Gli Eurobond per affrontare il problema del debito pubblico e la crescita

Alberto Quadrio Curzio e Romano Prodi sono gli autori di una delle proposte in campo per gli Eurobond, ovvero i titoli di stato a livello europeo.

Nel video che segnaliamo e nell’intervista rilasciata a Rassegna Sindacale della Cgil, l’economista Quadrio Curzio spiega il fondamento di questa proposta tesa alla stabilizzazione dei debiti pubblici dei singoli stati, scoraggiando così la speculazione, alla riduzione dei tassi d’interesse e allo stimolo alla crescita e all’occupazione nell’area dell’euro.

Secondo l’ipotesi Quadrio Curzio – Prodi la parte prevalente degli “EuroUnionBond” è destinata a ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil. Nel caso dell’Italia scenderebbe dal 120% al 95%. 700 miliardi di EuroUnionBond sarebbero destinati a finanziare grandi investimenti europei in particolare nelle infrastrutture.

Il “Fondo finanziario europeo” che emetterebbe gli EuroUnionBond verrebbe finanziato sia attraverso le riserve auree che l’emissione di obbligazioni da parte delle aziende pubbliche europee.

Nell’intervista Quadrio Curzio, opportunamente, critica i ritardi dell’Unione Europea sul piano dell’unione fiscale e politica, sottolineando il limiti del trattato di Maastricht. Inoltre sottolinea come gli attuali strumenti previsti (il fondo salva-stati) siano estremamente limitati in quanto a dotazione e pensati solo in una logica emergenziale e non siano indirizzati a creare un vero bilancio europeo e un finanzionamento per la crescita.

L’intervista si segnala anche per una aperta critica al “fiscal compact” e al pareggio di bilancio, argomento che per la verità in Italia è stato introiettato anche dai progressisti. Per Curzio, invece “l’idea che con il pareggio di bilancio in ogni stato dell’Unione monetaria europea si possa ricominciare a crescere mi pare molto azzardata. Eppure con il trattato Fiscal compact si va proprio in questa direzione con il rischio di una recessione lunga e profonda.”

“È difficile infatti pensare che da una crisi come questa – conclude Quadrio Curzio – si possa uscire senza spingere gli investimenti pubblici a livello della Unione economica monetaria.”

Ci permettiamo di sottolineare che questa proposta tende alla formazione di una sorta di Tesoro europeo che si occupi sia della stabilità che della crescita. Ma sarebbe ripetere l’errore compiuto nella formazione dell’Euro se tale Tesoro venisse sottratto al controllo e all’indirizzo democratico del Parlamento Europeo.

Intervista a Quadro Curzio su Rassegna.it

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: