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Robert Skidelsky: “Keynes e la Teoria Generale” [video sub ITA]

Robert Skidelsky, economista e storico dell’economia, biografo di Keynes, in questa intervista per il sito EconStories illustra i contenuti della Teoria Generale dell’Occupazione, dell’Interesse e della Moneta, l’opera più importante dell’economista di Cambridge. In particolare Skidelsky spiega perché il “keynesismo” illustrato nei libri di testo differisce sostanzialmente dal contenuto della Teoria Generale

Grazie all’amico Faber Fabbris abbiamo potuto sottotitolare il video e proporlo ai nostri lettori. Buona visione.

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Ecco come l’Europa cancellò il debito della Germania

Gli accordi sul debito di Londra (1953) dimostrano che i governi europei sanno come risolvere una crisi da debito coniugando giustizia e ripresa economica. Ecco quattro lezioni esemplari, utili nell’attuale crisi del debito greco.

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L’uscita dall’euro e l’Italia che non c’è più

Prosegue in dibattito aperto dall’articolo di Riccardo Realfonzo e Angelantonio Viscione sull’uscita dall’euro. Dopo la risposta di Biasco e la nostra, seguite dalla replica di Gennaro Zezza, è la volta del prof. Mauro Gallegati. “È interessante analizzare i costi di un’uscita dall’euro, ma una moneta nazionale opererebbe in un contesto ben diverso dai tempi della lira” – spiega Gallegati. Inoltre “l’Italia è too big e too connected” per poter uscire dall’euro senza causare “un incontrollabile effetto domino” una nuova e ulteriore grande depressione. “Ma senza un cambiamento profondo – rileva Gallegati – l’Europa non si riprenderà. 

di Mauro Gallegati*   Continua a leggere »

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Sull’uscita dall’euro non siamo “catastrofisti”. Una risposta a Gennaro Zezza

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AVVERTENZA: NULLA DI QUANTO CONTENUTO IN QUESTO ARTICOLO PUÒ ESSERE INTESO NEL SENSO DI UNA DIFESA DELL’UNIONE MONETARIA EUROPEA.

In un articolo pubblicato da Economia e Politica, Gennaro Zezza, tra le altre cose, risponde al nostro articolo sugli eccessivi ottimismi sull’uscita dall’euro. Ci pare però di poter dire che la risposta di Gennaro non fuga i dubbi lì espressi.

Preliminarmente chiariamo un fatto essenziale ai fini della discussione. Secondo Zezza:

La redazione di Keynes blog sembra concordare con Biasco sulle conseguenze catastrofiche, per il sistema finanziario internazionale, di una rottura della eurozona, ed enfatizza il modesto impatto che la svalutazione di una “nuova valuta” avrebbe sulla crescita.

Che l’uscita unilaterale dell’Italia o di un altro paese dell’eurozona condurrebbe ad una deflagrazione incontrollata dell’Unione Monetaria e a una nuova pesante crisi non è una conclusione dei “catastrofisti” Biasco e Keynes blog, come suggerisce Zezza (ma anche Realfonzo).

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Le riforme di Tsipras e Varoufakis: un addio alla logica della troika

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Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis rappresentati come Kirk e Spock

di Romaric Godin – La Tribune del 25/02/15, traduzione di Faber Fabbris

Molti commentatori hanno visto la lista di riforme sottoposte dal governo greco all’Eurogruppo un abbandono puro e semplice delle promesse di Syriza. Una conclusione che appare più che affrettata quando si esaminano le cose in dettaglio.

Il piano di riforme del governo greco inviato alla Commissione costituisce un abbandono del programma di Syriza stilato a Salonicco nel settembre 2014? La risposta è più complessa della domanda.

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Krugman: “L’accordo Grecia-Europa non è una sconfitta per Syriza”

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Nulla di ciò che è successo giustifica la pervasiva retorica del fallimento – spiega il premio Nobel Paul Krugman – in realtà, la mia sensazione è che stiamo vedendo una diabolica alleanza qui tra gli scrittori di sinistra con aspettative irrealistiche e la stampa economica, che ama la storia della debacle greca perché è quello che dovrebbe accadere a debitori arroganti. Ma non c’è una debacle. Nel frattempo – conclude Krugman – la prima vera rivolta del debitore contro l’austerità ha avuto un risultato decente, anche se nessuno ci crede.

di Paul Krugman dal New York Times del 27 febbraio 2015

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Varoufakis spiega gli enormi costi dell’uscita dall’euro

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Nel 2011, rispondendo ad una proposta di Warren Mosler e Philip Pilkington, l’attuale Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis spiegava perché la rottura dell’eurozona sarebbe un disastro e perché le proposte di Mosler e Pilkington sarebbero una mossa della disperazione.

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