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Tutte le contraddizioni di Bini Smaghi [2 video]

morire-austerita-190x300di Stefano Lucarelli per Keynes Blog

Non è cosa di tutti i giorni vedere un ex membro del comitato esecutivo della BCE arrampicarsi sugli specchi dinanzi ad una serie di critiche puntuali. Mercoledì scorso ad Ancona, Lorenzo Bini Smaghi ha presentato e discusso con alcuni degli economisti italiani più capaci di criticare le ricette mainstream per uscire dalla crisi, il suo ultimo libro Morire di austerità. L’incontro era organizzato dal Mofir, un gruppo di ricerca estremamente vivace, attento all’analisi empirica delle principali variabili di politica monetaria e fiscale senza essere incline alla baloccometria (pericolo denunciato da de Finetti ben prima dello scandalo Reinahrt-Rogoff) e capace anche di aprirsi ad un pubblico di non specialisti.

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Luci e ombre del “modello Islanda”

Iceland holds referendum on repayment

Alla fine del 2008 l’Islanda è stata travolta dalla crisi finanziaria internazionale e la sua economia ha perso più del 6,5 per cento del pil. Un paio di anni dopo però era già tornata a crescere e a creare posti di lavoro. In mezzo due decisioni che hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo: la scelta di non pagare (in parte) i debiti delle proprie banche verso l’estero e l’approvazione di una nuova Costituzione redatta in forma partecipativa. Un modello esportabile?

Daniela Palma e Guido Iodice da Micromega 4/2013
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Mario Draghi e le contraddizioni dell’Unione Europea

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È da tempo che la gran parte della stampa tedesca vede in Draghi un pericoloso inflazionista, oltre che un sistematico “sabotatore” della linea del rigore. Ma nelle condizioni date appare davvero arduo immaginare che la riduzione dei tassi di interesse produca effetti inflazionistici. Dietro questo dibattito si scorgono in realtà i conflitti intercapitalistici alla base dell’architettura istituzionale europea.

di Guglielmo Forges Davanzati da Micromegaonline

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Il tafazzismo bancario di Bini Smaghi

bankruptcy bancarotta sistema aereo flight companiesL’ex membro del board della BCE Lorenzo Bini Smaghi, attuale presidente di Snam, ha avanzato ieri una proposta shock. L’Italia – secondo Bini Smaghi – dovrebbe chiedere il sostegno del Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) per ricapitalizzare le banche e quindi renderle capaci di concedere maggiori prestiti. Sempre secondo Bini Smaghi, infatti, l’abbassamento dei tassi da parte della BCE non si sta trasmettendo alle banche italiane a causa della sua cattiva salute: “tendiamo a dimenticare questo elemento: il finanziamento dell’economia dipende dalla salute del sistema bancario e, quindi, dobbiamo risolvere i problemi delle banche e ricapitalizzarle”. Ciò, bene inteso, al prezzo di mettersi sotto la “tutela” dell’ESM, firmando il famigerato “memorandum”. Il che, in sostanza, significa rinunciare a priori a quel poco di flessibilità sui criteri di rientro del deficit dei quali si parla nelle ultime settimane, non foss’altro per lo scorporo degli investimenti e degli interventi a favore dell’occupazione.

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Fermare il declino dei fatti

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Michele Boldrin è stato eletto nuovo presidente di “Fare per Fermare il declino”. Nonostante i suoi titoli di studio siano veri, i fatti che espone non sempre sono altrettanto certificati. E’ il caso di quanto egli ha sostenuto giovedì scorso nella trasmissione di Michele Santoro, dedicata alla scuola pubblica e ai sussidi per quella privata, oggetto del referendum che si terrà la prossima settimana a Bologna.

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L’Italia dovrebbe promuovere un’alleanza dei paesi “poveri” contro quelli “ricchi”

paolo-leon-01Intervista all’economista Paolo Leon: la crescita si può avere solo rilanciando la domanda, non tagliando il costo del lavoro. «La Bce compri il debito, finanzi gli investimenti». Letta dovrebbe riunire i paesi «Piigs» per contrastare lo strapotere tedesco
«Il governo Letta ha avuto una apertura di credito dalla Ue, ma pur sempre molto limitata. I margini sono stretti: non si può escludere che il Pil non peggiori, e con esso il deficit, richiedendo nei prossimi mesi nuove misure». L’economista Paolo Leon non è fiducioso rispetto alla capacità di contenimento del bilancio, a differenza della Commissione Ue e del neo ministro Fabrizio Saccomanni. Inoltre, suggerisce che l’Italia cambi il suo modo di rapportarsi all’Europa: «Dobbiamo capire che in questo momento andare in Germania è come andare negli Usa: di fatto la Ue non esiste, siamo di fronte a interessi nazionali contrapposti. Io fossi stato in Letta avrei incontrato i grandi affiancato dal ministro degli Esteri. E mi farei sentire di più ai tavoli europei: siamo la terza economia dell’euro, e se andiamo male noi crolla tutto; possiamo dire qualche no. E aggiungo un’idea: coalizziamo i paesi in difficoltà, Cipro, Portogallo, Spagna e Grecia. Avremmo molto più potere negoziale, perché i paesi ricchi sono interessati a che noi non ci sottraiamo al pagamento dei debiti».

Intervista a Paolo Leon di Antonio Sciotto da “il manifesto”, 06.05.2013

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Un welfare solo per donne e bambini?

apr27-1-imgInterventi selettivi contro la povertà possono portare buoni frutti, ma anche molti rischi. Il primo: rimuovere dalla sfera politica il contrasto alle condizioni che creano la diseguaglianza. Il ri-orientamento del welfare va fatto, ma nella prospettiva di un accentuato impegno alla riduzione delle disuguaglianze nelle condizioni di vita e di un universalismo attento alle differenze

di Elena Granaglia Continua a leggere »

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Munchau: “Fine dell’austerità con Letta? Sono solo chiacchiere”

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La nuova strategia europea di austerità morbida, di cui Enrico Letta appare oggi l’alfiere, è più che altro un’operazione cosmetica. La Germania non accetterà di attuare stimoli fiscali per il bene dell’Europa meridionale. E grazie al fiscal compact l’austerità durerà per quasi un’intera generazione. 

di Wolfgang Munchau dal Financial Times del 5 maggio 2013

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La recessione trainata dal credito

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A partire dallo scoppio della crisi è in atto una consistente riduzione dell’offerta di credito su scala globale. Tuttavia il comportamento delle banche risponde a criteri pienamente razionali in una logica di massimizzazione dei profitti. Ecco perché, se davvero si vuole uscire dalla spirale perversa che sta strangolando la nostra economia, deve intervenire l’operatore pubblico.

di Guglielmo Forges Davanzati da Micromega online

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L’austerità è l’ideologia dei super-ricchi

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L’influenza della dottrina dell’austerity non può essere compresa senza parlare anche di classi sociali e di diseguaglianza. Il programma dell’austerity rispecchia da vicino, la posizione dei ceti abbienti, ammantata di rigore accademico. Ciò che il più ricco un per cento della popolazione desidera diventa ciò che la scienza economica ci dice che dobbiamo fare.

di Paul Krugman

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