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Il Financial Times: “Monti inadatto a guidare l’Italia” [traduzione]

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Monti aveva sostenuto che la sua “salita” in campo serviva a togliere l’Italia dalle mani degli incapaci. Ma il Financial Times la pensa in modo diametralmente opposto. Secondo l’editorialista del Financial Times Wolfgang Munchau, il governo Monti è uno dei governi europei che ha sottovalutato il prevedibile impatto dell’austerità: se la crisi finanziaria sembra essersi affievolita, la crisi economica è in deciso peggioramento, l’economia italiana dopo un decennio di crescita quasi nulla indugia in una lunga e profonda recessione, con il credit crunch che peggiora, la disoccupazione che cresce, la produzione che cala, la fiducia delle imprese ai minimi.

In questa situazione, non diversamente dagli altri paesi periferici dell’eurozona, l’Italia si trova secondo Munchau davanti tre possibilità:

“La prima è quella di rimanere nell’euro e farsi carico da sola dell’intero aggiustamento. Con questo intendo sia l’aggiustamento economico, in termini di costi unitari del lavoro e inflazione, che l’aggiustamento fiscale. La seconda è quella di rimanere nella zona euro, a condizione di un aggiustamento condiviso tra paesi debitori e paesi creditori. La terza è quella di lasciare l’euro. I governi italiani uno dopo l’altro hanno praticato una quarta opzione – rimanere nell’euro, concentrarsi solo sul risanamento dei conti pubblici a breve termine e attendere.

La quarta opzione, la storia economica lo dimostra, alla lunga non conduce ad altro che a ritrovarsi di nuovo alle scelte evitate in passato.

Per Munchau la scelta migliore sarebbe la seconda, ma Mario Monti non ha opposto resistenza ad Angela Merkel. Ci sta provando Mariano Rajoy, il primo ministro spagnolo, che ha richiesto un aggiustamento simmetrico – ma è tardi, la Germania sta già pianificando il suo bilancio di austerità per il 2014 e tutte le decisioni politiche sono già prese: la seconda opzione non c’è più, sta svanendo lentamente.

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Ed ecco le previsioni del Financial Times sulle elezioni italiane:

“Dove andrà l’Italia con le elezioni del mese prossimo? Da primo ministro, Mr Monti ha promesso riforme e ha finito per aumentare le tasse. Il suo governo ha cercato di introdurre riforme strutturali modeste, di scarso significato macroeconomio. Partito come leader di un governo tecnico, si è poi mostrato essere un duro operatore politico. La sua narrazione è che ha salvato l’Italia dal baratro, o piuttosto da Silvio Berlusconi, il suo predecessore. Il calo dei rendimenti dei titoli ha giocato un ruolo in questa narrativa, ma la maggior parte degli italiani sa che deve questo a un altro Mario – Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea.

A sinistra, Pier Luigi Bersani, segretario generale del Partito Democratico, ha sostenuto l’austerità, ma di recente ha cercato di prendere le distanze da tali politiche. E’ stato anche esitante sulle riforme strutturali. I temi principali della sua campagna elettorale sono una tassa sul patrimonio [recentemente abbandonata, ndr] , la lotta contro l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro e i diritti dei gay. Lui dice che vuole che l’Italia rimanga nella zona euro. Vi è una minima probabilità che abbia più successo nel battersi con la Merkel perché è in una posizione migliore per collaborare con François Hollande, il presidente francese e collega socialista.

A destra, l’alleanza tra Berlusconi e la Lega Nord è indietro nei sondaggi ma sta facendo progressi. Fino ad ora, l’ex primo ministro ha fatto una buona campagna. Ha consegnato un messaggio anti-austerità che ha fatto vibrare le corde di un elettorato disilluso. Continua anche a criticare la Germania per la sua riluttanza ad accettare un eurobond e consentire alla BCE di acquistare incondizionatamente obbligazioni italiane.

Si potrebbe interpretare questo atteggiamento come l’opzione due: insistere su un aggiustamento simmetrico o uscire. Tuttavia, conosciamo Berlusconi fin troppo bene. E’ stato primo ministro abbastanza tempo per aver avuto la possibilità di fare simili proposte in precedenza. Per diventare credibile, dovrebbe presentare una strategia chiara che tracci le scelte in dettaglio. Sinora tutto quel che abbiamo sono solo slogan televisivi.

A giudicare dagli ultimi sondaggi, il risultato più probabile delle elezioni è la paralisi, forse sotto forma di una coalizione di centro-sinistra Bersani-Monti, possibilmente con una maggioranza di centro-destra nel senato, dove si applicano regole di voto diverse. Questo renderebbe tutti, più o meno, responsabili. Nessuno avrebbe il potere di attuare una politica. Ma ognuno avrebbe il diritto di porre il veto.

Se così fosse, l’Italia continuerebbe a tirare avanti, fingendo di aver scelto di rimanere nell’euro senza creare le condizioni per rendere l’adesione sostenibile. Nel frattempo, mi aspetterei che emerga un consenso politico anti-europeo che o otterrà una piena maggioranza alle elezioni successive o provocherà una crisi politica, con alla fine lo stesso effetto.

Quanto al signor Monti, la mia migliore ipotesi è che la storia gli assegnerà un ruolo simile a quello di Heinrich Brüning, cancelliere tedesco nel 1930-1932. Anche lui era parte di un consenso prevalente nell’establishment che non vi fosse alternativa all’austerità.

L’Italia ha ancora qualche strada aperta. Ma deve prenderla.”

(enfasi redazionali)

Tratto con minimi adattamenti da: Voci dall’Estero di Carmen Gallus

Articolo di W.Munchau sul Financial Times: “Why Monti is not the right man to lead Italy

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14 commenti su “Il Financial Times: “Monti inadatto a guidare l’Italia” [traduzione]

  1. Il raffronto con Heinrich Brüning è raggelante.

  2. Sì, il paragone è alquanto sinistro, ma temo che sia assolutamente calzante.
    Se il popolo italiano avesse un briciolo di spina dorsale ci sarebbe di che preoccuparsi.

  3. Io sono anti-montiano e considero Monti un millantatore quando afferma di aver “salvato” l’Italia, ma per lo stesso motivo osservo che neanche FT conosce le cifre.

    Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html

    Questa analisi del “Sole 24 ore”, davvero utile, però carente per alcuni aspetti e piuttosto imprecisa per il capitolo pensioni, è una conferma (“aggravata” per il metodo usato, cioè cumulando gli effetti) dei dati che vado scrivendo da mesi in alcuni ‘post’ (cfr., ad esempio, [1]) e in decine di commenti qui e altrove: il lavoro “sporco” lo ha fatto soprattutto il governo Berlusconi-Tremonti. Se si considera il parametro iniquità, è anche peggio!

    Riepilogo (importi cumulati da inizio legislatura):
    - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
    - governo Monti 63,2 mld.
    Totale 329,5 mld.

    LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: – Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; – Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: – Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; – Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l’equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio. [...]

    • e vero che berlusconi allargato la voragine ma il signor monti che sembrava così determinato a migliorare la nostra condizione e quando dico la nostra intendo L’Italiano come classe operaia e piccoli imprenditori invece a mio modestissimo parere ci ha strozzati ancora di più con le tasse con l’aumento iva che il privato non riesce a scaricare quindi non ha risolto neanche il proplema del lavoro nero perchè nessuno vuol pagare del denaro che poi non scarica con le tasse, come gli onorevoli che vantano il 98% di assenze in parlamento,parliamo del signor barbareschi uno che presentava i giochi a premi ed adesso gioca a fare il politico a 14.000 € al mese ma come possiamo rimettere in ordine L’Italia, il sigor monti si e messo il suo bel vestito e andato in germania a L….. alla cancelliera si e scrollato la sua forforina dalla giacca e via alle prossime elezioni, io non mi intendo molto di politica ma una cosa so di certo che guadagno 1320,00€ al mese devo pagare l’affitto e cercare di sopravvivere con la mia famiglia,ci vorrebbe un pò di pugno duro ma no contro il cittadino ma contro i corrotti dello stato…..il senatore che và in vacanza in Sicilia a spese nostre e prende a schiaffi quello delle iene perchè gli chiede come mai non e in parlamento a discutere come risolvere il problema della ormai imminente poverta dell’Italiano, bastoni di legno e giù nelle gambe….altro che immunità parlamentare.

  4. Strano… si e’ dimenticato di citare anche solo per sbaglio un uomo qualsiasi della Lega e ovviamente anche di soluzioni del tipo “macroregioni” e dintorni. Che asino.

  5. Qualcuno deve per forza ricordare a questo genio che in Italia esiste e si presenta alle elezioni con piglio guerriero un partito NUOVO, tutto fatto di gente NUOVA , illibati e chiari, senza macchia ne paura, si chiama LEGA e dominera’ IL NORD e anche il mondo va…

  6. Terza opzione: FUORI DALL”EURO. Condivido al 100%, e’ l’unica soluzione rimasta! Anzi mi spingerei oltre, e rinegozierei tutti i trattati dell’Unione Europea che a leggerli bene (cioe’ cogliendone il senso vero e non quello fondato su i vaghi propositi che ogni tanto ci infilano per illuderci), non mettono mai il cittadino al centro, ma (nelle parole precettive) sempre e comunque soltanto la finanza e la moneta.

    Se la rinegoziazione, come ci dicono, non e’ prevista, …. bene, allora non ci rimane che USCIRE da questa unione fraudolenta. Per chi credesse che si rischi la catastrofe, deve sapere di smetterla di credere ai ‘catastrofisti’ perche’ 1)l’Italia offre prodotti di grande qualita’, 2)puo’ investire molto di piu’ (con investimenti mirati) sulle sue risorse interne quali l’arte e il turismo, 3) in un mondo globalizzato l’Italia avra’ sempre un posto nei mercati internazionali, 4) l’Italia e’ un grande mercato per gli altri stati europei che sicuramente non vorranno perdere un cliente cosi’ importante, 5) il gas e il petrolio contano solo per un 2-3% del PIL, quindi nessun pericolo energetico come invece ci vogliono far credere!

    Se ci pensate bene, la UE non e’ una vera unione – gli stati non aiutano mai gli altri stati in modo altruistico senza un tornaconto. E’ una costante lotta degli uni contro gli altri. Imposizioni di regolamenti senza senso imposti da arroganti burocrati che ci guardano come quei bambini ribelli e ci dobbiamo conformare a quelle regole studiate per ambienti, tradizioni e opportunita’ diverse. Scusate ma, il “ONE FITS ALL” non va bene, le differenze devono essere riconosciute e accettate altrimenti i popoli si frustano e si ribellano. E poi pensateci bene: dopo piu’ di 50 anni non sentiamo i tedeschi, i francesi o gli olandesi piu’ fratelli di prima. Io almeno NO, li vedo proprio come prima. Mi ci e’ voluto un po’ per ammettere questo, perche’ io nella unione europea ci ho creduto per molti molti anni… ma questa e’ purtroppo la deludente conclusione a cui io sono arrivata.

    Il MIO SOGNO: l’Italia fuori dall’ eurozona e dalla UE! … e al piu’presto.

  7. [...] Tratto e tradotto da: http://keynesblog.com/2013/01/21/il-financial-times-monti-inadatto-a-guidare-litalia-traduzione/ [...]

  8. […] il commentatore economico Wolfgang Munchau (noto per le sue posizioni critiche sulla Merkel, Monti e l’euro) sostiene che il totale abbandono dell’economia keynesiana da parte […]

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