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Grillo e quella casta di 25 milioni di italiani

thatcherÈ perfettamente vero che nel nostro paese esiste una quota di “pensioni d’oro” e “stipendi d’oro” che assorbono una quantità ingente e ingiustificata di risorse: oltre ad essere un problema di finanza pubblica sono un inaccettabile insulto all’equità. È perfettamente vero che il posto di lavoro pubblico è diventato, soprattutto in alcune regioni,  un sostituto di strumenti che in altri paesi sono in carico al welfare, mentre il nostro è uno stato sociale male organizzato e incapace di allocare efficacemente ed equamente le risorse. Ancora, è perfettamente vero che nel nostro paese le tasse, sul lavoro come sulle imprese (sebbene in diminuzione per queste ultime), sono troppo alte e che i servizi corrispondenti sono spesso (ma non sempre) tutt’altro che all’altezza.

Ma quanto ieri affermato da Beppe Grillo sul suo blog, a commento delle elezioni amministrative e come giustificazione del crollo del M5S, è un’aperta (e potenzialmente pericolosa) distorsione della realtà.

Secondo Grillo:

“Esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per sé stessi e poi per il Paese. Nella nostra bandiera c’è scritto “Teniamo famiglia”. In questi mesi non ho sentito casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano. Queste due Italie sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra. L’Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell’Italia B, ma quest’ultima sta morendo, ogni minuto un’impresa ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico non ha importanza.”

La retorica è quella che ben conosciamo e che il comico genovese ha espresso anche in altre occasioni e in altre forme, quando ad esempio ha Ichinianamente parlato di giovani contro anziani e di “sommersi contro salvati”. Non è una retorica inventata da Grillo. È l’idea – tipicamente liberista – che esistano due categorie di persone: da una parte chi produce e paga le tasse (tax payer) e dall’altra tutti coloro i quali vivono delle tasse pagate dai primi (tax consumer). Margaret Thatcher spiegò che il socialismo (termine con il quale indicava ogni intervento dello Stato) funziona finché non finiscono i soldi, quelli degli altri. Grillo si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda.

Perché questo ragionamento è errato? In primo luogo guardiamo le specificità del nostro paese. L’Italia ha il record europeo dell’economia sommersa, stimabile, secondo Bankitalia (indagine 2005-2008), al 31% del PIL, con effetti distorsivi difficilmente quantificabili ma sicuramente rilevanti.

Schermata del 2013-05-28 23:59:30

I tax payer sono davvero pochi e quindi inevitabilmente il carico fiscale ricade sugli altri. Questa situazione è chiaramente un “fallimento dello Stato”, del nostro Stato, ma è anche il frutto dell’idea – a volte dichiarata esplicitamente da alcuni Ministri delle Finanze – secondo la quale, lasciando agli evasori più reddito disponibile, si sarebbe favorita la piccola impresa e il commercio.
Che ci sia qualcosa che non va, lo dicono del resto le dichiarazioni dei redditi. Gli imprenditori, secondo i dati diffusi dal fisco, guadagnano meno dei lavoratori dipendenti (qui i dati 2011).

Chi sono in Italia i tax payer? I dati del Ministero delle Finanze dicono che sono i lavoratori dipendenti, privati e pubblici, e i pensionati, i quali godono (che fortuna!) della ritenuta alla fonte, che insieme contribuiscono per quasi l’80% alle entrate IRPEF. Seguono alcune categorie del lavoro autonomo ma pesantemente regolamentato (notai, farmacisti, avvocati). Il resto degli italiani o è povero o dice al fisco di esserlo.

gettito

Percentuali del gettito Irpef 2003-2010

FISCO

Così, mentre alcuni hanno accumulato ingenti ricchezze (magari depositate in via precauzionale all’estero), i veri tax payer hanno dovuto pagare per loro. Stranamente Grillo dimentica di dividere in due l’Italia secondo questa direttrice.
La seconda specificità dell’Italia è che spesso lavorare per lo Stato non significa affatto essere garantiti. Ne sanno qualcosa i precari della scuola, quelli delle aziende di stato, e in generale molti giovani che hanno contratti non stabili con le pubbliche amministrazioni o loro emanazioni, un esercito di 315mila persone (di cui 200,ila solo nella scuola).

Grillo non sembra fare alcuna distinzione tra costoro e “la casta”. Anzi, nella “casta”, accanto ai Fiorito, ci sono ora tutti gli appartenenti a categorie professionali che “prendono” qualcosa dallo Stato (in quanto pensionati o dipendenti pubblici), contrapposti a coloro che “danno”. Peccato che come abbiamo visto i margini sono ben più sfumati.

Ma la fallacia dell’argomento grillesco va ben al di là delle specificità italiane. Come in tutti i paesi, anche nel nostro la quota maggiore di dipendenti pubblici è costituita dai lavoratori della scuola e della sanità.

pubblici

Insegnanti e infermieri (ma anche poliziotti e carabinieri) sono anche essi “casta”? Tanto più che sono stati i primi ad essere stati colpiti dall’austerità montiana, insieme ai pensionati, grazie al blocco delle retribuzioni e delle pensioni. E’ facile del resto per lo Stato colpire coloro che si trovano alle sue dipendenze. Né si può dire che il numero dei lavoratori pubblici in Italia sia spropositato rispetto al resto d’Europa, senza contare che è costantemente in diminuzione, sia in numeri assoluti (come evidenzia la tabella precedente) sia in percentuale sulla forza lavoro.

Lavoratori pubblici in percentuale sulla forza lavoro (2000 e 2008) - Fonte OCSE

Lavoratori pubblici in percentuale sulla forza lavoro (2000 e 2008) – Fonte OCSE

La domanda più importante, tuttavia, è la seguente: tagliare il settore pubblico aiuterebbe il nostro paese? Licenziare migliaia di dipendenti e tagliare (ancora!) le pensioni, sarebbe una misura per la ripresa? Difficile sostenerlo, a meno che non si voglia credere che tra i clienti dei “poveri” meccanici, ristoratori e parrucchieri non vi sia nessun impiegato dello Stato, nessun tax consumer, nessun appartenente all’enorme “casta” che ha avuto l’ardire, domenica scorsa, di non votare per il M5S.

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101 commenti su “Grillo e quella casta di 25 milioni di italiani

  1. Credo che il punto sia nel fatto che alcuni non vivono nell’incubo di perdere il lavoro, altri sì. Alcuni non vivono con l’incubo di vedere il reddito calare, altri sì. Ora, se si chiedono sacrifici a chi non ha incubi a favore di chi ne ha, privilegiando chi ha meno patrimonio e più figli – considerato che patrimonio e figli sono indici difficilmente occultabili – si va nella direzione dell’equità. Il mio vicino di casa non ha mai versato un contributo e piange perché la sua pensione è bassa, e tutta italia piange per lui perchè ha una pensione con meno di mille euro al mese. Però ha la casa di proprietà. Io se vivessi da solo, e avessi una casa mia, vivrei bene anche con 500 euro al mese di rendita.

    • se lei fosse un dipendente della P.A. avrebbe lo stipendio bloccato da 5 anni (inteso come tabellare da contratto; mentre per la parte accessoria è in molti casi decisamente diminuito per effetto dei bilanci ristretti). il che a fronte di una inflazione bassa ma non nulla significa aver subito una riduzione del reddito. a fronte peraltro di carichi di lavoro aumentati in termini di quantità e qualità, perché il blocco del turn over ha ridotto di fatto gli organici mentre le funzioni non sono diminuite, e la responsabilità ed i rischi connessi crescono di giorno in giorno. io vorrei più rispetto per queste decine di migliaia di lavoratori che per stipendi spesso al limite delle decenza (1.200, 1.300 euro dopo 30-35 anni di lavoro…) fanno funzionare una macchina che garantisce a tutti noi (anche e soprattuto a chi spara alzo zero indistintamente su tutti i dipendenti pubblici) uno standard di qualità della vita da paese moderno…

      • lei in teoria ha ragione ,ma anche se non gli hanno alzato lo stipendio da 5 anni (il che non e vero) pensi a quelli che guadagnano 1000 euro al mese in fabbrica e lavorano molte piu ore di lei che si ritrova pomeriggi liberi e alle 14 fa festa ,lo stipendio mai sballato di un giorno .A molti dipendenti privati non li pagano da mesi!!! Su siamo seri e sono loro i vostri datori di lavoro ,da dove pensi che lo stato prenda i soldi??

    • Paese incredibile l’Italia.
      Viene tratteggiato come “privilegiato” della casta il pensionato che percepisce meno di mille euro al mese (ma ha il monolocale di proprietà, è ricco, sembra di sentire gli Schäuble e le Merkel!) e non individui come Grillo che guadagnano milioni di euro l’anno riuscendo anche ad investire in resort di lusso e alberghi in Nicaragua.
      Ma sì, licenziamo in massa tutti gli Statali e riduciamo tutte le pensioni a 500 euro. Come vivranno gli elettori lavoratori autonomi ed operai privati che hanno commesso l’errore di non abbandonare Grillo e i grillisti?
      Siamo sicuri che Grillo non appartenga a Bilderberg? Sembra di sentire parlare D.N. Rockefeller che degli anziani scrivveva: “Sono mangiatori inutili”!

  2. “tagliare (ancora!) le pensioni, sarebbe una misura per la ripresa”? Lo sarebbe nella misura in cui si tagliano privilegi. Lo dite anche nella prima parte dell’articolo. Non è un segreto che livellando le pensioni alte e riducendo gli stipendi (non quelli da 1500 € al mese) dei vari funzionari si recupererebbero almeno 10 miliardi. Messi sul cuneo fiscale magari sarebbero produttivi anche perchè non mi risulta che dare “solo” 3000 € al mese di pensione al mese voglia dire ridurre sul lastrico qualcuno. A meno che anche voi pensiate che sia demagogia.
    Stipendi e pensioni alte non fanno che aumentare la speculazione finanziaria: dal lato dell’economia reale non sono di alcuna utilità. Non è che il ricco consuma per il reddito che ha anzi….
    Quanto agli autonomi…..non so dove vivete voi ma provate ad avere un attività commerciale e capirete che è vero: un dipendente guadagna ben di più del titolare.
    Mia moglie ce l’hai e a stento sta a galla vivendo con il mio stipendio e così la maggior parte dei negozi. Poi se parlate di idraulici elettricisti etc. è un altro discorso.
    Anche quando la crisi non c’era era così: il reddito se lo mangia il magazzino. Provare per credere.

    • Piersergio, in quel post Grillo non parla di pensioni d’oro. Parla, letteralmente, di 19 milioni di pensionati ed esclude dai privilegiati, bontà sua, solo quelli al minimo.

      “Poi se parlate di idraulici elettricisti etc. è un altro discorso”

      Come vedi nelle tabelle ci sono anche i gioiellieri che paiono passarsela davvero male.

      • Se sei un gioielliere a Monte Napoleone a Milano sono sicuro stai piu’ che bene, ma dubito che i gioiellieri di provincia o di periferia stiano meglio dei verdura. Come dice Piersergio il magazzino invenduto mangia tutto il tuo guadagno.

        Piantiamola di prendercela sempre con gli autonomi. Vi siete dimenticati che versano i contributi ai loro dipendenti, che pagano tasse comunali e non di ogni tipo – sui metri quadri, sui tavolini esterni e tende da sole, sulla musica di sottofondo, permessi d’igiene, iscrizione all’IVA e alla camera di commercio, ecc…… La burocrazia amministrativa e le connesse gabelle si aggiungono alle tasse sul reddito ed erodono i loro guadagni.

    • “provate ad avere un attività commerciale e capirete che è vero: un dipendente guadagna ben di più del titolare”
      sul resto ha già risposto adeguatamente guiodic. Su questa frase il commento ce lo metto io. Se guadagnate meno dei vostri dipendenti, chi ve lo fa fare? Chiudete l’attività e cercate lavoro da dipendenti: avete orari fissi, non fallite, guadagnate più del padrone, insomma, c’è solo da guadagnarci. Ci fosse un autonomo che ammettesse “sì, evado e lo farò sempre, le migliaia di euro che guadagno al mese me le tengo per me e a f…lo lo stato. Tanto poi se sto male l’ambulanza viene lo stesso, perchè devo pagare?”

      • Tu non sai di cosa stai parlando, o non hai mai avuto un’attività.
        Io sono un responsabile amministrativo di una SpA, mia moglie ha un attività (ne ha avute alcune a dir la verità) ho esperienza trentennale in quasi tutti i settori (commercio, industria agricoltura) e ci ho messo soldi miei.
        Quando parlo non è per dare aria alle gengive o per proclami: parlo perchè lotto tutti i giorni contro lo Stato per andare avanti (sia nel mio lavoro che ha a che fare con il pubblico, che in quello della moglie).
        Tu parli perchè sai o l’hai sentito dire?

      • Be’ si, con la situazione di ora, visto che è tanto facile trovare lavoro, tanto vale lasciare la propria attività (che, seppur con difficoltà, funziona) e buttarsi nella mischia! Magari poi a 50 anni! Non avete proprio idea di cosa significa avere un’attività… questi sono i classici commenti di dipendenti che ancora credono, erroneamente, che tutti gli autonomi, senza distinzione, evadano le tasse.

  3. Mi sembra che questa riflessione sia condivisibile.. solo per la prima parte. Cioè quando si rileva la forte e ormai insopportabile disparità sociale. Il resto dell’analisi, a mio avviso, diventa pretestuosa perché nel post di Grillo apparso dopo le elezioni, si fa un altro tipo di analisi. Si racconta di un’Italia che, in qualche modo è garantita (lavoratori statali, personale a tempo indeterminato, pensionati ecc.) e di un’Italia senza futuro, rappresentata da tutti quei precari che sono ormai rimasti senza speranze. E’ innegabile che il problema è innanzitutto generazionale. L’Italia di chi ha un minimo di garanzie (come quel naufrago appeso a una ciambella in alto mare) non vuole cambiare, non vuole mollare e si accontenta di tirare avanti (…c’ha famiglia…) Probabilmente poi ci sono 3, 4 forse 5 “Italie”. Ma il concetto che condivido è che la resistenza al cambiamento è causata e giustificata dal voler mantenere i privilegi acquisiti. L’articolo qui pubblicato, anche se riporta una corretta analisi, non può essere un commento a quanto riportato da Grillo.

    • Io ti consiglierei di riguardare l’elenco che fa Grillo

      : “Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna).”

      Ora, a te pare solo lontanamente equo equiparare i pensionati d’oro o i dirigenti pubblici ad alto stipendio (quindi neanche tutti, non so se ricordi la puntata di Report sugli stipendi dei direttori dei musei: quello degli Uffizi, vale a dire uno dei più importanti al mondo, non arriva neanche a 2000 euro) a un impiegato pubblico come un professore o una maestra, ad un infermiere, ad un poliziotto, che Grillo mette nell’Italia A? Tutti uguali? I privilegiati in questo paese ci sono e non sono pochissimi, ma non sono 25 milioni di scrocconi alle spalle degli altri. Significativo poi che i dipendenti privati non esistano nell’elenco di Grillo.

      • sbaglia Grillo a dire che “L’Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell’Italia B” ma è vero che l’Italia A non sta soffrendo la crisi e quindi non ha alcun stimolo per cambiare questo Paese soprattutto di chi vive di clientelismo. I miei genitori sono l’esempio rispetto a me ed alla mia generazione sono dei privilegiati, io ormai non parlo più di poltica con loro, ci ho rinunciato.

      • L’Italia A è fatta di dipendenti pubblici e pensionati con i redditi bloccati. E’ quella fatta di migliaia di insegnanti precari. E’ quella fatta di migliaia di impiegati pubblici precari. I tuoi genitori non hanno più diritti togliendoli a te, non sono “privilegiati”. Anzi, visto che probabilmente ti mantengono o comunque ti aiutano, immagina come sarebbe se gli togliessero anche quei diritti.

      • Mi sembra ovvio che il commento di grillo è generico, però coglie relatà evidenti a chiunque non rientri in qualche modo nel settore dei redditi garantiti. Gli stipendi bloccati dei dipendenti pubblici cmq non fanno sì che questi si trovino con l’incubo
        di non avere soldi il mese prossimo, cosa che invece turba i sonni di molti dipendenti privati (che magari per scongiurarlo sono portati a lavorare di pìù anche per meno, poichè quello che è scritto in busta paga spesso nel privato non necessariamente coincide con lo stipendio reale, purtroppo!). Poi i dipendenti pubblici sono per lo più di fatto illicenziabili, salvo i precari: possono permettersi di lavorare meno, cioè essere meno produttivi anche come reazione al blocco dei loro stipendi ( più malattie più o meno reali, più pause caffè e scarso rendimento sul lavoro, ecc). Le forme con cui possono reagire al blocco possono essere le più svariate, cmq il punto rimane che quello è un lusso che solo in quanto lavoratori del settore pubblico possono permettersi
        (ciò non vuol dire che la cosa riguardi tutti loro, ma quelli che vogliono possono in qualche modo).

    • scusate ,ma chi e che evade le tasse in italia???AHH vi siete gia risposit sono i dipendenti .

  4. A me sembra che abbia fatto un discorso un po’ diverso, verso la fine dell’articolo infatti specifica che prima o poi la crisi tocchera’ anche chi finora in qualche modo si e’ salvato, quindi ammette che in fondo gli italiani sono tutti sulla stessa barca.

    Per il resto, e’ la scoperta dell’acqua calda: l’Italia e’ un Paese tendenzialmente conservatore, anche perche’ l’eta’ media e’ piuttosto alta, sai che novita’!

    Il punto e’ che questo non giustifica affatto la deludente performance elettorale del M5S: la composizione demografica dell’Italia non e’ cambiata negli ultimi 3 mesi, invece e’ aumentato l’astensionismo, ovvero il M5S non e’ piu’ stato capace di motivare i delusi dagli altri partiti, che ora come ora sono anche delusi dal M5S, per tutta una serie di motivi, il primo dei quali e’ secondo me la mancanza di una ricetta credibile per uscire dalla crisi economica (ringraziamo anche il buon Sibilia a nome degli abitanti di LV1214).

    • il problema è che hanno tagliato fuori il m5s mettendosi insieme pd e pdl (dc e pci in pratica) e cosi hanno dimostrato di che pasta sono fatti ,se andasse al governo m5s farebbe sicuramente cose buone perche gli altri e ‘ 70 anni che fanno solo cazz.te a loro favore ,ma tutti hanno paura del m5s perche e un movimento popolora per ora anche l’UE non lo vuole perche penalizzerebbe le “oneste” banche ,col cavolo gli avrebbe dato 4 miliardi di€ al MPS.poi se vi vanno ancara bene pci e dc continuate a votarli ,ma non lamentatevi.

  5. Grillo ha semplificato, chi ha scritto l’articolo non ha voluto fare chiarezza.
    Tutto è chiaro, evidente e sotto gli occhi di tutti.
    I dipendenti pubblici, ricchi o meno, possono vivere comunque nella certezza (almeno finché regge il sistema) della conservazione del proprio reddito. Reddito che molto spesso è giustificato; ma molto spesso no (stipendi e pensioni eccessivi rispetto all’utilità, ai contributi pagati e/o alle mansioni svolte – basti pensare ai vari commissari strapagati per fare i “licenziatori”, o a chi di mestiere deve solo assumere i “segnalati” dai politici – ; lavoratori inutili o ridondanti assunti solo grazie a raccomandazioni; altri che sarebbero utili ma che si cullano nella certezza dell’intangibilità del posto di lavoro e si permettono di “interpretarlo” secondo le personali esigenze).
    Non bisogna dimenticare di aggiungere a questa lista altri beneficiati, non per mezzo di un’assunzione pubblica, ma grazie a leggi e regole che di fatto distorcono il mercato a vantaggio di categorie particolari. Primi fra tutti i notai (al limite estremo dell’inutilità, facilmente sostituibili da semplici impiegati ma che invece gravano enormemente su tutte le transazioni di beni registrati), gli avvocati (che vivono letteralmente dell’inefficienza del sistema giudiziario), i commercialisti (se le regole fiscali non fossero redatte in modo artificiosamente ed inutilmente incomprensibile, avrebbero molto meno lavoro ed i contribuenti risparmierebbero una montagna di soldi), i farmacisti (notevole esempio di mercato protetto), …
    L’Italia di serie “B” non ha queste certezze e deve arrangiarsi. Tra l’altro, tra i “tax payers” viene completamente dimenticata una categoria che invece è importantissima, sia come contributo che per la situazione di impossibilità a difendersi dagli eccessi fiscali: quella dei proprietari di immobili.

    Tagliare il settore pubblico non aiuterebbe certo il nostro Paese; Grillo lo sa bene e non mi pare che abbia mai detto il contrario. Ma questo non può essere un alibi per mantenere uno status quo in cui vengono mantenuti privilegi che gravano enormemente sull’economia, direttamente od indirettamente.

    • Giorgio, nel post di Grillo i “privilegi” non sono neanche citati. Per lui il problema sono i 19 milioni di pensionati, i 3,5 milioni di dipendenti pubblici (messi insieme ai presunti 500mila che vivono di politica). Una grande Kasta…

      • qui te la inventi bellamente. Già che ne sia stato fatto un inno al liberismo è una evidente e voluta distorsione della realtà. Lo so io, lo sa chi l’ha scritto, e lo sa anche chi legge

  6. Osservazioni : 1) Grillo ha sintetizzato nel suo articolo, non ha avuto modo e tempo di dettagliare in poche righe 2) I precari della PA. 115 mila persone sono un’esigua minoranza rispetto ai quasi 20 milioni di pensionati a cui vanno aggiunti altri milioni di Dipend pubbl. 3) I tax payer sono i dipend del Privato + le aziende medio piccole (quelle Grandi mettono la Sede legale all’estero x non pagare ) , superano abbondantemente i 20 milioni ,su questi la tassazione arriva al 70 % circa 4) l’ austerità Montiana e la Crisi ha colpito solo i dip Privati, specie se giovani e con contratti precari NON CERTO i tax Consumer , i quali hanno continuato a percepire i loro stipendi (nonostante casi di assenteismo intollerabili in un paese civile) . E visto che masticate di economia, i dipendenti pubblici in un periodo di sostanziale Deflazione (almeno di 4/5 anni ) ( o tasso d’inflazione molto basso) essendo a reddito fisso e garantito, sono usciti indenni dall Crisi . Secondo la Teoria Keynesiana , di cui Voi vi fate difensori , sostiene che in periodi di forte spinta della Dom Aggregata dal 2001 al 2006, occorreva fare manovre Keynesiane anticicliche, riducendo la SPESA e mettendo in sicurezza i Conti pubblici. Ma NULLA è stato fatto perchè si è preferito incrementare la fila dei TAX CONSUMER, di cui i POLITICI sono solo la punta dell’Iceberg …

    • 20 milioni di pensionati sono tutti dei privilegiati?

      • Beh no non tutti, ma quanti ce ne sono di baby pensioni, pensioni d’oro, argento e platino li dentro? Una riforma sarebbe necessaria ma nell’ottica di un equità generazionale. Chi ha avuto tanto (sia in termini di soldi che di anni) paga tanto, chi non ha ancora avuto paga meno. A meno che tu sostenga che la riforma Fornero sia equa e giusta o che non blocchi i giovani tenendo i “vecchi” al lavoro.

      • Eccoli i privilegiati di Grillo, tempo fa scrissi questo post per tutt’altri motivi ma da lì si vede quanti pensionati sono “privilegiati”. Forse conoscere i numeri di cui i vari rivoluzionari dell’ipod parlano aiuterebbe, poi bisognerebbe anche capirli!
        Guiodic, è ammirevole il tuo tentativo di ricondurre al senso delle parole ma è evidente che qui ornai siamo di fronte ad un “innamoramento” di massa (anche se comincia a scricchiolare) che nasce sicuramente da motivazioni condivisibili ma che a mio avviso è mal riposto.

      • si sono privilegiati con una cri lunga e continua, loro a fine mese sono stati pagati sempre ,quelli che hanno le minime e si lamentano hanno lavorato poco o versavano poco oppure hanno la pensione minima che danno a tutti anche se non hanno fatto un cazz. ,se ricalcolassimo le pensioni di oggi col metodo contributivo verrebbero bassissime ,io ho 40 anni e se andro in pensione me la calcoleranno col contributivo e andro a prendere 400 euro attuali se va bene a 70 anni ,quindi cosa si lamentano sti vecchi che che sono andati in media in pensione a 50 anni e anche se hanno fatto un c…o prendono minimo 500 euro!!! inizizamo a riflettere

  7. Vi è un merito per quanto scritto da Grillo, per altro non nuovo, quello di fare discutere, e quando lo si fa pacatamente sia nell’articolo che nei commenti, ben vengano tutte le provocazioni, perché alla fine credo che di ciò si tratti, (forse) dettate dalla delusione del risultato elettorale, ma a mio avviso, in ciò sbagliando, perché se c’è delusione si perde in analisi e consapevolezza.

  8. D’accordo. Ma questa mi sembra un po’ una generalizzazione. Nel mio caso, faccio parte di tutti quei commercianti definiti dal post (quasi) evasori. Ma e’ dal 2005 che lotto per tenere aperto un’attivita’ centenaria, indebitandomi con banche e fornitori, stritolato da equitalia.Come me, vi assicuro, ce ne sono molti altri.Si potrebbe dire:chiudi. Il mercato del lavoro, pero’, cosa offre per un ultraquarantenne con prole? Sicuramente i dipendenti pubblici sono stati duramente colpiti dall’austerita’. Ma sono i piu’ colpiti? Un infermiere con lo stipendio decurtato del 30% sta male, ma conserva il posto e ha un sindacato che lo difende. Nel mio caso? quanti dipendenti pubblici si sono suicidati e quanti imprenditori? tutti evasori? La ricetta di Grillo e’ comunque sbagliata, semplicemente perche’ non ne ha una.

    • Mirco, ovviamente i comportamenti individuali sono individuali. Ma ti paiono credibili, mediamente, quelle cifre? Suvvia. E mica è un fatto di questi ultimi anni, è sempre stato così. Dopodiché hai perfettamente ragione, lo stato si accanisce contro pochi, magari per pochi spiccioli, e questo è inaccettabile. Ma per evitare che accada, bisogna incominciare a far pagare chi non paga. E ci si lamenti poco se lo stato incomincia a “presumere” i redditi…

      • peggio ancora: una volta le categorie a reddito infimo (sul 740, poi nella realtà…) non venivano segnalate automaticamente. Oggi, con gli studi di settore, e appunto la “presunzione” di stato che se fai un certo lavoro un certo reddito lo devi avere per forza , continuare a dichiarare introiti a livello da andare a mangiare tutti i giorni alla Caritas,vuol dire essere sicuri di accendere i riflettori sui propri conti. Eppure l’aumento del rischio non fa cambiare minimamente abitudini a certa gente. E questi sarebbero i tax payer di Grillo, i poveri sfruttati da quei privilegiati di 20 milioni di pensionati, che pasteggiano coi loro 800 euro medi di pensione (questi sì veri, perchè li paga lo stato, che difficilmente aggiunge altri soldi in nero) a caviale e champagne tutti i giorni

      • ovviamente i redditi da p.i. sono sicuramente piu bassi del reale ,ma perche c’e una tassazione esagerata per colpa di uno stato costoso e inefficiente che per mantenere i 25’000’000 di privilegiati spreme i privati,iniziamo ad bbassassare le tasse di un bel 10 punti% e la gente le pagherebbe piu volentieri ,facciamole pagare alle banche e non paghiamole(vedi MPS) ,ma visto che i partiti controllano le fondazioni secondo te cosa faranno?

  9. Mi pare che quello che dice l’articolo sia ragionevole, ma dividiamo le cose : per quanto riguarda i dipendenti pubblici non sono ne troppi e neanche sovra-pagati, che il loro stipendio si giustifichi è un concetto diverso, se li eliminiamo creiamo ulteriore depressione dei consumi, sarebbe l’ora però di rendere la macchina dello Stato più efficiente e non solo un welfare mascherato. Per le pensioni il discorso è più ampio per decenni si è lasciato andare in pensione le persone troppo presto e con una pensione ( favori elettorali) per niente correlata con i contributi versati, sarebbe il caso di rivedere anche i privilegi acquisti e non solo massacrare chi viene dopo e paga per prendere poco o niente, in questo un pò più di equità intergenerazionale ci vorrebbe. Per quanto riguarda gli autonomi c’era un patto non scritto, un trade-off, per cui loro potevano evadere e i dipendenti pubblici potevano avere il posto fisso a poco salario, questo sistema non può più funzionare per cui vanno abbassate le tasse e la burocrazia ma tutti devono contribuire in proporzione ai loro guadagni, insomma in definitiva bisogna rompere il circolo negativo che si è innescato in Italia tra evasione legalizzata, privilegi immeritati e burocrazia inutile che ovviamente vorrebbero mantenere lo status quo ma i tempi sono cambiati e se non si fa un passo indietro non ne faremo mai in avanti.

    • complimenti sei l’unicho che ci capisce qualcosa !!!!! faqi star zitto guiodic col caffettino in mano che sicuramente fa parte dei privilegiati forse è un pensionato

  10. Non capisco, davvero. Eppure non sono (dicono) scemo.
    L’analisi di Grillo, messa giù “alla lui”, e che ci vuoi fare?, parla di due italie in cui la prima, giustamente garantita (non credo che lui voglia perorare la dismissione di garanzie banali e di base presenti in qualsiasi Paese del terzo e quarto mondo a parità di categorie) non si prende tanto la briga di “credere” che cambiando le carte in tavola NON PERDERA’ perfino quelle misere garanzie che vengono da taluni spacciate come “privilegi” (uno stipendio da 1200 euro al mese è oggettivamente un privilegio? ma che idea della vita avete voi?). E questo perchè, come da molti detto, gli italiani sono stati “imparati” a non rischare, a risolvere ogni controversia all’interno dei soliti schemi. E questo deriva da elementi storici e religiosi. Insomma, chi lascia la strada vecchia ecc ecc.
    Al momento, il welfare italiano si regge su due pilastri spontanei:
    1) i dipendenti pubblici
    2) i pensionati

    ma il grosso errore analitico che si fa è quello di far pensare, divide et impera, che la crisi dell’Italia B dipende dal fatto che occorra pagare i “privilegi” dell’Italia A.
    Qualcuno sopra ha detto, giustamente, che costoro si prendono cura dell’assistenza che in qualsiasi Paese civile dovrebbe fare lo Stato. Ed è vero. Oggi come oggi se ci sono ancora famiglie o cmq singoli che riescono in qualche modo a far girare il ruotino di scorta della nazione è perchè in quele famiglie c’è almeno uno stipendio (di fame) sicuro o una pensione da dividere con i nipoti disoccupati.
    E se ci sono famiglie che hanno un tetto sopra la testa, magari da tramandare ai figli, è perchè per anni, invece di regalare tasse a uno Stato incompetente e incapace di redistribuirle, se le sono automaticamente tenute, non per arricchirsi, ma semplicemente per farsi un luogo proprio dove dimorare. Sono stati evasori? Hanno fatto bene.
    Altri invece si sono arricchiti spudoratamente ma il problema va cercato nella collusione con chi doveva controllare e che invece prendeva le mazzette (nomi e cognomi).

    Anche oggi, ciò che dico è che chi evita di pagare le tasse fa bene, perchè tanto vanno al MES e ai banchieri europei (quindi agli schiavi dei banchieri della FED americana e sappiamo poi a chi), meglio spenderseli e fanculo al mondo.
    C’è chi dice che si vive una sola volta. Io credo nella reincarnazione invece.
    Ma la sostanza è che nel’un caso o nell’altro, l’obbiettivo è vivere il più felicemente possibile e quindi se per arrivare a questo, con un certo equilibrio e moderazione magari, evito di regalare il frutto del mio lavoro a banchieri o politici o alla burocrazia farraginosa piemontese (parlo di Cavour) mentre le mafie, colluse con lo Stato e le medesime banche di cui sopra, “evadono” miliardi e miliardi di euro da decenni (prima Lire ovvio), beh, non mi sento affatto in colpa. Spendetevi tutto e strafottevene delle tasse. Nessuno tabto vi ridarà mai indietro né gli anni di gioventù, né perfino il 10% (in servizi e opportunità) di ciò che avrete dato a loro. Le pensioni? Si smetta di mandare soldi a Bruxelles e con quelle decine e decine di miliardi si ricostruisce davvero questa nazione e ci si pagano pensioni per centinaia di anni…

    • non sei scemo, sei solo squallido. Perchè gli evasori RUBANO A TUTTI, non ai banchieri. Non ho mai visto nessun evasore “onesto” che dice “ok, io non pago le tasse, ma non voglio NIENTE dallo stato. Mi muovo solo in elicottero perchè non voglio utilizzare le strade costruite coi soldi pubblici. Se sto male l’elicottero mi porta in una clinica privata, e guai a voi se fate venire un’ambulanza di un ospedale pubblico! Ecc.ecc.” AL contrario, questi parassiti non solo derubano gli altri italiani una volta non pagando le tasse, ma abusando pesantemente di quel welfare state che non pagano minimamente. Hai mai visto un evasore che dice in ospedale “sono ricco, fatemi pagare il ticket massimo”. Neanche per sogno, il ladro pretende pure di non pagarlo perchè, poverino, è nullatenente. Comodo nascondersi dietro le chiacchiere sui banchieri, quando si è parassiti esattamente quanto loro (solo che essendo più meschini gli evasori non sono capaci di rubare a quei livelli).

      • comunque il tipo ha ragione i piu grossi evasori sono le banche non i gelatai ,ma le banche non le controlla nessuno anzi gli diamo i nostri soldi ae anche lo stato glieli da

  11. L’articolo che si presenta che è di Redazione in quanto non firmato rappresenta un quadro da approfondire e sinceramente non tanto per Beppe Grillo e i “grillini” che sinceramente mi interessano poco. La protesta in quanto tale non risolve nulla.

    Determinare equilibrio sociale e economico non è l’obiettivo nè di Beppe Grillo e né dei “grillini”. In questi mesi da parte loro ed anche dei parlamentari non c’è stato una sola cosa che abbia interessato veramente chi ha per davvero problemi di spesa alimentare

    Cancellare il pubblico significa cancellare lo Stato e questo sembra che non sia chiaro ai “grillini”. Una cosa è certa se gli elettori non hanno votato per Beppe Grillo significa che comunque si è anche stufi della “non politica” o “antipolitica” e della protesta per la protesta, tipica dei “grillini”. Gli elettori vogliono programmi credibili e quindi realizzabili e autonomi da tensioni demagogiche.

  12. che l,italia abbia dei problemi è vero ce li ha sempre avuti ed alcuni potevano essere corretti,se questi non danneggiava la fabbrica del consenso che tante storture a provocato sicuramente molte cose possono essere fatte per spalmare meglio le risorse ridurre le ingiustizie sociali .sono d,accordo con alcune cose che dice giorgio .ma piu che altro mi soffermerei del perche di questa anomalia tutta italiano del periodico bisogno (DI UN SALVATORE) che quasi sempre arriva in ritardo o perche imposto da qualcuno…non pensate che questo sia almeno una parte del problema è cioe dalla nostra disaffezione e diciamolo pure ignoranza rispetto alla cosa pubblica infatti noi aspettiamo ancora di essere un popolo aspettiamo ancora tante cose che al momento ometto

  13. Sono un keynesiano convinto ma ha detto la verità: viviamo in due Italia che si stanno per mischiare tra di loro. A voi la scelta su quale stare.

  14. A ben pensarci di Italie ne esistono di più.
    Una di serie A: quella dei grandissimi privilegiati. Ne fanno parte i “poteri forti” che manipolano l’elettorato con lo strumento di una democrazia malata. Quindi: banche (che usano raccolta pubblica e signoraggio per finanziare operazioni finanziarie), grandi imprese (che ottengono gli appalti per le grandi opere come TAV, G8, F-35, eccetera), interi settori industriali fortemente beneficiati (farmindustria) o grandissime aziende (vedi ILVA che ha eluso finora i doveri di conformarsi alle norme vigenti, ammazzando non si sa quanti tarantini, con l’evidente complicità di un sindacato che ha guardato sistematicamente altrove).
    Una di serie B: quella dei privilegiati. Ne fanno parte svariate categorie professionali che godono di leggi e regole astruse che elargiscono privilegi e/o limitano la libertà del sistema economico ed impediscono ad esso di allocare efficientemente le risorse. Quindi: notai (inutili ma costosissimi, in altri Paesi al loro posto si usano moduli prestampati ed impiegati pubblici), avvocati, commercialisti, farmacisti, giornalisti, eccetera; oltre, naturalmente, ai politici ed ai grandi manager di Stato.
    Una di serie C: quella dei pubblici imiegati di livello medio e basso e degli impiegati del privato protetti sindacalmente, che fanno più o meno bene il loro lavoro, sono in linea di massima utili ed anche se non lo sono ricadono nell’ambito di una fisiologico e necessario assistenzialismo.
    Una infine di carne da macello: quella che Grillo definisce “di serie B”.

    Il punto è che gli elettori “di serie C” non si rendono conto che tra poco toccherà anche a loro. Anzi: già ci siamo, vedi la riforma Fornero o gli scatti di anzianità non riconosciuti. I veri privilegiati (“serie A” e “serie B”) li usano come scudo, parlano di difesa dei “diritti acquisiti” per indurli a votare per il mantenimento dello status quo; quando in realtà l’Italia “di serie C” ha tutto da perdere e niente da guadagnare dallo status quo, essendo mantenuta ad un livello di triste sussistenza che probabilmente cambierebbe significativamente in meglio in un sistema equo. Esempio: le pensioni al minimo sono da fame, quelle (spesso multiple) degli ex manager di Stato sono invece ricchissime nonostante non siano stati versati contributi adeguati; logica vorrebbe che venisse posto, anche retroattivamente, un tetto alle pensioni “retributive” e parte di quanto risparmiato venisse usato per innalzare quelle minime a livelli decenti. Così come logica vorrebbe che le spese che oggi foraggiano la “serie A” venissero sottoposte a revisione, eliminate laddove non superassero la prova di una seria analisi di costi e benefici e con i risparmi venissero tagliate le tasse.

    Insomma: a mio avviso la vera sfida per Grillo ed il M5S consiste nel far capire questo agli “Italiani di serie C” e stringere con loro una nuova alleanza per rovesciare l’Italia dei privilegiati “di serie A” (che deve sparire) e “di serie B” (i cui appartenenti vanno ricondotti ai livelli che competono alla loro reale utilità sociale tramite eradicazione dei privilegi fin qui goduti).

    Impensabile, ovviamente, che a fare questo siano i politici degli stessi partiti che hanno fin qui costruito la situazione attuale; primi fra tutti, PD (per quanto riguarda soprattutto la “serie A”) e PDL (per quanto riguarda soprattutto la “serie B”).

    • Bel commento. Tranne per le responsabilità, in particolare che il PD, che è nato nell’ottobre 2007, abbia “costruito” la Serie A.
      Negli ultimi 12 anni il Csx ha governato, con una esigua maggioranza al Senato, per appena 22 mesi, con l’ottimo (sulla base dei dati) 2° governo Prodi, anche – nonostante quanto di solito si affermi – sotto l’aspetto fiscale e redistributivo.

  15. 5 osservazioni:

    1) Riduzione dei dipendenti pubblici.
    La riduzione del numero dei dipendenti pubblici è cominciata (dopo la crisi della Grecia) sotto il governo Berlusconi-Tremonti: il DL 78/2010 tagliò del 50% il numero dei lavoratori precari e congelò il rinnovo contrattuale..

    2) Blocco delle pensioni.
    Idem come sopra, con l’aggravante del rinvio del pensionamento: di un anno per tutti (anche disoccupati, inattivi o in mobilità eccedenti 10 mila unità) e di 6 anni per le lavoratrici pubbliche.

    3) Numero dei pensionati.
    Le pensioni sono complessivamente 16,5 milioni; poiché un terzo dei pensionati percepisce 2 o più pensioni, se ne deduce che il numero dei pensionati è inferiore a 14 milioni.

    4) Spesa pensionistica.
    “AQQ/24 – Spesa pensionistica”

    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html

    La tabella che segue è ricavata dai dati diffusi dall’INPS sulla distribuzione delle pensioni per fasce di importo.
    (Dati ISTAT 2010)
    La distribuzione percentuale della spesa pensionistica è la seguente (ciascun pensionato può prendere 2 o più pensioni [*]):
    ……………………N. Pensionati………..% spesa
    Meno di 500€…..…..….14,4%……………..4,65%
    500-1.000€……………..31,0%…………….18,01%
    1.000-1.500€………..…23,5,%……………23,40%
    1.500-2.000€………..…14,5,%……………20,45%
    Sopra 2.000€………..…16,5%…………….33,49%

    Rispetto alla spesa totale, che ammonta (al lordo di oltre 40 mld di imposte, che è una mera partita di giro) a 258,5 miliardi di €, per un totale di 16 milioni e 500 mila pensioni:
    1) Il 45% (7 milioni e 425mila pensionati) che sta sotto i 1000 € assorbe solamente il 22% (58.558.500.000€) della spesa totale. 2) Per contro, i pensionati sopra i 2000 €, pari al 16,5 % del totale, per una spesa di 86.578.250.000€, assorbono il 33,49% della spesa totale.
    Tale distribuzione sperequata è ancora più marcata se si scorpora il dato relativo alle donne. “Analizzando le differenze di genere in funzione delle classi di reddito pensionistico mensile emerge – in linea con quanto finora osservato – la maggiore concentrazione degli uomini nelle classi di reddito più elevate. Il 24,1% dei pensionati percepisce, infatti, un reddito mensile superiore ai 2.000 euro, assorbendo il 47,7% della spesa pensionistica destinata agli uomini; solo il 9,9% delle donne percepisce tali livelli di reddito, per una spesa complessiva pari al 24,8% (Tavola 2). Nella classe di reddito più elevata, che raccoglie i beneficiari di trattamenti superiori ai 3.000 euro mensili, le differenze sono ancora più marcate: le donne sono solo il 2% del totale, pari a una spesa complessiva del 7,6%, contro il 7,6% osservato tra gli uomini, pari al 22,1% di spesa”.

    5) I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’.
    Il numero dei dipendenti pubblici è in linea con gli altri Paesi; quello che differisce è la “performance”.
    Ciò che non è accettabile è il fatto che negli ultimi 30 anni i dipendenti pubblici siano trattati come “figli” e i dipendenti privati come “figliastri”.
    Una volta (fino agli anni ’70), i privilegi dei dipendenti statali rispetto a quelli privati (non licenziabilità, orari ridotti e scarso impegno nel lavoro) erano compensati da più bassi stipendi. Ora anche gli stipendi sono più alti.
    Negli ultimi anni, c’è stata una diminuzione di circa 300 mila dipendenti pubblici, agendo sul turnover, che si aggiunge al blocco delle assunzioni da almeno una decina d’anni.
    Nonostante questo, almeno in alcune Regioni (es. Sicilia, Campania, Calabria) ed in alcuni comparti della P.A. (ad esempio, Sanità campana o calabrese o siciliana; dipendenti Enti locali Sicilia), c’è una sovrabbondanza di personale, immesso per far fronte non alle necessità dei servizi da erogare ai cittadini, ma per diminuire la disoccupazione, e non premiando i meritevoli, ma per la più parte sulla base di raccomandazioni, dividendo tra figli e figliastri.
    Allora, si dovrebbe essere d’accordo con me che lo Stato, cioè noi tutti, come un buon padre di famiglia, anziché privilegiare, poniamo ad esempio, 100 mila persone sostenendo un costo di 2.000 ciascuno x 13 mensilità x 100.000 = 2,6 miliardi, provveda a pagare il reddito di cittadinanza – opportunamente disciplinato – di 500 € a 520.000 persone disoccupate.

  16. La vera differenza è tra chi vive di LAVORO da un parte, e chi vive di PROFITTO e di rendita dall’altra. Il 10% degli Italiani possiede il 50% della ricchezza nazionale, e questo andrebbe detto.
    L’articolo di Grillo è fuorviante e sembra auspicare una guerra tra poveri, operai contro studenti, pensionati contro disoccupati… che invece stanno tutti dalla stessa parte, nel senso che hanno il medesimo interesse ad avere un lavoro non precario ed uno stato sociale decente.
    E’ vero che c’è una parte dell’Italia che soffre di più la crisi, ed un’altra che la subisce meno. La soluzione è aiutare questa Italia B con interventi sociali e politiche anticicliche (Germania permettendo). La soluzione di Grillo sembra invece quella di peggiorare la situazione anche all’Italia A, tramite altri tagli, in modo che la crisi di aggravi ulteriormente…

    • Se credi che la rendita vada punita, prova a fare un “esperimento mentale” e porta alle sue conseguenze logiche il ragionamento.
      Primo: ben pochi comprerebbero immobili in più oltre alla prima abitazione. Gli immobili disponibili per la locazione scarseggierebbero, quelli in vendita avrebbero un prezzo elevato. Non pensare che di immobili ce ne sono già troppi, perché nessuno eseguirebbe più la manutenzione ed in un decennio o al massimo due il patrimonio immobiliare sarebbe inservibile.
      Secondo: conseguenza immediata (che peraltro stiamo già osservando) l’industria edile, da sempre uno dei settori trainanti dell’economia Italiana, si ridurrebbe ai minimi termini.
      Terzo: i “rentier” faranno pure schifo ma, in tempi di magra come questi, sono da sempre il “serbatoio” di risparmio cui lo Stato attinge a piene mani. Forse sarebbe anche il caso di mostrare un pò di gratitudine a chi ha sostenuto a suo tempo le varie INVIM, ordinarie e straordinarie, ed oggi si accolla l’IMU.

      Per finire. Non credo che Grillo andrebbe a “tagliare” stipendi e pensioni della gente “normale”. Credo però che certi “diritti acquisiti” lo siano in realtà a spese di chi di quei diritti viene privato: lavoratori che pagano contributi salati per pensioni che saranno modestissime perché gli stessi contributi vanno in realtà a pagare le pensioni d’oro calcolate col retributivo, ovvero senza che siano stati versati i corrispondenti contributi. Ora, chi ha più diritto a godere del frutto di quei contributi: chi lavora per pagarli, o chi senza averne versati a sufficienza se li gode?

      Non si tratta di far star male anche chi oggi si trova in “serie A”; ma di riequilibrare il benessere in modo equo; sia per consentire a tutti di vivere dignitosamente, che per eliminare le sacche di privilegio, ed anche per fare una doverosa manutenzione ad un circuito economico che funziona male anche a causa di certe furbizie e scorciatoie (premio al merito ed efficiente allocazione delle risorse sono tra le basi dell’economia di mercato).

      • “l’industria edile, da sempre uno dei settori trainanti dell’economia Italiana, si ridurrebbe ai minimi termini.”
        non vedo come possa essere un male ridurre a dimensioni ragionevoli quella che qualsiasi economista, di qualsiasi tendenza, riconosce essere come un segno distintivo delle economie arretrate. L’industria edile è forte dove ci sono imprenditori e lavoratori scarsamente alfabetizzati, che quindi o fanno quello, o non sanno fare altro, che perda di peso è solo un bene. E infatti.il famoso miracolo spagnolo è scoppiato facendo più danni che da noi perchè si basava quasi esclusivamente sull’immobiliare.
        Quanto alla gratitudine che si dovrebbe avere per i rentier, perchè pagano l’IMU, mi auguro che tu stia facendo del sarcasmo. I rentier pagano perchè la rendita è MOLTO superiore all’IMU, se fosse inferiore piuttosto che continuare a rimetterci regalerebbero gli immobili successivi al primo piuttosto che tenerseli. Quindi dire che gli si deve qualcosa perchè si arricchiscono è semplicemente assurdo: gli affitti italiani sono inauditi in Europa, per averne di simili a quelli delle nostre grandi città devi andare nel centro di megalopoli come Parigi o Londra. E dovremmo pure essere grati a chi fa a gara con le banche a chi strozza di più i lavoratori?

  17. again, the euro itself is a public monopoly. and restricting supply as per the 3% deficit limits is the cause of excess capacity/unemployment. reducing the size off the public sector to reduce the deficit doesn’t change that for the better. In fact, it only makes it worse.

  18. […] ogni opinione contraria (mi sembra del tutto fuori luogo la Teatcher col simbolo del M5S) KeynesBlog che, pavlovianamente, reagisce ad ogni minimo attacco al settore pubblico, santo per definizione. […]

  19. […] See on Scoop.it – The Matteo Rossini PostÈ perfettamente vero che nel nostro paese esiste una quota di “pensioni d’oro” e “stipendi d’oro” che assorbono una quantità ingente e ingiustificata di risorse: oltre ad essere un problema di fina…See on keynesblog.com […]

  20. Ieri a Spoleto una giovane imprenditrice madre di due bambini si è suicidata http://tuttoggi.info/articolo/55227/
    Da quando è iniziata la crisi non ho mai sentito di un politico che si sia suicidato ne un dipendente pubblico e nemmeno pensionati da 3.000 euro in su

    • Vedo che è come parlare a un muro.

    • quando avrai imparato a leggere, capirai che Grillo ha parlato di VENTITRE MILIONI di privilegiati che devono smettere di essere tali, non dei soli politici e superpensionati. Insomma, per Grillo basta avere un euro in più della pensione minima per essere un privilegiato, non i tuoi tremila. Ripassa dopo la lezione di comprensione di testi elementari come i post di Grillo…

    • Si, ma era un precario.
      Non vorrai mica metterlo sullo stesso piano di un dipendente pubblico assunto in via definitiva a tempo indeterminato di fatto (salvo rari casi) illicenziabile oggi in Italia?

      • puoi citare dove Grillo ha distinto dipendenti pubblici precari e a tempo indeterminato? No, non puoi, perchè non lo fa. Non inciterebbe alla guerra dei poveri se fosse onesto e riconoscesse che nei suoi 4 milioni di dipendenti pubblici (che fra l’altro NON esistono, visto che sono poco più di 3 milioni, e già il fatto che ingigantisca il numero è segno di malafede conclamata) e 20 milioni di pensionati privilegiati ci sono centinaia di migliaia di precari e di pensionati che prendono una miseria.

  21. ma possibile che grillo e quelli del movimento non facciano o dicano mai! qualcosa di giusto? invece di far sempre risaltare che grillo dice solo cazzate non potremmo invece riflettere su certe amare VERITA’ del nostro paese?

  22. E tu li hai mai visti gli insegnanti (una delle categorie da te citate) darsi malati per mesi senza alcuna vergogna? Li hai mai visti insegnanti incapaci di fare il loro lavoro, persone incompetenti che, dopo segnalazione, vengono spostati da una classe all’altra, da una scuola all’altra perché non possono essere rimossi in alcun modo? Perché io sì. Io li ho visti tante, troppe volte, e come loro, tanti di altre categorie pubbliche vivono senza pesi sulla coscienza, tranquilli di ricevere lo stesso lo stipendio, anche se non lavorano, anche se lavorano male. Se Grillo ha omesso, lo hai fatto anche tu in questo post.

  23. Io vorrei tanto che si smettesse di fare il gioco dei potenti e dei loro politicanti portaborse col metterci sempre gli uni contro gli altri. Sono sicura nelle nostre singole esperienze ci sara’ chi ha visto piu’ statali che dipendenti privati tra gli incompetenti e assenteisti, e ci sara’ anche chi ha visto piu’ l’ esatto contrario, poi c’e’ anche chi ha visto l’avvocato, il commercialista incompetente, e chi ha visto il poliziotto corrotto e chi invece ha visto il politico onesto e il magistrato coraggioso. Il mondo del lavoro rispecchia la societa’ e come tale in ogni categoria trovi l’onesto e il disonesto, quello bravo e quello meno bravo, ecc…..

    La dobbiamo veramente piantare di trovare sempre il nemico, di trovare sempre da criticare, di trovare sempre chi sta meglio di noi e non merita ecc. Questo e’ quello che vogliono i detentori del vero potere finanziario ed economico e che noi continuiamo ad ignorare. Il vero potere (i membri della Troika, del gruppo Bilderberg, della WTO, le multinazionali e potentati lobbisitici) ha piacere a vederci azzuffare – juventini contro milanisti, sinistra contro destra, pubblici contro privati, bianchi contro neri, cristiani contro mussulmani, ecc … – distratti nelle nostre idiotiche faide senza senso mentre loro continuano a tirare i fili del teatrino, a prendere le decisioni che distruggono veramente le nostre vite, a sfruttarci e ad annichilirci mentre loro si godono le loro gigantesche fortune arraffate dai profitti del nostro sudore!

    Svegliamoci perdinci! E vediamo di trovare punti comuni e di cooperazione e mobilitiamoci insieme contro i nostri veri sfruttatori e nemici, perche’ solo cosi’ potremo non piu’ solo sognare ma realizzare un’inversione di rotta ed uscire da questo periodo di nefasta decadenza!

    Gli italiani devono reclamare il ritorno alla sovranita’ politica economica e monetaria – gli sciacalli della Troika devono andare tutti a casa. La nostra corruzione nostrana e’ una bazzecola rispetto alla terra bruciata che l’euro, la BCE, e la Commissione Europea stanno facendo nell’Europa mediterranea! Guardatevi attorno, Cipro e’ entrata nell’ euro solo nel 2008 ed e’ gia’ stata umiliata e saccheggiata. Ripeto svegliamoci!

    • Non si tratta solo di fare il gioco dei potenti, si tratta anche di analizzare le cose come stanno. Gli italiani, per abitudine, natura o mentalità che sia, si muovono il meno possibile per la collettività, fregano il prossimo appena gli è possibile e hanno la faccia tosta di dire di voler cambiare qualcosa, pur continuando a votare le persone che per vent’anni hanno contribuito (non diamogli tutte le colpe) a distruggere ogni cosa. Finché c’è gente che ha la sicurezza di poter fare il bello e cattivo tempo perché tanto il posto di lavoro che hanno non glie lo può togliere nessuno, non si va da nessuna parte.

  24. quando ho letto l,articolo la prima cosa che mi sono chiesto e stato “questa e una provocazione” bensi giusto questo (portare ad una discussione parzialmente pubblica che poi riflette in scala quello che sono il comune pensare per categorie di persone) avrebbe scatenato analisi e commenti ed opinioni a volte unificanti a volte discordando tra le persone certamente con ragioni e torti da tutti i punti di vista che secondo la mia modestissima opinione dipende dal fatto che da almeno trentanni a questa parte non ci sia stata sufficientemente lotta di classe (da non temere questa parola perche la democrazia (quanto e reale ) a questo serve cioe ad incanalare i diversi interessi su un terreno dialettico che non sfoci continuamente nella violenza)e penso che alla fine e stata propio questa associazionismo di vertice che tenendo fuori i reali attori della vita reale hanno fatto si che tutte le decisioni sono state prese al vertice nel propio ed esclusivo interesse come la situazione attuale ampiamente dimostra per cui penso che queste questioni se non si ristabilisce una qualsiasi forma di democrazia,e non si apre un dibattito serio non potranno mai essere affrontato da un uomo ma dovrebbe riguardare un cambiamento soprattutto nel ristabilire un minimo di regole partendo dal fatto che bisogna ricostruire una vera opposizione alle classe dominante “che poi non e nemmeno identificabile in un comune pensare” ma un associzione di interesse

  25. Quello che è vero è che gli Italiani, compresi molti elettori grillini, sono in gran parte un popolo caprone e votato allo schiavismo. A chi ha il posto fisso e la pensione le cose stanno bene come stanno, basta che ci sia il divano e le chiacchiere al bar.

    Chi non ha questi ‘privilegi’ va avanti arrabattandosi, coi soldi dei ‘privilegiati’, che spesso sono i genitori, invece che dire: con una laurea, piuttosto che fare lo schiavetto precario in un call centre, parto per un giro a piedi in India, oppure vado a lavorare nei campi e vendo prodotti a km 0 su ebay (come in effetti fa qualcuno: http://www.caffemalatesta.org/, ma veramente pochi).

    In politica poi, un desolante gregge, che consuma un uomo della providenza dietro l’altro, sempre in attesa di qualcuno che gli indichi la via, anzi che risolvat tutto con la bacchetta magica, naturalmente dopo aver gridato ai quattro venti che è sempre colpa di qualcun altro.

    Questa è l’Itaglia, purtroppo penso che andrà avanti così finché non finiranno anche i soldi delle pensioni e delle rendite accumulate tra gli anni 60 e 80. Dopo magari si incazzeranno per davvero, ma nel passato, purtroppo, la risposta alle incazzature è stata la destra reazionaria o fascista. Io comincio a disperare di poter mai tornare in un paese così.

  26. How to Pay for the Crisis
    Quando apparve sulle pagine del Times nel novembre del 1939 molti economisti, e perfino Hayek, mostrarono interesse per il piano “radicale” inventato da Keynes per affrontare la questione finanziaria nel conflitto mondiale incombente. Era in sostanza un tentativo nuovo di intervenire nei redditi, oltre una certa soglia, indirizzandoli secondo una percentuale progressiva in conti correnti nominali che producevano interesse in quel che potremmo dire una Cassa dei Depositi e Prestiti per essere poi sbloccati gradatamente alla fine delle ostilità.
    L’idea del differimento di risorse e di un intervento intelligente sul loro uso durante il periodo del conflitto potrebbe essere riproposta, se ci fosse la volontà, nelle ondate di crisi che sembrano aver sostituito, fortunatamente, le ondate di guerra della prima metà del secolo scorso. Spostare risorse e nel contempo disboscare la casta. A partire dalle pensioni oltre un definito ammontare.

  27. La cosa assolutamente più buffa è che questo post, anche avendo lo scopo di smentirlo, non fa altro che dare ragione a Grillo. Ok il punto di vista è differente ma si arriva esattamente alla stessa conclusione…ovviamente ci sono ombrre e luci e non è tutto così limpido come dice Grillo ma è impossibile nascondere una verità palese.

    • non e vero che si arriva alla stessa conclusione grillo ha il merito di avere posto dei problemi reali che complessivamente esistono quindi fin qui bene ma il problema sta nel fatto che grillo non solo non ha gli strumenti per poter intervenire positivamente su tali squilibri,ma addirittura cada in contraddizione rispetto a quello che lui stesso dice.infatti grillo dice delle cose per poi smentirle lui stesso dopo un po’ esmpio parla di reddito di cittadinanza ,poi di reddito minimo garantito poi ancora che questo sarebbe solo per chi perde il lavoro ecc ora non so’ ma non credo che il reddito garantito nell’attuale situazione sia possibile e se questa puo essere definita politica keineisiana (non è mio compito saperlo)ma mi sembra che il problema che pone il keinesismo e quello della domanda pubblica di beni (quindi intervenire con risorse pubbliche dal lato dell,offerta)questo mi sembra aver capito di keynes…grillo ha ragione quanto dice che deve ripartire l,economia reale ma torto quando non dice come farla ripartire inoltre cade in una contraddizione madornale quando dice che fara’ il referendum tra un anno sull’euro ..(senza nemmeno sapere se questo e possibile)non so’ se fosse ancora vivo keynes se gli avrebbe risposto tra un anno chissa se siamo ancora vivi…il problema di grillo e che parla poco ed ha una solo fonte che lo indirizza

    • Se è lecito, Grillo è un buffone ignorante alle prese con un compito molto più grande di lui (il secondo che ci tocca sopportare in 20 anni…).
      Come rivelò la moglie quando egli voleva fare il segretario del PD senza neanche essere iscritto, è uno entrato in politica perché si annoiava.
      Due buffoni ignoranti leader politici sono troppi, speriamo si annoi presto e sparisca in fretta, portando con sé anche l’altro, ché abbiamo già tanti problemi. Amen.

  28. L’unico che parla di interventi di matrice keynesiana in Italia è proprio Grillo tanto dileggiato in questo blog… reddito di cittadinanza, interventi massicci sul welfare e defiscalizzazione delle imprese… ma questo è un blog pro-keynes o contro keynes? Poi se ci vogliamo prendere in giro facciamolo pure, ma non me lo doveva spiegare di certo Grillo che il posto fisso nella P.A. in Italia è un lavoro più ambito che diventare imprenditore e aprire una partita IVA? Vogliamo dire che non è vero? Sono un imprenditore di 33 anni e tutti i miei amici e conoscenti della mia età che lavorano nel pubblico si sono comprati casa o se la stanno comprando… io non riesco neanche ad andare in affitto per non licenziare i miei 11 dipendenti… forse tornerò a vivere da “mammà” od emigrerò all’estero sicuramente starò meglio con i tedeschi che con i “teniamo famiglia” italioti!

    • A titolo informativo, le proposte da te citate sono da tempo tutte contenute nel programma del PD.
      Per la precisione, il reddito di cittadinanza è una proposta del centrosinistra da ben prima che nascesse M5S. Tra i primi ad attuarlo è stata la Regione Campania nel 2004 (amministrazione Bassolino), seconda Regione e ultima, la Regione Lazio nel 2010 (amministrazione Marrazzo).
      Ma è un problema di risorse (i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi ben 14 milioni, per la più parte al Sud e donne), per il cui reperimento (è lì il difficile) occorrerebbe:
      – chiederle agli unici che ora ce le hanno: il 10% delle famiglie più ricche, soprattutto attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di almeno 150 mld;
      – riqualificare la spesa pubblica, riducendo la corruzione e le inefficienze.
      Vasto programma…

      Segnalo:

      Reddito minimo garantito: come funziona
      15.03.13
      Che cos’è il reddito minimo garantito da istituire per dare un sostegno ai più poveri? E in che cosa si differenzia dal reddito di cittadinanza proposto dal M5s? Il primo è finanziariamente sostenibile, il secondo no. Vediamo in questo Dossier il confronto ospitato da lavoce.info.

      http://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2013/03/dossier-rmg1.pdf

      • Verissimo quello che dice, le vorrei però chiedere dove era il PD quando fu promulgata la legge Biagi? Dove era il PD quando molti fondi per scuole e ospedali pubblici furono girati ai privati? Dove era il PD quando il 10% di quelle famiglie ricche licenziava gli italiani e portava le fabbriche all’estero? Dove era il PD quando Monti mandava i suoi scagnozzi dell’agenzia delle entrate a intimidire le imprese private? Dove era il PD quando Caltagirone, Mezzaroma etc, se ne infischiavano dei piani regolatori e costruivano case gonfiando i costi fregandosene dell’ edilizia popolare? Dove era il PD quando i megamanager strapagati facevano fallire aziende pubbliche e municipalizzate creando dei buchi di bilancio incolmabili? Questo le sembra keynesiano? Questo le sembra responsabile? Questo le sembra accettabile?

      • Replica non pertinente: l’oggetto della discussione erano le proposte di Grillo.
        Comunque osservo che: 1) il PD è nato nell’ottobre del 2007; e dalla mescolanza di cose diverse, talvolta (v. i diritti civili) persino opposte; 2) non è perfetto, come tutte le cose umane inclusi i partiti politici; 3) anche io sono critico su ciò che fa o che non fa; 3) di solito tra il dire (il programma) e il fare (varo delle norme e degli atti concreti) dei partiti e dei politici, incluso M5S come si vede a Parma, c’è il mare. Nostro compito di cittadini-elettori è proprio quello di ridurre l’ampiezza di questo mare, stanando, smascherando e punendo i pifferai e buffoni, gli incompetenti e i disonesti.

      • Sì, PD che c’avesse mai provato a far qualcosa. È inutile dire che è da tanto che il PD promette le stesse cose del M5S se in anni non l’ha mai fatto! Vi date la zappa sui piedi da soli! L’unica cosa che è stato capace di fare quel Prodi è stato l’indulto… l’indulto!!!

      • Sei affatto disinformata sul 2° governo Prodi, come milioni di altri Italiani, parecchi purtroppo anche di Csx (ma l’accenno all’indulto – che detto per inciso, visto che lo ignori, fu una legge di iniziativa non del governo ma parlamentare per rispondere ad una richiesta solenne del papa, approvata dai 2/3 del Parlamento, anche da FI e UDC – mi porta a ipotizzare che tu sia di Cdx), vittime della forsennata propaganda dei media di destra contro Prodi. Grave per una che non solo frequenta blog economici come questo, ma ci scrive anche e per giunta s’impanca a maestrina e censora degli altri. Cerca si vincere il tuo pregiudizio e informati meglio.
        Ripeto: il PD è nato nel 2007 e non è mai stato al governo. Il governo Letta è appena all’inizio, a me non piace perché condizionato da Berlusconi, lo giudicherò dagli atti concreti. Qual è il tuo partito e il giudizio su di esso?
        PS: la sovrabbondanza di punti esclamativi è un brutto indizio, datti una calmata.

      • ahahahahah certo, certo, andiamo sul puntiglio perché è quello che è importante. IL PD c’era, col cavolo che ha fatto la legge sul conflitto d’interessi di cui tanto parlava e poco importano i motivi che lo hanno portato: ci siamo ritrovati l’indulto quando c’erano loro. Avessero fatto qualcosa di buono, avremmo anche potuto interessarci sui puntigliosi motivi della presenza dell’indulto… ma non sono stati capaci di fare nulla. Di provarci almeno.

        Mettiamo comunque il caso che sia davvero disinformata, io sono una di quelle persone che ha votato PD e che ne è rimasta fortemente delusa, schifata… Com’è che MILIONI (come dici) d’italiani sono tanto disinformati e stanchi del partito che difendi tanto? Sempre tutta colpa solo e soltanto di Berlusconi e della sua propaganda? Il PD è così innocente e puro, lontano da ogni tipo di corruzione?

        Sai qual è il problema degli elettori/difensori del PD? Che credono ancora, erroneamente, che il male sia rappresentato unicamente da Berlusconi, quando morto Berlusconi se ne fa un altro, quando differenze fra questi vecchi politici, a qualsiasi partito appartengano, non ce ne sono.

    • “l’unico parla di interventi di matrice keynesiana in Italia è proprio Grillo”
      keynes NON diceva “affamiamo i pensionati per dare l’elemosina ai disoccupati”, diceva tassiamo chi ha davvero i soldi per pagare buone pensioni e buoni sussidi ai disoccupati (o al limite facciamo tanti lavori pubblici pur di farli lavorare, chè un disoccupato che sta per anni a far niente che faccia la fame o meno è comunque uno spreco).
      “tutti i miei amici e conoscenti della mia età che lavorano nel pubblico si sono comprati casa o se la stanno comprando”
      e poi c’è la marmotta che incarta la cioccolata. Io nel pubblico ci lavoro da 10 anni, ne ho 35 e prima dei 40, pur risparmiando quasi tutto, stando ancora coi miei, non mi potrò permettere nemmeno un monolocale. Voglio proprio vedere tutta questa gente che con 1300 euro a 30 anni si può comprare casa….

  29. Forse ha ragione, sono andato un pò off-topic, ma tutto quello che c’è nel programma del PD viene smentito dai fatti. Nulla è stato fatto per venire incontro agli strati più deboli della società, nulla è stato fatto per pervenire questa situazione! Il PD non può parlare di reddito minimo garantito senza garantire il lavoro!

    • Il PD è nato nell’ottobre del 2007 e non ha mai potuto attuare il suo programma. Non lo ha potuto fare col governo Monti, né lo potrà fare ora, condizionato dal PDL, col governo Letta.
      Sarebbe stato interessante vedere all’opera un governo Bersani appoggiato da SEL e M5S, ma Grillo, checché ne dica ora, non ha voluto.
      Per quel che vale, anche io, che voto da 40 anni PCI-PDS-DS-PD, sto aspettando il PD alla prova dei fatti, delle scelte concrete, soprattutto dopo
      “L’agguato dei 101 traditori del PD”

      http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2779648.html

      • ci vuole veramente coraggio a difendere questo pd che e democratico solo nel nome ricordo al sig vincesko che se grillo a potuto vendere le sue chiacchere ,e spacciarlo per oro colato e stato propio per la mancanza di un vero partito democratico per favore il pd e indifendibile….ormai lo sanno tutti che il pd e il partito piu esposto nei confronti del capitale finanziario…e che grazie ad esso berlusconi ha potuto avere il suo salvacondotto….

      • Il PD ha ereditato la maledizione del PCI. Scalfari scrisse molti anni fa a proposito dei comunisti: qualunque cosa facciano per emendarsi, per i moderati italiani è sempre insufficiente, devono solo scomparire.
        Io non sto difendendo il PD aprioristicamente, espongo soltanto fatti, inoppugnabili, almeno per chi non è accecato dal pregiudizio.

        Che tutti sappiano che il PD sia “il partito più esposto nei confronti del capitale finanziario” è falso: io non lo so. Se ti riferisci a MPS, la banca più antica del mondo, quindi molto più vecchia del PD, che è nato nel 2007, esso è un esempio del disfunzionamento e della potenziale degenerazione del sistema bancario basato sulle fondazioni, che coinvolge tutti i partiti forti a livello locale. Chiedi alla Lega Nord. Pure il Vaticano ha una banca. Anche in Germania pare funzioni nello stesso modo per le casse locali.
        Sul salvacondotto per SB, è vero – lo ha ammesso anche D’Alema – per il 1996-2001. E’ falso invece per il 2° governo Prodi, poiché non c’era la maggioranza, dal momento che Mastella, i cui voti erano determinanti al Senato, dichiarò pubblicamente che non avrebbe mai votato la legge (togliere le 2 X):
        cfr. XXhttp://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBUQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.festivalbluespiacenza.it%2Fdownload%2F070517_prima_Libert%25C3%25A0.pdf&ei=6SpgTLDYIpipsQa8_NSOCA&usg=AFQjCNFH68rJShsNfCyEhIh0Sh7-qRHSRw.

        Di grazia, mi fai un solo esempio di partito – in Italia o nel mondo – davvero democratico? Certissimamente non lo è il PDL. Certissimamente non lo è M5S. Sono certo neppure il tuo, se ne hai uno. Anzi, dimmi qual è, così ti faccio le pulci. Se no, è troppo comodo.
        Non esistono partiti davvero democratici. Io ho esposto ciò che penso dei partiti e del PD qui:
        “Fabrizio Barca e la rottamazione gentile del PD”

        http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2779102.html

      • Il M5S non ha mai voluto dare alcun appoggio al PD (a ben ragione), ma il PD stesso non ha fatto nulla per provare a ricevere un appoggio: l’interesse del partito era prettamente di convenienza.

      • Anche i bambini over 5 anni, che, seguendo l’evoluzione psicologica normale, sono passati dal principio del piacere al principio di realtà, hanno capito che a non volere l’accordo PD-M5S è stato il buffone ignorante Grillo. Il quale, non più tardi di 2 giorni fa, ha invitato i parlamentari M5S favorevoli all’accordo col PD ad accomodarsi alla porta. Perché? Semplicemente perché, come tutti gli incompetenti, non sapendo che cosa fare e per paura di sbagliare, è condannato all’inazione.

      • Rileggi bene: “Il M5S non ha mai voluto dare alcun appoggio al PD (a ben ragione), ma il PD stesso non ha fatto nulla per provare a ricevere un appoggio: l’interesse del partito era prettamente di convenienza.”
        Dov’è che avrei detto che Grillo voleva dare appoggio al PD?

        Ho però aggiunto che lo stesso PD non ha fatto NULLA per chiedere un appoggio… Ad esempio accettare subito le richieste che Grillo gli ha lanciato per provocazione. Mi sa che ti sei perso i tanti “Bersani firma qui”! Se l’avessero voluto davvero, l’appoggio, avrebbero dovuto come MINIMO mostrarsi disponibili nell’accettare qualche punto. Capisco che c’avete il prosciutto sugli occhi, però negare l’evidenza così…

        Grillo, il M5S e gli elettori del M5S non hanno mai voluto un accordo col PD e non hanno mai detto il contrario perché per loro sono tutti un branco di iene uguali, PD, PDL, SEL o altro che siano. I dissidenti elettori del movimento che avrebbero voluto un accordo col PD non sono altro che ex elettori del PD delusi, che non hanno riflettuto a fondo sul movimento e su quel che rappresenta e che se il movimento non ci fosse stato, non avrebbero dato il voto a nessuno. Sono anche quelli che pensano che Berlusconi sia l’unico male dell’Italia.

      • Sei poco lucida. Di grazia, dove avrei scritto che tu hai “detto che Grillo voleva dare appoggio al PD”?
        Tutti quelli che sovrabbondano in punti esclamativi (indignati in servizio permanente effettivo, di cui – come suggerisce opportunamente Raffaele La Capria – è meglio diffidare) di solito sono poco lucidi, forse perché hanno la testa occupata da “elementi perturbatori”): tu non sei un’eccezione. Datti una calmata, rileggi tutto d’accapo e non proiettare sugli altri i tuoi (vostri) difetti, ché gli altri ne hanno già abbastanza, di difetti.

      • Ti cito per risponderti “Anche i bambini over 5 anni, che, seguendo l’evoluzione psicologica normale, sono passati dal principio del piacere al principio di realtà, hanno capito che a non volere l’accordo PD-M5S è stato il buffone ignorante Grillo.”
        Bisogna rileggere anche quello che si è scritto di tanto in tanto… La poco lucida non sono certo io ^^ Poi nel mio ultimo post di punti esclamativi ne conto uno :O Forse non stavi parlando con me e il fatto di essere poco lucido ti ha maggiormente confuso. Fai prima pace col cervello e poi torna a conversare, se ti va.

      • Lo vedi che sei poco lucida? Non c’è scritto che tu hai “detto che Grillo voleva dare appoggio al PD”. Se non l’hai capito, la frase sui bambini over 5 anni era riferita a te, che (cfr. commenti precedenti) – come capita a chi ha qualche problema col principio di realtà – hai dato la colpa – e continui – del mancato accordo NON a Grillo ma al PD, che non avrebbe fatto nulla per… meritarselo. Che è un’altra balla sesquipedale smentita dai dati della realtà, perché – com’è noto – Bersani ha proposto non uno, ma ben 8 punti, ricalcati sul programma di M5S. Vista l’inutilità evidente, considero chiuso il nostro “dialogo”… tra sordi.

      • Sìsì… Rileggi meglio… balla… 8 punti… smentite… Se per 20 il PD non ha concluso nulla, è anche per l’atteggiamento di continuare a negare l’evidenza, di dire una cosa per un’altra di quelli che ne fanno parte e dei relativi elettori.

      • Sìsì… Rileggi meglio… balla… 8 punti… smentite… Se per 20 anni il PD non ha mai concluso nulla, è anche per l’atteggiamento di continuare a negare l’evidenza, di dire una cosa per un’altra di quelli che ne fanno parte e dei relativi elettori.

      • “Scalfari scrisse molti anni fa a proposito dei comunisti: qualunque cosa facciano per emendarsi, per i moderati italiani è sempre insufficiente, devono solo scomparire.”
        Scalfari non ha avuto il coraggio di trarre la debita conclusione di quel discorso: dei moderati che vogliono che un partito sostanzialmente socialdemocratico (perchè questo era il PCI, al di là del nome) scompaia, semplicemente NON sono moderati, sono di destra, e nemmeno tanto moderata (tant’è vero che votano uno che esalta Mussolini molto di più dei suoi ex-alleati missini!).

  30. vorrei sapere da te visto che aspiro a non essere piu preso in giro quale partito mi proponi…se poi come giustamente anche tu ammetti partiti democratici non ce ne sono perche dovrei votare dei partiti antidemocratici?

    • Io voto da 40 anni (praticamente) lo stesso partito, perciò sono la persona meno adatta a suggerirti un partito da votare.
      Posso invece dirti come procedo: per me il voto è sia un giudizio ex post sulla qualità del governo passato, sia una scelta del partito/programma/candidato più rispondente (quindi – bada – concetto relativo, non assoluto, perché la perfezione non esiste e spesso occorre scegliere il meno peggio) alla mia visione politica. Non ho mai considerato l’opzione del non-voto, perché: a) ciò che conta per me è – pragmaticamente – l’obiettivo, cioè le leggi (un semplice comma di una legge può cambiare la vita di un uomo), non il partito, che è un mero strumento; e b) i seggi parlamentari vengono ripartiti in rapporto ai voti validamente espressi, gli altri contano zero.
      Poiché idealmente sono un riformista di sinistra ed ho come motto “Libertà e giustizia sociale”, ho sempre votato di conseguenza e quindi ho dato il mio voto (in assenza di un PSI di stampo europeo) a PCI-PDS-DS-PD.
      Ora, dopo “l’agguato dei 101 traditori del PD” (se leggi il mio post allegato il 31/5 alle 17:44, constaterai che lo avevo previsto, sulla scorta della mia lunga frequentazione del sito del quotidiano “Europa”) e le dimissioni di Bersani sia da segretario sia da candidato (scelto da una maggioranza di 3,2 mln di persone) del Csx, e la sua sostituzione con Enrico Letta, scelto da una sola persona: Napolitano, sto valutando molto criticamente le scelte del PD ed accarezzando persino l’ipotesi, sulla base di una valutazione delle sue scelte, se confermare il mio voto in futuro o – dopo 40 anni – non più. L’alternativa per me non potrà essere che gli ex “ottusi”=intelligentoni (come definisco quelli di estrema sinistra) di SEL.

  31. Ancora una volta constato con grande dispiacere che troppi commenti rivelano dei TIFOSI e non seri responsabili cittadini LUCIDI E INDIPENDENTI. I partiti politici NON SONO SQUADRE DI CALCIO. Quando sbagliano bisogna avere la lucidita’ di riconoscerne la mediocrita’ e ricordarsi che non giocano con un pallone, ma con la vita della gente.
    1) Il PD chiamatelo, DS, PDS, o come vi pare e’ nato da uno strano connubio tra ex-PC e ex-DC, fatto di gente che ha sempre saputo parlare bene sui palchi e nei talk show, ma che hanno dietro le quinte razzolato e continuano a razzolare molto male – portaborse dei tecnocrati oligarchi della Troika (e del Vaticano) – tant’e’ che tutti i Trattati Europei di rilievo a partire da Maastricht, Lisbona, per finire a Velsen hanno il marchio centro-sinistra con le stesse facce che sono nel PD indipendentemente dal fatto che all’epoca il partito avesse un altro nome.
    2) Il partito di Grillo NON E’ UN’ ALTERNATIVA SERIA alla partitocrazia. Non ha un programma serio – assomiglia piu’ ad una lista della spesa. Sa far tanta polemica, ma NON HA proposte serie e realizzabili. E quel che e’ piu’ grave e’ che mentre sui palchi Grillo urla al cambiamento, in realta’ da per scontato che l’assurdo percorso neo-liberista vada continuato e fa credere agli italiani che il problema non e’ la perdita’ di controllo dello stato sulla propria economia con l’ arresa totale da parte di questo a favore delle lobbies finanziarie e industriali, ma e’ colpa dei ladri di polli nostrani perche’ rubacchiano 4 uova.

    Basta, scusate ma non se n’e’ puo’ piu’ DI TIFOSI DI UN COLORE O DELL’ALTRO.

    Ultragolpisti gli uni e aria fritta gli altri – continuando ad ascoltare gli stolti che ci vogliono far credere che l’Europa e’ benefica (PD) o che il problema sono la casta e i privilegi della casta (M5S) cosi’ non abbiamo alcuna speranza di tornare a prosperare.
    Per non parlare della destra che un giorno sputa fuoco sugli avversari e il giorno dopo cerca alleanze. Da destra a sinistra, QUESTA GENTE NON STA FACENDO I NOSTRI INTERESSI. Per questo c’e’ solo una cosa da fare ……. mandarli tutti a casa! Abbiamo bisogno di movimenti nuovi disposti ad andare contro corrente …… in una parola ANTI-LIBERISTI!

    • 92 MINUTI DI APPLAUSI!

      • Applausi immeritati, almeno per 2 motivi: 1) accusa generica e indistinta per quanto riguarda i destinatari; 2) tra il serio ed il faceto: la politica, come il calcio, coinvolge la pancia; se è vero, come ho letto, che anche la pancia ha un cervello, è “normale” che esso co-determini, assieme al cervello principale (psiche), i ragionamenti, le emozioni e i giudizi politici; è essenziale, però, che il primo non prevalga e addirittura prevarichi sul secondo, come purtroppo capita spesso ai… tifosi sfegatati.

  32. Sono un dipendente pubblico e mi godo i seguenti privilegi:
    – taglio reale dello stipendio del 15% negli ultimi 5 anni;
    – ho fatto un software utile alla mia azienda; viene usato da tutti gratis e fa risparmiare (per mancate consulenze) l’equivalente del mio costo del lavoro ogni anno, e per questo non ho ricevuto né chiesto alcun incentivo;
    – lavorando alla programmazione ho inserito degli obiettivi opeativi che hanno comportato un risparmio nelle spese economali di circa 300.000 euro in un anno;
    – inoltre ho contribuito a migliorare alcune rendicontazioni ed a ridurre dei tempi di attesa…

    Tutto questo lo faccio, senza vantarmene, perchè amo il mio Paese e ritengo non voli per colpa della nostra classe dirigente (pubblica e privata).

    Spero di non essere considerato “casta” solo perchè ho un lavoro fisso.

    Grillo ha mostrato una pericolosa e grande ignoranza.

    Peccato.

  33. L’ha ribloggato su ilquotidiario.

  34. […] by Stefano Grassi ⋅ 03/06/2013 ⋅ Lascia un commento Pubblicato da keynesblog il 29 maggio 2013 in Economia, ibt, […]

  35. 7Grillo ha ragione perché la sua analisi e’ rivolta ad un paese come l’Italia che ha un debito pubblico pari al 130% del pil. In Italia in questo momento l’arma dell’aumento delle tasse e’ un’arma spuntata, più che risolverli li può solamente aumentare, vedi effetto imu devastante, sul mercato immobiliare.
    L’unica possibilità per fare tornare i conti e’ quella di tagliare le spese e fare tornaree
    Il sistema più Produttivo.

  36. Caro blogger sei un ottimo sofista ma, il popolo del web è molto diverso dal popolo delle televisioni che in buona assite passivamente alle trasmissioni. Noi popolo del web abbiamo un senso critico molto più acuto di quello che si possa pensare. L’era dei pennivendoli è agli sgocciole sarete in tanti a dover presto cambiare mestiere, di cercare un lavoro vero, intendo dire! Intanto è anche giusto che tu faccia in modo di racimolare qualche soldino.

  37. Grillo ha ragione, 4 milioni di partite iva sono tutti precari secondo me, poi esistono le agenzie di interinale tutti precari, poi il sommerso non per scelta tutti precari, gli stipendi pubblici sono saliti in media del 25% negli ultimi anni non altrettanto quelli privati, quest’ultimi sono diminuiti,,quanti negozi hanno chiuso a causa della grande distribuzione, avete un’idea di quanto costano gli affitti dei negozi, in piemonte il consumo di energia elettrica è dimezzato negli ultimi 15 anni, la Fiat e tanti altri hanno portato tutto all’estero., le tasse sono aumentate in modo sconsiderato negli ultimi anni…..ma dove avete gli occhi, è bello fingere di non vedere, far finta che la realtà è un’altra…….

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