
Esistono diverse teorie economiche, ma ancor prima di ciò esistono classi sociali di cui gli economisti – ben lungi dall’essere scienziati apolitici – difendono gli interessi consolidati. E’ questa, purtroppo, l’evidenza che è emersa nel dibattito scatenato dal libro di Thomas Piketty “Capital in the Twenty-First Century”, nel quale si mettono in evidenza le ragioni e i pericoli delle disuguaglianze, le distorsioni conseguenti la crescita delle rendite e l’ingiustizia insita nell’ereditarietà del capitale. L’esempio migliore di questo bias classista lo fornisce Gregory Mankiw, noto economista conservatore ed autore di uno dei manuali di economia più diffusi.

Sono in molti coloro che da tempo propongono una (parziale) cancellazione dei debiti tra “centro” e “periferia” come primo passo per la soluzione della crisi dell’eurozona. Ne parla ad esempio Kenneth Rogoff in un 



In Italia si è rinunciato da tempo a definire un piano di rilancio del sistema industriale. L’intervento pubblico oggi dovrebbe giocarsi intorno ai problemi climatici ma anche a quelli più sociali tipo i problemi demografici legati all’invecchiamento della popolazione. Intervista a Mariana Mazzucato – da Sbilanciamoci.info, intervista di Sara Farolfi
