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Sapir: “Dall’euro alla moneta comune? E’ una buona idea”

Jacques SapirA sorpresa, uno dei più noti economisti critici francesi, firmatario del “Manifesto” degli euroscettici, sostiene che dismettere l’euro “moneta unica” in favore di una nuova “moneta comune” è una buona idea. Nel suo ultimo articolo su RussEurope, dopo aver spiegato che la fine dell’euro non sarebbe un disastro, illustra come la nuova moneta potrebbe funzionare, parlando di “resurrezione” dell’Euro in una forma completamente nuova che sarebbe stato opportuno adottare sin dall’inizio. Un modello ispirato al Bancor di Keynes, rilanciato recentemente dal suo collega Frédéric Lordon.

Proponiamo qui il paragrafo finale dell’articolo, nel quale l’economista francese descrive dettagliatamente la sua proposta.

Dalla “moneta unica” alla “moneta comune” ?

Questa idea attira un certo numero di uomini (e donne) della politica. Ed è tutt’altro che assurda, anzi. In effetti, una moneta comune avrebbe dovuto essere adottata sin dal principio.

Di cosa si tratta, dunque? Si può immaginare che il sistema monetario europeo che verrebbe ripristinato a seguito dello scioglimento dell’Euro conduca a una moneta comune, che si aggiungerebbe alle monete esistenti, e che sarebbe utilizzata per tutte le transazioni (beni e servizi ma anche investimenti ) con gli altri paesi .

Questa dissoluzione della zona euro, se risulta da un’azione concertata da parte dei paesi membri, darà vita ad un sistema monetario europeo (SME) volto a garantire che la necessaria flessibilità del tasso di cambio non si trasformi in caos. Se un tale sistema venisse implementato, avrebbe necessariamente un impatto significativo sul sistema monetario internazionale. Il nuovo SME, per essere in grado di funzionare correttamente , dovrebbe avere le seguenti caratteristiche :

(i) I tassi di cambio tra le monete dei paesi coinvolti nello SME devono essere fissi, pur rimanendo soggetti regolarmente a revisione, per evitare il ripetersi degli squilibri che prevalgono oggi nell’Euro. Ciò comporta la creazione di una unità di conto europea e la regolamentazione dei movimenti di capitale all’interno dell’area. Se i flussi di capitali ai fini di investimento non pongono problemi a causa della parità fissa, ci deve essere un mercato molto limitato e fortemente regolamentato. Per il resto, il mercato monetario deve essere solo in contanti e con divieto assoluto di posizioni allo scoperto .

(ii) la determinazione dei tassi di cambio deve essere coordinata, nell’ambito di un consiglio finanziario europeo, che tenga conto dei cambiamenti in termini di produttività e di inflazione in ciascun paese. L’obiettivo è quello di ridurre in modo significativo le posizioni sia di credito che di debito nella bilancia dei pagamenti. Sia i deficit che i surplus all’interno dello SME dovrebbero essere riportati su un conto speciale della BCE – che svolgerebbe quindi il ruolo di istituto di compensazione – e dovrebbero essere tassati in proporzione alla loro importanza e durata.

(iii) È importante che la legislazione bancaria , soprattutto per le banche commerciali, sia armonizzata. Da questo punto di vista, un meccanismo di unione bancaria è altrettanto importante come lo era nell’Euro. Questa unione bancaria dovrebbe essere amministrata dalla BCE, le cui competenze e il cui ruolo sarebbero ridefinite da un nuovo statuto

(iv) la Banca centrale europea avrà il compito di gestire l’unità di conto nei confronti dei paesi “fuori area” . Ciò implica che sarebbe responsabile di porsi un obiettivo di parità dell’unità di conto in relazione alle altre valute (fuori dallo SME ), e che dovrebbe essere in grado di intervenire per difenderlo nei mercati finanziari. Le transazioni commerciali e finanziarie al di fuori dello SME quindi si farerebbero nell’unità di conto .

(v) In questo sistema monetario europeo, non è né necessario né auspicabile che l’attuale statuto delle banche centrali sia mantenuto. Conviene riavvicinare le banche centrali ai governi – passando da una “indipendenza” a una “autonomia” nell’attuazione delle politiche decise dai governi – permettendo loro di essere coperti da prestiti e anticipazioni, almeno sulla parte non strutturale del disavanzo (peso degli interessi sul debito, misure specifiche di bilancio per far fronte a situazioni di crisi o altri imprevisti ) .

(vi) Il debito dei paesi, per ora detenuto dal 30 % al 65 % da non residenti (soprattutto europei) sarebbe gradualmente ri-nazionalizzato. Le emissioni di debito potrebbero essere fatte solo in valuta nazionale, salvo accordi europei per mantenere una moneta comune estera, che dovrebbe avere una buona valutazione a livello internazionale, cosa che giustificherebbe che una quota minima dei debiti siano denominati nella valuta comune. In effetti, l’uso di meccanismi quali un minimo di titoli pubblici detenuti dalle banche, fornirebbe le risorse necessarie .

(vii) l’ unità di conto funzionerebbe come un “paniere” di valute, in cui le proporzioni di ciascuna valuta, come la loro parità, potrebbero essere riviste.
Questo sistema effettivamente corrisponderebbe alla esistenza di una moneta progettata come unità di conto in aggiunta alle monete nazionali esistenti. Questa situazione sarebbe molto favorevole alla risurrezione dell’Euro, ma sotto la forma di una moneta comune.

Questo darebbe all’Europa sia la flessibilità interna di cui ha bisogno e sia la stabilità nei confronti del resto del mondo. Un “paniere di valute” essendo intrinsecamente più stabile di una moneta unica, la moneta comune potrebbe diventare un potente strumento di riserva, corrispondentemente ai desideri dei paesi emergenti BRICS . 

Lo scioglimento dell’Euro, in queste condizioni , non segnerebbe la fine dell’Europa, come si pretende, ma al contrario la sua rimonta nell’economia globale, e per di più una rimonta da cui potrebbero trarre beneficio in maniera massiccia, sia per la crescita che la nascita nel tempo di uno strumento di riserva, i paesi in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa.

da: Voci dall’estero

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37 commenti su “Sapir: “Dall’euro alla moneta comune? E’ una buona idea”

  1. Molto scettico, abbiamo gia’ avuto uno SME e grazie ai cambi fissi siamo usciti del 92 in seguito ad una crisi da essa provocata…
    Ci vuole il ritorno alle monete sovrane nazionali con fluttuazione dei cambi!

    • niente da fare. questi pur di non ammettere che uscire dall’euro è necessario arrivano a tagliare i pezzi di Sapir. lascia perdere. se uno ha una posizione ideologica è inutile continuare a dibattere. la realtà dei fatti vince sempre sull’ideologia.

      • La realtà dei fatti è che praticamente nessuno propone di uscire dall’euro. Se invece di leggere le escandescenze su twitter leggessi cosa gli economisti “liristi” scrivono come economisti, ti accorgeresti che sono molto più sfumati e che propongono altre formule (uscita della Germania, ad esempio, o “dismissione concordata” che significa che i tedeschi pretenderebbero un accordo come ripagare i debiti). Persino il prof. Savona, che passa per “antieuro” propone “più Europa” e “BCE come la Fed”.

    • Peccato che l’Italia con la propria moneta nazionale e la propria banca in mano al governo ha creato il debito pubblico che conosciamo! Perciò possiamo passare anche al dollaro o ai sesterzi, ma i nostri problemi non cambieranno!

      • Beh il grosso non l’ha creato quando era sotto il controllo del governo, ma proprio quando iniziò ad essere indipendente. https://keynesblog.com/2012/08/31/le-vere-cause-del-debito-pubblico-italiano/

      • Errato,caro Paolo Rossi l’Italia con la propria moneta era riuscita a superare molti paesi che,sembravano piu’ potenti dell’italia,mi riferisco a Germania,Francia ed Inghilterra.Solo dopo l’avvento dell’euro le posizioni si sono rovesciate,Inoltre,quello che tu affermi, e’ stata opera di coloro che come D’Alema e Prodi hanno voluto l’Euro e l’EUROPA cosi’ com’è facendo politiche inflazionistiche e facendo aumentare spaventosamente il debito e la conseguente disoccupazione con le privatizzazioni di importanti settori della nostra economia pubblica.

  2. Lo vedo molto difficile da funzionare sul lungo periodo, potrebbe essere una soluzione ponte per permettere la fuoriuscita dall’euro in maniera contollata

    • Invece è proprio nel lungo periodo che questa soluzione presenta grandi vantaggi.

      • Permangono i miei dubbi visto come è andato a finire lo SME e poi l’euro che una simile proposta alla lunga possa reggere viste le differenze che ci sono tra i paesi europei e sopratutto le diffidenze

  3. scusate la mia ignoranza ma se ci sarebbe questo accordo per i deficit ed i surplus attuali come ci si regolerebbe?

  4. quindi se ho capito bene questo conto congelerebbe gli attuali squilibri,è sarebbe una promessa per equilibrare deficit e surplus nel medio periodo….accordo che se non venisse mantenuto sarebbe sanzionabile,tutto questo sarebbe gestito dalla bce che nel frattempo dovra cambiare il propio statuto…giusto?

  5. però bisogna che siate precisi: non è che dice che “l’uscita dall’euro non sarebbe disastrosa”….dice che sarebbe LA RINASCITA DEL SUD EUROPA.

    fa stime in caso di uscita ipotizzata ora e dice che fra 3 anni la crescita cumulata del sud europa sarebbe:

    -> +15% per la grecia

    -> +11% per il portogallo

    -> +6% per la spagna

    perchè non è citata questa parte????

    • Perché è una evidente “lieve imprecisione”.

      • ah dunque a suo insindacabile giudizio quello che scrive Sapir può essere una scemenza? grazie per aver dato la possibilità anche agli altri lettori del blog di farsi un’idea!

      • Ogni giudizio è sindacabile.

      • Peccato! Una caduta di stile in un blog solitamente molto preparato e ricco di spunti fecondi. (Non entro nel merito, ma nella forma)

      • C’è il link in fondo, puoi leggere l’articolo per intero. Noi riportiamo solo ciò che condividiamo. Siamo in un paese libero no?

      • Peccato! Una caduta di stile in un blog solitamente molto preparato e ricco di spunti fecondi. (Non entro nel merito, ma nella forma)

        Non avevo il tempo di argomentare. Ma la sintesi è quella. Prendi la Grecia: stanno recuperando esportazioni, vero, ma cosa? Raffinazione del petrolio. Solo che il petrolio si importa e, inoltre, le raffinerie sono di società estere, quindi tra costi di import e profitti che vanno all’estero non gli rimane nulla o quasi. Se escono dall’euro gli cambia poco. Come si può sperare anche lontanamente che l’uscita dall’euro di quel paese produrrebbe il +15% di PIL?

        Secondo: anche ammettendo che la Grecia avrebbe dei vantaggi, prendiamo la Spagna. Se esce dall’euro la Spagna o l’Italia l’euro semplicemente crolla. E se crolla l’euro è facile che si produca un credit crunch mondiale, probabilmente peggiore di quello post-Lehman. A chi esportiamo poi?

        Nota che NESSUN economista serio dice che bisogna uscire dall’euro. TUTTI invocano la sua riforma o al limite che esca la Germania, non i paesi deboli. Come mai? Fatti la domanda e datti la risposta.

        Comunque, per farti contento, ho modificato in “lieve imprecisione” ;)

  6. Scusate, sono ignorantissimo di monete e cose simili.. ma non sarebbe più semplice avere ognuno la propria moneta nazionale e avere contemporaneamente una moneta comune per gli scambi internazionali? La doppia circolazione insomma…

  7. Non c’è, secondo me, alcuna esigenza di una moneta comune per transazioni internazionali.
    E in ogni caso perchè solo per la UE e non per gli altri paesi.
    La moneta è dematerializzata (elettronica) ed i software per gli scambi, calcolano i cambi a velocità luce.
    Se poi vi fossero ragioni positive a me non chiare, vi sarebbero le solite lobby che troverebbero il modo per trasformare la moneta comune in un nuovo gold standard.

    … non mi convince.

    • Non vedo nessuna necessità di una moneta per le transazioni internazionali. Bisogna uscire dall’Euro e basta prima che sia troppo tardi!

      • Mi sbaglio in che senso ?

      • Quando negli ormai lontani anni 80 studiavo economia alla Bocconi ed ero una matricola ricordo perfettamente la prima lezione di macroeconomia. La prima cosa che fu spiegata era un concetto molto semplice. Il Sovrano dispone di due leve di politica economica, quella monetaria e quella fiscale. Con una mano dai e con l’altra prendi. Trovo che sia un concetto molto semplice che anche i più idioti possano capire. Il docente proseguì dicendo che queste due prerogative don devono mai e poi mai essere separate per nessun motivo perchè altrimenti è impossibile governare l’economia di un paese. La sovranità monetaria e la politica fiscale devono essere inscindibili ed esercitate dalla stessa mano. L’Euro è un’aborto di sistema, non funziona, non può funzionare, lo sapevano tutti gli economisti e lo sanno tuttora. Fu solo ed esclusivamente una decisione politica e non economica. L’integrazione europea è una balla colossale. La Germania è un paese egemone, lo è sempre stato e lo è tuttora e l’Euro è solamente l’ultimo strumento di egemonia che si è inventata per comandare a casa degli altri. Siamo tutti rinchiusi in un vagone di un treno merci diretto in un campo di concentramento. Credo lo abbia capito anche la Francia e noi italiani come nelle due guerre precedenti abbiamo ottimi soldati e pessimi generali. La storia si ripete sempre….

      • Anche, come già detto, non vedo la necessità di una moneta comune nonostante la lettura dell’articolo citato dalla redazione.

        Semmai questa operazione sarebbe interessante a livello di “geopolitica”.
        Italia, Spagna, Portogallo, Grecia dovrebbero fare squadra.

        Spagna e Portogallo porterebbero in dote i grandi rapporti con il sud America.

        Questi paesi dovrebbero poi coinvolgere in un mercato comune Marocco, Algeria, Tunisia e Libia.

        Industrie e risorse energetiche insieme…

      • Negli anni 80 alla Bocconi c’era Lunghini. Era lui questo docente?

  8. Mah, io in linea di principio non penso che sia una cattiva idea.

    C’è un problema, finchè continuiamo a pensare che l’origine della crisi del 2008 sia la carenza di domanda ognuno parla la propria lingua. Chi, secondo me giustamente, pensa che essa invece sia colpa di un sistema monetario con una moneta manipolabile, controllato da una banca centrale (controllato dai banchieri o dallo stato cambia poco) che manipola i tassi d’interesse innescando cicli di sovraindebitamento insostenibile (insomma, cicli economici all’austriaca) che può dire di una proposta come quella di una moneta comune usata solo per gli scambi internazionali?

    Una cosa molto semplice: è manipolabile? La sua offerta è aumentabile a piacimento? Se non lo è un’ottima soluzione.

    Se è manipolabile, non cambia nulla rispetto un mondo di valute fiat che si fanno la guerra a colpi di svalutazione l’una contro l’altra (come funzionata tutto il sistema monetario occidentale dal 1971 fino allo SME).

    Poi vorrei ricordare a Luca di non lodare tanto la sovranità monetaria: quando è stata in mano ai governi è stata il modo migliore per fregare gli utilizzatori della moneta (in particolare, il popolino) a favore di chi era più vicino alla stampante monetaria e in unico senso: inflazionando a morte la moneta “sovrana”. Niente di più, niente di meno, di una tassa per giunta occulta.

    • Grazie per averci illustrato le solite tesi austriache. Viene un po’ a noia dopo un po’.

    • La moneta o la controlla il popolo attraverso i suoi rappresentanti o la controlla qualcun’altro. Se noi non sappiamo votare non ha niente a che fare con la sovranità monetaria. E’ sempre meglio controllare chi controlla la moneta altrimenti non siamo più in un sistema democratico e sono dolori. Per ciò che riguarda la tanto sbandierata inflazione degli anni settanta era tutta inflazione importata e non aveva niente a che fare con la moneta. E la dimostrazione che l’offerta di moneta non si traduce in inflazione la troviamo proprio dopo la crisi del 2008. La Fed. ha stampato più moneta del debito pubblico americano e non si è vista inflazione. Ma quando lo volete capire che l’inflazione è quasi tutta legata al lato dell’offerta e centra poco o nulla con la domanda.

      • luca, what’s “inflazione importata”?
        per esempio, se oggi il prezzo del petrolio è 10 e domani diventa 100, diciamo che i prezzi decuplicano. inflazione 900%, così per dire, ok? ma se dopodomani il petrolio resta a 100, allora i prezzi non si muovono: inflazione 0%.
        se invece i prezzi si decuplicano di nuovo (quindi ancora inflazione 900%), molto evidentemente non c’è proprio nulla di “importato”.

  9. […] Sapir: “Dall’euro alla moneta comune? E’ una buona idea” […]

  10. A parte i catastrofisti del ritorno alla moneta nazionale, occorrerebbe (urgentemente) ristampare le nostre lire, nazionalizzare la parte di debito che è in mani italiane (65%)
    far correre la lire in parallelo con l’euro da utilizzare per i rapporti con gli altri paesi. http://www.effeelle.info

  11. Lira fluttuante, sarebbe tornare indietro a quando il dollaro era la valuta internazionalmente riconosciuta, invece la lira dovrebbe essere euro equivalente, non convertibile, ed i singoli Stati potrebbero agire sulla leva fiscale e sugli investimenti.
    Vedi la soluzione su http://www.effeelle.info

    • Francisco Lombardi mi tratterei dall’elogiare la moneta convertibile. E’ chiaro che ti sei dimenticato della crisi Argentina (1 peso=1 dollaro) e di tutte quelle crisi (Weimar, Zimbabwe, ecc) derivanti da sistemi simili come … il sistema aureo.

      L’eliminazione di sistemi di cambio rigidi e’ un vantaggio delle monete sovrane ( e quindi NON dell’euro!!!) moderne da sfruttare e non da sopprimere. Il problema e’ che questo vantaggio e’ sfruttabile solo se i governi (inclusi USA e UK, ….) si decidono (una volta per tutte!) a piantarla di far finta di essere ancora dentro sistemi monetari obsoleti, …. se io mando la mia macchina sempre e solo in prima, non e’ colpa della macchina se non prende velocità’, sono io che sono incompetente e meriterei il ritiro della patente!

      … ed e’ per questo che l’Italia DEVE uscire dall’ EURO … 1) per uscire da un idiotico sistema RIGIDO che beneficia soltanto i forti, .. e deve farlo 2) per recuperare controllo sulla creazione della moneta, ma 3) guardandosi bene dall’ infilarsi in un’ altra camicia di forza, quale la conversione rigida in un’altra moneta e men che meno lo stesso euro…. che l’ unica cosa che presto sarà’ buono per … sara’ l’uso igienico!!!

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