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Un selfie dalla Grecia

Olivier Blanchard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale, nel 2006 definì “esotica” l’ipotesi di aumentare la competitività del Portogallo attraverso la riduzione dei salari nominali. Otto anni dopo abbiamo finalmente il primo esperimento riuscito di un paese occidentale in cui i salari sono crollati in una misura mai sperimentata nella storia recente: la Grecia.

ch_wage1

grafico elaborato da G.Zezza: http://multiplier-effect.org/gz/

La svalutazione salariale sta ovviamente migliorando la competitività. Infatti, nonostante il calo della produttività (essere pagati meno evidentemente non rende più produttivi) il costo del lavoro per unità di prodotto si sta “aggiustando”

ulc

Il prezzo della competitività raggiunta per le vie brevi è la perdita di quasi un milione di posti di lavoro

fredgraph (3)

Ma le esportazioni stanno vivendo un boom, con tutta questa competitività?

Schermata del 2014-07-03 19:45:21

Al contrario, stanno addirittura calando.

La Grecia è il ritratto del fallimento delle politiche di austerità, il cui risultato, ormai è chiaro, è solo quello di generare inutili e insopportabili sofferenze.  

 

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23 commenti su “Un selfie dalla Grecia

  1. […] Source: Un selfie dalla Grecia […]

  2. Nulla da aggiungere. Val la pena di meditare. Poi la Storia giudicherà.

  3. Bell’articolo

  4. sulla deflazione in Grecia leggere la parte finale dell’ottimo articolo di Brancaccio e Garbellini:

    http://www.emilianobrancaccio.it/2014/05/19/uscire-o-no-dalleuro-gli-effetti-sui-salari/

  5. il caso greco sarà ricordati nei libri di storia come un caso di colonizzazione imperialistica.

    fra 100 anni si scriverà di come la grecia venne depredata delle sue risorse dalle potenze europee.

  6. purtroppo abbiamo assistito a qualcosa di Disumano..da un punto di vista scientifico,culturale, i professionisti della politica tedesca non solo avevano teorie errate.( facilmente dimostrabili attraverso una seria verifica dei risultati) ma anche una visione distorta delle finaltà dei trattati, sordini alle esigenze umane, e culurali (personalmente avrei sottoscritto u impegno (in linea con le mie possibilità) per evitare lo sfascio di una nazione- culla della cultura europea- della quale siamo tutti debitori.. corrado stefanini

  7. Perdonatemi, ma ogni tanto un ignorante vi deve capitare!!,qualche buona anima mi spiega la differenza fra valore nominale e valore reale. grazie

    • Salario nominale: il salario in termini di moneta, cioè quello che prendi in tasca (1000 euro, 2000 euro)
      Salario reale: quello che puoi comprarci con quei 1000 e 2000 euro. Più rigorosamente il salario reale è dato dal salario nominale diviso per l’indice dei prezzi. Pertanto se i prezzi aumentano (inflazione) ma il salario nominale rimane fisso, il salario reale diminuisce e viceversa. Attenzione però che spesso i prezzi aumentano proprio perché aumentano i salari nominali, quindi non è sempre vero che l’inflazione colpisce chi ha un reddito fisso.

  8. […] risultato, ormai è chiaro, è solo quello di generare inutili e insopportabili sofferenze.” Fonte: https://keynesblog.com/2014/07/04/un-selfie-dalla-grecia/#more-5569. A chi giova tutto questo ? Perché la politica economica dell’Unione Europea punta solo sui […]

  9. La cosa fantastica è la commemorazione del centenario dell’inizio della Grande Guerra (ovvero del Grande Massacro), in cui si è detto che è grazie alla UE che non si ripeteranno più tragedie come quella: certo, meglio morti di fame che di bombe…

  10. da ultimo grafico:

    esportazioni a gennaio 2010: circa 1250 milioni
    esportazioni a circa maggio/giugno 2014: circa 2000 milioni

    come si fa a dire che stanno calando?

    • Beh, certo, rispetto alle regionali del 2007 siamo aumentati dell’1%, e se confrontiamo poi con le politiche del 77 abbiamo addirittura un più 4%.

      Possiamo almeno dire, guardando il grafico, che dal 2011 al 2014 non è successo nulla? Che era circa 2000 a gennaio 2011 ed è lo stesso dopo 3 anni? E’ possibile almeno dire questo? Naturalmente chi ha scritto l’articolo intendeva che dal 2013 al 2014 c’è stato il calo. Ecco dove è il calo! Ecco come si fa a dire calo. Per la precisione da 2500 a 2000, con un bel calo del 20% se visto da sopra e del 25% se visto da sotto.
      Il tutto durante l’esecuzione rigorosa delle ricette del delirio liberista.
      Delirio sissignori, delirio! Se uno vuole leggere i numeri, altrimenti, se uno ha questa sua fede inconfutabile, si dice entusiastico fanatismo.
      E io non prendo la punta a 2750 di fine 2012, ma se si insiste a giocare sporco prenderò anch’io i numeri più comodi.

      “Il fanatico è assai vicino all’insano, l’entusiasta al demente. L’insania è un’alienazione della ragione, mentre nella demenza l’immaginazione inganna i sensi; si crede di vedere ciò che non può mai essere considerato come oggetto dell’esperienza.”
      I. Kant: “I Sogni di un visionario spiegati con i sogni della Metafisica”

      Dunque, poiché l’evidenza empirica è opposta ai desiderata di questa teoria demente, la parola corretta è proprio Delirio. Il liberismo è, nei fatti, uno stato di delirio della teoria economica.

      • non credo ci fosse bisogno di scomodare kant. la mia era ed è solo un’osservazione sul grafico: l’andamento, al di là di qualsiasi interpretazione, fanatismo, ideologia e via discorrendo, è chiaramente logaritmica (con base maggiore di uno). al massimo se ne potrebbe dedurre che gli effetti, qualsiasi sia stata la causa, dell’incremento delle esportazioni si stanno rapidamente affievolendo per arrivare ad una situazione di saturazione e, forse, di inversione del trend ma non si può certo dire che, almeno da quanto riporta il grafico, le esportazioni siano calate!

      • Pare proprio che Kant sia il minimo.
        “l’andamento, al di là di qualsiasi interpretazione, fanatismo, ideologia e via discorrendo, è chiaramente logaritmica ”
        e in quale universo accade ciò?
        Da dove si evincerebbe “al di là di qualsiasi interpretazione, fanatismo, ideologia e via discorrendo” che “l’andamento ….. è chiaramente logaritmica”?
        L’andamento è logaritmico sull’asse delle ascisse? Rispetto ai mesi che passano?
        E’ logaritmico sull’asse delle ordinate? I quadrettoni non sono tutti uguali?
        Allora, non sarà vero forse che la fantomatica scala logaritmica ha proprio base 1 e intanto sul muro stanno risalendo battaglioni di ragni in fila?

      • parlo di andamento della CURVA ANNI-ESPORTAZIONI non di SCALA DEL GRAFICO. capisco perfettamente di non poter suscitare lo stesso interesse di Kant però, un minimo di concentrazione nel leggermi la si potrebbe pure mettere!

        quello che volevo dire, spiegato diversamente, è che l’andamento delle esportazioni durante gli anni mi ricorda molto un bel logaritmo con base maggiore di 1 -> il logaritmo non decresce mai -> è strano supporre che un qualcosa che sembra un logaritmo stia decrescendo.

        anyway, ho anche aggiunto che il tutto sembra stia andando a saturazione (all’aumentare degli anni, la curva si “appiattisce”) e che, probabilmente, si potrebbe anche ipotizzare un inversione (sai com’è…curve ideali vs curve reali) ed è proprio qui che mi sono sbagliato! caccia il probabilmente: il tutto si è già invertito (come si può, facilissimamente, notare dal massimo in Jan/13 e che io, inizialmente, non ho notato).

        ribadisco: non sostengo alcuna posizione ideologica, la mia è una pura e semplice osservazione sul grafico. le esportazioni in Jan/14 sono comunque maggiori di quelle in Jan/10 da qui la altrettanto pura e semplice contraddizione nell’affermare che le esportazioni siano calate dall’inizio della crisi.

      • Dunque l’andamento “chiaramente” logaritmico si vede nella curva e non dalle scale. Si capirà adesso tutto il mio smarrimento, che così chiaramente non vedo. E siccome, come noto, il logaritmo a base maggiore di uno (ecco il motivo dell’ulteriore la precisazione) cresce sempre, allora le esportazioni non possono decrescere.
        Somiglia molto all’argomento che gli aristotelici usavano contro il cannocchiale di Galileo quando rilevava le macchie solari: 1) il cannocchiale è puntato sul sole, 2) ma il sole è cosa chiarissima, 3) non ci possono essere macchie sulle cose chiarissime, 4) il cannocchiale è ingannevole.
        Siccome, ad ultimo, in nessuna parte dell’articolo si riscontra la “pura e semplice contraddizione nell’affermare che le esportazioni siano calate dall’inizio della crisi”, e vi si trova invece: “Ma le esportazioni stanno vivendo un boom, con tutta questa competitività? Al contrario, stanno addirittura calando.”, dove “stanno vivendo” e “stanno calando” sono forme progressive: verbo stare + gerundio, cioè esprimono contemporaneità, allora l’unica ipotesi che resta plausibile è che tutto ciò si possa determinare solamente a partire da una ideologia preconcetta, la quale è talmente radicata che non è neanche avvertita. E questa è proprio la situazione inquadrata da Kant come il delirio nel quale “si crede di vedere ciò che non può mai essere considerato come oggetto dell’esperienza.”

    • ma che ti fumi?! le pagine della critica della ragion pura arrotolate?

      “ma le esportazioni stanno vivendo un boom? no stanno calando”
      in italiano il significato è molto semplice, forse sono i concetti economico/matematici che ti mancano o, semplicemente, ti piace solo sciorinare citazioni filosofiche a-senso.

      vediamo un po: le teorie liberiste-mercantiliste che stanno stare alla base della “cura” greca affermano che bisogna aumentare le esportazioni o tramite aumento di produttività pura o tramite abbattimento del costo del lavoro (svalutazione interna) non essendo possibile, con l’euro, la svalutazione esterna del cambio.

      siccome ottenere un aumento di produttività pura non è cosa semplice da fare dall’oggi al domani ciò che, sostanzialmente, è stato fatto in grecia è operare sul costo del lavoro come puoi notare dal secondo grafico (dall’alto verso il basso): il tutto inizia nel 2009 (la curva inizia a scendere in quel punto).

      questo implica che qualsiasi ragionamento volto a identificare i reali effetti della svalutazione interna sulle esportazioni non può prescindere da quell’anno: dal 2009 inizia a scendere il costo del lavoro, quindi, è dal 2009 che si deve iniziare a valutare la dinamica delle esportazioni. quest’ultimo ragionamento, a sua volta, implica che il grafico incriminato (l’ultimo, per intenderci, ovvero quello mesi-esportazioni, che poi non sono neanche tecnicamente mesi, ma va bé) non si presta ad essere utilizzato per questo scopo: inizia a registrare dal 2010.

      quindi il tutto deve essere letto, esplicitamente, come: “Ma le esportazioni stanno vivendo un boom, con tutta questa competitività [iniziata con il calo del costo del lavoro nel 2009 – ndr]?” “no, stanno addirittura calando [da quando il costo del lavoro è iniziato a scendere, ovvero dal 2009 – ndr]”.

      tu il logaritmo lo puoi vedere o no ma sta di fatto che le esportazioni a fine grafico (2014) sono maggiori di quelle ad inizio (2011) quindi, l’unico modo che hai per smentirmi (perché, ahimè, citare filosofi o regole grammaticali non basta) è portarmi il grafico anni-esportazioni dal 2007 al 2014 e farmi vedere come, oggi, le esportazioni sono minori rispetto al 2007.

      concludo dicendo che il vero ragionamento non è se un’ erosione dei salari porti ad un aumento delle esportazioni (è lapalissiano! come potrebbe essere diversamente quando, sia la logica, sia le esperienze empiriche, portano alla stessa conclusione?) ma se questa sia una manovra sostenibile ed eticamente approvabile per gestire una crisi. il concetto di svalutazione interna, almeno nel framework europeo attuale, è stato lanciato dalla germania con le riforme hartz ed è la stessa germania a propugnarne l’applicazione oggi su scala europea.

      “Fai ciò che è giusto, sebbene il mondo possa perire.” I. Kant.

      Che si siano ispirati al loro filosofo nazionale?

  11. Oggi, 08 lulgio 2014, su Il Messaggero (un giornale che dovrebbe essere di centrosinistra ma che ospita puntualmente commentatori come Osar Giannino, giusto per dire a cosa sono ridotti certi media che ancora girano fregiandosi di una etichetta non conservatrice) un paginone a firma di Marco Ventura per osannare le “riforme strutturali” che ha fatto la Grecia, e delle quali essa sarebbe ora grata alla Troika (certo, tra le righe si ricorda che i salari sono stati tagliati del 35% nel privato e del 25% nel pubblico, anche se non si ricordano i licenziamenti di massa nella Pubblica Amministrazione, ma tutto questo è preso come esempio di politiche volte alla crescita). L’intero articolo suggeriva che l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Grecia, che ora sta riconquistando mercato e verso la quale gli investimenti esteri sono tornati allegramente. Ma certi giornalisti chi li paga? il FMI? Non si vergognano costoro di fare gli utili idioti? Un minimo di coscienza e di etica professionale l’hanno ancora? Sono schifato!
    Saluti.

    Luigi

    • caro luigi, condivido pienamente..ogni qqual volta un economista si dimentica gli effetti sull’uomo,a mio avviso dovrebbe cambiare mestiere.. saluti corrado stefanini

  12. La curva dei salari, che è nel primo grafico, mostra che la discesa inizia nel 2009 e scende di circa 10 punti ogni anno, ma la curva del Clup, che è il secondo grafico, inizia a scendere dopo 2010; nel 2009 è stabile, nel 2010 scende di circa un punto , nel 2011 di circa 6 punti, e nel 2012 di circa 7 punti. Se ne dovrebbe dedurre almeno che bisogna dar tempo, nel senso che l’intera struttura produttiva necessita di un certo tempo per ottimizzare i “vantaggi” del calo dei salari. Ma eccoci proprio almeno all’inizio del 2010, e si dovrebbe dire pure 2011 se non si vuole esagerare la virtù del calo di un solo punto del Clup, per poter sperare di vedere gli effetti sulle esportazioni, ovvero per vedere quegli effetti di cui si desidererebbe assegnare come causa la riduzione dei salari che si è trasformata nella riduzione del Clup e cioè in maggiore competitività. Ma se si chiede di partire dal 2007, o anche dal 2009 stesso, nel caso eventuale si manifesti pure un aumento di esportazioni, si potrebbe al massimo indurre che che fu dovuto alle olimpiadi o al tempo buono o alla leggera brezza estiva.
    Nel frattempo tra il 2009 e il 2014 si perdono un milioni di posti di lavoro su quattro milioni e mezzo, e questo è il terzo grafico, cioè circa una lavoratore su quatto ha perso il lavoro.
    E cosa accade dopo questa desertificazione a mezzo diserbante? Condotta, si badi, su esseri umani, non su topi, anzi su un intero popolo. La risposta è nel quanto grafico: Niente!
    Le esportazioni sono oggi al livello di fine 2010. E cosa si deduce da questo, si, evidente Niente? Si deduce questo, che: “il vero ragionamento non è se un’ erosione dei salari porti ad un aumento delle esportazioni (è lapalissiano! come potrebbe essere diversamente quando, sia la logica, sia le esperienze empiriche, portano alla stessa conclusione?) ma se questa sia una manovra sostenibile ed eticamente approvabile per gestire una crisi.”
    Cioè non è in discussione la giustezza dell’ineffabile verità pre-supposta, ma la tenuta fisica dei deboli a cui bisogna somministrarla.
    E se ce lo dice la logica, e le esperienze empiriche, che poi sarebbe quella stessa logica dei sogni della metafisica di Kant, e le esperienze che sarebbero evidentemente quelle tra il 2007 e il 2009, che comunque non appaiono, ma si possono vedere anche senza che appaiano, allora possiamo stare tranquilli.
    O freschi.

  13. Basta selfie, concretezza #TIZIANO
    https://twitter.com/tizianomotti

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