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Grecia: tutte le previsioni sbagliate

Gli uomini pratici, i quali si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale, sono generalmente schiavi di qualche economista defunto. Pazzi al potere, i quali odono voci nell’aria, distillano le loro frenesie da qualche scribacchino accademico di pochi anni addietro.

— John Maynard Keynes,
Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (1936)

Il blog Real World Economics ci guida in un impietoso excursus delle previsioni sbagliate sulla Grecia. Parte dalla illusione odierna che le politiche di drammatica austerità imposte dalla troika UE-BCE-FMI possano salvare il paese e cita invece le previsioni di Bloomberg secondo il quale la Grecia perderà il 5% di Pil quest’anno. Una cifra che assomigli più a un precipizio che ad un salvataggio. Ma i leader europei, insieme agli analisti tedeschi e della Bce, sono convinti che nel 2013 la Grecia tornerà a crescere.

Si parte dal 2007, con previsioni per il 2008 e 2009 secondo le quali la Grecia doveva crescere impetuosamente, guidata dalla domanda interna. Ma già nel 2008 ci si accorgeva di qualche problema e nel 2009 si prevedeva però un assestamento nel 2010 e il recupero l’anno successivo. Senonché nel 2010 si ammetteva la crisi ma si annunciava il recupero dal 2012. Infine, nel 2011 si parlava di 4 anni di declino alle spalle: il 2012 sarà l’anno del recupero, diceva la Commissione europea.

Forse gli analisti dell’UE dovrebbero prendere in seria considerazione l’idea di guardare all’economia come si presenta nel mondo reale e non ai propri modelli di austerità espansiva.

Per fortuna a ricordarci la realtà ci pensa Gennaro Zezza, economista italiano del Levy Institute. Sul suo blog Zezza mostra due grafici sul declino greco e conclude che se si vuole salvare il bilancio pubblico di un paese, forse è più opportuno non deprimerne l’economia.

Leggi l’articolo da Real World Economics Blog

Leggi l’articolo di Gennaro Zezza

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Un commento su “Grecia: tutte le previsioni sbagliate

  1. […] avevamo già parlato: i dati forniti dall’UE risultano sistematicamente troppo ottimisti rispetto alla situazione reale, cosicché l’austerità imposta ai paesi deboli viene […]

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