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Franklin Palmiro Roosevelt

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Pubblichiamo un breve estratto del noto discorso su “Ceto medio ed Emilia Rossa” del segretario del PCI Palmiro Togliatti, tenuto a Reggio Emilia nel 1946, nel quale  riecheggia, quasi esplicitamente, l’ispirazione del New Deal di Franklin Delano Roosevelt. Come rileva Roberto Gualtieri, “il rapporto con i ceti medi, secondo Togliatti, era essenziale, sia per il radicamento del PCI che per la realizzazione di quel «patto tra produttori» che era al centro della proposta di politica economica da lui lanciata in agosto su «l’Unità» con un esplicito riferimento al New Deal rooseveltiano. Un «nuovo corso» la cui realizzazione era considerata necessaria per superare in modo duraturo le tensioni sociali che attraversavano il paese e per il successo della strategia lanciata a partire dalla «svolta di Salerno».

Non proponiamo una ricostruzione della nostra economia secondo princìpi comunisti o socialisti. (…) Noi diciamo che occorre un «nuovo corso» di economia e di politica economica. Ci si accusa, quando parliamo di questo «nuovo corso», di voler sopprimere l’iniziativa privata; ma la cosa non è vera. Noi vogliamo che venga lasciato un ampio campo allo sviluppo dell’iniziativa privata, soprattutto del piccolo e medio imprenditore. In pari tempo però chiediamo che lo Stato intervenga per dirigere tutta l’opera della ricostruzione, per coordinare le iniziative private e indirizzarle, legandole organicamente le une alle altre a seconda delle necessità nazionali, e impedendo che la sana iniziativa privata venga soffocata e alla fine distrutta dal prevalere dei gruppi plutocratici e della speculazione. Nel campo dell’industria, basta pensare alla necessità di spostare il centro di gravità dalle produzioni di guerra alla produzione di pace, o alla necessità di spostare parte dell’apparato industriale nelle regioni meridionali e nelle isole, per comprendere che si presentano quei problemi che il privato, da solo non potrà né risolvere né vedere. Nel campo dell’agricoltura, basta pensare all’enorme regresso causato dalla politica fascista, alla necessità della riforma agraria e alla necessità di liberare così gran parte dei nostri agricoltori dal peso eccessivo della rendita fondiaria, per arrivare alla stessa conclusione. (…) Poste così le cose, mi sembra evidente che alla adozione di un «nuovo corso» della nostra economia sono interessati non soltanto gli operai, o i braccianti, ma tutti i lavoratori, e che vi sono interessati in modo particolare i gruppi del cosiddetto «ceto medio». (…)

Fonte: italianieuropei.it

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7 commenti su “Franklin Palmiro Roosevelt

  1. Ed ecco che finalmente il cerchio si chiude.

    Sono anni che politici come Togliatti non solo venivano dimenticati nei discorsi e nei comizi, ma sull’onda del fallimento del bolscevismo russo e della caduta del muro di Berlino, il suo semplice nome era quasi diventato impronunciabile ed ….. essere comunista e’ diventato oggi equivalente di terrorista.

    Forse, i falsari della storia l’avevano capito che Togliatti con le sue politiche lungimiranti aveva veramente intuito la chiave per UNA TERZA VIA che avrebbe sicuramente evitato lo scempio che abbiamo dinnanzi agli occhi oggi.

    Vediamo di ritrovare l’orgoglio dei nostri nonni e di ripristinare i veri eroi.

    Questo articolo va nella direzione giusta.

  2. Togliatti era lungimirante perchè comprendeva che un vero cambiamento della società italiana richiedeva un “nuovo” corso di economia e di politica economica. Nuovo per davvero, nel senso che non poteva limitarsi soltanto al consenso del proletariato e del sottoproletariato, ma capace di coinvolgere quel vasto ceto medio attorno ad un programma che,senza limitare la libera iniziativa, affidava allo Stato,però, il compito di rendere quelle iniziative funzionali ad un più ampio progetto di liberazione dei ceti popolari e di benessere collettivo in generale.
    Sono convinto che oggi in Italia abbiamo necessità di un nuovo “togliattismo” capace di conciliare le istanze, pur distinte ma non diverse nell’intento,di un campo della sinistra ampia, unita e plurale per realizzare quelle fasi di un progetto di crescita ad iniziare dalla rivisitazione del sistema fiscale per una redistribuzione del reddito per il rilancio dei consumi interni che soli possono incrementare l’occupazione. Riforma elettorale su base proporzionale con piccolo sbarramento, giustizia sociale ed equità completerebbero l’avvio di un nuovo sistema di politica economica non dettato da posizioni ideologiche ma da esigenze concrete.

  3. Più che Franklin Palmiro Roosvelt direi Deng Palmiro Ping :-D

    • Caro Adler,
      quando dai definizioni e giudizi devi anche spiegare come ci arrivi.

      Sparare definizioni non supportate da un argomentazione e’ troppo facile, …. ed e’ purtroppo una attivita’ sempre piu’ diffusa.

      La vera democrazia e’ liberta’ di opinione, ma la liberta’ di slogan e’ futile e non sempre democratica.

      • Caro Nirvana, era solo una battuta. Non te la prendere, su con la vita ;-)
        Vuoi sapere come ci sono arrivato? Dal fatto che Togliatti pur essendo comunista (come Deng) abbia riconosciuto l’importanza del privato nello sviluppo di uno stato, come (Deng). Ok?

  4. ne avessimo oggi politici con questo saggezza ,a dimostrazione che il buon senso conta piu di un ottima analisi sottolieneo queste parole…………….” In pari tempo però chiediamo che lo Stato intervenga per dirigere tutta l’opera della ricostruzione, per coordinare le iniziative private e indirizzarle, legandole organicamente le une alle altre a seconda delle necessità nazionali, e impedendo che la sana iniziativa privata venga soffocata e alla fine distrutta dal prevalere dei gruppi plutocratici e della speculazione.”……………..che dire

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