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USA ed Europa, banche centrali a confronto

di  PierGiorgio Gawronski dal blog su ilfattoquotidiano.it 

Ieri la Federal Reserve ha annunciato un nuovo programma di rilancio dell’economia. L’obiettivo è ridurre la disoccupazione, che è all’8% ed è “una grave preoccupazione”. Non solo perché il livello è “abnorme”, ma anche perché “da sei mesi ha smesso di scendere”. Dice  Bernanke: “L’alto livello della disoccupazione dovrebbe preoccupare ogni cittadino americano. Non solo crea enormi sofferenze e difficoltà, ma causa anche un enorme spreco di capacità e talenti”, e una “progressiva distruzione di queste capacità, a danno non solo dei disoccupati e delle loro famiglie, ma anche del benessere di tutta la nazione”.

Per raggiungere il suo scopo la Fed cerca di accelerare la crescita stimolando la domanda (= la spesa totale nell’economia). Tramite due target intermedi. In primo luogo, (oltre a tenere i tassi di policy a zero) cerca di comprimere una serie di tassi d’interesse a lungo termine (mutui, ecc.) in diversi settori, già molto bassi. A tal fine lo strumento utilizzato è l’aumento della liquidità. In secondo luogo, la FED indirizza le aspettative sulla crescita futura. Lo strumento che utilizza – “il più potente” – è la ‘comunicazione’. Bernanke ha annunciato che la ‘spinta’ della FED continuerà “almeno fino a metà del 2015”, e comunque “per molto tempo dopo che l’economia avrà ricominciato ad accelerare”. Così le imprese possono avere fiducia: sanno che se investono oggi troveranno nuovi clienti domani.

Bernanke ha spiegato che gli acquisti di titoli pubblici non sono affatto una monetizzazione del debito: “Noi non finanziamo spesa pubblica: acquistiamo attività finanziarie che rivenderemo al momento giusto… La nostra azione non aumenterà, bensì ridurrà il deficit pubblico”, grazie ai profitti della Fed e alla ripresa economica. Quanto all’inflazione, un giornalista tedesco ha chiesto se non ci sono rischi. Ma Bernanke ha spiegato che quando (a) c’è disoccupazione e (b) le aspettative di inflazione sono basse, i rischi non ci sono.

La BCE deve fronteggiare una situazione assai più grave. La disoccupazione in Europa è all’11%, e continua a salire. Al punto che la stabilità della stessa moneta è in dubbio. Eppure la BCE si disinteressa totalmente della disoccupazione, della crescita, della domanda. Tiene alti i tassi di policy. Ha varato un tardivo piano anti-spread, ma sterilizzerà eventuali aumenti della liquidità. Con la ‘comunicazione’ mira anch’essa ad aumentare la fiducia sul futuro, ma solo relativamente all’inflazione: perciò le imprese Europee sanno che se oggi investono, domani i prezzi dei loro prodotti saranno bassi, ammesso che trovino clienti.

Il 6 Settembre scorso la BCE ha fatto un passo avanti importante, accettando (tardivamente) il ruolo di prestatore di ultima istanza (negli USA è talmente ovvio che nemmeno si discute). Ma è rimasta in mezzo al guado: cura la finanza, ma non l’economia; e la finanza, senza l’economia, ignora la forza della gravità: a nostro rischio e pericolo!

La depressione della domanda rende inutilizzata tanta capacità produttiva: impossibile per i governi rispettare gli obiettivi di deficit. Perciò l’idea che ‘se un paese non rispetta gli accordi, la BCE rinuncerà a difenderlo sui mercati’ diventa pericolosa per la stessa stabilità finanziaria. Ma la BCE si muove in linea con il suo Statuto, sulla modifica del quale Draghi dice: “è già impegnativo stabilizzare i prezzi … non aggiungerei un secondo obiettivo”. Invece la Fed ha due obiettivi: stabilità dei prezzi e occupazione. E ieri Bernanke ha detto: “Abbiamo strumenti che riteniamo possano influenzare il livello dell’occupazione: pensiamo sia nostro dovere utilizzarli”.

All’origine di tutto c’è una ideologia. In Germania sono diventati tutti esperti di politica monetaria. Reagiscono istericamente alle manovre minimaliste della BCE, influenzando i politici e i rappresentanti tedeschi alla BCE: che non sono bravi economisti bensì funzionari del partito della Merkel. Molti lettori hanno difficoltà a capire cosa sia il liberismo in macroeconomia, e perché è importante. Hanno la sensazione di trovarsi di fronte a un linguaggio ideologico. Invece, sto parlando dell’origine dei nostri mali, e dei blocchi sulla via d’uscita. Il laissez faire nei confronti della disoccupazione (della domanda) è l’idea centrale del liberismo in macroeconomia. È l’idea di Monti, e della BCE. È un’idea sbagliata secondo Bernanke. Che non è particolarmente keynesiano o di sinistra: tanto è vero che è stato nominato da George W. Bush.

Ecco perché quel che succede da noi ha poco a che vedere con la democrazia: non occorre fare dietrologia. La gente non vuole disoccupazione. La FED ‘risponde’ ai bisogni della gente. La BCE, no; perché non è un problema dell’élite europea. E Monti può tranquillamente dirci: i miei provvedimenti? Certo che hanno aggravato la disoccupazione. Solo uno stolto poteva credere il contrario!

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28 commenti su “USA ed Europa, banche centrali a confronto

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Un’analisi ineccepibile, ma il vero problema per l’Italia è che alla linea liberista aderisce anche il partito che dovrebbe un teoria tutelare il lavoro. Il PD ha votato compatto tutti i provvedimenti di Monti, compreso l’assurdo inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione, su cui perfino alcuni deputati del PDL si sono astenuti. Ed ora, a spostare ulteriormente a destra la linea del PD, c’è Renzi, che afferma esplicitamente di cercare i voti fra gli elettori di Berlusconi. C’è da chiedersi che ruolo pensano di giocare i Fassina e gli Orfini, che sembrano purtroppo sempre più isolati.

  3. Fuori come terrazzi o fuori da ogni grazia di Dio?

  4. Fate sempre gli stessi errori.
    Per questo continuano a fregarvi e fregarci tutti.
    Il denaro fresco di stampa non va MAI a finire ai cittadini!
    Finisce ai primi che lo ricevono: le grandi banche commerciali. Le proprietarie della Fed e della BCE.
    Ai cittadini arrivano soltanto i prezzi aumentati per l’aumento della massa monetaria: l’inflazione, che ne distrugge il potere d’acquisto ed i pochi risparmi.
    Vince solo il sistema finanziario. Non l’economia reale.
    Vediamo altre bolle del credito e bolle azionarie, ma la disoccupazione aumenterà ed i consumi rallenteranno. E ci raccontano che la crisi è finita!
    Dobbiamo ancora vedere il peggio!
    Negli USA il dollaro va giù e ce ne vogliono 4 per comprare un gallone di benzina.
    L’inflazione corre verso 5% e le agenzie di rating abbassano i loro voti.
    Ottimo risultato, zio Ben!
    L’oro, il denaro sonante che ha funzionato per millenni, vola come non mai.
    In euro siamo al massimo storico e voi non andate neppure a controllare…
    Quello è il marker tumorale che indica la MORTE delle fiat money.
    Le banche centrali lo acquistano ed a noi ci raccontano che è solo una reliquia barbarica.
    E voi ci credete!
    SVEGLIA!!!!
    Stanno distruggendo tutto!

  5. Guardate, non c’è alcuna ostilità da parte mia nei vostri confronti:
    Non sono monetarista né liberista di Chicago né qualsiasi altra etichetta denigratoria vorrete appiopparmi.
    Vi propongo, quasi maieuticamente, una lettura alternativa alla vostra.
    Ma lo scopo ultimo è lo stesso: il maggior ben essere possibile per il maggior numero di persone possibile. Non dico tutti perché non sono ideologico. Questo è il mondo che viviamo e dobbiamo solo riconoscere il nemico che non si vede.
    Mentre qui continuate a fermarvi alla superficie del problema.

    http://johnnycloaca.blogspot.it/2011/09/la-fed-e-la-bce-due-vie-uno-scopo.html

    http://mises.org/daily/5575/The-Fed-and-the-ECB-Two-Paths-One-Goal

    Almeno, leggetelo. Non vi chiedo di più.

  6. Ma perché stavolta il QE dovrebbe funzionare, se QE1 e QE2 non hanno funzionato?
    Stavolta è diverso?

    • Ma chi l’ha detto che non ha funzionato?
      Negli Usa Nel secondo trimestre di quest’anno, il livello era dell’1,9% superiore al secondo trimestre del 2008, prima del fallimento della Lehman Brothers, e del 6,8% più elevato rispetto alla fase più acuta della crisi, nel secondo trimestre del 2009.
      Parallelamente, il tasso di disoccupazione – che aveva raggiunto un massimo del 10,1% nel novembre 2009 – è ora all’8,1%.

      Non hanno funzionato invece le politiche di rigore attuate nella zona euro, ove la disoccupazione è passata nello stesso periodo dal 10 all’11,3% e il pil dell’intera area è inferiore al massimo del 2008 del 2,4%, con punte del -5,4 per la Spagna e del -6,7 per l’Italia.

      • Nella frase:
        Negli Usa Nel secondo trimestre di quest’anno, il livello era dell’1,9% superiore al secondo trimestre del 2008, prima del fallimento della Lehman Brothers, e del 6,8% più elevato rispetto alla fase più acuta della crisi, nel secondo trimestre del 2009.

        il riferimento, se non fosse chiaro, era al pil.

  7. Mi scuso per le molte domande.

    Ma l’oro così alto che significa?
    Ma perché i Cinesi ne stanno acquistando così tanto?
    Non è, per caso, che non si fidano più del dollaro?

    Non è che, per caso, stanno morendo tutte le valute di carta garantite solo dai governi e stampate dal nulla?
    Non è che sta per crollare il sistema monetario?
    Non è che le elites politico-finanziarie ci faranno fare una guerra per non farcene accorgere?
    Non è che questo nuovo rally borsistico è solo un’altra bolla che nulla ha a che fare con l’economia reale?

    Ma l’oro è denaro?
    Perché le banche centrali ne accumulano e lo usano per le loro transazioni?

    Ma se QE1 e QE2 hanno funzionato, perché ancora QE?
    Ma dobbiamo fidarci delle statistiche dei governi su inflazione e disoccupazione?
    http://www.shadowstats.com/ lo nega.

    Ma non è che anche i dati forniti dai governi e dal sistema finanziario sono manipolati, tipo Libor?
    Ma non è che il libero mercato è manipolato e distorto dal momento che il prezzo del denaro viene fissato da un ente pianificatore centrale, le banche centrali?
    Ma non è che il libero mercato non esiste più?
    Che esiste solo una parvenza di libero mercato ed invece siamo, da molti decenni, nel regno dell’interventismo politico in economia?
    Ma non è che stiamo correndo verso il capolinea di questo mondo basato sulla carta straccia?

  8. Almeno la domanda sul QE poteva risparmiartela, dato che hai già avuto una risposta.
    Per il resto, mi sembri terrorizzato: preparati anche tu per la fine la mondo.
    Segnatelo: il 21/12/2012.

  9. Fa bene mister Bernanke a stimolare la domanda per i consumi iniettando altri dollari nel sistema.
    Per produrre bisogna consumare. Più si consuma e più si produce.
    Viva il consumismo! L’ultima frontiera progressista!

    Però … “E quel che è peggio, sottolinea Skidelsky, è che tutto questo avviene in una sorta di “coazione a consumare”, mentre la quota di reddito che va al lavoro tende a sempre più a restringersi, e tendono ad aumentare le disuguaglianze tra i redditi. Un meccanismo perverso, in definitiva, nel quale non è nemmeno detto che risultino soddisfatti i reali bisogni dell’uomo.” http://keynesblog.com/2012/06/22/keynes-e-la-crescita-felice/

    Questa è da ridere. Keynesblog che confuta Keynes e la scellerata teoria del suo “quasi-boom” perenne.

    • Forse è meglio essere tutti più parchi nei consumi.
      Riduciamo quindi i redditi della gente per far contento Silvestro.
      Diventiamo tutti più poveri e saremo tutti più felici.

      Quanto a Keynes, non ha mai parlato di boom perenne. Chi dice che va sempre tutto bene, madama la marchesa, sono le teorie liberiste, secondo le quali anche con una disoccupazione al 20% non occorre far nulla: ci penserà il mercato.
      A rovinarci una volta per tutte.

  10. No, non va tutto bene, purtroppo. Le politiche economiche attuate in Europa stanno aumentando la disoccupazione.
    Ma per voi ciò che conta è l’oro.
    Compratevelo! se proprio siete terrorizzati.
    Ma ricordati che la fine del mondo, per colpa della Fed, è vicina!

  11. [...] – potere non elettivo, dalle regole immodificabili, dal personale non sostituibile e perciò non responsabile delle sue azioni anche con 25 milioni di disoccupati – detta ai Parlamenti l’Agenda, ai Governi i Trattati; [...]

  12. [...] – potere non elettivo, dalle regole immodificabili, dal personale non sostituibile e perciò non responsabile delle sue azioni anche con 25 milioni di disoccupati – detta ai Parlamenti l’Agenda, ai Governi i Trattati; [...]

  13. […] si trovavano in condizioni simili di finanza pubblica. Il primo, gli Usa, ha una sua moneta e una banca centrale non liberista che ha attuato politiche monetarie espansive. Inoltre ha realizzato un moderato stimolo di […]

  14. […] sempre, da europei, non possiamo che constatare la distanza che ci separa dagli Stati Uniti. Corrette o meno che siano le politiche della Fed, la banca centrale americana parla della […]

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