keynesblog

Keynes, la Grecia e la Germania

Segnaliamo un articolo su “Economia e Politica” particolarmente interessante, che ricostruisce le analogie tra la situazione della Germania dopo la Prima Guerra Mondiale, costretta a pagare enormi debiti di guerra, e quella della Grecia attuale, costretta ad una inutile austerità.  La storia di frequente propone ricorsi paradossalmente speculari alle modalità con le quali gli avvenimenti […]

Il lavoro è già flessibile, anzi, “liquido”

C’è un grosso errore di prospettiva nella bagarre che si è generata intorno alla discussione sulle politiche di riforma del mercato del lavoro. Di questo ne sono fermamente convinti Maurizio Franzini e Michele Raitano che, in un articolo su “nelMerito.com” spiegano: “Il 30% di coloro che, in un dato anno, sono titolari di un contratto […]

Il dottor House alla ricerca del colpevole della crisi europea

Un bravo economista, diceva Keynes, è come un medico o un dentista. Deve curare la malattia e far stare meglio il malato. Ma, aggiungiamo noi, prima di prescrivere una medicina deve fare una diagnosi. Il termometro dell’economista sono i dati, riassunti in tabelle e grafici. Con questo approccio si pone Paul Krugman sul suo blog, […]

L’austerity, un vulnus per la democrazia

Lo ammettiamo, il titolo di questo post è piuttosto impegnativo, ma è difficile non sintetizzare così il pensiero di Guido Rossi pochi giorni fa sul Sole 24 ore. Scrive Rossi: Il rapporto tra il debito degli Stati e le sovranità popolari rimane incerto e inquietante. […] questa incredibile tensione tra democrazia e debito rimane inquietante anche […]

La crisi indebolisce il lavoro e aumenta la sperequazione tra i redditi

Si intitola “Le disuguaglianze del lavoro durante la crisi. Evidenze dall’Europa” (Work Inequalities in the Crisis: Evidence from Europe ), l’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) presentato il 24 febbraio scorso. Nella sintesi proposta da rassegna.it leggiamo che “Il rapporto analizza gli effetti della crisi sull’occupazione, i salari, le condizioni di lavoro e il […]

Una patrimoniale per l’occupazione

In un periodo storico in cui non si lesina di parlare di “sostenibilità” dello sviluppo e di come questo debba diventare l’obiettivo principe dell’azione politica, è bene ricordare che, a maggior ragione, questo non può essere smarrito proprio in un periodo di crisi quale è quello che si sta dispiegando con la massima forza. Ed […]

Intervista a Francesco Saraceno: “L’Europa deve scomputare gli investimenti pubblici dal deficit. Sbagliate le indicazioni della BCE su flessibilità e salari”

Francesco Saraceno  (fsaraceno.wordpress.com) è un economista italiano che lavora a Parigi presso in centro di ricerca economica Observatoire français des conjonctures économiques occupandosi in particolare di macroeconomia e politica economica. Insieme a Marcello De Cecco, Paul De Grauwe e André Grjebine ha scritto una lettera pubblicata dal Financial Time (e ripubblicata da noi in italiano) […]

2012, attacco al Welfare State

di Vladimiro Giacché È almeno dal maggio del 2010 – allorché la crisi greca, pessimamente gestita dall’establishment europeo, esplose con virulenza – che lo Stato, e in particolare i suoi servizi sociali e le sue prestazioni assistenziali e previdenziali, hanno preso il posto di banche e speculatori sul banco degli accusati per l’attuale crisi. Grazie […]

Italia, paese dai bassi salari: una lettura ragionata

Siamo tra i paesi europei che pagano meno i lavoratori, mentre abbiamo gli orari di lavoro più lunghi. Nonostante ciò la competitività delle nostre imprese è tra le più basse. Il quadro di un paese che ha sbagliato obiettivi e che si appresta a commettere ulteriori errori.

Keynes: “Occorre combattere la disoccupazione per risanare il bilancio”

“E’ un grossolano errore credere che le politiche per aumentare l’occupazione e quelle per portare il bilancio in equilibrio siano incompatibili. E’ vero piuttosto il contrario. Non c’è possibilità di equilibrare il bilancio eccetto che con l’aumentare il reddito nazionale, che corrisponde in gran parte ad un incremento di occupazione […] Perché questo genere d’approccio […]