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Le illusioni di Saccomanni e la bassa domanda di lavoro qualificato

saccomanni

di D.Palma e G.Iodice, da Left 24 gennaio 2014

E’ alta e continua a salire la febbre della disoccupazione in Italia, raggiungendo punte sempre più drammatiche nel settore giovanile dove è arrivata a superare il 42%. Ma ancor più rilevante è la lettura che di  questo dato viene proposta da chi governa , che vorrebbe ricondurre  il  fenomeno ad una insufficienza qualitativa dell’offerta di lavoro.

I giovani sarebbero infatti  poco occupabili perché non dotati di una adeguata formazione, come ha recentemente ribadito il Ministro  dell’Economia Saccomanni  affermando che “Il sistema produttivo e industriale del terzo millennio richiede preparazioni e competenze che il sistema scolastico non e’ in grado di assicurare”.

Sorretta dalle cifre che parlano di un continuo scivolamento dell’Italia in posizioni di retrovia del sistema educativo, l’osservazione di Saccomanni sembrerebbe del tutto coerente e andrebbe a individuare nelle politiche per l’istruzione e la formazione il principale nervo scoperto della nostra disoccupazione giovanile. Sennonché se si guarda ai tassi di disoccupazione relativi ai laureati si scopre che questi sono più elevati di quelli relativi ai diplomati e che le quote più alte di contratti di lavoro c.d. “instabili” si riscontrano fra i lavoratori laureati. Ciò sta a significare che si è determinato un fenomeno di overeducation , ossia la presenza di una qualificazione dell’offerta di lavoro maggiore di quella che caratterizza la domanda da parte del sistema produttivo.

Sotto questo punto vista, l’arretramento del Paese nelle classifiche dell’alta formazione sembrerebbe dunque coerente  con le caratteristiche del suo sistema produttivo, e la dotazione di risorse umane ad alta qualificazione appare persino ridondante. Invocare il miglioramento del sistema dell’istruzione e della formazione è dunque legittimo, purché si consideri la composizione della domanda di lavoro e il ruolo che su di essa esercita la specializzazione del sistema produttivo. Che nel caso italiano ha un preciso significato, considerata la caduta della sua produzione industriale: esiste un consistente problema di domanda delle merci del nostro paese legato alla qualità di tale produzione, che disabilita le opportunità di impiego delle risorse umane più qualificate, ma che condiziona sfavorevolmente anche la domanda di lavoro meno qualificata.

Tornare ad investire sul sistema produttivo per approntarne una reale riqualificazione che aiuti il rilancio della domanda, risulta per questo la priorità fondamentale.

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6 commenti su “Le illusioni di Saccomanni e la bassa domanda di lavoro qualificato

  1. se fosse vero cio che dice e pensa saccomanni almeno le eccellenze dovrebbero trovare occupazione in italia ed invece assistiamo ad una fuga di alte professionalita mentre non ne importiamo quasi per niente

    • esportiamo materia grigia per importare materia scura utile da schiavizzare e in altri da casi da mantenere coi soldi pubblici.

  2. forse è per questo che, con finte riforme e vagoni di demagogia, si assiste al progressivo smantellamento del sistema italiano di istruzione

  3. ma per questi la domanda non esiste. non esiste. non sanno cosa sia.

    secondo loro se metti un barbone senza un soldo in un bar che vende caffè a 1 centesimo l’uno questo bar farà l’incasso dell’anno.

  4. La questione della istruzione è complessa e non si risolve con i soliti slogan, credo che insieme a eccellenze abbiamo un sistema scolastico secondario e universitario le cui ultime riforme non abbiano migliorato le cose, da una parte ci vorrebbe una maggiore integrazione tra scuola , università e le realtà produttive , la formazione non può essere asservita alla produzione ma non possiamo neanche dare un offerta che sia starata con le esigenze del lavoro e su questo piano ci guadagnerebbero entrambe. E’ anche vero che la struttura delle nostre realtà industriali è di piccole unità con scarsa ricerca e innovazione , ma se non si innescano circoli virtuosi non andiamo da nessuna parte. Poi manca da alcuni anni un assorbimento di laureati nella PA, che ne avrebbe bisogno per rinnovarsi e adeguarsi anche alle nuove tecnologie, in due parole come al solito in questo paese manca pianificazione e strategia.

  5. vedo molto interessante l iniziativa di questa persona…anche i soldi inbeneficenza…
    molto bravo…sono contento per queste iniziative
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/27/europee-eletto-udc-non-si-ricandida-e-rinasce-in-versione-rock-terminator/964995/

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