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Krugman: “Cipro lasci l’euro. Ora”

Paul-Krugman-218x218 (1)di Paul Krugman, da krugman.blogs.nytimes.com

Un corrispondente che stimo mi ha (gentilmente) sfidato a dire chiaramente quello che penso dovrebbe fare Cipro – lasciando da parte tutte le domande relative realismo politico. E ha ragione: mentre io penso che sia OK passare la maggior parte del mio tempo su questo blog entro i limiti del politicamente possibile, e basandosi su una combinazione di ragionamenti e ironia per spingere quei limiti nel corso del tempo, una volta ogni tanto dovrei solo affermare categoricamente che cosa avrei fatto se ne avessi la possibilità.

Per cui, ecco: sì, Cipro dovrebbe lasciare l’euro. Ora.

Il motivo è semplice: stare nell’euro significa una depressione incredibilmente grave, che durerà per molti anni, mentre Cipro cerca di costruire un nuovo settore delle esportazioni. Lasciando l’euro, e lasciando cadere fortemente [il tasso di cambio della] nuova moneta, tale ricostruzione accelererebbe notevolmente.

Se si guarda al profilo degli scambi commerciali con Cipro, si vede quanto danno il paese è in procinto di sostenere. Si tratta di un’economia molto aperta con solo due principali esportazioni, i servizi bancari e il turismo – e uno di loro è appena scomparso. Ciò da solo porterebbe ad una crisi grave. Oltre a questo, la troika sta chiedendo maggiore austerità, anche se il paese ha apparentemente un bilancio primario (senza interessi) all’incirca in pareggio. Non sarei sorpreso di vedere un calo del 20 per cento del PIL reale.

Qual è il percorso da seguire? Cipro deve avere un boom turistico, oltre a una rapida crescita delle altre esportazioni – la mia ipotesi sarebbe l’agricoltura come settore trainante, anche se non so molto su questo. Il modo più ovvio per arrivarci è attraverso una grossa svalutazione; sì, alla fine, questo probabilmente porta a offerte vantaggiose che attirano un sacco di pacchetti turistici britannici.

Arrivare allo stesso punto tagliando i salari nominali richiederebbe molto più tempo e infliggerebbe molti più danni umani ed economici.

Ma è possibile lasciare l’euro? La tesi di Eichengreen – che anche solo una ipotizzata uscita potrebbe causare fuga di capitali da panico e assalti agli sportelli – è ora opinabile: le banche sono chiuse, e il capitale è controllato. Quindi, se fossi un dittatore, semplicemente prolungherei  la chiusura delle banche abbastanza a lungo per preparare la nuova moneta.

OK, e per quanto riguarda le banconote? Io non sono un esperto in materia, ma conosco ipotesi sulla possibilità di ricorrere alle carte di debito in circolazione, in modo che le imprese possano riprendere senza dover aspettare che qualcuno comandi la stampante [delle banconote]. Il governo potrebbe anche essere in grado di emettere scritture temporanee, dei “pagherò” (IOU) che non sembrano banconote vere e proprie, quale misura transitoria.

Sì, sembra qualcosa di disperato e improvvisato. Ma la disperazione è appropriata! In caso contrario, stiamo parlando un livello di austerità alla greca o peggio in un’economia i cui fondamentali, grazie alla implosione del sistema bancario off-shore, sono molto peggiori di quanto quelli della Grecia siano mai stati.

La mia ipotesi è che niente di tutto questo accadrà, almeno non subito, che la leadership del paese tema il salto nel buio che verrebbe dall’uscita dall’euro, nonostante l’orrore evidente di cercare di rimanere dentro; ma, come ho detto, penso che l’uscita dall’euro sia ora la cosa giusta da fare.

Fonte: http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/03/26/cyprus-seriously/

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27 commenti su “Krugman: “Cipro lasci l’euro. Ora”

  1. Grande Krugman. Vienilo a dire a Ballarò o Porta a Porta e ti prenderanno per pazzo!

  2. A Ballarò e a Porta a Porta ci sono i veri irresponsabili ( criminali più che pazzi ).

  3. So, what until recently was termed unthinkable is becoming more and more plausible, let alone thinkable.
    Jeroen Dijsselbloem, Eurogroup chief, let it slip that the Cyprus bailout (or bail-in ?) may become the template for the next EZ crisis. His subsequent denial is of no import.
    I wish to go beyond the specifics of the Cyprus fiasco and look at its possible long-term implications.
    If Italy, as a hoppelessly battered peripheral economy, is facing default (let’s not delude ourselves that a generalised banking failure is any different than a sovereign default), then what is the point of defaulting if in the end we’ll still find ourselves in the same predicament as before ? I mean, wouldn’t it be the case to -so to speak- profit from the collapse and regain our monetary and fiscal sovereignty ?
    Since I started to reason about Euro exit, I had the feeling that some form of default would be inevitable.
    Well, unthinkable for unthinkable: in lieu of repudiating some of our debt load as a consequence of Italy’s exiting the Euro, we would start with a default (prompted by the so-called markets) and exit the Euro as a result.
    I have simplified in the extreme, but I’m sure this blog’s readers will grasp my point.

  4. è molto ragionevole

    quando arriva la Troika, l’uscita dall’Euro diventa immediatamente la soluzione preferibile a qualsiasi altra.

    da qualunque punto di vista la i voglia vedere, sarebbe la meno dolorosa per i Ciprioti

  5. Krugman non vede l’ora di far saltare l’euro. Nell’articolo é peró onesto perché chiarisce bene quali sono le conseguenze di questa scelta: una forte svalutazione competitiva al 50% che falcerebbe salari e risparmi in modo ben piú violento di quanto non sia pianificato negli interventi ora approvati. Ma per competere su che cosa? Qui dice di non conoscere bene l’economia reale dell’isola. Allora se ne stia zitto farebbe una migliore figura, non quella del ciarlatano che ha qualche vecchia laurea in economia. Potrebbe diventare una portaerei degli inglesi? Scontando i pacchetti turistici? Sí con gli inglesi che tra 5 anni avranno pezze nei pantaloni come tutti coloro che pensano di poter far da soli in un mondo globalizzato. Mi atterriscono anche i commenti che mi precedono: abbiamo tutti perso il lume della ragione?

    • ah raimondo, guarda che la “svalutazione competitiva” è una cosa che si è sempre fatta e ha sempre fatto bene. è un meccanismo di mercato. la tua economia vale poco? la tua moneta pure. e in questo modo quello che produci viene venduto a un prezzo più vantaggioso. peccato che adesso la moneta dei ciprioti sia quella dei tedeschi, e che i capitalisti tedeschi sianoquelli che vogliono rientrare dai soldi prima guadagnati grazie a una monete troppo debole per la loro economia, quindi non ridistribuiti ai lavoratori per poterli prestare a chiunque pur di guadagnarci qualche soldino di interesse. l’economia forse la devi studiare tu.

      • A Enrico, fino a sapere che cosa sia una svalutazione competitiva ci arrivo anch’io. Ciò che Krugman propone è qualcosa di ben diverso, una scelta politica a livello continentale di cui la svalutazione al 50% nelle economie periferiche deboli è un effetto secondario tragico non rivitalizzante come lo possono essere le svalutazioni controllate e pilotate del 10 o 20%. E’ ciò che il grullismo sta proponendo per l’Italia con levità e dolcezza additando come esempi l’Argentina o l’Islanda o l’italietta del nord est degli anni 80 e 90. E’ un terribile inganno in cui anche classi sociali deboli e deprivate stanno cadendo pensando che una svalutazione al 50% sia una punizione solo della casta che possiede ricchezze finanziarie ed immobiliari. Certamente, ma quante lirette stampate dalla banca d’Italia servirebbero a pagare un barile di greggio? quanto incide il costo della sola energia sul costo finale dei prodotti che dovremmo esportare per sopravvivere? Sarò un ignorante ma sento che circolano in rete pericolose stronzate a cui troppi gonzi stanno credendo.

      • Rispondo alla risposta di Raimondo qui sotto perchè non visualizzo il link “risposta” sul suo cmmento: al contrario di te, ho la sensazione di non conoscere abbastanza la situazione di cipro per dire con sicurezza che stai esagerando i rischi di una SVALUTAZIONE del 50% (ammesso che serva una svalutazione così alta, al contrario di krugman la conosci bene tu, l’economia di cipro, potresti, già che ci sei, proporti per il nobel, sempre che non ti faccia schifo), ti ricordo però che 1. la svalutazione è cosa diversa dall’inflazione e che la maggior parte dei ciprioti il pane e il latte li compra a cipro e non a berlino, quindi probabilmente i generi di prima necessità potrebbero averli comunque a prezzi accessibili. 2. Per quanto riguarda le materie prime: tra la fine dello scorso decennioo e l’inizio di quezto l’euro svalutò del 30% rispetto al dollaro: ti ricordi di aumenti disastrosi dei prezzi della benzina? (il petrolio si paga in dollari); la benzina è un prodotto finito sulla quale il costo della materia prima incide in maniera molto limitata 3. è evidente che tutte queste discussioni nascono dalla paura che quello che è successo a cipro possa succedere anche a noi. E allora chi sventola armageddon inimmaginiabili di fronte all’ipotesi di uscita dall’euro di questo o quel paese gioca, consapevolmente o meno, dalla parte di chi ha voluto questa situazione e ci vuole tenere dentro a tutti i costi. E non sto parlando della casta, che è solo l’ultimo dei capri espiatori esibiti per distogliere l’attenzione, ma di una serie di interessi privati e di per sè anche legittimi che pretendono di condizionare le vite di tutti noi, piegando le istituzioni democratiche ai loro voleri. per cui ti faccio presente che in Italia, in caso di uscita dall’euro, la svalutazione della nostra moneta nuova sarebbe compresa tra il 10 e il 20-25% rispetto all’attuale valore dell’euro sui mercati internazionali.

  6. che c’entra la svalutazione dell’euro coi salari ? la svalutazione riguarda solo il rapporto della moneta locale con le altre non il mercato interno – in caso di svalutazione i ciprioti avrebbero stipendi pagati con moneta sovrana – ti stai confondendo con l’inflazione, cosa ben diversa – studia di più

    • Svalutazione e salari c’entrano eccome. In un sistema a cambi fissi o in un’unione monetaria, in cui le svalutazioni valutarie sono precluse, l’unica via per cercare di mantenere i propri prodotti competitivi è abbassare i costi di produzione. E sappiamo tutti perfettamente che i salari sono il costo maggiore e gli unici verso i quali si può intervenire con efficacia. Da qui le svalutazioni salariari, nel più assoluto silenzio dei sindacati.

  7. Deliri fortunatamente confinati nell’esiguo spazio di un blog.

    • deliri? vedremo quando toccherà a te vederti prelevare l’x per cento dei tuoi depositi bancari. comunque di articoli come questo ce e sono tanti in rete. e negli ultimi giorni anche sul sole 24 ore stanno comparendo i primi dietro front dei più storici sostenitori dell’euro a tutti i costi. è solo questione di tempo, quanto forse non lo può dire nessuno, ma prima o poi questa follia salterà per aria (spero più prima che poi, ovviamente)

  8. Già più di un anno fa prevedeva brutte cose per l’EURO e niente di quello che ha detto é successo
    http://krugman.blogs.nytimes.com/2012/05/13/eurodammerung-2/?smid=pl-share

  9. Ma, mi domando, con l’uscita dall’euro, non c,è il pericolo di una iper-inflazione per Cipro? Considerando il fatto che si tratta di un’economia piccola e (presumo) poco industrializzata dovrebbe essere molto dipendente dalle importazioni, che assicurano un certo paniere di beni ai consumatori nazionali, il solo settore agricolo non può certo soddisfare la domanda interna che ha bisogno dei prodotti esteri, credo…poi magari mi sbaglio, ma è un mia domanda…

    • Condivido pienamente. La tua domanda contiene la risposta più sensata.

      • ehm… chiedo scusa se da perfetto ignorante in materia mi permetto di far presente a raimondo che forse sarebbe meglio ricordare a Fede come l’inevitabile svalutazione della nuova moneta cipriota non si tradurrebbe tutto in inflazione: infatti Il coefficiente di trasferimento della svalutazione sull’inflazione è di norma molto inferiore a uno. Nel 2000, nonostante l’euro si fosse svalutato di quasi il 30% dall’anno precedente, l’inflazione aumentò in Italia di un solo punto (dall’1.6% al 2.6%). Nel 1993 dopo lo sganciamento della lira dallo Sme (di fatto un sistema di cambi quasi fissi preludio dell’euro), il tasso di inflazione addirittura diminuì di mezzo punto (dal 5% al 4.5%). E la sapete la cosa più divertente? Perfino il prof. Monti ammise che la svalutazione (di circa il 20%) ci aveva fatto bene!

  10. It’s going to be end of mine day, but before finish I am reading this fantastic
    paragraph to improve my knowledge.

  11. For those of you living in a high altitude, you will likely need to adjust the cooling time.
    If you compare it to the cost of buying coffee to your standard drip coffeemaker, then you will need to sit down and really evaluate your habits and crank out some
    numbers. Also, regular ground coffee should be in contact with the water for between six to eight min.

  12. Con la svalutazione della moneta,anche i salari perdono di valore? E i beni di consumo forse no,allora se i salari non riescono oggi ad arrivare alla fine del mese forse con la svalutazione non arriveranno alla quindicina,considerando le grosse importazioni di prodotti petrofileri,tecnologici e materie prime varie,dovendo comprare dollari per pagare queste importazioni.Non sono molto competente,potete chiarirmi le idee,grazie in anticipo

  13. […] è un esperto di economia internazionale e caustico editorialista del New York Times. Pur avendo suggerito a Cipro l’uscita immediata dall’eurozona, non ha fatto altrettanto per i paesi più grandi come […]

  14. […] è un esperto di economia internazionale e caustico editorialista del New York Times. Pur avendo suggerito a Cipro l’uscita immediata dall’eurozona, non ha fatto altrettanto per i paesi più grandi come Italia […]

  15. […] è un esperto di economia internazionale e caustico editorialista del New York Times. Pur avendo suggerito a Cipro l’uscita immediata dall’eurozona, non ha fatto altrettanto per i paesi più grandi come Italia […]

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