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Toh, chi si rivede! Il moltiplicatore keynesiano

di Gustavo Piga

“Ti ho sentito da Barisoni su Radio 24, bravo. Ma su una cosa non sono d’accordo con te.”

L’altro ieri, al telefono, mi dice un collega che stimo.

Ma quante volte ricevo quest’osservazione! “Dici bene, ci vuole espansione fiscale per tirarci fuori da questa idiota austerità, ma non con maggiore spesa pubblica, con minori tasse”.

Perché no? Certo non siamo nell’illogico mondo di Alesina e Giavazzi che ancora oggi continuano a parlare di ”manovre che hanno …  minori effetti recessivi“, come se non fosse esattamente il contrario di ciò di cui abbiamo bisogno. No, qui si parla seriamente, di tirare fuori dalla stupida recessione Europa ed Italia, con maggiore domanda.

Che può venire sia da minori tasse che da maggiore spesa pubblica e, nota bene, con un impatto positivo non solo sul PIL ma anche sui conti pubblici.

Eppure la paura di Fiorito-Batman è tale che maggiore spesa pubblica fa venire la pelle d’oca anche ai più avveduti. Senza capire che per 10 euro di Fiorito ci sono 90 euro di appalti pubblici alle imprese che danno lavoro, creano reddito e occupazione, benessere. Sono lavori per riempire le buche delle strade percorse dai TIR che trasportano all’estero le nostre esportazioni, così da consegnarle più rapidamente. Sono ospedali rimessi a nuovo con apparecchiature in maggior numero e di migliore qualità, così da mandare prima a casa i nostri operai così che possano aiutare l’impresa a produrre nello stesso tempo più beni.

Senza per questo rinunciare a combattere, ma seriamente non con l’irrilevante legge anti corruzione in attesa di approvazione, i Batman che impoveriscono il Paese.

Ora, tuttavia, la questione chiave qui è un’altra. Superato il mal riposto timore dei Fiorito, cosa possiamo dire sull’effetto che prevale? Meglio minori tasse o maggiore spesa pubblica in questa fase del ciclo?

Per rispondere basta guardare ai moltiplicatori di spesa pubblica e tasse e cioè quanto 1 euro di spesa pubblica in più o di tasse in meno riesce a generare di PIL in più.

E per rispondere non lo chiediamo a Piga. Per carità, troppo poco obiettivo. Né ad A&G, anche loro troppo poco affidabili. Ma no, chiediamolo alla istituzione in cui tutti noi crediamo ciecamente, la Banca Centrale Europea.

Che è appena uscita con l’ennesimo studio che conferma il contrario di quello che la BCE stessa auspica, e cioè che le austerità fanno male e le espansioni fiscali fanno bene.

I tre ricercatori mostrano non solo che nell’area dell’euro in recessione i moltiplicatori esistono e sono positivi (meno tasse e più spesa pubblica fanno salire il PIL) ma anche che il componente della politica fiscale che funziona meglio sono, medaglia d’argento, gli investimenti pubblici e, medaglia d’oro, la spesa pubblica per consumi di beni e servizi (ecotomografi, ambulanze, gazzelle della polizia, ecc.), ambedue in verde.

Come è noto in realtà da tempo (un eccellente economista di fama internazionale come Riccardo Fiorito si sgola invano da anni nel dirlo).

E le minori tasse (in rosso)? Sì fanno bene, ma molto meno della spesa pubblica. Ovvio assai: in una recessione come questa, quando tagli le tasse, la gente e le imprese non domandano di più, risparmiano, cautelandosi di fronte ad un futuro che appare grigio sul nero andante. Solo lo Stato, supplendo all’assenza momentanea del settore privato facendo appalti, può evitare quella recessione che uccide per sempre piccole imprese e deprime per sempre tanti giovani, tanto più a lungo essa si protrae. Solo lo Stato può evitare che le piazze di Lisbona si riempiano di protestanti che soffrono, facendo tornare l’escudo portoghese e crollare il sogno europeo.

E che questo sia vero lo conferma il paradossale studio della BCE che analizza la manovra “debolmente” espansiva, ma comunque espansiva che caratterizzò l’area dell’euro nel reagire alla prima crisi (2009-2010). La tavola qui sotto mostra chiaramente  come gli strumenti fiscali più utilizzati furono quelli, come le tasse, con un moltiplicatore minore. Si rinunciò a usare con più coraggio lo strumento migliore, quello della spesa pubblica per domanda di beni e servizi.

Ciò porta i nostri autori a concludere: in altre parole, se tutte le risorse del programma europeo (EERP) fossero state utilizzate nella spesa per consumi pubblici, l’impatto dell’EERP sul PIL sarebbe stato da 2 a 3 volte maggiore di quanto non mostra la nostra simulazione“.

Eh già.

E questo avveniva nel 2009-2010 quando ancora un minimo di coraggio europeo l’avevamo mostrato. Ora, che siamo preda stordita della stupida austerità, i rimpianti per non avere fatto la cosa giusta crescono a dismisura.

Ma non chiudiamo con una nota negativa: se la BCE lo dice, se il Fondo Monetario Internazionale comincia a pretenderlo, arriverà il giorno del moltiplicatore. E quel giorno io ci sarò, a vedermi lo spettacolo di un’Europa che riprende fiato e potrà finalmente, in condizioni favorevoli, avviare tutte quelle riforme che sono impossibili oggi e che nessun economista ha mai chiesto prima della crisi, nei primi anni del secolo, quando si chiedeva solo e stupidamente di rispettare (anche con trucchi contabili, non importava) la irrilevante soglia del 3% del deficit-PIL.

P.S.: G&A oggi sono sul Corriere e dicono di tagliare i sussidi alle imprese. Può darsi che questa sia una buona idea. Ma nulla mi toglie il sospetto che quando dicono che “Stato e amministrazioni locali spendono ogni anno (dati del 2010 e senza contare gli interessi sul debito) circa 720 miliardi. Togliamo i 310 miliardi che vanno in pensioni e spesa sociale: ne restano 410. Una riduzione del 20 per cento di queste spese, senza alcun taglio alla spesa sociale, consentirebbe di risparmiare 80 miliardi e di ridurre la pressione fiscale di 10 punti”, stiano parlando di tagli non a sussidi, che spesa pubblica non sono ma meri trasferimenti da un contribuente ad un’azienda, ma soprattutto di tagliare proprio quella domanda pubblica che genera occupazione e ripresa, come dimostrato dalla BCE. No grazie, arriverà il giorno del moltiplicatore.

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19 commenti su “Toh, chi si rivede! Il moltiplicatore keynesiano

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Non per niente ogni wp della BCE contiene la seguente nota: “This Working Paper should not be reported as representing the views of the European Central Bank (ECB). The views expressed are those of the authors and do not necessarily reflect those of the ECB.”

  3. Siamo ad un livello molto alto,non è possibile commentare ..solo una opinione, terra terra,:: il debito::costa.(sempre).ed incide…gli investitori, senza cuore,, guardano ai centesimi di punto prima di procedere “nella sicurezza””e il tuttomentre lo stato ha una quotidiana uscita di cassa..una prima affermazione il saldo cassa è determinante per qualunque decisione ,deve rimanere sempre attivo senza spazi temporali., seconda opinione.. nel tempo ogni debito deve essere ripianato (o avere poste attive facilmenti smobilizzabili). ma se l’investimento fatto ala fronte del debito (per corruzione o altro) non è fatto ad opera d’arte, come ugualmente si evadono le tasse si tutti i ricavi, ile formule scientifiche ..decadono ciao corrado stefanini

    • Scusa eh, ma gli investitori non guardano all’ammontare del debito ma alla capacita’ di rimborso, il concetto qui e’ che le politiche d austerita’ non aiutano a ripagare il debito e che le politiche economiche espansive, aumento della spesa pub o riduzione tasse generano effetti diversi entrambi espansivi ma la spesa pubblica fa aumentare il pil piu’ che una riduzione delle tasse, percio un aumento della spesa pubblica in ciclo economico negativo ha un effetto anticiclico maggiore del taglio delle tasse e non fa aumentare il rapporto debito pub su pil che e’ quello che conta e non il debito in termini assoluti, che poi lo stasto debba per forza essere in pareggio d bilancio o peggio in attivo e’ l’idea di un filone di economisti che storicamente ha creato solo disastri

      • Caro Davide, mi permetto una replica , per la verità l’ho detto anch’io che gli investitori guardano alla loro sicurezza che te definisci capacità di rimborso, come non ho criticato il modello teorico che tu riferisci:::si parte dal principio dei vari equlibri che devono sussistere tra le attività (correnti e le immob; etc) e passivita’ correnti e a medio termine, e il relativo prodotto = reddito che deve ripianare il debito::::nel mio scritto avevo sottolineato la necessità che i nuovi investimenti pubblici, siano non solo efficaci ma che non trovino distrazioni di sorta , ugualmente che maggiori ricaVI CHE SE NE CONSEGUE non trovino la via dell’evasione…. in altre parole, c’è la teoria anche giusta ma se non c’è l’etica applicata rigorosamente dall’uomo tutto salta:: ciao corrado stefanini
        ..

      • Corrado purtroppo l’occasione fa l’uomo ladro e questo a prescindere dalla teoria economica applicata….esiste anche corruzione tra privati….quel che conta e’ avere la certezza delle pene e pene esemplari purtroppo la nuova legge anti corruzione tanto sventolata non va in questa direzione.
        Saluti

      • è cosi’, nella vita privata e pubblica , occorre avere un ‘etica cristiana(o religiosa) o laica non importa. ma che si sia consapevoli della responsabilita’ verso gli altri, da trattare come minimo alla pari.. solo cosi’ potremo fare passi avanti, verso il valore assoluto che è la pace ciao corrado stefanini

  4. Piga, lei che ha visto sto moltiplicatore puo’ chiamarlo? Siamo al quinto trimestre consecutivo di calo del PIL. Ma spesa e debito pubblico non calano di un centesimo..:-).

    • non avendo a disposizione dati concreti sul’argomento defict , penso che sia solo possibile esprimere e sottovoce una opinione :la mia che ancora si basa sulla fiducia personale su Monti,non esclude che quando entreranno nella contabilità i risparmi conseguiti con la riforma delle pensioni, e i recuperi dall’evasione fiscale e quanto altro ,il defict risulterà ridotto… fermo e rimanendo i miei principi _ a fondamento dell’economia è l’etica (perchè l’economia riguarda la persona. le persone- mi sembra evidente che in questo momento gli effetti recessivi hanno raggiunto livello impressionanti, che forse conviene riflettere nuovamente sul cosa fare, :::::
      ho apprezzato moltissimo le manifestazioni di protesta tenutesi in tutta europa, finalmente, i cittadini, di piu’ classi sociali, dicono, unitariamente un qualcosa da popolo(tardissimo ma meglio tardi che mai) perchè a mio avviso è da qui che occorre partire (culturalmente parlando)la base deve essere consapevole dell’istituzione, che necessitano politiche sociali, e queste politiche sono espresse solo da parlamenti che abbiamo a cuore la socialità e non il capitale.. corrado stefanini

    • Vedo che non hai capito nulla…

      • MI COMPLIMENTO, SEI ESPERTO IN EDUCAZIONE,DIPLOMAZIA, MA SOPRATTUTTO DI CULTURA MOnOLITICA\\sempre a disposizione a confronti su idee leggermente un po’ piu’ estese, dalle quali ricavarne. con un po’ di studio, le fonti ovviamente sperando di trovarne; sono certo che come docente dovresti avere successo ciao corrado stefanini

  5. [...] l’economia riducendo la spesa pubblica, come annunciato dal Ministro Saccomanni, visto che le più recenti ricerche confermano il risultato keynesiano secondo il quale il moltiplicatore della spesa pubblica è [...]

  6. [...] l’economia riducendo la spesa pubblica, come annunciato dal Ministro Saccomanni, visto che le più recenti ricerche confermano il risultato keynesiano secondo il quale il moltiplicatore della spesa pubblica è [...]

  7. [...] l’economia riducendo la spesa pubblica, come annunciato dal Ministro Saccomanni, visto che le più recenti ricerche confermano il risultato keynesiano secondo il quale il moltiplicatore della spesa pubblica è [...]

  8. Mah però se uno ci pensa TAGLIANDO LE TASSE sul LAVORO l’azienda ha MENO SPESE ( e quindi + RICAVI e quindi + UTILI ) ed il lavoratore ha 1 MAGGIORE INCASSO indi per cui ha 1 REDDITO MAGGIORE e 1 MAGGIORE POTERE D’ACQUISTO, indi per cui MAGGIORI CONSUMI, MAGGIORI VENDITE, MAGGIORE PRODUZIONE, MAGGIORI ASSUNZIONI e MINORI LICENZIAMENTI e quindi MAGGIORE OCCUPAZIONE e MINORE DISOCCUPAZIONE.

  9. Ed inoltre io ABOLIREI l’IMU e nel contempo AUMENTEREI i TRASFERIMENTI FISCALI ai COMUNI. Così questi ultimi PERDONO RISORSE ma nello stesso tempo le RECUPERANO senza doverne far pesare il COSTO sui propri cittadini.

  10. […] Come ci dice non solo la teoria, ma studi empirici di fonte tutt’altro che sospetta (FMI, BCE), i moltiplicatori delle tasse sono molto minori di quelli della spesa, sebbene questa differenza […]

  11. […] l’economia riducendo la spesa pubblica, come annunciato dal Ministro Saccomanni, visto che le più recenti ricerche confermano il risultato keynesiano secondo il quale il moltiplicatore della spesa pubblica è […]

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