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La vecchia ricetta dei tagli alla spesa pubblica

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Stefano Perri, Riccardo Realfonzo, da Economia e Politica

1. Nella spesa pubblica italiana si annidano sprechi e intollerabili sacche di privilegi. Questa amara considerazione induce molti commentatori a dedurre che la spesa pubblica italiana sia eccessiva e in questo consisterebbe il principale problema della nostra finanza pubblica, secondo alcuni persino la causa originaria della montagna di debito pubblico. Per questa ragione, la spesa pubblica italiana andrebbe complessivamente ridotta. Ma si tratta di una vecchia ricetta che ha già dato pessima prova di sé. Infatti, la spesa pubblica è oggetto di tagli incisivi in Italia da oltre venti anni, senza che sprechi e privilegi siano stati cancellati. Per non parlare degli effetti macroeconomici dei tagli, e in generale delle politiche di austerità, che hanno arrestato la crescita della nostra economia.

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Il Personal Computer è figlio della spesa pubblica

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Xerox Alto, il primo personal computer, 1973

Il mito popolare che circonda l’origine del personal computer è che esso sia stato sviluppato interamente con gli sforzi del settore privato. Questa storia, però, trascura lo sforzo concertato del governo di sostenere questa nuova tecnologia sia con finanziamenti che personale, prima, durante e dopo la sua “nascita” a Xerox.

Ciò che rende il PC ” personale” è la sua interfaccia uomo-computer (human-computer interface, HCI). È l’HCI che rende possibile a chi non è tecnicamente preparato di utilizzare il computer. La HCI è stata concettualizzata da Vannevar Bush, il capo consigliere scientifico di Harry Truman. Egli immaginò un computer con un monitor e una tastiera su una scrivania e forniva l’accesso a una biblioteca virtuale. Vannevar Bush ed i suoi successori hanno usato le loro posizioni nella pubblica amministrazione per sostenere la ricerca necessaria a rendere questa tecnologia una realtà.

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Dobbiamo restituire fiducia ai mercati?

Baranes_mediumLa finanza ci ha caricato sulle spalle un insostenibile fardello fatto di disoccupazione, precarietà, perdita di diritti. Per compiacere i mercati abbiamo cambiato la nostra Costituzione, inserendovi il pareggio di bilancio. Il cacciavite non funzionava. Abbiamo cambiato casa.Pubblichiamo un estratto dal libro di Andrea Baranes Dobbiamo restituire fiducia ai mercati” Falso!, edito da Laterza.

 

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Gli economisti che non capivano troppo della moneta

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Il recente paper della Banca d’Inghilterra sui meccanismi della creazione monetaria continua a suscitare un acceso dibattito. A essere preso di mira è in particolare il moltiplicatore monetario.

 

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La Banca d’Inghilterra: “Tutto quello che sapete sulla moneta è sbagliato”

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Un recente e dettagliato articolo pubblicato dalla Banca d’Inghilterra nell’ultimo Quarterly Bullettin ha suscitato un certo clamore in rete e sui media britannici. Il paper può essere riassunto in questo modo: “Tutto quello che avete imparato sulla moneta dai libri di testo di economia è sbagliato”.

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Cosa ha salvato la Cina dalla recessione? La spesa pubblica e le aziende di stato

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Se c’è un paese che ha applicato politiche keynesiane per combattere la “Grande Recessione” iniziata nel 2008, quel paese è la Cina. Di più, lo ha fatto in maniera innovativa, attraverso la spesa in investimento delle aziende pubbliche. E’ questa, in sintesi, la tesi di due studiosi, Yi Wen e Jing Wu, in un recentissimo paper pubblicato dalla Federal Reserve di St. Louis e intitolato “Withstanding Great Recession like China” (resistere alla grande recessione come la Cina).

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Perché è impossibile rispettare il Fiscal Compact

di Giorgio Gattei e Antonino Iero, da Economia e Politica

debito-pubblico1L’economia italiana deve convivere con la presenza ingombrante di un debito pubblico che ha ormai superato il 130% del prodotto interno lordo. Non è l’unico e, forse, neanche il più grave dei problemi che assillano il nostro sistema produttivo. Tuttavia, vista la rigida dipendenza dai mercati finanziari che l’adesione alla moneta unica europea ci ha imposto, la questione del debito pubblico assume una valenza particolarmente importante poiché foriera di rilevanti ricadute su tutto il quadro economico nazionale (dalla solidità del sistema bancario al flusso di credito verso le imprese, fino al livello dei tassi di interesse applicati al sistema economico).

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