di scarsa domanda estera, la sensibilità al cambio delle esportazioni si riduce drasticamente e l’effetto delle variazioni del reddito sulle partite correnti e sulla bilancia commerciale diviene prevalente anche nei periodi brevi, rendendo la svalutazione scarsamente efficace – se non addirittura controproducente – al fine di riequilibrare i conti con l’estero.

Continua a leggere »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.289 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: