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La contraddizione di Fassina

fassi bersi

Stefano Fassina, responsabile economico del PD, su “L’Unità” di ieri [link] ha analizzato le cause della sconfitta del centrosinistra in collegamento con i temi europei. Un’analisi convincente, in cui Fassina spiega che il voto a Grillo non è solo “anticasta”. Sono però le conclusioni a lasciare perplessi.

Procediamo con ordine. Secondo il “giovane turco” del PD:

Lo scenario per larga parte dell`euro-zona è di depressione, aumento della disoccupazione e innalzamento del debito pubblico. Austerità autodistruttiva e svalutazione del lavoro aggravano la questione sociale e, inevitabilmente, la questione democratica. Gli elettori italiani a stragrande maggioranza hanno detto no all`Agenda Monti, ossia all`agenda dell`euro-zona….

Le economie periferiche dell`euro-zona sono in una depressione di intensità superiore a quella vissuta durante le seconda guerra mondiale…

La Germania e i suoi satelliti vivono nel migliore dei mondi possibili, mentre i Paesi periferici e, sempre più la Francia, sono soffocati in un scenario di profonda sotto-occupazione e aumento del debito pubblico: tassi di interesse reali negativi per le aziende tedesche e tassi proibitivi per le aziende dei Piigs; impossibilità per i competitore europei della Germania di svalutare; Euro meno forte di quanto sarebbe stato il Marco. In sintesi, il Titanic euro si avvicina a velocità sempre più alta all`iceberg.

A questo aggiungiamo quanto sostenuto dallo stesso Fassina durante la direzione nazionale del PD: un partito progressista dell’Europa periferica, in questo quadro, non ha speranze.

Quindi, sarebbe la conclusione logica, il PD dovrebbe impegnarsi a cambiare il quadro. Dovrebbe proporre un governo anti-austerità e avversario del mercantilismo tedesco. Dovrebbe disubbidire alle imposizioni, così come fanno gli enti locali italiani contro i vincoli del “patto di stabilità interno”.

Ma, al contrario di quanto sembrerebbe consequenziale, Fassina nell’ultima parte dell’articolo propone di formare un governo per, tra l’altro, “completare il trasferimento alla Commissione europea dell`autorità sulle politiche di bilancio (come previsto dal «Two pack»)”. Uno strumento che è stato peraltro approvato proprio ieri dal parlamento europeo con il voto favorevole del PD e dei socialisti europei.

vincoli

Come è possibile, ci chiediamo, muovere da un’analisi ed arrivare alla conclusione opposta, ovvero quella di accelerare la cessione dell’autonomia fiscale residua al livello europeo, senza alcuna contropartita, e per di più ad un organismo che oggi è il baluardo più inamovibile dell’austerità, un organismo il cui commissario agli Affari economici è il falco dell’ “austerità espansiva” Olli Rehn? Come è possibile auspicare che il nuovo governo sia in grado di “ridefinire gli obiettivi nominali di deficit e debito pubblico” per favorire politiche di spesa, quando questi obiettivi non sono più nelle mani dei singoli stati? Come è possibile scagliarsi contro l’austerità e l’Agenda Monti e poi ritagliarsi il ruolo di sostenitori degli strumenti che, tramite il rafforzamento del vincolo esterno e senza previsioni di una politica fiscale federale, rendono l’austerità un dato non più modificabile?

Se la linea del PD continuerà ad essere così “euroreligiosa” difficilmente le prossime (probabilmente ravvicinate) elezioni potranno regalare al centrosinistra la maggioranza. E a nulla varrà lamentarsi delle conseguenze.

p.s. In proposito, consigliamo di leggere questo interessante articolo di Ashoka Mody [link], già capo missione del FMI in Germania e Irlanda, che partendo da un’analisi simile, al contrario del responsabile economico del Partito democratico propone di ridare agli stati il controllo delle politiche fiscali e di bilancio, proprio per ricostruire l’Europa su basi più paritarie.

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20 commenti su “La contraddizione di Fassina

  1. Fassina è una Capra…come Economista vale meno di detto animale. Come può affermare una Cosa ed unirla al suo Opposto ?! Un vero Genio ! :-)

    • Non esageriamo con le valutazioni avventate ed irrispettose nei confronti del responsabile economiche del Pd. Lo dice uno che non ha votato Pd alle ultime elezioni politiche, ma più a sinistra. Credo che Fassina deve ancora affrancarsi da una sorta di sudditanza da un partito che non ha il coraggio di fare scelte coraggiose in materia di politica economica. Interessante è invece capire perchè il PD è ancora cosi timido nel rivendicare una legittima automomia in politica economica rispetto all’Europa, ben conoscendo che l’austerità espansiva” non ha creato consensi per nessuno nel nostro paese.

      • Sembra invece il tipico comportamento del politico rinnovato nell’era dell’informazione: esporre i problemi attuali (nel vecchio metodo il politico diceva cosa il popolo voleva sentir dire) e fare quel che gli pare

  2. In naked capitalism e nelle analisi di wolf si evince chiaramente che il problema è una classe politica di parte se nn corrotto la quale si sente estranea ai problemi, immensi, della cittadinanza. Chi lo dice in maniera esplicita, chi implicita, ormai la situazione è questa :/

  3. L’ho sentito anche in tv… o è stupido e non capisce o è la tipica tattica del venditore: prendere l’obiezione del cliente e snocciolarla verso una falsa conclusione pur di vendere il prodotto.

  4. No, Fassina capisce benissimo ogni cosa. Chiedo scusa per l’espressione, ma non trovo una migliore, – FASSINA é UNA PICCOLA ED IMPAURITA PROSTITUTA POLITICA.

  5. Ho votato Vendola sperando in un condizionamento delle politiche di accettazione acritica dell’austerità depressiva ma non è valso a nulla. Il PD non ascolta e non vuole sapere: Napolitano con l’incarico a Monti ha seppellito l’Italia e la sua economia provocando un danno che pagheranno molte generazioni di italiani in futuro.

    • “…Napolitano con l’incarico a Monti …” con il voto di Tutto il Parlamento Italiano ( escluso la Lega ) .

      • La quale Lega aveva partecipato al governo Berlusconi, non meno responsabile del disastro a cui ha condotto l’Italia.

      • E, aggiungo, votando in Senato – con l’IDV – il ddl attuativo del pareggio di bilancio in costituzione. Della serie, alla camera striscioni, in senato pecoroni.

  6. Le cose sono due: o Fassina è stupido (il che sarebbe grave) oppure è in malafede (il che sarebbe peggio).
    Il PD, ad ora, è il principale nemico del paese. Il fatto che sia una creatura di Prodi dovrebbe far riflettere.

  7. La realtà è che è difficile ammettere una serie di errori. Il primo errore fu la seprazione Banca d’italia-Tesoro che portò gli interessi alle stelle e il rapporto debito/PIl a livelli mai visti , poi si pensò che con l’euro ci saremmo difesi dagli interessi ma quando la Germania ha cominciatto ad abbassa
    re il costo del lavoro per attuare la politica mercantilistica difesa dal cambio fisso dov’erano i nostri grandi pensatori economisti e politici ? Adesso ammettere che le politiche sono state sbagliate è difficile, certo il centro destra dopo averci portato al quasi fallimento la fa facile a scaricare le colpe sull’euro

  8. Io credo sia possibile anche la seguente interpretazione, che renderebbe le due affermazioni di Fassina compatibili:
    1) a livello europeo occorre abbandonare le politiche di austerity che, oltre a deprimere ulteriormente l’economia, non sono efficaci neppure nel conseguire l’obiettivo che si ponogono, e cioè il consolidamento dei conti pubblici ed il miglioramento del rapporto Debito pubblico/PIL;
    2) per quanto sopra, gli obiettivi di finanza pubblica debbono essere rivisti e declinati in un orizzonte temporale di medio termine;
    3) nel breve termine, occorre piuttosto implementare, a livello europeo, politiche fiscali di stimolo della domanda aggregata, soprattutto (ma non solo) da parte dei paesi con bilancia commerciale in attivo;
    4) trasferire alla Commissione Europea l’autorità in materia di politiche di bilancio non significa rinunciare ai principi e agli obiettivi di cui sopra ma, piuttosto, una volta che tali principi e obiettivi siano assimilati e condivisi a livello europeo, creare le condizioni affinchè essi siano perseguiti in maniera più omogenea e coordinata da tutti i Paesi aderenti, evitando atteggiamenti distonici ed egoistici (quale, per esempio, quello della Germania).

  9. uscita dall’euro estrema ratio??? ma è la cosa da fare subito cavolo!

  10. Sa il lider del centro destra è stato votato da milioni di italiani che sapevano di Ruby, delle leggi ad personam, ecc. dunque tutto questo a molti italiani non importa un fico secco. A differenza di qualcunaltro egli lavora e dà lavoro!

  11. Cari lettori, la causa dell’incoerenza di Fassina è il “senso di colpa”, in particolare la seguente motivazione:
    Come può un partito (il pd), abiurare le scelte politiche strategiche degli ultimi 24 anni?
    Mi riferisco al fatto che la classe dirigente del pd ha sostituito al legante ideologico del comunismo, crollato insieme al muro di Berlino, quello del più Europa e meno Italia.
    I “padri” ideologici sono passati dai Gramsci, Togliatti, Berlinguer ai nuovi Andreatta, Padoa Schioppa e Prodi, col vanto di aver contribuito in modo determinante a portare il Paese nel “club esclusivo” dell’euro, senza le necessarie garanzie di sostenibilità per lo stesso ed alle condizioni dei membri “di diritto”.
    Il cambio di utopia non è da poco (!!!).
    Da “socialismo e via italiana al comunismo” sono passati all’adozione inconsapevole o maldestra del mercantilismo vincente, con l’eccesso di zelo tipico di chi sa che deve “riposizionarsi” e dimostrare di essere credibile.
    Sono passati dalle “masse” ai “mercati”.
    Tutto ciò legato anche al mito auto-assolvente dell’internazionalizzazione (Europa dei popoli), tutta da dimostrare nella sua reale applicabilità.
    Siamo già diversi seppur simili noi italiani… pensate a quanto dista il romano dal finlandese, il bavarese dallo scozzese, o il veneto dal parigino…

    Utopia mal gestita e autocastrante!

  12. … quindi non sono ammessi altri errori da ammettere…

  13. […] con un’opinione economica espressa da Fassina (che, come ampiamente dimostrato da Keynes Blog e da lavoce.info, spesso se ne esce con dichiarazioni economiche non veritiere e contraddittorie), […]

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