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La non-soluzione di Cipro

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Approvato il piano di aiuti e trovata all’ultimo istante una via d’uscita al rischio fallimento di Cipro. I mercati finanziari festeggiano nella mattinata, ma l’ennesima toppa della Troika non rimette in alcun modo in discussione e non incide sulle cause strutturali che hanno portato alle recenti crisi nei Paesi europei. 

di Andrea Baranes da Sbilanciamoci.info

Cipro è salva. Dopo un forcing durato tutto il fine settimana e frenetici incontri tra il presidente cipriota e gli emissari della Troika (Commissione europea, Fmi e Bce), i ministri delle finanze della zona euro hanno ratificato il piano di salvataggio. Sbloccati i 10 miliardi di aiuti europei, evitata la bancarotta, le Borse festeggiano, scende lo spread.
Per ricevere i 10 miliardi, Cipro si è impegnata a trovarne altri 7. Questi arriveranno in particolare colpendo i depositi bancari sopra i 100.000 euro presso la Bank of Cyprus, la principale del Paese. I depositi potrebbero essere congelati e trasformati in obbligazioni di Stato. La seconda banca, la Laiki Bank, potrebbe essere chiusa, creando una “bad bank” con i debiti e girando gli attivi alla stessa Bank of Cyprus. Nelle prossime settimane la Troika dovrà stabilire l’entità delle perdite per la Bank of Cyprus e più in generale le misure che dovrà adottare il governo cipriota.
È stato scongiurato il prelievo forzoso sui depositi al di sotto dei 100.000 euro, una misura che avrebbe potuto avere conseguenze deflagranti. Prima di tutto ovviamente per i cittadini ciprioti ma più in generale costituendo un precedente pericoloso con il rischio di un effetto contagio. Di fatto, è bastato accennare a questa possibilità, la scorsa settimana, per scatenare il panico sui mercati europei. Fino a oggi i conti correnti sotto tale soglia erano considerati assolutamente sicuri, in particolare perché in tutta Europa è prevista una garanzia pubblica in caso di fallimento della banca, per depositi inferiori proprio ai 100.000 euro.
La scelta di intervenire unicamente sui depositi di maggiori dimensioni andrà a colpire i cittadini più ricchi e prima ancora gli stranieri, russi in testa, che negli scorsi anni hanno scelto Cipro per depositare all’estero una parte delle proprie ricchezze. Di fatto si potrebbe affermare che con l’accordo raggiunto nella notte Cipro ha deciso di guardare a Bruxelles e non a Mosca.
Tutto bene, quindi? Dipende. Ancora una volta l’Ue la Troika sono riuscite a mettere una toppa all’ultimo momento, evitando così la bancarotta di uno Stato sovrano, con conseguenze imprevedibili. Ma continuare a mettere delle toppe quando sta franando una diga non può portare da nessuna parte. Un piano di aiuti che rappresenta circa lo 0,1% del Pil europeo ha tenuto l’Ue con il fiato sospeso per una settimana.
Una toppa che non aggredisce in nessun modo le cause della crisi. Delle cause legate a un sistema finanziario fuori controllo e cresciuto in maniera ipertrofica. Dal dopoguerra alla fine degli anni ’70, Wall Street ha avuto una dimensione pari a circa il 15% del Pil statunitense. A fine anni ’80 toccava il 35%. Dieci anni dopo il 150%. Nel 2006 la finanza superava il 350% del Pil, e questa gigantesca bolla ha trascinato il mondo nella peggiore recessione degli ultimi decenni. Cifre impressionanti, ma nulla rispetto a cosa avveniva in un’isola che ha fondato sui servizi finanziari la propria ricchezza. Le banche di Cipro hanno attivi pari all’800% del Pil nazionale. Che senso ha una finanza otto volte più grande del sistema economico di cui dovrebbe essere al servizio?
Ma c’è di peggio. La finanza non è unicamente la causa della crisi, è il fine ultimo delle politiche. Nella vicenda cipriota, il problema di fondo riguarda un sistema bancario europeo non solo troppo grande, ma soprattutto troppo intercorrelato per potere fallire. L’elemento scatenante della crisi delle banche cipriote è nell’ammontare di titoli greci nel loro portafogli. Come la crisi greca ha contaminato la finanza cipriota, Cipro avrebbe potuto contaminare altre nazioni, innescando un effetto domino sul fragile sistema bancario europeo.
Ma c’è ancora di peggio. La finanza non è unicamente causa e fine. È anche il giudice che decide se le istituzioni politiche fanno abbastanza per salvarla e compiacerla. Quali sono e potranno essere i sacrifici che dovranno accettare i cittadini ciprioti è del tutto secondario. L’ennesima toppa sembra momentaneamente placare l’ira del Moloch finanziario. Le Borse festeggiano, lo spread cala. Poi esce la notizia che l’Ue potrebbe non rivedere i 10 miliardi di euro di aiuti dati a Bankia, quarto gruppo bancario spagnolo e che ha chiuso il 2012 con una perdita record. Zoellick, ex-presidente della Banca mondiale, segnala che la Francia potrebbe essere “il prossimo malato”. Gira voce che Moody’s potrebbe abbassare il rating italiano. E l’euforia del mattino diventa un nuovo crollo dei mercati nel pomeriggio. Per oggi Cipro è salva, domani chissà. Tutto bene, madama la Marchesa. Avanti così.

fonte: www.sbilanciamoci.info

Sullo stesso argomento: “La crisi di Cipro e la svolta darwiniana della BCE” di Emiliano Brancaccio

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19 commenti su “La non-soluzione di Cipro

  1. E la soluzione qual’era allora? Non mi si dica uscire dall’euro dato che é proprio quello che i ciprioti non hanno voluto.

    • Non mi pare che i ciprioti siano stati consultati.
      A meno che tu identifichi i ciprioti con il governo. Peccato che l’ultimo progetto, quello del 30%, non sarà sottoposto al parlamento (che aveva bocciato quello del 6,75 e del 9%).

      • Certo é che se dobbiamo fare un referendum per ogni affermazione, non ne veniamo piu’ fuori. E ovvio che facevo riferimento alle istituzioni cipriote. E anche se il parlamento cipriota non sia investito direttamente, cos’é il governo non é pur sempre un istituzione?

        Ma sembra che tu abbia le idee chiare, allora quale era la soluzione piu’ intelligente, escluso l’abbandono della moneta unica, per le cause precedenti?

      • Perchè si deve escludere l’eventuale libera scelta di uscire dall’euro?

        Restando invece nell’ambito della valuta comune, la BCE ha dato alle banche 1000 miliardi di euro alla sola condizione che siano restituiti entro 3 anni al tasso dell’1% annuo. Altri 18 miliardi erano troppi?

        Ma se proprio si vuole infierire su Cipro, avrei chiesto di adeguare il loro sistema fiscale a quello medio europeo. E’ assurdo che all’interno di un’unione monetaria vi sia – tra le altre cose – la possibilità che qualche paese sia di fatto un paradiso fiscale. Non può essere che l’interesse di un paese prevalga sull’interesse dell’intera unione ad avere regimi fiscali il più possibile uniformi.

      • Ma per la semplice ragione che devono essere i ciprioti a deciderlo non gli euroscettici sparsi tra i paesi EZ.

        E poi la BCE non ha dato proprio niente alle banche, ha solo proposto prestiti a tassi agevolati a cui hanno fatto richiesta alcune banche. (Teoria endogena della moneta, vero Guido?)

        Daltra parte condivido l’idea di un coordinamento piu’ forte in ambito europeo.

      • Non sono gli euroscettici a decidere per Cipro. Ma neanche i N-euro fondamentalisti. Infatti ho scritto: “Perchè si deve escludere l’eventuale libera scelta di uscire dall’euro?”, ovviamente riferito ai ciprioti, dato che tu davi per scontata una condivisione che non è mai stata espressa.

        I 1000 miliardi alle banche, la BCE li ha dati eccome. Tanto che alcune banche hanno cominciato a restituirli.
        E dato che invochi il curatore del blog, hai dato un’occhiata a

        https://keynesblog.com/2013/03/22/l-enorme-problema-di-cipro/

      • Ma infatti i ciprioti, ripeto, hanno preferito l’accordo. Diciamo che non contano né neuroscettici né eurofili. (Siamo pari e spero che lo scambio di complimenti si fermi qui)

        Ripeto, la bce ha finanziato chi ha fatto richiesta, non ha stampato e obbligato le banche o tappato i buchi di bilancio.

      • dici che la BCE ha finanziato le banche che ne hanno fatto richiesta, vero… ma cosa e’ successo con Cipro?

        http://vocidallestero.blogspot.it/2013/03/sapir-su-cipro-draghi-usa-il-blocco.html

        Due pesi e due misure?

        Non è ancora chiaro che l’euro è uno strumento politico di predominio?

        AlessandroV

      • Il governo ha accettato l’accordo.
        Se i ciprioti l’hanno accettato … lo vedremo presto.

        Anche le banche cipriote avevano fatto richiesta di 18 miliardi. Ma a differenza di un anno fa, la BCE ha imposto delle condizioni che mettono in dubbio la fiducia tra i risparmiatori e le banche (non solo a Cipro).

        Le banche cipriote avevano dei problemi, mentre i 1000 miliardi erano una libera elargizione di Mario Draghi ai buoni e meritevoli? L’anno scorso, metà del sistema bancario europeo non si fidava dell’altra metà e il mercato interbancario si era praticamente prosciugato. Era una crisi di liquidità. Analogo problema vi era a Cipro. Dopo l’imposizione di questo accordo, avremo trasformato un problema di liquidità in un problema di solvibilità, dato che non si potranno sequestrare per sempre i depositi dei non residenti. E quando prima o poi sarà permesso di trasferire i capitali all’estero, voglio vedere come risolveranno il problema di restituire una somma pari a 4-5 volte il pil cipriota.

      • Francamente non capisco, non devono pagare gli stati altrimenti ci rimette il piccolo contribuente; non gli azionisti, obbligazionisti, depositanti perché é un sequestro; chi pago io cosi’ per sfizio? (Nonostante l’abbia già fatto tramite i fondi esm della simbolica cifra di 10 miliardi).

        Io dico che il contribuente locale non deve essere coinvolto altrimenti la spirale crisi bancaria-crisi di debito non si rompe: ma azionisti, obbligazionisti, depositanti sopra i 100000 devono fare la loro parte. E alla grande.

      • La storia del blocco totale é un bel sogno; la bce ha fornito in questi giorni molta piu’ liquidità del passato. Ma poi come si puo’ pensare a un blocco in un sistema finanziario globalizzato dove ogni banca ha sportelli direttamente o indirettamente ovunque fuori dalla UE? Bagnai forse.

      • Le banche di un paese dell’area euro possono essere bloccate con un click inibendo il TARGET2

      • target2 non funziona da un pezzo, se é per questo.

      • Il TARGET2 non funziona solo in prospettiva democratica, ma nella prospettiva di dominio funziona egregiamente ed in ogni caso è il sistema obbligatorio di gestione dei flussi di capitali nel il circuito interbancario dell’area euro.

        Dobbiamo alla minaccia del blocco del TARGET2 il golpe bianco di Draghi-Napolitano-Monti.

    • Con il blocco delle transazioni con il resto dell’eurozona di fatto è una uscita parziale dall’euro che diventa così di serie B. La moneta unica ha due caratteri principali: 1) stesso valore nell’intera eurozona; 2) libertà di movimento entro l’eurozona senza costi e restrizioni. Come si vede quest’ultima è stata violata. Pertanto l’euro che si trova a Cipro ora non può uscire (legalmente). Viene trattato come una moneta locale che non può uscire! Questo viene ancora taciuto sapientemente da tutti i media! Apriamo gli occhi, gente! La fiducia è stata minata e nessuno sa cosa succederà quando riapriranno le banche. Staremo a vedere.

    • i ciprioti erano e sono in piazza con cartelli raffiguranti la merkel come hitler. e bruciano bandiere della UE. secondo te cosa cavolo volevano?

      se tu fossi un risparmiatore con 150 mila euro in bank of cyprus e ti troveresti con 20 mila euro in meno dalla sera alla mattina saresti contento?

    • target 2 non funziona da un pezzo in un senso…perchè nell’altro sta venendo riequilibrato sul sangue dei cittadini sud europei.

  2. Bisognava intervenire tempestivamente per scongiurare una catasrofe finanziaria che avrebbe investito anche i paesi europei. La troika ha aspettato a intervenire perchè voleva trovare garanzie economiche meno ecclatanti (prelievo forzoso dai conti bancari), ma non ha trovato nessun accordo. Almeno sono riusciti a salvaguardare i depositi bancari inferiori ai 100mila euro.

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