Europa

Meglio le frontiere per i capitali che per le persone

di Emiliano Brancaccio da http://www.emilianobrancaccio.it Intervento alla Conferenza “per un Piano B in Europa”, Parigi, 23 Gennaio 2016 Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it Proponiamo l’intervento di Emiliano Brancaccio all’incontro di Parigi per un “Piano B per l’Europa”, l’iniziativa di alcuni esponenti delle sinistre radicali europee. Le proposte di Emiliano Brancaccio hanno creato un vivace dibattito […]

Bellofiore e Simonazzi su euro ed Europa

Bellofiore e Simonazzi su euro ed Europa

Il Cambridge Journal of Economics ha reso libero l’accesso agli articoli più citati del 2012-2013. Segnaliamo tra questi due articoli di economisti italiani, Riccardo Bellofiore e Annamaria Simonazzi et al. 

La bad bank è urgente, ma non basta

Tra molte difficoltà l’Italia sta trattando con l’Unione Europea la cosiddetta “bad bank”, cioè uno strumento che permetta di liberare i bilanci degli istituti di credito italiani dal peso dei crediti deteriorati. L’urgenza di una misura di questo genere è spiegata da questo grafico di Bloomberg, su dati BCE:

Le conseguenze economiche dei luoghi comuni

Recensione del volume  Economia e luoghi comuni, Convenzioni, retorica e riti a cura di Amedeo Di Maio e Ugo Marani, L’Asino d’oro edizioni, 2015  edizione cartacea 18 €; e-book 8 € Link

La schizofrenia europea tra salvataggi bancari e austerità fiscale

La schizofrenia europea tra salvataggi bancari e austerità fiscale

Dal 1° gennaio 2016 è entrata in vigore la nuova direttiva europea sui salvataggi bancari che applica il principio del bail-in, cioè la contribuzione di azionisti, obbligazionisti e depositanti (oltre i 100 mila euro). Il prof. Ugo Marani ricostruisce in questo articolo per Keynes blog la storia dei salvataggi bancari in Europa, domandandosi se tutto ciò si poteva contenere evitando le politiche di austerità fiscale che hanno caratterizzato la risposta europea alla crisi dopo il 2010.

La lezione giapponese sulla svalutazione

La lezione giapponese sulla svalutazione

Il Giappone è un caso emblematico di come in un ambiente di bassa domanda globale le variazioni del tasso di cambio abbiano poco peso sulle esportazioni e quindi le svalutazioni perdano il loro effetto. Nonostante l’ampio deprezzamento dello yen, l’export giapponese rimane stabile in volumi e addirittura si riduce in dollari.

La ricetta della BCE contro se stessa

Nell’ultimo bollettino della Banca Centrale Europea compare un box dal titolo “Downward wage rigidity and the role of structural reforms in the euro area”. Secondo i tecnici di Francoforte, la rigidità dei salari verso il basso impedisce l’aggiustamento macroeconomico nei paesi periferici dell’area euro. I tecnici sottolineano che “Per migliorare la resistenza dell’economia agli shock, i […]

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