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La contraddizione del banchiere centrale

bankitalia

E’ molto interessante il resoconto del Sole 24 Ore sull’intervento di Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia. Rossi ha evidenziato il fatto che l’euro è una moneta senza stato e che quindi è complicato tenere insieme la politica monetaria con quella fiscale.

Inoltre secondo Rossi «L’area dell’euro è sull’orlo della deflazione», eventualità che veniva negata fino a pochi mesi fa e che non è stata neppure considerata negli stress test della BCE. Solo 2 paesi su 18, spiega Rossi hanno un’inflazione superiore all”1% che è comunque la metà dell’obiettivo della BCE. Questo «fa salire i tassi di interesse reali, quindi scoraggia gli investimenti delle imprese e deprime la domanda di credito».

Debt deflation spiegata in due parole:

«Una inflazione che scende fino a rasentare la deflazione – ha sottolineato Rossi – ha conseguenze particolarmente gravi nell’area dell’euro oggi: ostacola il deleveraging [disindebitamento, ndr] nei paesi con elevato debito pubblico o privato; rallenta il riaggiustamento dei prezzi relativi tra i paesi dell’area, quindi il recupero della competitività e l’eliminazione degli squilibri esterni dove necessario». La credibilità »della banca centrale nel cogliere l’obiettivo della stabilità dei prezzi è chiamata in causa», ha osservato ancora Rossi, ricordando le misure già varate dalla Bce e l’impegno unanime del direttivo a ricorrere anche ad ulteriori strumenti per centrare i suoi obiettivi.

Fin qui, nulla quaestio. Ma Rossi ha sollecitato i paesi meridionali a spingere l’acceleratore delle riforme strutturali:

le riforme «sono fondamentali per due motivi: il primo è che sono l’unico modo per sbloccare i meccanismi inceppati dello sviluppo economico; il secondo, altrettanto importante, è che esse riducano la diffidenza reciproca fra nazioni», ha detto Salvatore Rossi. «Se quella diffidenza dovesse mettere radici – ha ammonito Rossi – l’intera costruzione europea sarebbe messa a repentaglio».

Il problema è che le riforme strutturali, ammesso che riducano la “diffidenza tra paesi” (ma in che modo? cancellare l’articolo 18 ci fa diventare simpatici ai tedeschi?) hanno effetti deflattivi. Se non li avessero, non si potrebbero ridurre i differenziali tra Nord e Sud Europa o meglio “centro” e “periferia”. Ecco quindi la contraddizione. Rossi vede il pericolo della deflazione, ma sollecita misure per aggravarla.

Rossi dovrebbe leggere quello che ha detto il governatore della Banca del Giappone e ricordare quello che dice la teoria economica. Quella mainstream, mica gli eterodossi che stanno simpatici a noi.

Sarebbe però ingenuo credere che Rossi non si renda conto di tutto ciò. La “pentola a pressione” dell’euro ci sta cucinando ben bene e i banchieri centrali sembrano avere tutte le intenzioni di continuare.

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19 commenti su “La contraddizione del banchiere centrale

  1. E’ chiaramente un gioco delle parti. Rossi segue l’esempio del suo ex capo. Anche la metà cattiva di Draghi, per tener buona la Germania, chiede a gran voce le c.d. riforme strutturali; la metà buona afferma, invece, che le c.d. riforme strutturali produrranno i loro effetti solo nel lungo periodo. Anche Ignazio Visco, a Napoli, in un discorso ad ampio respiro culturale, ha giudicato insufficiente l’azione pregressa della BCE, ma poi anch’egli si rifugia nell’invocazione delle riforme strutturali.
    La politica monetaria – come è noto – è insufficiente da sola a far ripartire la crescita economica, essa va accompagnata da una politica fiscale (taglio di tasse e aumento di spesa selezionata); il QE – ventilato da Draghi, ma mai attuato – ha lo scopo proprio di rendere possibile agli Stati tale indispensabile politica fiscale, ma la Germania non vuole, a causa di quella che Vincenzo Comito (v. il suo articolo sull’ultimo numero di Sbilanciamoci) definisce ostinazione, ma che – ho eccepito – più propriamente può essere chiamata arroganza fino all’ottusità. Egli, nella chiusa, scrive: “Apparentemente non resta quindi che rassegnarsi ad un lento ulteriore declino economico dei nostri paesi, in attesa almeno che l’aggravarsi della situazione induca qualcuno a più miti consigli”.
    Ma è una conclusione, a mio giudizio, inaccettabile.
    E’ Draghi il primo responsabile del perdurare della depressione economica italiana. Il Consiglio direttivo della BCE, costituito in gran parte dai governatori delle banche centrali dell’Eurozona, cioè da funzionari pubblici pagati lautamente dalla collettività europea, per ubbidire al veto della egemone Germania, sta disattendendo il suo statuto (art. 2) e sta mancando entrambi gli obiettivi, sia quello principale di tenere l’inflazione poco sotto il 2%, sia quello subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) di “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”. Con gravi conseguenze sulla vita e il benessere della collettività al cui servizio (teoricamente) essi operano. Il re è nudo, ma (quasi) nessuno fiata contro il potente sovrano monetario (la BCE) e si guarda bene dal menare scandalo per la sua condotta giuridicamente omissiva e moralmente criminosa.
    E’ (quasi) vano sperare nella resipiscenza della Germania. Per uscire dall’impasse, ribadisco, l’unica strada è presentare una denuncia collettiva alla Corte di Giustizia Europea contro la BCE (art. 35), dopo aver sollecitato un pronunciamento politico al Parlamento Europeo.

    • Se togli Draghi chi preferisci? Katainen? Junker? Schauble? Hai solo l’imbarazzo della scelta…a parte questo piccolo particolare se pensi che la corte di giustizia europea sia un’istituzione migliore della Bce, si vede che non conosci né la Bce, né la corte di giustizia…sono d’accordo con chi afferma che occorre rassegnarsi al declino e sperare che lo stesso declino ci fornisca la soluzione, in fondo la Grande Germania non sta facendo altro che limitare i suoi mercati europei e trasformare i suoi clienti in suoi competitor, prima o poi se ne renderanno conto. Prepararsi al peggio e sperare per il meglio, in fondo, è meglio che lottare contro i mulini a vento, col rischio nel caso specifico, che una pala del mulino ti finisce anche in testa…

      • Commento strampalato, intriso di pessimismo rinunciatario.
        1. Prescindendo dal piccolo particolare che Draghi – al di là delle dichiarazioni – è prono alla Germania e fa in concreto solo quel che dice e farebbe Schauble, scelgo Tsipras.
        2. Io sono abituato a valutare i fatti ed a seguire la logica: la BCE sta oggettivamente violando il suo statuto e quindi è fuorilegge, con gravi conseguenze su milioni di persone, e la posso perciò giudicare molto negativamente; la Corte di Giustizia – salvo prova contraria valida – finora no; se e quando lo sarà, fuorilegge, la giudicherò altrettanto negativamente.
        3. Io aborro il pessimismo cosmico e la sterile lamentela; in questo caso, ritengo doveroso applicare la massima: fai quel che devi, accada quel che può; anche perché “cave peiora”, ma peggio di così è difficile; e, infine, perché soltanto l’arrogante Corte Cost. tedesca può ricorrere alla Corte di giustizia?

  2. QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

    E’ falso – come molti affermano – che lo statuto della BCE vieti l’acquisto di titoli di Stato. Questo divieto (art. 21 dello Statuto) è limitato al mercato primario, esattamente come per la FED, che NON può acquistare titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro, ma soltanto sul “mercato aperto” (open market) (cfr. allegato in fondo).
    L’art. 21 dello statuto della BCE, infatti, così recita: “21.1. Conformemente all’articolo 123 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, è vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte della BCE o da parte delle banche centrali nazionali, a istituzioni, organi o organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di settore pubblico o ad imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.”

    Per uscire dal pantano (recessione – che colpisce tutti, tranne la Germania, anche se… – e deflazione, che avvantaggia i Paesi creditori – Germania e satelliti), la BCE deve acquistare titoli di Stato, ma la Germania non vuole e la BCE ubbidisce, violando il suo statuto (artt. 2-Obiettivi e 7-Indipendenza).
    Anche la BCE è obbligata statutariamente a: a) controllare l’inflazione che deve essere “sotto il 2%, ma vicino” (ed ora è prossima allo zero ed in alcuni Paesi sotto zero); e b) “sostenere le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione” (tra cui un elevato livello di occupazione). In condizioni normali, la BCE NON ha gli stessi poteri della FED, i cui 4 obiettivi sono sullo stesso piano ed al primo posto è menzionata la piena occupazione; ATTUALMENTE, invece, i poteri sono gli stessi, perché la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, in deflazione è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo – “crescita economica e un elevato livello dell’occupazione” -, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero – è, peraltro, del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2% (cfr “Allegato alla petizione al Parlamento Europeo: la BCE non rispetta il suo statuto”).
    La BCE dovrebbe varare un QE (senza sterilizzazione) per almeno 3.000 mld per tutta l’Eurozona. La base di ripartizione dei 3.000 mld potrebbe essere: a) o unica: il PIL; oppure, meglio, b) multipla: ad esempio, metà in base al Pil e metà in base all’eccedenza rispetto al limite del 60% debito/Pil), quindi all’Italia andrebbe il 20-25% del QE (3.000×0,25=750mld), che è la stessissima cosa che acquistare, selettivamente, 750 mld di titoli italiani, per alleviare sensibilmente la spesa per interessi passivi e liberare così risorse congrue per varare un’adeguata politica fiscale per la crescita economica e dell’occupazione.

    La FED acquista sul mercato aperto (mercato secondario) titoli a bassissimo interesse e a lunga scadenza di solito subito dopo l’emissione, attraverso i “dealer”. E’ chiaro che la BCE dovrebbe fare la stessa cosa “mascherata”, anche noi abbiamo i “dealer”, per l’Italia, ad esempio, sono una ventina: cinque banche americane (Goldman Sachs, Merril Lynch, JP Morgan, Morgan Stanley, Citigroup), due banche tedesche (Deutsche Bank e Commerzbank), due banche svizzere (UBS Bank e Credit Suisse), una banca olandese (ING Bank), una banca giapponese (Nomura), due banche britanniche (Barclays e Royal Bank of Scotland), tre banche italiane (Banca Intesa, Unicredit e Banca Montepaschi di Siena), e quattro banche francesi (Credit Agricole, BNP Paribas, Societe Generale, HSBC).

    PS:
    Allegato
    1 – Motivazioni della petizione
    2 – Statuto BCE
    3 – Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
    4 – Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)
    5 – Trattato di Lisbona
    6 – Trattato di Maastricht

    “Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”
    (cerca con Google).

  3. […] Source:: La contraddizione del banchiere centrale […]

  4. @vincesko: putroppo l’interpretazione della Bundesbank è che qualsiasi intervento sui titoli di stato che vada oltre le normali operazioni di mercato aperto è un finanziamento monetario e addirittura (so che la cosa può destare ilarità) un trasferimento fiscale mascherato. Ora la Corte dovrà sciogliere il nodo, vedremo.

    • So bene che per la forza oggettiva, il fascino del più forte, la capacità di alleanze e, non ultimo, la passività e la disunione degli altri, il peso della Germania è diventato predominante, ma mi permetto di eccepire che Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, vale 1/24 del Consiglio direttivo della BCE.
      Il nodo è quello del ricorso dell’arrogante Corte Cost. tedesca, nulla impedisce, anzi sarebbe molto opportuno, aggiungere un ricorso collettivo dei cittadini.

      • L’unica cosa strampalata è fare causa al meno peggio delle alternative che ci sono, tsipras non conta una beata fava in Grecia, figuriamoci in Europa…Draghi è un nostro alleato non un nemico solo uno sprovveduto non se ne accorge, la Germania è ricorsa alla corte di giustizia Europea proprio contro Draghi, il nemico di un mio nemico è mio amico, ovvio che la sua strategia è fare delle concessioni alla Germania, mica si puo’ mettere apertamente contro i tedeschi, sarebbe impallinato ad alzo zero in un minuto secondo, e lui non è mica uno tsipras qualunque, è uno che di tattica e strategia qualcosa ci capisce…sottotraccia però Draghi cerca di fare il suo, supplendo persino alle mancanze politiche di Francia e Italia. Se non fosse stato per l’omt, invenzione di Draghi, l’Italia avrebbe già fatto default da tempo, è Draghi che insiste per i Qe, che cerca soluzioni e forse l’ha anche trovata una per comprare titoli di stato in una maniera accettabile per la Germania, notizia di ieri,ti aggiorno. E tu vorresti fargli causa? Per cosa , per farti pubblicita’? Hai intenzione di candidarti alle prossime tornate elettorali? Di professorucoli in cerca di visibilità l’Italia è piena oggi come oggi, sorry.

      • Il tuo è un bla bla bla isterico da saputello, che odia i fatti e la logica e non sa neppure incolonnare i commenti… Draghi è statutariamente fuorilegge: questo è un fatto! Finora la BCE ha solo fatto la metà della metà del suo dovere: questo è un fatto! Nessuno, neppure un saputello come te può dimostrare che un eventuale sostituto farebbe meno: questo – come dire? – è un fatto logico! La scelta di Tsipras (1° in Grecia secondo i sondaggi, fonte: La Stampa di 4 gg fa), visto che non l’hai capito (ti piacciono i mulini a vento immaginari, vero? perciò me l’hai attribuito prima), esprime solo una preferenza personale, per consentaneità di vedute sullo strapotere del potere finanziario in Europa, da regolare: questo è un fatto! Dov’è la prova che la Corte di giustizia sia fuorilegge come la BCE? L’hai detto solo per dare aria alla bocca e fare fumo per ammannirci le tue tesi strampalate? Anche quella del professorucolo in cerca di pubblicità te la potevi risparmiare, è un altro chiaro indizio di proiezione. Stai calmo e non scoprirti troppo.

      • Prima di Abe il Giappone, cultura mercantilista per antonomasia, vatti a vedere il saldo del conto corrente con l’estero, positivo per 30 anni consecutivi, i tedeschi da questo punto di vista stanno ai giapponesi come i portoghesi ai tedeschi…ha cercato in tutti i modi di mantenere la sua competitività, pur avendo Korea, Cina e Indonesia a un tiro di schioppo…in questo sforzo impossibile hanno però pensato a mantenere alta la domanda interna, per non fare la fine della Grecia e di tutta l’Europa se continueremo cosi’…risultato: deficit e debito pubblico alle stelle…adesso con Abe il debito se lo stanno ricomprando, in sostanza gran parte del debito pubblico giapponese non esiste piu’…vogliono cercare di aumentare l’inflazione e convincere cosi’ i giapponesi a spendere, per far questo pero’ han commesso l’errore di aumentare l’Iva, manovra recessiva…ad ogni modo il Giappone ha il record della disoccupazione più bassa del mondo, debito sempre più nella pancia della banca centrale e cmq a tassi piu’ bassi del mondo, moneta riserva valutaria internazionale e inflazione in ripresa…per un isolotto stracolmo di gente non mi sembrano risultati da buttar via…la bilancia commerciale e’ in declino è vero, ma questa è una brutta notizia solo per i paesi mercantilisti, ma una ottima notizia per chi di Macroeconomia qualcosa né capisce: non possiamo essere tutti esportatori netti, se qualcuno vende, c’è bisogno che qualcun altro compri…è bene che a comprare siano le nazioni più ricche e con le monete più forti…

  5. Siamo a rischio deflazione, e occorrono politiche di stimolo della domanda. Ok.

    Però, un dubbio è legittimo. Non è la stessa cosa che ha provato a fare il Giappone?

    Politiche di defici spending e stimolo alla domanda da decenni. Hanno risolto il problema? A me non sembra.

    Non sono anti-keynesiano a prescindere, come molti bimbiminkia liberaloidi, ma mi piacerebbe avere delle delucidazioni dai keynesiani.

    Grazie.

  6. “Dopo il successo al voto europeo di maggio Alexis Tsipras, il presidente di Syriza, la sinistra radicale greca, verrà ricevuto oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi, a Francoforte.

    Il leader della sinistra greca Tsipras avrà un colloquio sugli sviluppi in Grecia ed Europa a cui parteciperà anche il consigliere esecutivo Bce Benoit Coeuré. ”

    Si vede che Draghi perde tempo con quelli che non contano una fava.

    • Manco a farlo apposta, ho appena aperto la newletter di MicroMega con un interessante articolo di Guido Iodice, che, all’interno, riporta questa notizia: “Austerità: Angela Merkel pronta a trattare con Tsipras” http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-sinistra-e-l%e2%80%99uscita-dall%e2%80%99euro/

      • Tsipras non avrà mai la maggioranza in parlamento della Grecia, e anche se ce l’avesse la Grecia non conta una fava…tanto è vero che per la Grecia l’omt non vale, per i paesi che contano qualcosa invece c’è l’omt…e gli spread sono contenuti. Tsipras ha cercato di uscire dall’inconsistenza alle ultime elezioni europee, ed e’ stato un flop colossale…in questi giorni la Grecia e’ tra le pagine dei giornali per un fatto preciso, che con tsipras non c’entra nulla…la Grecia è tornata a crescere ed è robustamente in avanzo primario, ergo puo’ fare default sul suo debito detenuto dalla troika senza ripercussioni per la sua economia, e puo’ fare anche marameo alle richieste della stessa troika…a testimonianza di quanto siano controproducenti le politiche austeriche…trasformano clienti paciocconi e bonari in competitors cazzuti e arrabbiati…

    • Ma quale sarebbe questo successo? Il gruppo di tsipras in Europa ha meno del 7%, e tsipras non conta nulla anche in questo gruppo, sapete chi è il capogruppo di tsypras? Una tedesca: Gabi Zimmer, di Die Linke ! In Grecia ha ottenuto il 25%, su una affluenza del 50-60%, è il primo partito dai sondaggi e quindi? Non può governare da solo…in Grecia poi l’elettorato è magmatico, anche un partito come alba dorata ha preso il 10%…voi sinistrati mi fate fare sempre un sacco di risate

  7. […] Insomma, la BCE da un lato chiede più flessibilità, dall’altra vuole l’inflazione. Una contraddizione che avevamo già evidenziato in passato. […]

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