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Senza il Mezzogiorno anche il Nord declina

Schermata del 2013-10-28 14:50:31

di Daniela Palma e Guido Iodice da Left del 26 ottobre 2013

Che la caccia alle streghe sia la grande interprete dei periodi più bui, non è una novità. Non meraviglia, quindi, che nello svolgersi di una recessione economica che vede l’Italia tra i paesi più colpiti in Europa – con gli sprechi additati quale causa della crisi stessa – il Meridione torni ad essere impietosamente processato. Continua a leggere »

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Keynes tra razionalità e incertezza

jmk

Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo un estratto del “Ritratto” di John Maynard Keynes scritto da Andrea Terzi e pubblicato su Nuova informazione bibliografica, anno V, n. 4 / Ottobre-Dicembre 2008. 

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Appello al Presidente Letta in vista del Consiglio Europeo di domani

Gustavo Piga ha promosso il seguente appello al Presidente del Consiglio dei Ministri contro la cessione della residua sovranità fiscale all’Unione Europea. Ci sentiamo non solo di sottoscriverlo ma anche di diffonderlo e consigliare l’adesione ai nostri lettori.

Le adesioni possono essere inviate a: piga.gustavo@gmail.com oppure tramite change.org

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta.

Ill. mo Presidente,

«Il nostro destino può essere quello che vogliamo solo se l’Europa farà scelte diverse da quelle fatte finora». Queste sue parole, così importanti, furono pronunciate poco prima dell’insediamento del governo da Lei presieduto e del suo tempestivo e immediatamente successivo tour europeo.

Tra meno di 24 ore lei si recherà nuovamente a Bruxelles per un Consiglio Europeo che si annuncia decisivo per il destino dell’Europa, il primo dallo svolgimento delle elezioni tedesche.

Sono sempre più frequenti i riferimenti ad una richiesta proprio dalla Germania di accelerare sul fronte dei c.d. “contractual arrangements” ovvero degli accordi contrattuali che dovrebbero limitare ulteriormente la flessibilità dell’ultimo strumento di politica economica che i singoli Stati hanno ancora a disposizione, quello della politica fiscale, per fronteggiare una recessione che rischia di far esplodere tensioni sociali ed economiche insostenibili, mettendo a repentaglio la permanenza nell’area euro e dunque il progetto europeo.

Come da Lei stesso comunicato alla Camera dei deputati ieri 22 ottobre, “la strada per uscire dalla crisi non è costruire nuove gabbie di procedure, monitoraggi, sanzioni”.

Con questo appello la preghiamo di porre dunque senza indugi il veto, all’interno della riunione del Consiglio europeo, a qualsiasi proposta di ulteriore riduzione dell’autonomia fiscale dei singoli Paesi Stati membri dell’area euro.

Fonte: gustavopiga.it

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Gli effetti perversi del consolidamento fiscale

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Il consolidamento fiscale (aumento di imposte più tagli della spesa del governo) ha l’effetto di fare aumentare, anziché diminuire, il rapporto debito pubblico/Pil

di Domenico Nuti da Sbilanciamoci.info

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Per salvare le banche occorre salvare i clienti

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di Guglielmo Forges Davanzati da Micromega on line

Fra le misure contenute nella Legge di Stabilità 2014, è significativa la norma che consente la deducibilità delle perdite sui crediti bancari, abbreviandone il periodo, rispetto alla normativa precedente e a vantaggio delle banche, da 18 a 5 anni. La ratio la si ritrova nella convinzione che la restrizione del credito in atto dipende dalla sottocapitalizzazione delle nostre banche e che, dunque, per incentivarle a erogare prestiti si rendono necessari interventi che ne riducano il rischio di perdite. Si tratta di una disposizione che recepisce gli orientamenti teorici prevalenti, che imputano la stretta creditizia a fattori che possono considerarsi “interni” al sistema bancario.

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Legge di Stabilità 2014-16: rispetto dei vincoli europei e poche azioni di crescita

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di Paolo Pini1

 

La legge delega approvata ieri dal governo Letta ed inviata alla Commissione Europea conferma la rotta lungo la quale si muove il premier, che abbiamo indicato pochi giorni or sono (link), ovvero il rispetto dei vincoli europei, previsti nel Patto di Stabilità e Crescita, e poco altro.

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La manovra di Letta è un’aspirina contro il cancro

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Dopo tanti sacrifici molti attendevano che la manovra economica del governo Letta ridesse fiato all’economia italiana, la quale dal 2007 ad oggi ha perso addirittura il 9 per cento della produzione di beni e servizi e ha visto raddoppiare la disoccupazione, da un milione e mezzo a tre milioni di unità. Riuscirà la manovra nell’impresa, portando il Pil a crescere almeno di un punto percentuale nel 2014 come il governo prevede?

di Riccardo Realfonzo da ilfattoquotidiano.it

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Un Letta è per sempre

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“Un governo è … per sempre, come un diamante”[1] (benché  insanguinato)[2]. Al governo Letta è stata confermata in Parlamento la fiducia dalla sua “strana maggioranza”, dopo una crisi-farsa. La sua politica si muove in linea coerente con le politiche di austerità dell’Europa tecnocratica, ed il futuro semestre italiano nel 2014 non prospetta alcun cambio di rotta. Nel frattempo in Europa le politiche recessive proseguono e minano i deboli segnali di ripresa, ed in Italia, immolati all’immobilismo più che alla stabilità, “un governo è per sempre, … ed il paese può attendere!”.

Questo testo è l’Epilogo al volume di Paolo Pini, Lavoro, contrattazione, Europa. Per un cambio di rotta, che raccoglie vari interventi, in forma rivista, usciti su diversi social network e siti web nell’ultimo anno. Il volume uscirà a breve per Ediesse, Roma.

di Paolo Pini*

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Le mille bolle dei mercati finanziari

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Il Nobel per l’Economia 2013 a Fama, Hansen e Shiller per le loro analisi sulla previsione degli andamenti dei mercati finanziari. Sebbene confutata sul piano scientifico, la tesi dei mercati finanziari efficienti continua a dominare la scena politica

di Emiliano Brancaccio e Marco Passarella, da Economiaepolitica.it

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Robert Shiller: “Le bolle finanziarie sono come le epidemie”

robert_shiller.top

Pubblichiamo un recente articolo del neo-premio Nobel Robert Shiller, uno dei maggiori studiosi della finanza comportamentale. Dalla lettura dell’articolo emerge la distanza di analisi tra l’autore ed Eugene Fama, che con lo stesso Shiller e Lars Peter Hansen condivide il Nobel per l’Economia 2013.

di Robert J. Shiller

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