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La figlia di Angela Merkel e François Hollande

Dicono che chi è sazio non può capire chi è affamato; io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.

Fedor Dostoevskij, da “Umiliati e offesi”

Il voto di ieri in Francia che ha visto il Front National di Marine Le Pen affermarsi come primo partito a livello nazionale e conquistare il primo posto in quasi la metà delle regioni, è il risultato di una lunga sequela di errori da parte del presidente francese François Hollande. Errori iniziati già all’inizio del suo mandato quando, dopo una campagna elettorale condotta all’insegna del cambiamento dei rapporti di forza tra Germania e Francia, con la proposta di revisione dei trattati europei, il presidente francese si recò a Berlino per rendere omaggio alla Cancelliera Angela Merkel, promettendole eterna ubbidienza. Poco tempo dopo la Francia ratificò il Fiscal Compact.

Sì, è vero che nel voto francese non c’è solo euroscetticismo e il tradizionale revanscismo francese, affiorato a più rispese negli ultimi decenni, sin dalla risicatissima vittoria del referendum sul Trattato di Maastricht, passando per la bocciatura di quello sulla Costituzione europea e arrivando al voto di ieri. C’è in questo voto la paura del terrorismo e c’è la paura dell’immigrazione che – così pare a molti, anche se non è del tutto vero, come dimostrano le ricerche empiriche – mette i poveri francesi in concorrenza con i poveri che vengono dal resto del mondo. 

Ma a ben vedere tutte queste contraddizioni secondarie, per usare un’espressione della tradizione marxista, fanno capo a quella principale, che nel caso della Francia e dell’Europa è costituita dalla perdurante crisi economica con elevati tassi di disoccupazione, mentre i partiti tradizionali appaiono (e sono) distanti ed inutili.

I “perdenti della globalizzazione” stanno facendo la differenza. E così negli anni sono cresciute in Europa le forze antiausterità. A volte esse hanno tratti progressisti e spesso non pregiudizialmente antieuropei, come in Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. In altri casi, invece, il malcontento è stato intercettato dalle forze di estrema destra, palesemente contrarie all’Europa in quanto tale, come in Francia e in parte in Italia. Non a caso questo accade più facilmente dove il centrosinistra è al governo, poiché esso viene percepito (ed è, in effetti) parte del problema e non della soluzione. Il socialismo europeo si è reso praticamente indistinguibile dal partito dell’austerità e in qualche caso ne esprime addirittura la prima linea: Jeroen Dijsselbloem, presidente di quell’Eurogruppo dove la Grecia è stata sottoposta ad una vera e propria tortura fiscale, è un esponente del Partito del Lavoro olandese. Questa deriva liberista e austeriana del socialismo europeo, peraltro, non è una caratteristica limitata all’eurozona, se si pensa ad esempio al Labour Party britannico, solo recentemente passato di mano ad un leader di sinistra.

Se il FN è arrivato primo e il Partito Socialista solo terzo, non c’è quindi motivo di stupirsi. Marine Le Pen è figlia degli errori di Hollande ed Angela Merkel. Così come in Italia l’ascesa della Lega è figlia degli errori del PD: l’appoggio al governo Monti prima e ora la timidezza del governo presieduto da Matteo Renzi, che pur rendendosi forse conto del cappio costituito dall’austerità europea, non sembra abbastanza determinato ad agire contro di essa, ed anzi si dice convinto che la strada della ripresa passi dalle riforme strutturali.

Ora bisognerebbe riparare, ma c’è poco da sperare. Comunque, per farlo, a ben poco serviranno le buone parole pro-immigrati, la retorica laica o cristiana dell’accoglienza del diverso e cose del genere, le quali pure esprimono nobili sentimenti, che però vengono spazzati via in un battibaleno quando il padrone di casa bussa per l’affitto e tu sei disoccupato. Se si vuole combattere il pericolo delle destre nazionaliste, l’unico rimedio efficace è combattere la disoccupazione come si combatterebbe una guerra (ma non per questo combattendo una vera guerra). 

Un grande liberale, William Beveridge, scrisse una volta:

Fin tanto che la disoccupazione cronica di massa sembrerà possibile, ogni uomo apparirà come nemico dei suoi compagni nella lotta per avere un posto. Da questa lotta sono favorite molte manifestazioni ancora più spiacevoli: l’odio contro gli stranieri, l’odio contro gli ebrei, l’inimicizia fra i sessi. Il mancato impiego delle nostre forze produttive è la fonte di una serie interminabile di mali. Quando questo mancato impiego sarà stato eliminato, sarà aperta la via a un progresso concorde senza la paura.

Se si vuole fermare l’ondata della destra nazionalista in Europa c’è un’unica via: dichiarare che la disoccupazione è un male maggiore del deficit di bilancio e agire di conseguenza. La tecnocrazia europea si lamenterebbe, il dottor Schaueble minaccerebbe, ma di fronte a due grandi paesi come Francia e Italia non ci sarebbe molto da fare. Purtroppo ci sono poche speranze che ciò accada. In caso contrario è difficile escludere che la destra nazionalista giunga al potere in un paese decisivo e metta in atto le sue funeste promesse. 

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12 commenti su “La figlia di Angela Merkel e François Hollande

  1. e quali sarebbero le “funeste promesse” della destra? oggi il voto alla destra è un toccasana per ogni Paese europeo, in termini di politiche economiche anti-austerità e maggiore sicurezza

  2. Quali sono i pericoli delle destre nazionaliste?

    • Ci sono molteplici esempi anche vicino a noi (ad esempio la Turchia)

      • L’€uro è di destra. Di conseguenza scandalizzarsi per l’ascesa dell’estrema destra all’interno dell’€urozona è l’equivalente di avere una casa sotto un cratere vulcanico e stupirsi perché c’è la lava in salotto.
        Cosa vi aspettavate?

      • rispondo all’intervento di IO.
        la tecnocrazia non è di destra nè di sinistra, è prevaricazione dell’alta finanza a danno dei popoli e basta, e l’imposizione dell’Euro non sfugge a questa regola, in quanto ha determinato un pesante attacco anche ai valori tradizionali della destra storica (Dio, Patria, Famiglia) in Italia come in tutti gli altri Paesi.
        Il riferimento alle radici cristiane dell’Europa è stato perfino evitato nella Costituzione europea; la globalizzazione, il buonismo ed il multiculturalismo hanno svuotato di ogni senso le realtà nazionali, l’attaccamento alla propria identità nazionale ed alla propria patria; infine la famiglia tradizionale come nucleo e riferimento fondamentale della società è stata quotidianamente attaccata a colpi di unioni gay, strumentalizzati per avviare l’apertura di un altro ricco mercato e la legalizzazione di una moderna forma di schiavitù della donna, quella dell’utero in affitto.
        Preciso questo per evitare di continuare a confondere una precisa strategia del finanz-capitalismo internazionale, di cui l’Euro è uno strumento, con le politiche di destra

  3. “dichiarare che la disoccupazione è un male maggiore del deficit di bilancio e agire di conseguenza”
    Ok. Ma se ti dicono di no(assolutamente scontato) cosa fai?
    L’euro ha ucciso Keynes. Dentro l’eurozona non c’è alcuna possibilità di fare politiche di sinistra. Serve il coraggio di immaginare un’alternativa fuori dalla eurozona.

  4. certo che quando si leggono articoli come questo, sembra che il tempo non sia mai passato (e cioe che viviamo ancora all,inizio del 19esimo secolo,destra sinistra socialisti comunisti, sindacati, liberali e chi piu ne ha piu ne metta) per esempio si scorda che in europa quasi tutti gli stati si sono dovuto mettere sotto i piedi, diritti e costituzioni nati dal sangue e da guerre partigiane, oltre che dalla lotta di classi , si dimentica come è nato e da chi è stato voluto questo abborrimento di europa. si dimentica del fordismo,del revisionismo ma soprattutto della mistificazione e confusione che i cosidetti “sinistri” fanno volutamente tra internazionalismo proletario, e globalizzazione elitaria filo capitalista colonialista ed imperialista. toto’ avrebbe detto, chi hollande socialista!” ma mi faccia il piacere. un,altra cosa che l,autore non dice, è che l,amore (anche la “patria”) in una maniera od un,altra se la deve guadagnare, e si ama quando si da’, ma si riceve pure. un,ultima cosa pensate veramente che attualmente ci siano ancora comunisti socialisti liberali ma anche democratici tra i politici.

  5. L’ha ribloggato su pietrobarnabee ha commentato:
    Un’analisi completa della vittoria del FN in Francia, e della situazione economico-politica europea.
    Buona lettura :)

  6. Secondo me con tutti i parassiti , ladri e mafiosi che abbiamo in Italia se vogliamo salvarci , mi dispiace dirlo ma ci vorrebbe un po’ di dittatura pesante che faccia pulizia fondo di tutta questa mmerda che ci sta soffocando !!!!!!!

  7. Amo l’Europa, quella vera, quella della storia, ma sono profondamente deluso dall’Unione Europea con i suoi valori “umanisti” e massonici. Del resto non bisognava farsi illusioni sui caratteri dell’Unione Europea. I valori umanisti, in nome dei quali gli attuali europeisti, compresi quelli di sinistra, pontificano, sono stati in realtà il mezzo culturale mediante il quale la finanza apolide, alla conquista dei mercati e del mondo, ha imposto la sua egemonia. Spiace dirlo ma è così. Ecco perché ora i socialisti francesi, ma anche i repubblicani di Sarkozy, appaiono come i falliti della storia: tutte le loro promesse di un mondo migliore si sono rivelate fuffa ed è apparso, senza più veli, il vero “Padrone del mondo” per dirla con il famoso romanzo profetico-teologico di Robert Hugh Benson, di inizio novecento. Di fronte a questa deriva non mi meraviglia il trionfo delle forze nazionaliste e, pur non condividendone molte cose, non posso non riconoscere che esse oggi esprimono un profondo sentire comune anti-globalista. Si tratta non più del nazionalismo aggressivo novecentesco – anche se nulla ci assicura che un domani non possa tornare ad esserlo – ma di una popolare reazione difensiva contro lo strapotere incontrastato, soprattutto dalla sinistra, della finanza mondiale che sta effettivamente rovinando i popoli minacciandone il futuro. Il vero pericolo è che in questo scenario le antiche ferite della storia, mai effettivamente sopite nonostante tutte le politiche transfrontaliere di Bruxelles, tornino a riemergere. Lorenesi contro francesi, tedeschi contro greci, polacchi contro ungheresi ed alsaziani contro tutti. Un po’ come da noi nei rapporti tra settentrionali e meridionali. A dimostrazione che i processi di trasformazione dettati da motivazioni di mercato non sono, almeno non sono da soli, capaci di sanare quelle antiche ferite. Le identità dei popoli sono forgiate dalle vicende storiche e spirituali. Esse cambiano, certo, nel tempo ma non in pochi decenni per dettato eurocratico. Voglio dire che l’Europa, quale identità spirituale comune, esisteva secoli fa nonostante i conflitti ad essa interni. Oggi invece restano solo i conflitti ed una eurocrazia che più opera nell’illusorio tentativo di risolverli, ma al solo fine di aprire i mercati, e più li aggrava. In ogni caso, la realtà, l’amara realtà, è che gli operai licenziati dalla fabbriche transalpine, che chiudono o delocalizzano, hanno perfettamente capito che il capitale apolide, transnazionale, diventa capitale antinazionale e quindi anti-operaio: ecco perché non votano più per la gauche ma per il Fronte Nazionale. Personalmente non me la sento di dare loro addosso e penso che anche la democrazia se viene avulsa da un contesto “a portata d’uomo”, ossia comunitario ed al massimo nazionale, diventa un vuoto simulacro che inevitabilmente abdica al potere economico globale. Credo che solo mediante un ritorno sulla scena di una politica legata ad un senso dell’appartenenza, non però esclusivista ossia xenofobo, si potrà pensare a forme inter-nazionali, “inter” e non a-nazionali, di convivenza tra i popoli. L’Occidente non sembra seguire questa linea, al contrario ad esempio di Putin che sempre richiama i partner occidentali al rispetto del diritto internazionale, puntualmente violato quando ci sono di mezzo gli interessi della maggior potenza mondiale, gli Stati Uniti. Ad ogni modo il futuro, a mio giudizio, ci riserverà grandi sorprese. Luigi.

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