53 commenti

Chi siamo

“Dobbiamo inventare una nuova saggezza per una nuova epoca.
Nel frattempo, se vogliamo veramente fare qualcosa di buono,
dobbiamo apparire eterodossi, importuni, pericolosi,
ribelli nei confronti di chi ci ha preceduto.”
John Maynard Keynes

Keynes blog offre una rassegna di idee sulla “grande recessione” iniziata nel 2008 e la cui conclusione pare non essere ancora alle porte.

E’ proprio vero che i “sacrifici” ci tireranno fuori dalla crisi? Le liberalizzazioni sono una soluzione per aumentare la crescita? Lo spread calerà se ci dimostreremo “responsabili” e applicheremo le ricette di austerità? Oppure, al contrario, i sacrifici deprimeranno la domanda peggiorando le cose? E se è così, quali politiche economiche alternative è possibile e necessario adottare per la ripresa?

A queste ed altre domande Keynes blog tenterà di rispondere segnalando articoli, saggi, interventi di economisti, pensatori e politici.

Pur accogliendo i contributi di diverse scuole del pensiero economico eterodosse e critiche del neoliberismo, il blog si richiama esplicitamente a John Maynard Keynes, l’economista britannico che, per usare le parole del premio Nobel Paul Krugman, con il suo lavoro ci diede la soluzione della Grande Depressione degli Anni ’30 del Novecento e che ispirò le politiche economiche del mondo occidentale per oltre 30 anni dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

L’abbandono di quel fecondo filone di pensiero, a partire dagli anni ’70, in favore di un laissez-faire spesso senza alcun contrappeso, ha sguarnito la politica e la teoria economica degli strumenti per comprendere e gestire i cicli economici e ha prodotto ineguaglianze sempre più gravi che, secondo molti, sono tra le cause della recessione di questi anni.

Keynes blog è ideato e curato da Guido Iodice e Daniela Palma.

Guido Iodice ha ideato Aprileonline.info, quotidiano on-line del “Correntone DS” e  Rossodisera.info, quotidiano on-line dell’area di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, noto anche come “la Velina rossissima”. Di entrambi è stato editorialista e corsivista. Si è occupato di politiche per l’innovazione tecnologica nell’Associazione NetWork-DS, per la quale ha prodotto il piano nazionale per la banda larga “Italiacavo”, che ha fatto parte del programma elettorale dei Democratici di Sinistra nel 2001. Come collaboratore parlamentare di Pietro Folena si è speso in particolare in iniziative legislative a favore del software libero/open source e per una revisione liberale del copyright. Ha fatto parte degli organismi dirigenti nazionali dei Democratici di Sinistra.

Daniela Palma, laureata nel 1989 in Scienze Statistiche ed Economiche su temi dell’Economia Internazionale presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. E’ stata Visiting Research Fellow presso il National Center for Geographic Information and Analysis del National Science Foundation degli Stati Uniti nella sede della University of California at Santa Barbara, lavorando su una dissertazione dal titolo “Trasformazioni topologiche dei dati nell’analisi di serie socio – economiche territoriali” con la quale ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Analisi Economica Matematica e Statistica dei Fenomeni Sociali (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, 1995). Primo ricercatore presso l’Enea nelle aree dell’economia dell’innovazione e dello sviluppo e dell’analisi della sostenibilità ambientale ed economica, è autrice di diversi articoli pubblicati in riviste e libri sia a livello nazionale che internazionale. Coordina dal 1999 le attività dell’Osservatorio Enea sull’Italia nella Competizione Tecnologica Internazionale.

Disclaimer: Gli articoli esprimono le opinioni degli autori e non impegnano in nessun modo le Amministrazioni di appartenenza.

53 commenti su “Chi siamo

  1. In bocca al lupo, e al piacere di leggervi!
    Francesco

  2. Davvero un piacere, per una vecchia keynesiana irredenta. A presto leggervi, spero!

    Rita

  3. Non so se la ricetta indicata da Keynes possa bastare per uscire da questa crisi, ma sicuramente non si può prescindere dalle indicazioni di Keynes. Vi auguro tanto ascolto in web.

  4. Vi ho scoperto oggi. Non è mai troppo tardi.
    Piacere di leggervi.

  5. Complimenti per la splendida e valida iniziativa ! Credo che la sfida della sinistra, quella vera, quella che pensa e propone un progetto di vita ai cittadini, dovrebbe parlare in maniera comprensibile alla gente di economia e politica, e di come queste cose possono risolvere oppure avvelenare la vita di tutti !

  6. Uh! Dopo il forum di ubuntu, linuxqualityhelp e il tuo blog, ti trovo anche qui, Guiodic!
    Pare che abbiamo tante cose in comune.
    Subito aggiunto in Liferea!
    Buon lavoro!

  7. Ottima questa idea di proporre un sito che sviluppi la teoria keynesiana. Abbiamo bisogno di keynesismo, oggi più che mai.

    Buon lavoro

  8. Da tempo mi domandavo come mai nessun pensiero keynesiano venisse espresso in modo palese in questo contesto critico della economia.
    E’ vero, non mi ero data molto da fare a cercare, ma mi meravigliava l’assenza completa di riferimenti nei media e nei commenti generalmente diffusi.
    Mi dicevo, Keynes, come Marx, non è più neanche citato.
    Mi chiedevo, se fosse ancora tra noi Federico Caffé che direbbe?
    Bene, finalmente trovo qualcosa.
    Ma dovete darvi molto molto più da fare.
    Siamo proprio inguaiati ….
    Buon lavoro !!!

  9. E’ probabile che l’orientamento keynesiano (vero, non finto) sia l’unica piattaforma intellettuale e pratica per riaggregare un soggetto politico progressista, oggi miseramente frammentato e debole. Peraltro, anche molte sensibilita’ “centriste” e alquanto confuse potrebbero trovarlo convincente. E non solo in Italia.
    Buon lavoro!

  10. Bravi!!! Diffondete il verbo

  11. Meno male che c’è ancora qualcge cervello funzionante nell’epoca del preteso ‘tecnicismo’ scientifico delle scelte economiche (che, infatti, oggi risultano folli)

  12. Grazie. Era dai tempi della mia tesi che non sentivo così forte il bisogno di confrontarmi con le teorie dell’economista di Cambridge.

  13. Non sono di sinistra e non so se le ricette keynesiane funzionerebbero col nostro livello di indebitamento, ma mi fa solo piacere trovare un po’ di aria fresca nel pensiero economico e un’alternativa ai soliti beceri e rancorosi liberisti incattiviti che pare godano solo quando vedono licenziare il prossimo

  14. MI fà piacere che ci sia, come dice Marco, un pò di aria fresca nel mondo dell’economia asfissiato da poltiche dell’impossibile!!!

  15. Io l’ economia la mastico pochissimo, ma le contraddizioni tra quello che ci dicono e quello che succede sotto i nostri occhi ora cominciano a vederle tutti…Occorrono strumenti e nozioni per decifrare gli eventi e risvegliare le coscienze. L’ articolo di oggi (17/05) su Monti e l’ FMI è perfetto, dovrebbero leggerlo in qualche Facoltà di Economia…A quando i nostri Think Tanks?

  16. Seguiri è una boccata d’aria fresca e pulita dato il fetido ambiente in cui siamo costretti a vivere

  17. [...] il sito Keynesblog non è mio ma di Guido Iodice e Daniela Palma, quindi tutte gli usi del “noi” sono da intendere [...]

  18. Che cosa ne pensate di Richard Kahn?

  19. Ho scoperto da poco questo sito web, ne sono felicissimo, si sta tenendo nascosto il pensiero keynesiano da questa assurda crisi senza sbocchi, voluta dalla grande finanza mondiale, per “cinesizzare”, l’economia mondiale post-globalizzazione, anche in italia se non apriremo gli occhi lavoremo alle condizioni “Foxcon”, cioè ad 0,50 ora,per 10 ore giornaliere per sei giorni, azzerando totalmente i diritti, la strada che sta percorrendo l’attuale governo, a quel punto chi ha delocalizzato tornerà a casa, contento di aver raggiunto i risultati sperati, questi!

  20. HO SCOPERTO RECENTEMENTIE QUESTO SITO, IN UN MONDO MONOPOLIZZATO DAL PENSIERO UNICO LIBERISTA, SIETE UNA DELLE RARE ECCEZIONI. CONGRATULAZIONI E CONTINUATE COSI !

  21. Temo il Verbo, anche se dal 31 al 38, con perfette intuizioni, quando tutti perdevano, Keynes triplicò il capitale.E’ tuttavia imprescindibile oggi riavvisare il concetto di crescita dalla premessa inesorabile del limite planetario. Oggi? Difficilissimo o forse impossibile. Quasi utopia!

  22. Molto Interessante, Le Politiche dinamiche di sviluppo esercitano pressione sul sistema e sulla Fiducia che ad esso danno.
    LA BCE ha dato in accordo ai Politici Protettori 3000 Miliardi alle Banche , le Banche nulla al Sistema, niente ai Cittadini, niente alle Imprese.
    Il sistema Italia è avvitato su se stesso, se non si Cambia la COSTITUZIONE subito, non si esce dall’avvitamento e nulla si potra’ fare Realmente per Noi per i Giovani e per le Future Generazioni.
    Soldi Subito a Imprese , Cittadini, Artigiani,Casalinghe, loro si sviluppano da soli e mettono in moto il sistema, allora solo allora si potra’ pagare le tasse di un sistema corrotto, ipocrita,senza idee come l’Italia Politica.
    Azzerare subito i debiti di imprese, e cittadini , la BCE puo’ dare Soldi stampandoli ai sistemi, i Sistemi si devono regolamentare certo, l’Italia deve tagliare sprechi e spese pubbliche , e deve investire moltissimo in Brevetti, Ricerca, Innovazione, e nelle vecchie Professioni, fare il Pane , Olio, Vino, quello Vero non quello Chimico che si fa ora.
    Gli sprechi che ci sono ancora fanno paura, avete letto il Meccanismo di Stabilita’, il Fiscal Compact , si vede che è stato scritto da Finanzieri, in Italia lo hanno ratificato senza sapere nemmeno che cosa è.
    E cosi’ decide la Finanza , non i cittadini, non i Popoli, non il lavoro, la ns. Sovranita’ non esiste piu’. La ns. Dignita’ di vivere in serenita’ è finita.
    Saluti
    Ferruccio

  23. [...] economista del secolo scorso, ricorre con insistenza in tutte le pagine. Gli autori del blog, Guido Iodice e Daniela Palma, oltre alla quotidiana (o quasi) offerta di articoli, hanno messo a disposizione un documento pdf [...]

  24. Ma guardate che Keynes non era di sinistra. Anzi, nel suo libro Teoria Generale, egli si pone su posizioni nettamente contrarie a Marx e al socialismo in genere; specificando che il capitalismo della sua epoca era paragonabile a una pianta malata: la pianta non va ammazzata ma semplicemente curata. Io non sono mai stato di sinistra (che poi sempre tutte queste etichette all’italiana…) ma condivido la maggior parte delle idee di Keynes e di questo blog. Purtroppo però ho l’impressione che si esageri dando per intero la colpa al liberismo della crisi attuale. Io penso invece che la causa sia stata un’estremizzazione del liberismo, quasi una sorta di fondamentalismo dello stesso che ha lasciato la finanza (e non il mercato, son due cose distinte…del mercato fanno anche parte le botteghe e le piccole-medie imprese che chiudono a ripetizione, loro sono le vittime non i carnefici!) libera di fare quel che vuole e di violare ogni forma di regola per tenerla sotto controllo, spartendosi i profitti con la politica degli Stati e scaricando sui cittadini e sulle imprese le sue perdite e le crisi da essa provocate. Penso che si debba tornare alle idee di Keynes per rilanciare la crescita e progettare un futuro migliore per tutti, ossia un liberismo “moderato” e attento alla lotta contro la disoccupazione prima di tutto.

  25. Reblogged this on Intermediari Finanziari.

  26. Quello che fate merita il plauso. Bisogna ritornare alla ragione e contrastare la folle deriva che richia di travolgerci tutti.

  27. Complimenti, da oggi vi seguirò…

  28. Ciao ragazzi (sono più giovane di voi, posso chiamarvi ragazzi comunque?). Mi piace molto il vostro blog, è bello poter leggere di economia e capire davvero qualcosa, pur da profano. Tutti abbiamo a che fare coi soldi, alla fine!

  29. alla fine degli anni ’70 studiando economia e scienza delle finanze divenni un Ultras keynesiano….

  30. Rimettiamo Keynes al centro del dibattito sul futuro dell’economia in Europa
    R

  31. Un raggio di sole in un ambiente pervaso da Europeisti incalliti e soggetti molto miopi per loro voler e non . E’ un piacere trovare un blog come questo, ho letto il pdf riassuntivo e non posso ritrovarmi d’accordo. Penso sarò , senza nessun dubbio, un vostro assiduo lettore, essendo fresco laureato in economia ed ancora interessato a tematiche a me vicine per attualità e concetti.

  32. Un’esigenza essenziale oggi è quella di fermare la deriva dell’Unione europea, non per rinnegare la cooperazione fra gli Stati, ma per rinnovarla. L’attuale involuzione dell’UE ci sta portando ad una tirannide centralista anziché all’Europa dei popoli e ad un sistema politico federale. Prendo ad esempio le parole di un altro deludente personaggio, Mario Draghi. Egli auspica la creazione di un “commissario europeo” (naturalmente non eletto ma cooptato) che abbia il potere di porre il veto sull’approvazione dei singoli bilanci nazionali se questi non dovessero soddisfare le rigidissime, attuali imposizioni dovute al sistema-euro (sistema peraltro già sbagliato nelle premesse, dato che la BCE non svolge, incredibilmente, il ruolo di prestatore di ultima istanza tipico di tutte le altree Banche centrali del mondo, compresa la FED).
    Molto in concreto dico: provate a chiedere ad un cittadino statunitense o svizzero (cioé ai cittadini degli Stati federali “veri” più conosciuti come tali) se possono accettare, anche solo in ipotesi, un obbligo del genere, e sappiatemi riferire gli insulti che proferiranno all’indirizzo dell’ipotetico proponente: sarebbero irripetibili, ve l’assicuro! Più specificamente, gli americani punterebbero addosso al malcapitato proponente una mitragliatrice, mentre gli Svizzeri, più pacifici, lo metterebbero in manicomio per tutta la vita. Al di là della battuta, peraltro assolutamente realistica, ciò che sta divenendo l’UE è l’esatto contrario di una costruzione federalista democratica, mentre si profila sempre più come un centro di potere oligarchico incontrollato e incontrollabile per i cittadini. A mio avviso, il radicale ripensamento delle Istituzioni europee è un tema da lanciare subito e con urgenza in tutti gli Stati europei, anche attraverso una rete informativa coordinata, prima che la cancrena dell’autoritarismo e dell’asservimento della politica alla peggiore finanza speculativa renda vani decenni di cooperazione e di conoscenza fra i popoli europei.

  33. dopo le dichiarazione del nostro “ex” premier (il bocconiano) penso che non ci siano dubbi sul tipo di politica neo-liberista che vuole l’oligarchia finanziaria dell’Ue…….

  34. vi scopro con un anno di ritardo. bello il vostro impegno. sostanzioso il risultato.

  35. @ Guido
    Tempo fa ci siamo incontrati sui Forum ubuntu-it e Linux Quality Help, oltre che sul tuo blog Guiodc, ed è anche grazie al tuo aiuto che sono riuscito a domare alcune periferiche un po’ riottose capitatemi tra le mani.
    Mi fa piacere ritrovarti qui a parlare di questi argomenti, che per me rivestono grande interesse fin dai tempi dell’università, ma che la maggior parte dei media italiani trattano così poco e così male.
    Un cordiale saluto, con immutata stima.

  36. Buona giornata, è la prima volta che entro in questo, sito complimenti qui si impara
    perchè l’esperienza in campo economico non è mai troppa
    Buon proseguimento a tutto lo staff
    Paolo

  37. Oggi ho scoperto per puro caso questo blog, è una splendida iniziativa. Vi seguirò!

  38. Forse andrò a votare, fino a qualche giorno fa non ero assolutamente propenso.
    Solo qualche nuovo piccolo partito che sicuramente non farà testo rispecchia le
    mie idee.
    Sono un libero professionista e secondo me la ricetta per rilanciare i consumi o meglio il lavoro e l’occupazione e contribuire all’abbassamento del debito pubblico sono i seguenti:
    -Dazi doganali alle aziende che fanno semilavorati a l’estero fino al 300%
    -Meno contributi a carico delle aziende per abbassare il costo della manodopera
    -Aumento del 15% dei salari ai dipendenti privati non certamente ai pubblici
    -Pensioni statali per le nuove generazioni di € 700 (da affiancare una pensione privata)
    -Pressione fiscale non superiore al 25% per tutte le aziende con fatturati non superiori
    ai 10 milioni di euro
    -non più aiuti con leggi di comodo alle grandi aziende come la Fiat, Olivetti ecc
    -favorire il part time soprattuto per le donne con bambini che devono essere seguiti
    nel pomeriggio per una buona istruzione scolastica
    -abbassamento dell’iva da 21% a 16%
    -federalismo fiscale regionale tutti gli introiti provenienti dalle tasse e dall’iva devono andare nelle casse della stessa regione ed essere impiegati coscenziosamente secondo le priorità e necessità per fornire servizi e opere pubblice e quant’alro
    -il costo della manodopera deve essere unificato tra tutte le nazioni Europee comprese e presto diffonderlo a livello Mondiale!!!!
    A questo vanno aggiunte i seguenti abbattimenti dei costi della politica:
    -stipendi per senatori e deputati (compreso presidente consigli – e repubblica) € 3000,00 mensili
    -nessuna scorta o macchina blu
    -ciclo politico durata massima 10 anni
    -età massima per la candidatura 55 anni
    -pensione politica € 2.500 mensili (compresi presidente consiglio e repubblica)
    -abolizione legge indennità parlamentare
    -cancellazione partiti che non raggiungono un minimo del 10%
    -no al finanziamento pubblico dei partiti (ma uso soltanto della televisione statale per spot propagandistici)
    -riduzione del 50% del canone Rai
    -non più missioni all’estero del nostro esercito e impiego dello stesso nel territorio nazionale per combattere mafia-criminalità-evasione fiscale regionale a tappeto.

    Forse con l’applicazione di queste ricette un pò di cose andrebbero meglio.

    Saluti

  39. [...] Da un punto di vista economico il problema italiano puo’ essere compreso attraverso un confronto con il Gold standard durante la grande depressione. L’Euro oggi ha il ruolo che allora aveva l’oro, quello di un tasso di cambio fisso. Anche allora gli economisti conservatori sostenevano che i paesi nel gold standard si sarebbero riallineati attraverso aggiustamenti nell’economia reale – al posto dei tassi di cambio, sostituiti da un aggancio permanente all’oro. L’unica via di uscita dalla grande depressione fu l’abbandono del sistema basato sull’oro. In America avvenne nel 1933, in Francia rimase fino al 1936 – con conseguenze economiche disastrose source. [...]

  40. [...] quella montagna di soldi per finanziare l’economia reale e non per ricominciare a speculare. source Un sistema instabile. Una notizia negativa in un paese ha pesanti ripercussioni sull’insieme [...]

  41. Sono di destra ma condivido in gran parte il pensiero economico di un liberale come Keynes, tutt’altro che patrimonio di sinistra, ammesso e non concesso che la categorizzazione abbia ancora un senso. E’ evidente che solo tornando a Keynes usciremo da questa spirale infernale in cui burocrati senza scrupoli ci hanno ridotto. Non possiamo sperare nell’Europa per uscirne, ma solo su una classe dirigente nazionale che si ponga in contrasto con le assassine politiche di austerita’ ed abbia gli attributi per porre un freno all’egoismo tedesco.

  42. Keynes quando ideò la sua ricetta per ridare fiato alle economie in recessione ci scrisse sopra l’avvertenza “maneggiare con cura” . Purtroppo non considerò a sufficenza che quella ricetta nelle mani della normale politica a caccia del consenso ad ogni costo, poteva condurre al debito strutturale e nemmeno che il debito pubblico avrebbe trasferuito il potere economico dagli Stati debitori alle banche creditrici.-
    Questo non fa della lezione di Lord keynes una cattiva ricetta ma semmai una cura pericolosa ma sempre perfettibile.- Certo, usare la medicina in condizioni normali è sciocco ma non usarla in condizioni patologiche è addirittura criminale.-
    Per fortuna quella di Lord Keynes è una idea che emoziona ancora tutti coloro che non contano i valori finanziari posseduti da un’oligarchia ma gli interessi generali di un’intera economia.-
    Gli ultimi ammiratori di quella grande teoria, declinata in salsa giapponese, mi sembrano gli economisti di Tokyo che si propongono di raddoppiare a tappe forzate la loro base monetaria per far ripartire la seconda locomotiva della terra.-
    L’importante è che il ciclo economico complessivo torni a girare ed in questo sta proprio l’originale “dinamismo” della teoria keynesiana, capace di sacrificare anche valori sacri quali la stabilità della moneta.-
    L’umanesimo keynesiano è proprio nella centralità dei bisogni visti come il necessario innesco di ogni bomba economica.-
    L’Europa di oggi, purtoppo, è profondamente “statica” non crede in se stessa, sta sulla difensiva e, in definitiva, ripudia quella componente indefettibile di ogni agire economico: il rischio connaturato ad ogni intrapresa.- Bruxelles è oggi come la Roma del tardo impero: quando nel terzo secolo si dotò delle mure aureliane si pose sula difensiva ma si chiuse al mondo, ed annunciò la sua fine.-
    oggi più che mai Keynes è necessario come il pane, anche perchè il pane è assai più utile di un bel bilancio.-

  43. Complimenti, è da tempo che stò studiando Gessel e la teoria della moneta (per pura sete diconoscenza), ed il vostro articolo mi è stato molto utile.

  44. non rilevo il mio commento,,,censurato??evidenzio la socialità di Keynes che preuccupandosi sempre dell’occupazione , riconosce quindi nel lavoro (e relativa domanda)la prima forza dell’economia (come nella nostra costituzione…
    corrado stefanini

  45. Ai due curatori di keynes blog. Sono un professore emerito dell’Università di Bologna e quando nel 1956 ho fatto i primi esami alla Bocconi li ho fatti su i testi di Keynes. Dirigo la rivista “Inchiesta” dal 1971 quando appoggiava la FLM e continuo a dirigerla anche con una versione on line (www.inchiestaonline.it); adesso appoggia la Fiom. Ho pubblicizzato il vostro sito su http://www.inchiestaonline. Auguri di buon lavoro Vittorio Capecchi

  46. E gai dalle prime parole di introduzione stato sbagliando scrivendo “per usare le parole del premio Nobel Paul Krugman”
    Devo ricordarvi che il premio ‘Nobel’ per la economia, non è un premio Nobel, ma “Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel”.

  47. Ciao, ho scoperto oggi il blog, complimenti, io sono un appassionato di GIS, se vi fa piacere si potrebbe pensare ad una collaborazione per implementare la presentazione delle analisi economiche con l’analisi GIS in modo da presentare graficamente informazioni ambientali ed aumentare l’impatto degli input.

  48. Vorrei leggere le vs idee

  49. Splendido blog; tra l’altro gli ultimi articoli stanno diventando veramente “acuminati”

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