Italia
La spending review si accanisce sui redditi bassi
di Roberto Romano da Economia e Politica Il decreto legge n° 95 del 6 luglio 2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi pubblici”, è l’ultima puntata di una serie di manovre correttive del bilancio pubblico italiano.
E’ necessaria una critica dell’economia politica
di Alfonso Gianni Dobbiamo all’appello contro il “furto d’informazione”, comparso pochi giorni fa su il Manifesto e alle autorevoli firme che lo sottendono, se tra i caldi dell’estate si è infilato qualche refolo di dibattito economico. Se ne è accorta anche la grande stampa, proprio quella giustamente messa sotto accusa dai firmatari dell’appello. A essere […]
I giovani e il Decreto Sviluppo
Il recente decreto sviluppo individua un obiettivo giusto: contrastare la disoccupazione intellettuale giovanile. Ma gli strumenti che predispone sono inefficaci e sbagliati perché derivano dal tentativo di coniugare rigore e crescita e da un’impostazione di politica economica interamente declinata dal lato dell’offerta. di Guglielmo Forges Davanzati da MicroMega on line
Il gioco delle parti tra Monti e Merkel sugli Eurobond
Sulla questione dei titoli a garanzia europea tra Monti e Merkel si è svolto un siparietto, utile a entrambi. Meglio pensare alle cose concrete plausibili e utili: fondi per la stabilizzazione e reflazione tedesca – di Domenico Mario Nuti
Francesco Giavazzi e l’instabilità del capitalismo
Mentre lo spread tocca quota 530, è bene non distrarsi rispetto alle medicine sbagliate in preparazione presso la farmacia del governo Monti, poiché queste non faranno altro che aggravare la malattia. Tra queste medicine controproducenti, la riforma degli incentivi alle imprese nell’ambito della spending review.
Perché lo spread sale? [video]
Venerdì il differenziale tra titoli di stato decennali di Italia e Germania, il famigerato spread, ha di nuovo toccato quota 500. Significa che l’Italia deve pagare sui buoni del tesoro un interesse superiore del 5% rispetto a quello che il governo tedesco paga per i suoi bund. Perché? A leggere i giornali sembrerebbe che la […]
Venti anni di decrescita chiamata “fiscal compact”
Ieri la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il cosiddetto “fiscal compact” e il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), l’architrave dell’austerità. Il paese è obbligato quindi, nei prossimi vent’anni, a portare il suo debito pubblico dal 126% (previsioni FMI per il 2012) al 60% del PIL. Si tratta di circa 45 miliardi di […]
Il Corriere sbaglia, l’Italia non è keynesiana
Il sito greenreport.it ci ha chiesto un commento all’editoriale del Corriere della Sera di ieri. Lo ripubblichiamo qui. di Guido Iodice e Daniela Palma, Keynesblog.com per greenreport.it L’editoriale di Antonio Polito pubblicato sul Corriere della Sera del 18 luglio 2012 (Le risorse immaginarie) purtroppo non si distingue nel panorama degli articoli che, almeno da due […]
Ridurre le ferie non farà crescere il Pil. L’ultima, insensata, proposta del governo Monti
Se si cancellasse una settimana di ferie, il Prodotto Interno Lordo crescerebbe di un punto percentuale. E’ quanto si legge in questi giorni sui maggiori quotidiani che riprendono la proposta del governo di eliminare alcuni giorni di ferie, farcita di insensate previsioni sui presunti effetti positivi dell’aumento forzato di ore lavorate nel nostro paese.
La spending review contro il Welfare State
La spending review cui sta lavorando il governo ha ben poco a che vedere con un’operazione finalizzata solo a ridurre gli sprechi. Il pericolo è che si metta in campo un potente meccanismo di (ulteriore) destrutturazione del welfare legittimando l’assunto (assai discutibile) che tutto ciò che è pubblico è fonte di inefficienza. di Guglielmo Forges Davanzati da Micromega […]