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Le conseguenze economiche della pandemia: Mario Draghi e le scelte di politica economica ai tempi del coronavirus

di Francesco Saraceno, da Luiss Open

Mario Draghi, sul Financial Times, ha fornito un contributo interessante al dibattito sulle politiche di contrasto alla pandemia del Coronavirus. Cosa si può ritenere dell’analisi del rimpianto ex presidente della Bce? Andiamo per punti.

  1. In primo luogo, e Draghi non è il primo a dirlo, è chiaro che non si tratta di una crisi keynesiana “classica”. Si fondono come neve al sole sia la domanda aggregata, vittima di un crollo dei redditi e di un’incertezza che regna sovrana, sia l’offerta aggregata, vittima di catene del valore internazionali che sono disarticolate, e del crollo degli ordini.
  2. Inoltre, e questa è quasi la sola ragione di cauto ottimismo, l’origine della crisi è chiaramente esogena, cioè esterna alle nostre economie. Questo significa che, se essa sarà gestita come si deve, una volta messa alle nostre spalle la pandemia potremmo ripartire abbastanza in fretta. Si può quindi sperare in una traiettoria a “V”, con il crollo brutale seguito da un altrettanto violenta ripresa. La sfida è di evitare una “U”, o ancora peggio una “L”.
  3. La sfida per governi e banche centrali è quindi quella di evitare che le difficoltà temporanee di imprese fondamentalmente sane ne causino il fallimento. Quando l’economia ripartirà, occorrerà che il sistema produttivo sia il meno danneggiato possibile, e quindi in grado di accompagnare la ripresa dei consumi e della domanda aggregata. Si tratta insomma di tenere a galla le imprese, soprattutto piccole e medie, che oggi non sono in grado di far fronte ai loro impegni finanziari. Whatever it takes, come si è detto.
  4. Draghi sostiene, a ragione, che il sostegno alle imprese è prioritario. Mantenere il tessuto produttivo in vita vuol dire mantenere l’occupazione, e quindi indirettamente il reddito. È ovvio che questo discorso si applica soprattutto in Europa dove i sistemi di protezione sociale sono funzionanti. Ritengo che negli Stati Uniti il sostegno diretto a lavoratori e famiglie dovrà avere uguale se non maggiore priorità.
  5. Ci sono molti strumenti disponibili per tenere a galla le imprese, in gran parte già introdotti o annunciati da banche centrali e governi. Si tratta in buona sostanza di garantire la disponibilità di liquidità per far fronte ai pagamenti. Le banche devono essere messe in condizione di prestare a tassi nulli o quasi. È questo il senso della targeted longer-term refinancing operation lanciata dalla Bce il 12 marzo scorso: la Bce fornisce liquidità a tassi negativi, quindi di fatto sussidiando le banche, ma a condizione che questi fondi siano veicolati alle piccole e medie imprese (una linea di credito simile è stata aperta dalla Banca d’Inghilterra). Draghi nota inoltre come la regolamentazione bancaria non debba in nessun modo essere un ostacolo a tali finanziamenti.
  6. Poi, come già sta avvenendo quasi ovunque, l’amministrazione fiscale dovrebbe sospendere gli adempimenti fiscali, sempre per non sottrarre risorse ad imprese e aiutarle a non soffocare.
  7. L’ex Presidente della Bce nota poi come non tutte le imprese siano uguali. Alcune possono sperare di recuperare il fatturato perduto, una volta ritenuta la crisi alle spalle. Per altre invece non sarà il caso: nessuno pranzerà al ristorante due volte in un giorno, per recuperare i pranzi fuori che non possiamo fare oggi. Per queste imprese lo Stato deve essere pronto a farsi carico delle perdite, vale a dire a cancellare in un modo o in un altro il debito privato, tramite sussidi, esenzioni (e non solo sospensione) degli adempimenti fiscali, garanzie pubbliche a banche e imprese.
  8. Che sia per il sostegno diretto a imprese e famiglie, oppure per l’assunzione di parte del debito privato, il debito pubblico non potrà che aumentare. E per usare le parole di Draghi “L’alternativa – una distruzione permanente della capacità produttiva e quindi della base imponibile per il sistema fiscale – sarebbe molto più devastante per l’economia e in ultima analisi per la credibilità dei governi”. È difficile non essere d’accordo.

Insomma, fin dall’inizio molti hanno giustamente notato che di fronte all’emergenza sanitaria l’aumento del debito pubblico non fosse un problema. Salvare vite non ha prezzo. Ora Draghi aggiunge la sua autorevole voce a quella di chi nota come anche salvare l’economia non abbia prezzo. Io stesso ne ho parlato qualche giorno fa.

Si potrebbero aggiungere altre considerazioni, per completare e rafforzare l’argomento di Draghi. Intanto, val la pena di ricordare che lo Stato non deve “ripagare” il debito, ma solo rifinanziarlo a scadenza. Questo vuol dire che anche livelli elevatissimi di debito non sono un problema fin tanto che gli Stati saranno in grado di coprire le spese per gli interessi, e che manterranno lo stock su livelli più o meno costanti. Questo è tanto più vero quando l’aumento del debito è di proporzioni tali da rendere impensabile il ricorso ad austerità e avanzi primari per ridurlo (anche se temo che qualche economista tedesco lo chiederà a gran voce). Molti usano, un po’ a sproposito a dire il vero, la metafora della “guerra” contro il virus. Bene, è il caso di rimarcare che dopo la seconda guerra mondiale il debito non è stato “ripagato”, ma solo progressivamente riportato a livelli “normali”, da una combinazione di crescita e inflazione (sono istruttivi ad esempio il caso inglese e quello americano). Occorre quindi interrogarsi su come garantire che gli Stati saranno in grado di rifinanziare un debito che sarà aumentato probabilmente di 20 o 30 punti di Pil. Sarà cruciale che i tassi d’interesse rimangano bassi (cosa che secondo molti dovrebbe verificarsi, vista l’abbondanza di risparmio a livello globale).

Nella zona euro, poi, occorrerà correggere alcune storture che rendono i Paesi membri vulnerabili alla speculazione. Occorrerà in primo luogo rivedere le norme europee che proibiscono alla Bce di ergersi a prestatore di ultima istanza dei governi. La Fed americana, la Bank of Japan o la Bank of England ci mostrano come lo scudo della Banca centrale sia fondamentale per rendere il debito pubblico sicuro, quindi appetibile, quindi a buon mercato. Occorrerà trovare un modo di consentire alla Bce di intervenire sui mercati in modo meno barocco di come, a causa dei vincoli posti dai trattati, ha dovuto fare fino ad ora (grazie all’abilità e all’audacia di Draghi). Il sacrosanto bisogno di evitare il comportamento opportunistico di governi irresponsabili non può essere soddisfatto rendendo tutti vulnerabili alla speculazione, e quindi incapaci di usare la politica di bilancio come qualunque altro governo.

Inoltre, la pressione dei mercati sui singoli Stati, e anche la loro possibilità di agire opportunisticamente, sarebbe di molto ridotta se la zona euro si dotasse di una capacità di bilancio propria, e della capacità di emettere debito. Il tema degli Eurobonds era finito nel dimenticatoio, affossato dall’ostilità di molti paesi tra cui la Germania; ma la crisi del coronavirus lo ha riportato prepotentemente d’attualità, al punto che nove governi (tra cui Francia, Spagna e Italia) ieri hanno richiesto a gran voce la creazione di Coronabonds.  Sembra evidente che quando parla di reazione comune ad uno shock che colpisce tutti e per colpa di nessuno, l’editoriale di Draghi sia un velato endorsement di questa proposta.

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  1. I CORONA BOND NON SONO LA SOLUZIONE PER L’EMERGENZA, OCCORRONO MISURE PIÙ VELOCI CHE SOLO LA BCE PUÒ ATTUARE
    Il problema della liquidità delle imprese e delle famiglie non può aspettare le decisioni della Commissione europea; lo strumento dei corona bond, è di difficile applicazione, occorre il consenso dei singoli paesi sulle modalità di emissione e di ripartizione del gettito.
    I corona bond potranno essere utilizzati per il post corona virus.
    L’Unione europea, ha già gli strumenti per fare arrivare liquidità ai singoli stati, l’art. 127 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (ex art. 105 del TCE), prevede “Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all’articolo 119.”
    Come stabilito, gli obbiettivi del SEBC (Sistema europeo banche centrali) non sono relativi solo alla difesa dell’euro, tramite la stabilità dei prezzi, ma raggiunto tale obbiettivo, devono essere estesi anche alle politiche economiche degli stati membri ed anche all’occupazione (l’art. 3 del trattato “Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri”).
    L’emergenza corona virus, non si può dire che non sta minando la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra gli Stati membri, per tali motivi, la BCE ha il dovere istituzionale di adottare le misure idonee per fronteggiare tale emergenza; la BCE non deve aspettare il consenso degli Stati membri, è un suo compito, anzi se non prende i provvedimenti necessari, un quarto dei parlamentari potrebbe chiedere ai sensi dell’art. 226 del TFUE la costituzione di una Commissione temporanea d’inchiesta per controllare il suo l’operato.
    In modo celere la BCE, con una semplice decisione, potrebbe cancellare il debito degli stati, tramite la monetizzazione dello stesso; la cancellazione del debito può avvenire, con una ripartizione che non favorisca nessuno Stato membro; per la cancellazione, possono essere utilizzate le percentuali in cui fu stabilito il QE di Draghi (Dec. UE 2015/774 del 4 marzo 2015, in base alle quote di capitale della BCE), oppure in alternativa, potrebbe essere attuata in modo tale che per ogni Stato membro il rapporto debito/pil si riduca del 20%.
    Al 20 marzo 2020 la BCE, per procedere alla cancellazione del debito, ha in bilancio 2.148,588 miliardi di titoli derivanti dal programma di acquisto per il settore pubblico (PSPP).
    La BCE con un giorno potrebbe procedere alla cancellazione di 1.500 miliardi (nel caso dell’Italia, potrebbe essere cancellato circa 300 miliardi di debito pubblico), ciò insieme al programma PEPP di 750 miliardi già attuato con decisione 2020/440/BCE, permetterebbe una liquidità immediata agli Stati membri di 2.250 miliardi.
    Con la cancellazione del debito e con l’eliminazione del patto di stabilità, i singoli Stati membri potranno attuare politiche di bilancio e finanziarle con l’emissione di titoli ventennali, che potranno essere acquistati dal mercato e/o dalla BCE.
    Tale liquidità arriva per 750 miliardi direttamente alle banche e per 1.500 miliardi direttamente agli Stati membri, i quali potranno attuare tutte le politiche economiche e fiscali da loro ritenute necessarie per l’emergenza.
    Se la BCE non prenderà tali provvedimenti, dobbiamo constatare che vi è un Trattato sul funzionamento dell’Europa solo formale e non sostanziale.
    Fermo li 29 marzo 2020
    Pierino Postacchini

  2. ¬¬¬¬¬MODELLO di ECOSVILUPPO COMPATIBILE e SOSTENIBILE TRAMITE il SISTEMA DELL’ECONOMIA “CHIASTICA”, SISTEMA CHE GENERA RICCHEZZA REALE e FISICA, NON FINANZIARIA, AUTOMATICAMENTE INTERNALIZZATA.

    UTILIZZIAMOLO ora per la RICOSTRUZIONE FISICA, ECONOMICA, SOCIALE ed ETICA del TERRITORIO e DELLE SUE ANTROPIZZAZIONI DOPO I DISASTRI CAUSATI DALLE DISTRUZIONI AVVENUTE PER LA EPIDEMIA DA CORONAVIRUS del marzo 2020 tornando a SOSTENERE ECONOMICAMENTE e DIRETTAMENTE IL MONDO DEL SOCIALE (farlo a debito è risultato e risulterà sempre un fallimento).

    Il nostro può sembrare un paradosso, ma applicandoci al pensiero caro a Carlo Cattaneo che così affermava, “chiuso il circuito delle idee rimane chiuso il circuito della ricchezza”, abbiamo circoscritta la figura retorica del Chiasmo e concepito di usarla in modo creativo a fin di bene per prima cosa (e in seguito ne descriveremo altre della medesima importanza) dedicandoci allo smisurato compito di trasformare il problema raffigurato dal grave onere di manutenzione e gestione delle strade (itinerari su cui giacciono storicamente le presenti e future antropizzazioni) nel principale artefice della produzione di risorse economiche reali praticamente senza limiti (l’unico limite se esiste riguarderebbe la disponibilità effettiva di itinerari antropizzati), risorse ovviamente da mettere a disposizione degli Enti Locali (destinando i fondi risparmiati alle gestione degli altri settori di loro competenza) per una innovativa e rivoluzionaria trasformazione della qualità e delle modalità di traffico nella circolazione stradale e in questo contesto arrivare analogamente a gettare le fondamenta di un peculiare patto (in sostituzione del “patto di stabilità e crescita” siglato nel 1997, il quale sarà forse capace di garantire la stabilità dell’economia europea ma per niente quella di contribuire alla sua crescita), di rivitalizzazione delle antropizzazioni simbioticamente legate al territorio, offrendo la spinta economica a quegli investimenti, scuole, ospedali, edilizia popolare, trasporti ecc. che alla luce della recente teoria economica vengono collocati tra i motori fondamentali della crescita e la qualità del “capitale umano”, senza la quale crescita e qualità anche un cospicuo capitale fisico riuscirebbe a far ben poco.
    Inoltre riuscire anche a ridare nuova speranza ai giovani che non studiano e non lavorano i cosiddetti Neet e in questo modo assicurando la migliore qualità sociale ed economica non solo alle presenti, ma anche e specialmente alle future generazioni.

    La sintesi qui illustrata si propone di dimostrare la qualità positiva delle ricadute coincidenti sul territorio sia di Beni Comuni come il “Welfare abitativo” che del principio di Sussidiarietà, principio che per sua natura azzera ogni profilo di rischio.

    SIMBOLI e FUNZIONI

    Linee rosse: CARREGGIATA di INVILUPPO e di OBBLIGO a DIREZIONE TRAFFICO.
    Linee nere: STRADE INTERNE A SERVIZIO DELLA MOBILITA’ LOCALE.
    Cerchi gialli: MUNICIPALITA’ – Dai confini sul territorio definiti dalla LEGGE.
    Campo verde: AREA edificabile: consente creazione di valore AUTOINTERNALIZZATA.

    Il territorio esterno alle Carreggiate di Inviluppo, rimane destinato ad essere il Paesaggio Agrario legato alla produzione agricola, all’allevamento e/o alla silvicoltura, molto utile nella funzione di migliorare la qualità dell’ambiente e dell’aria.

    Con la parola CHIASMO (dalla lettera greca χ che si pronuncia “chi” e ricorda per la sua forma lo schema della figura retorica per cui due coppie di termini, legati tra loro da ragioni grammaticali, sintattiche o di senso, vengono disposti secondo lo schema A B B A, collocando cioè due termini simili agli estremi del sintagma, mentre altri due sono all’interno dello stesso), come illustra questo semplice
    schizzo, si giunge a considerare la necessità di uno strumento straordinario atto a conseguire la rigenerazione urbanistica, logistica, economica, sociale ed ecologica del territorio tramite uno specifico meccanismo (per gestire l’inevitabile e evitare l’ingestibile): un Modello che vogliamo definire quale “Sistema Chiastico (o Chiasmico) a Inviluppo Stradale” – (“SCaIS”).

    Questo Sistema dagli effetti rivoluzionari nonostante la semplicità della formula, consiste nella fabbricazione di carreggiate stradali (linee rosse) che inviluppino in pratica ogni insediamento antropico con le sue attività vitali e le strade che servono le stesse lungo gli itinerari esistenti al presente e per tutti gli anni futuri.

    Impostazione questa di fondamentale importanza al fine di attuare una società dallo sviluppo più durevole, più economico e più sostenibile dal punto di vista ambientale e energetico, attuazione resa possibile solo con la creazione di un plusvalore ottenuto mediante la edificazione delle cubature costruibili sulle aree intercluse elevando su queste gli indici di edificabilità mq/mc nella misura di quanto si vuole ottenere (non mancano precedenti, p.es. la nuova Fiera di Milano-Rho), ma anche il fatto importantissimo per cui esclusivamente mediante il Sistema Chiastico a Inviluppo Stradale -SCaIS- questo voluto plusvalore viene automaticamente internalizzato, ciò consente di applicare poi queste risorse principalmente alla copertura del costo di realizzazione sul territorio del Sistema e dedicare le restanti risorse ad altri problemi da affrontare.
    Si noti anche che questo efficace (p.es. elimina il fenomeno “isola di calore” dei grandi agglomerati urbani) ed efficiente processo può essere fatto accadere a volontà al riguardo di qualsiasi strada e relativo edificato antropico si voglia prendere in considerazione.

    Il sistema SCaIS quindi diventa l’unico modello al mondo potenzialmente in grado di produrre effetti sorprendenti nella creazione di valore internalizzato ad uso del Promotore/Gestore di eccezionale grandezza, cosa impensabile nel disastroso contesto della finanze pubbliche e dell’immane e inarrestabile debito, ma adesso invece diventa un fatto reale in grado arrestare l’avanzata del debito di cui siamo schiavi e con serena certezza di dare pure inizio alla sua reale riduzione.

    Inoltre il Sistema diventa capace di dare pratica e felice soluzione a innumerevoli tipi di problemi esistenziali caratteristici dell’era contemporanea.
    Un tipo di tema molto indagato risulta quello sulle problematiche relative allo spopolamento e al declino delle aree interne, piccole città e villaggi, ed è stato evidenziato la necessità di una loro valorizzazione nell’ottica di un’idea di conservazione e rigenerazione che può produrre valore aggiunto, crescita e rinascita, con il chiaro intento di svelare le potenzialità di luoghi marginali, di vedere cioè l’altra faccia della medaglia, quella delle opportunità e dell’esistenza di risorse inesplorate.
    Un altro Tipo dei problemi esistenziali contemporanei che viene risolto risulta quello di riuscire ad eliminare lo stress provocato dal traffico di attraversamento degli abitati, così da ridare finalmente la serenità perduta alle persone ivi residenti.

    Insieme a questo problema il Sistema elimina in radice i tristemente noti scontri frontali e i tragici disastri che avvengono sulle strade, così che ne riduce le vittime (obbiettivo UE 2020, che è mancato).
    Per logica conseguenza, poiché sono estinti i conflitti di traffico sulle carreggiate di inviluppo, le stesse si trasformano de facto in autostrade (gratuite) diffuse quanto si estende la rete delle carreggiate stesse.
    Rete che per il principio dei vasi comunicanti estesi nel territorio aumenta a dismisura la qualità e la quantità di traffico che può contenere; ma anche rete in cui la principale conseguenza risulta quella della radicale eliminazione delle cosiddette Grandi Opere (salvo il raro caso ove la morfologia del territorio sia così grave da obbligare la loro costruzione)

    La capacità di internalizzare la rendita realizzata costruendo volumi edilizi sulle aree inviluppate (il contesto lineare in cui si opera col modello SCaIS consente di adottare indici di edificabilità mc/mq molto elevati) produce gratuite e notevoli ricadute economiche. Ricadute destinate ovviamente a fornire le risorse per lo sviluppo* sia del Sistema che per altre iniziative.

    Inoltre il Sistema ha un altro gigantesco merito: essere sempre in grado di assorbire con facilità anche nel lungo periodo elevati livelli di incremento demografico sia domestico che immigrato poiché risulta evidente fin dall’inizio che il Sistema possiede la eccellente qualità di dotare gratuitamente con molti, utilissimi ed efficaci Beni Comuni il territorio in cui si vive.
    Per ultimo, sostenere con successo il più gravoso dei compiti: attuare la realizzazione dell’Agenda 21** (che non è cosa di poco conto, e sempre gratis);

    Si evidenzia che, riguardo alla impronta ecologica generata da questo Modello, tutto quanto si raggiunge col maggiore risparmio di suolo, bene prezioso non riproducibile, rispetto al tradizionale sviluppo urbanistico e stradale, unito alla salvaguardia del verde e al rispetto dei luoghi e della bellezza dei paesaggi.

    * (“sviluppo che consente la soddisfazione di bisogni economici, ambientali e sociali delle attuali generazioni senza compromettere lo sviluppo delle generazioni future”; definizione della commissione Bundtland, ONU 1987).

    ** Agenda 21 (letteralmente: cose da fare nel XXI secolo.) è un ampio e articolato “programma di azione” scaturito dalla Conferenza ONU su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro nel 1992, che costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta “da qui al XXI secolo”: contiene 17 traguardi articolati in 169 targets e 232 indicatori; In pratica presenta evidenti difficoltà, come infatti avviene nella realtà dei fatti, alla sua applicazione mentre sono difficoltà sicuramente limitate affrontandole adottando il sistema SCaIS.
    Ovviamente avviene parimenti per quanto riguarda problemi e obbiettivi posti in sede UE.

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    Trasformiamo il pesantissimo problema rappresentato dalla manutenzione, gestione e uso delle strade nel principale artefice della produzione di risorse economiche (illimitate tante quanto sono le strade che possono essere considerate al riguardo) a favore delle azioni indicate, e contemporaneamente servire ad attuare una innovativa per non dire rivoluzionaria trasformazione della qualità e delle modalità di traffico nella circolazione stradale e in questo contesto arrivare pure a costituire un peculiare patto di rivitalizzazione delle antropizzazioni simbioticamente legate al territorio e così assicurare la migliore qualità sociale ed economica non solo alle presenti, ma anche e specialmente alle future generazioni. La sintesi qui sotto vuole dimostrarlo.

    SIMBOLI e FUNZIONI
    Linee rosse: CARREGGIATA di INVILUPPO e della DIREZIONE del TRAFFICO.
    Linee nere: STRADE INTERNE A SERVIZIO DELLA MOBILITA’ LOCALE.
    Cerchi gialli: COMUNI – Dai confini territoriali definiti dalla LEGGE.
    Campo verde: AREA edificabile: per creare valore che si AUTOINTERNALIZZA.

    Il territorio esterno alle Carreggiate di Inviluppo, le linee rosse, resta legato alla produzione agricolo/silvestre e a migliorare la qualità dell’ambiente e dell’aria.

    Con la parola CHIASMO (dalla lettera greca χ che si pronuncia “chi” e ricorda per la sua forma lo schema della figura retorica per cui due coppie di termini, legati tra loro da ragioni grammaticali, sintattiche o di senso, vengono disposti secondo lo schema A B B A, collocando cioè due termini simili agli estremi del sintagma, mentre altri due sono all’interno dello stesso) come illustra questo semplice schizzo, si giunge a scoprire uno straordinario strumento atto a raggiungere la rigenerazione urbanistica, logistica, economica, sociale ed ecologica di un territorio, strumento a cui nessun Think Tank sulla Terra sia stato capace di concepire.

    Impostazione basilare al fine di attuare una società civile dallo sviluppo durevole, sostenibile e compatibile anche dal versante ambientale ed energetico, poiché rende possibile non solo la creazione di un elevato plusvalore ottenibile dalla edificazione delle cubature costruibili sulle aree intercluse elevando su queste gli indici di edificabilità mq/mc, ma anche il fatto importantissimo per cui unicamente mediante il Sistema Chiastico a Inviluppo Stradale -SCaIS- questo elevato plusvalore viene automaticamente internalizzato, cosa che consente di applicare poi queste risorse principalmente alla copertura del costo dell’intero sistema e dedicare le restanti alle altre iniziative di integrazione e completamento.
    Questo Sistema Chiastico a Inviluppo Stradale SCaIS, dagli effetti rivoluzionari nonostante la semplicità della formula, consiste nella fabbricazione delle carreggiate stradali (linee rosse) che lungo gli itinerari storici che si dipanano nel territorio, inviluppino strade e l’insediamento antropico anche futuro ivi esistente.
    Si noti anche che questo efficace ed efficiente processo può essere fatto accadere a volontà al riguardo di qualsiasi strada e relativo edificato antropico si voglia prendere in considerazione: inimmaginabile quindi la sua estensione.

    Il sistema SCaIS quindi diventa l’unico modello al mondo potenzialmente in grado di produrre effetti sorprendenti nella creazione di valore automaticamente internalizzato di eccezionale grandezza, cosa impensabile ieri ma oggi invece diventato un fatto reale con cui è possibile immaginare di arrestare la veloce avanzata del debito di cui siamo schiavi e con serena certezza di dare pure inizio alla sua reale riduzione.

    Oltre la dimensione economica, il Sistema diventa capace di dare pratica e felice soluzione a innumerevoli tipi di problemi esistenziali caratteristici dell’era contemporanea.
    Molti indagano sulle problematiche relative allo spopolamento e al declino delle aree interne, piccole città e villaggi, ed hanno evidenziato la necessità di una loro valorizzazione nell’ottica di un’idea di conservazione e rigenerazione che può produrre valore aggiunto, crescita e rinascita, con il chiaro intento di svelare le potenzialità di luoghi marginali, di vedere cioè l’altra faccia della medaglia, quella delle opportunità e dell’esistenza di risorse inesplorate.
    Tra i quesiti esistenziali del nostro tempo che vengono totalmente risolti, vi è quello della eliminazione dello stress provocato dal traffico di attraversamento degli abitati, così da ridare finalmente la serenità perduta alle persone ivi residenti.

    Insieme a questo problema il Sistema elimina in radice i tristemente noti scontri frontali e i tragici disastri che avvengono sulle strade, così che ne riduce le vittime (obbiettivo UE 2020, che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere).
    Per logica conseguenza, una volta estinti i conflitti di traffico sulle carreggiate di inviluppo (ovvero su ogni itinerario si voglia intervenire), le stesse si trasformano de facto in autostrade (gratuite) diffuse quanto si estende la rete delle carreggiate stesse.
    Rete che per il principio dei vasi comunicanti estesi nel territorio aumenta a dismisura la qualità e la quantità di traffico che può contenere; ma anche rete in cui la principale conseguenza risulta quella della radicale eliminazione delle cosiddette Grandi Opere, salvo il caso rarissimo ove la morfologia del territorio sia così pesante da obbligarne una.

    La capacità di internalizzare la rendita realizzata costruendo volumi edilizi sulle aree inviluppate (che il contesto lineare in cui si opera col modello SCaIS consente di adottare indici di edificabilità mc/mq molto elevati) produce gratuite e notevoli ricadute economiche. Ricadute destinate ovviamente a fornire le risorse per lo sviluppo* sia del Sistema che per altre iniziative.

    Inoltre il Sistema ha un altro gigantesco merito: essere sempre in grado di assorbire con facilità anche nel lungo periodo elevati livelli di incremento demografico sia domestico che immigrato poiché risulta evidente fin dall’inizio che il Sistema possiede la eccellente qualità di dotare gratuitamente con molti, utilissimi ed efficaci Beni Comuni il territorio in cui si vive.
    Per ultimo, sostenere con successo il più gravoso dei compiti: attuare la realizzazione dell’Agenda 21** (che non è cosa di poco conto, e sempre gratis);

    Si evidenzia che, riguardo alla impronta ecologica generata da questo Modello, tutto quanto si raggiunge col maggiore risparmio di suolo, bene prezioso non riproducibile, rispetto al tradizionale sviluppo urbanistico e stradale, unito alla salvaguardia del verde e al rispetto dei luoghi e della bellezza dei paesaggi.

    * (“sviluppo che consente la soddisfazione di bisogni economici, ambientali e sociali delle attuali generazioni senza compromettere lo sviluppo delle generazioni future”; definizione della commissione Bundtland, ONU 1987).

    ** Agenda 21 (letteralmente: cose da fare nel XXI secolo.) è un ampio e articolato “programma di azione” scaturito dalla Conferenza ONU su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro nel 1992, che costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta “da qui al XXI secolo”: contiene 17 traguardi articolati in 169 targets e 232 indicatori;

    In pratica presenta evidenti difficoltà, come infatti avviene nella realtà dei fatti, alla sua applicazione.
    Difficoltà sicuramente eliminabili affrontandole adottando il sistema SCaIS.
    Ovviamente avviene parimenti per quanto riguarda problemi e obbiettivi posti in sede UE.

  3. Chabad lubavitch. Il vertice della cricca. Maurizio Blondet.

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