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Le svalutazioni che non funzionano

svalutazione

Nel novembre 2013, intervenendo in un convegno del M5S, presentavamo i dati della bilancia dei pagamenti di alcuni paesi che avevano svalutato negli anni recenti. Le conclusioni di allora vengono confermate dal consuntivo del 2013, con un’apparente eccezione che, in realtà, conferma la tesi allora esposta: in un ambiente di scarsa domanda estera, la sensibilità al cambio delle esportazioni si riduce drasticamente e l’effetto delle variazioni del reddito sulle partite correnti e sulla bilancia commerciale diviene prevalente anche nei periodi brevi, rendendo la svalutazione scarsamente efficace – se non addirittura controproducente - al fine di riequilibrare i conti con l’estero.

Argentina:

argentina

Turchia:

Schermata da 2014-07-29 15:15:28

 

Regno Unito:

uk

Giappone:

japan

Per il Giappone, un paese da sempre esportatore netto, è di particolare rilievo guardare da vicino l’andamento negativo della bilancia commerciale:

Schermata da 2014-07-29 15:19:00

Ed eccoci arrivati all’ “eccezione” : l’India

india

Questo è l’andamento del cambio Dollaro/Rupia

Schermata da 2014-07-29 15:24:03

Sembra quindi che le ripetute svalutazioni abbiamo infine sortito un effetto positivo sulle partite correnti, sia pure solo dopo la crisi valutaria del 2013. Ma è solo questo? Cos’altro è successo? Due cose. La prima è mostrata da questo grafico:

Schermata da 2014-07-29 15:28:03

L’India ha notevolmente ridotto il suo tasso di crescita nel 2012 e nel 2013 e ora cresce a ritmi dimezzati rispetto agli anni pre-crisi, ma anche rispetto al “rimbalzo” del 2010. Parte del miglioramento dei saldi con l’estero, quindi, è imputabile alla riduzione della crescita. E, nonostante questo, il saldo delle partite correnti nel 2013 (-1,7%) è stato comunque peggiore di quello degli anni pre-crisi, quando il PIL indiano cresceva a tassi che sfioravano il 10% l’anno. Non un grande successo insomma.

La seconda è che l’India, in risposta alla crisi valutaria del 2013, ha imposto dazi su alcune merci, in particolare l’oro, di cui è il secondo importatore al mondo (superata dalla Cina all’inizio di quest’anno). La caduta delle importazioni dei beni sottoposti alle restrizioni e il rallentamento dell’economia sono i maggiori responsabili del miglioramento delli saldi con l’estero, sostiene il  ministro delle finanze indiano:

“Anche se il settore estero ha assistito ad una svolta nell’anno trascorso, con un deficit delle partite correnti pari all’1,7% del PIL, contro il 4,7% nel 2012-13, questo è stato conseguito principalmente attraverso la restrizione sulle importazioni non essenziali e il rallentamento in generale della domanda aggregata. Andando avanti, dobbiamo continuare a essere vigili sul deficit delle partite correnti”.

 

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15 commenti su “Le svalutazioni che non funzionano

  1. Ma avete scoperto l’acqua calda? Sono anni che diciamo che l’uscita dall’euro si deve accompagnare ad altre misure quali: dazi, restrizioni ai movimenti di capitale, indicizzazione dei salari. Lo sappiamo benissimo. Pensate di cambiare la realtà raccontando le cose a modo vostro?
    Inoltre bisognerebbe considerare il piccolissimo particolare della struttura produttiva di ogni singolo paese. Sul sito di a/simmetrie c’è un ottimo articolo in materia

  2. “Inoltre bisognerebbe considerare il piccolissimo particolare della struttura produttiva di ogni singolo paese.”

    Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Cipro e Irlanda hanno strutture produttive diversissime. Questo non impedisce di considerarli insieme quando si tratta di individuare la causa comune dei loro problemi. Lo stesso discorso vale per i paesi qui elencati.

  3. che scoperta…! è solo uno degli strumenti…e però l’italia di un tempo,nonostante fosse un paese esportatore,ne faceva eccome di svalutazioni…! e credo che funzionassero…
    …in certi momenti è comunque utile svalutare,fermo restando che comunque l’equilibrio del sistema è la situazione migliore…maggiori esportazioni riapprezzano la moneta rendendo più favorevoli le esportazioni…la condizione è essere padroni dei tassi di interesse in ordine al cambio…

    • L’articolo spiega perché *ora* non stanno funzionando le svalutazioni. Quello che è accaduto 20 anni fa e accaduto, appunto 20 anni fa.

      • Non mi pare proprio che spieghi perchè non funzionano, semplicemente si aggiungono elementi da valutare, resto comunque del parere che l’uscita dall’euro sia una condizione necessaria, poi si può anche ragionare sul fatto che non sia sufficente, ma come prerequisito indispensabile sì.
        Si può anche pensare che sarebbe meglio non uscire, che ci eviteremmo bei traumi e questo è innegabile, ma prima di anteporre il proprio libro dei sogni conviene considerare la insindacabile realtà dei fatti.

  4. […] da keynesblog il 30 luglio 2014 in Economia, Global, […]

  5. corrige – maggiori esportazioni riapprezzano la moneta rendendo più favorevoli le importazioni…

  6. Si, ok, le savlutazioni non stanno funzionando (ci sarebbe da discutere, al di la della bilancia commerciale nel breve) e le rivalutazioni invece?

  7. […] Le conseguenze di ciò le abbiamo spiegate qui e qui.  […]

  8. […] sostenere in modo errato la causa del miglioramento della competitività e del lavoro attraverso la svalutazione monetaria (ricordando loro che in Eurozona con il famigerato beggar-thy-neighbor si inasprisce la salute […]

  9. […] il latte italiano ad un prezzo minore di quello austriaco. Peccato che questa idea così semplice non stia funzionando per molti paesi. Nei casi peggiori avviene l’esatto […]

  10. […] il latte italiano ad un prezzo minore di quello austriaco. Peccato che questa idea così semplice non stia funzionando per molti paesi. Nei casi peggiori avviene l’esatto […]

  11. […] il latte italiano ad un prezzo minore di quello austriaco. Peccato che questa idea così semplice non stia funzionando per molti paesi. Nei casi peggiori avviene l’esatto […]

  12. […] delle svalutazioni, va notato che buona parte dei paesi che hanno svalutato negli ultimi anni hanno fallito l’obiettivo di riequilibrare i conti con l’estero Sarebbe sbagliato dare per scontato che si possa “uscire” dall’euro senza […]

  13. […] Riguardo l’efficacia delle svalutazioni, va notato che buona parte dei paesi che hanno svalutato negli ultimi anni hanno fallito l’obiettivo di riequilibrare i conti con l’estero […]

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