28 commenti

Un referendum per uscire dall’euro?

Il Movimento 5 Stelle e Marine Le Pen propongono l’uscita dall’euro attraverso un referendum. In questo articolo di Andrea Boitani e Rony Hamaui si esamina lo scenario per l’Italia conseguente ad una possibile coalizione “sovranista” post elettorale. 

Prologo

Dopo infinite mediazioni, il parlamento italiano approva, per entrambi i suoi rami, una nuova legge elettorale proporzionale, blandamente corretta con una soglia di sbarramento relativamente bassa. La data delle elezioni è fissata per domenica 11 marzo 2018, fine naturale della XVII legislatura. All’avvicinarsi delle elezioni, i partiti antieuropeisti appaiono sempre più in testa nei sondaggi. In mercati già nervosi per la fine del programma di acquisto di titoli pubblici da parte della Banca centrale europea, lo spread tra Bund e Btp sale a oltre 350 punti base, mentre la borsa italiana continua a scivolare. In particolare, i titoli bancari sono sotto stress. Gli investitori esteri sono i primi a uscire dal rischio Italia: rischio di ingovernabilità e rischio di vittoria dei partiti anti-euro.

Atto I

Alle elezioni, nessun partito ottiene la maggioranza e formare un nuovo governo risulta estremamente difficile. Ma alla fine una eterogenea coalizione si coagula per un esecutivo di scopo, che tra altro si propone di indire un referendum consultivo sull’appartenenza all’Unione monetaria e all’euro.
Tutti, salvo i leader al governo, hanno chiaro in mente che l’eventuale uscita dall’euro, implicando una ridenominazione del debito italiano nella nuova valuta (che si vuole svalutata rispetto alla moneta unica) equivale a un default dello stato italiano. Così lo spread tra i Btp decennali e i Bund schizza a 600, mentre i tassi a breve superano il 10 per cento. A questi livelli sia il deficit che il debito pubblico sono destinati a salire ben oltre le previsioni governative e gli impegni presi con Bruxelles. Anche le banche italiane subiscono pesanti perdite, giacché il valore degli oltre 160 miliardi di titoli pubblici italiani presenti nei loro bilanci subisce un tracollo. Molti italiani, spaventati, scappano dai titoli di stato e dai depositi bancari. Tanti accumulano banconote (cioè euro), che tengono nelle cassette di sicurezza o sotto i materassi (i furti nelle case si moltiplicano). La Bce interviene fornendo liquidità straordinaria alle banche italiane.

Atto II

Il referendum è fissato per la metà di giugno 2018. Le agenzie di rating tagliano il loro giudizio sui titoli di stato e sulle banche. In un clima di forte caduta dei corsi, la Bce è costretta a non accettare più titoli del governo italiano quale collaterale per la liquidità che fornisce al sistema. Alcune aste di titoli di stato vanno deserte. I tassi d’interesse, incorporando un premio per il rischio crescente, salgono a livelli mai visti dalla fine degli anni Settanta, e spingono sempre di più i debitori a non pagare, moltiplicando i crediti deteriorati. Come avvenuto nel passato in numerose crisi valutarie in America Latina ma anche a Cipro, le banche vengono chiuse e ai bancomat – dove si sono formate lunghe code – il contante distribuito viene razionato a mille euro al mese per persona. Per arginare la fuga di capitali la Guardia di finanza e l’esercito vengono mobilitati alle frontiere. Molte aziende sono costrette a chiudere temporaneamente per l’impossibilità di accedere al credito e per la caduta verticale della domanda interna di beni e servizi. I fallimenti e i licenziamenti hanno un’impennata. Ciononostante, l’inflazione comincia a salire perché la caduta della produzione è anche maggiore di quella della domanda e perché si stanno consolidando aspettative di svalutazione.

Atto III

La crisi italiana ha ampie ripercussioni anche all’estero. Il contagio è globale. Molte banche e aziende straniere, che hanno cospicui interessi in Italia, sono prese d’assalto dalla speculazione. La Commissione europea, la Bce, il Fondo monetario internazionale, ma anche i governi degli altri paesi del G7 e, in prima fila, il presidente Trump, studiano un piano per fronteggiare quello che potrebbe diventare il più grosso default della storia. Oltre allo stato italiano, anche le principali banche del paese sono di fatto insolventi, date le forti perdite accumulate sul loro attivo di bilancio (titoli e prestiti). Le aspettative sono per una svalutazione di almeno il 40 per cento della nuova moneta, “creatura destinata a nascere sotto maligna stella”, dichiara in parlamento il deputato di colore Otello.

Epilogo

Al referendum, la maggioranza degli italiani vota a favore dell’euro e viene messo in piedi un enorme piano internazionale di salvataggio dell’Italia e delle sue istituzioni finanziarie, ma ci vorranno anni per sanare i danni provocati dall’aver messo in discussione la moneta unica europea. A tutti torna in mente il monito di Mario Draghi che l’euro è una costruzione irreversibile, dalla quale non si può tornare indietro.
Morale: se non esiste alcun modo ordinato per uscire dall’euro, cerchiamo di farlo funzionare meglio.

Fonte: lavoce.info

Annunci

28 commenti su “Un referendum per uscire dall’euro?

  1. Assolutamente condivisibile, ,,,oppure aspettare che “altri ” decidano la fine della esperienza Euro ,,,,estremizzo : dobbiamo tifare Le Pen ?

  2. Lega e M5S possono straparlare di tutti i referendum che vogliono, ed è già deleterio, ma prima devono cambiare la Costituzione, che esclude referendum sui trattati internazionali, come quello su cui si fonda l’euro.

    • al limite sono M5S e FI che propongono il referendum

      la lega di Borghi è per un uscita diretta senza passare dal popolo se non per precedenti elezioni politiche.

    • Per indire un referendum è sufficiente una legge costituzionale, dire che non si può è errato, al massimo è complesso.
      Quando dici che quelli della lega sono ancora più analfabeti ti sbagli di grosso, la modalità con cui vorrebbe operare la lega è quella standard con cui si fanno o si modificano gli accordi internazionali.

      (guarda te se mi tocca pure difendere la lega).

      • Infatti io non ho scritto che è impossibile. Quanto alla Lega, ammetto che sul partito dei Trota non sono il più informato.

  3. Ma chi se ne frega! La rivoluzione Francese ha prodotto due manifesti politici la merda Giocobina e il futuro attuale Girondino: Stato federale, più potere alle realtà locali e lo Stato non deve intervenire nelle faccende economiche. Cosa si evince? Si evince che una volta stabilito il costo delle assicurazioni ( cito Robert Nozich) si a quantificato il costo dello Stato. Di fatto, il medesimo Stato calmierato dalla tassazione diretta ( giacchè siamo un popolo di consumatori) che senso a il debito pubblico, quando a priori si è prefissato il costo del medesimo Stato. Diploma di Licenza Media inferiore, poiché mandavo a fanculo i professori.

  4. se uno stato non interviene nell’economia, non è detto che un altro stato rivale non intervenga a sua volta.
    guarda a l’italia con i regolamenti europei che gli vieta gli “aiuti di stato” e alla china, dove praticamente è tutta una economia di stato.

    se uno stato/realta locale spende piu di quello che incassa dalle tasse, si crea un debito
    (li vorrai pagare chi lavora per te [dipendenti e imprenditori]? no?)

    e se non vuole alzare le tasse o tagliare i servizi o stampare moneta, è costretto a farserli prestare a destra e a manca un po da tutti (cittadini, aziende, altri stati, fondi pensione ecc).

    e alla fine in qualche modo a questi, andrebbero ridati. no?

  5. però la Corona Ceka, che mi dicono fosse agganciata all’Euro, da quando hanno staccato la spina non si è svalutata anzi…https://www.eurocambi.com/grafici/CZK

    • Agganciata all’euro è una decisione di politica monetaria per garantire un tasso di cambio stabile, ma il debito pubblico ceco è probabilmente rimasto denominato in corone, non euro.

    • Si è sganciata perché tendeva a rivalutarsi, è una situazione totalmente opposta alla nostra dove la lira si svaluterebbe.

  6. Sono il primo ad essere contro l’Euro, ma il discorso del referendum è solo una follia, sia
    per la situazione politica ed economica in cui si trova l’Italia.
    Sul fronte politico ormai l’Italia ha perso, con il seguirsi di governi non eletti dai cittadini, credibilità internazionale (si pensi al discorso sull’emigrazione)= morte della democrazia.
    Sul piano economico, la nostra economia è troppo fragile, ormai esportiamo solo materie prime e prodotti di basso valore aggiunto, il nostro paese non è molto strategico a livello mondiale, l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira porterebbe alla svalutazione della nostra moneta, ne gioverebbero quindi le esportazioni, ma sul fronte dell’import sarebbe una catastrofe, si sa che importiamo quasi tutto.
    Dobbiamo promuovere un nuovo modello di sviluppo che si discosti dall’assioma classico intreccio politica-economia, che ridia democrazia al popolo e non segua il tornaconto dei soli politici.
    Passare di nuovo alla lira, sul fronte delle pensioni e stipendi non cambierebbe niente, si assisterebbe forse ad un nuovo ritocco dei prezzi come è avvenuto con l’avvento dell’euro. Povera Italia diceva mio nonno, Italia sempre più affamata, che aveva conosciuto e combattuto le due guerre mondiali

  7. Allora dite chiaro che voi in Francia votereste per Macron, il banchiere, l’uomo di Attali, l’eurocrate. Se Vince Macron la gabbia eurocratica – badate! Quella dell’austerità germanica, perché è una illusione cambiare dall’interno questa UE – sarà definitivamente chiusa ed in essa saranno definitivamente imprigionati i popoli europei. Diranno che i popoli hanno scelto l’eurocrazia, l’austerità, l’egemonia della finanza sulla politica. Ceti medi impoveriti dal capitalismo finanziario di rapina e lavoratori abbandonati alla disoccupazione dalla globalizzaizone non voteranno per Macron. Molti fra i perdenti della globalizzazione voteranno il “socialismo nazionale”, in versione neogollista di sinistra, della Le Pen (non a caso dal 2007 Albert Soral, comunista dichiarato, è entrato nel Front National fondandovi la corrente “Egalité&Reconciliation”). Altri si asterranno. Lo stesso Melenchon – il cui programma, a parte le idiozie arcobaleno muiticulturaliste ed ecopacifiste, è eguale a quello dei sovranisti lepeniani (politiche keynesiane, età pensionabile da 62 a 60 anni, nazionalizzazioni, protezionismo selettivo, sovranità monetaria, controllo governativo sulla Banca centrale, etc.) – ha dichiarato che votare per Macron è un suicidio per la sinistra (anche se non ha detto di votare per la Le Pen). Ed allora cosa votereste voi libertari di sinistra italiani? Siete proprio convinti che l’UE si possa cambiare senza uno scossone epocale, senza una accellerazione della storia, anche laddove costasse qualche problema economico? Non avete ancora compreso che l’approccio libertario, anche se motivato con idee di sinistra, è solo acqua al mulino liberista della Open Society di Popper, che non a caso è stato il maestro di George Soros? Orsù, aprite gli occhi perché le cose umane spesso necessitano di scelte drastiche. Non si può cambiare il mondo comodamente seduti nel buon salotto di casa propria!
    Saluti.

    Luigi

  8. Uno scossone o due lo diedero Kohl e Mitterand. Le Pen non sarebbe uno scossone ma un suicidio.

  9. Più probabilmente le cose andrebbero così: Atto II il referendum è fissato per giugno 2018, la BCE smette IMMEDIATAMENTE di fornire liquidità alle banche italiane, che chiudono i bancomat nel giro di una settimana (e i pagamenti elettronici in dieci giorni). La folla inferocita (insieme alle forze dell’ordine) si presenta armata a Monte Citorio e i Parlamentari Italiani sono costretti ad annullare il referendum di cui sopra. Poi il salvataggio e i soccorsi internazionali citati dal testo.

    Non penso che alla fine i danni sarebbero elevati ( qualche speculatore si arricchirebbe altri perderebbero soldi ma il sistema nel suo complesso dopo un paio di mesi non avrebbe subito alcun scossone), però avremmo il non trascurabile vantaggio di aver fatto piazza pulita di vari populisti, professorucoli falliti, politicanti in cerca d’autore e aver buttato un paio di secchi di acqua gelata in faccia a qualche milionata di italiani inebetiti…io tiferei per questo scenario dopotutto…è la sempre verde eterogenesi dei fini al lavoro in fondo!

  10. Visto che vi ostinate a ragionar con categoria ottocentesche (progressisti/conservatori; destra/sinistra) invece che con categorie attuali (economia reale vs capitalismo finanziario; egemonia finanziaria vs Politico) allora tenetevi Macron, l’uomo Rothchild, il pupillo di Jacques Attali.

    Ma non capite che qui siamo di fronte ad un nuovo tipo di lotta di classe scatenata dai ricchi e dalla finanza apolide contro poveri e popoli? Macron è l’uomo della classe globale dominante, se vi piace tifate per lui ma dopo smettetela di lamentarvi e chiudete il sito perché Keynes si sta rivoltando nella tomba …

    • Io sono attualissimo: se i politici sono del calibro di Renzi, Di Maio, Le Pen o Cameron, May e Farage preferisco i banchieri tutta la vita !!!!

      • Scusate ho dimenticato nella lista il duo Salvini-meloni: una sbadataggine imperdonabile!

      • Non c’era bisogno di specificarlo. Era chiarissimo. Del resto ai banchieri servono proprio persone come te per continuare impunemente a rapinare l’umanità, creando deflazione da debito ed austerità! I banchieri fanno i propri interessi ma è la diffusa mentalità come la tua a permettere loro di parassitare ai danni dell’economia produttrice.

    • Sono i populisti da 4 soldi che si servono di allocchi come te per vincere le elezioni sparando minkXXXate…basta vedere il caos che han combinato in UK per un referendum che NON SIGNIFICAVA NULLA, o le fesserie di Le Pen: rimaniamo nell’euro, anzi usciamo se esce l’Italia, anzi no…via gli immigrati dalla Francia…ma tu l’hai mai vista una partita della nazionale francese? sono tutti neri! non mulatti come accade in altre nazioni, proprio neri neri. E’ sempre la stessa identica storia che si perpetua da millenni: state male? non avete il lavoro? c’è troppa violenza? la colpa è di tizio o caio, è la perfida Albione, è la Merkel, sono i banchieri! dagli all’untore…
      cambia solo il soggetto non la logica….dire che i “banchieri” in quanto tali, sono un problema da eliminare, come se all’interno di in una categoria professionale-sociale non esistessero delle differenze tra gli individui che la compongono, equivale perfettamente a dire che il problema sono gli Ebrei! La consecutio logica è identica…sono i futuri aspiranti fascistelli o nazistelli che come vedi si servono di gente senza memoria storica e scarsissima capacità critica REALE come te per realizzare i propri interessi.

  11. ciao a tutti sono un attivista 5 stelle e volevo sapere a quale referendum si riferisse l’articolo, per di più noto il fatto che non si fa menzione in dettaglio perché se una persona non sa leggendo l’articolo saprà ancora di meno !! mettete i riferimenti !! comunque vi invito a seguire il mio blog
    https://newsworld10.wordpress.com

  12. Invece I suoi interventi sono veramente informati e ben argomentati. Ci risparmi, grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: