keynesblog

L’inefficienza finanziaria

di Andrea Baranes Nell’ultimo mezzo secolo, la finanza in Europa ha più che triplicato il suo peso nell’economia. Nel 1951 rappresentava il 2,3% del PIL europeo mentre nel 2007 era arrivata all’8,2%. Il volume di servizi finanziari prodotti è rimasto relativamente stabile fino all’inizio degli anni ’80, per poi esplodere nel periodo successivo.

Le conseguenze economiche di Mario Draghi

di Jan Toporowski* Il presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato il 5 giugno tre misure che dovrebbero rilanciare l’economia europea e invertire il declino dell’inflazione, ora appena lo 0,5% nella zona euro.

Le ragioni del referendum contro il Fiscal Compact

di Riccardo Realfonzo da Economiaepolitica.it Il rispetto del Fiscal Compact – il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’unione economica e monetaria, sottoscritto nel 2012 – costringerebbe il governo italiano a praticare ulteriori drastiche politiche di austerità, per i prossimi due decenni. Si tratta di impegni che tecnicamente non possono essere rispettati, a meno […]

La chimera della crescita e l’Europa della svalutazione salariale

Negli ultimi anni la politica di svalutazione caricata sul lavoro non ha fatto altro che aggravare gli effetti negativi dell’austerità sulla domanda interna. Eppure l’Ue, anche nelle ultime Raccomandazioni, continua a prescrivere continuità nelle politiche di flessibilità del mercato del lavoro, contrattuali e retributive di Paolo Pini, Università di Ferrara

Piccole imprese: una scomoda verità

E’ noto che il nostro paese si caratterizza, al confronto dei nostri principali competitor, per una composizione del tessuto produttivo largamente spostata sulle piccole imprese: Si tratta, come si evince dal grafico su riportato, di una caratteristica comune ai paesi meridionali europei come Grecia, Cipro, Spagna e Portogallo.

Matteo Renzi e la “riforma keynesiana”

Non può che far piacere ascoltare dal capo del governo un aggettivo – keynesiano – che tra i suoi amici liberisti suscita l’orticaria. Il vantaggio (potenziale) della democrazia rispetto alla tecnocrazia è che la prima elegge dei politici, i quali devono tener conto dei desideri e delle aspettative degli elettori se desiderano essere rieletti, mentre […]

Non è un paese per #noeuro

Le elezioni europee di domenica hanno disegnato un quadro politico molto differente rispetto alle previsioni della vigilia. Negli ultimi giorni prima del voto, infatti, molti – compreso Matteo Renzi – pensavano che il Movimento Cinque Stelle avrebbe conseguito, se non il sorpasso, un sostanziale pareggio con il PD. Il voto ha invece segnato un distacco […]

Perché la flessibilità non riduce la disoccupazione

Riccardo Realfonzo e Guido Tortorella Esposito da Economiaepolitica.it L’effetto sociale più grave della crisi economica scoppiata alla fine del 2007 è l’impennata della disoccupazione. In Italia i senza lavoro sono più che raddoppiati rispetto al 2007 e oggi superano i 3,2 milioni. Anche nel 2014 la disoccupazione continuerà ad aumentare: secondo le previsioni del governo […]

Le riforme strutturali e il riformismo liberista

Sergio Cesaratto, da il manifesto (1/5/2014) Un mantra con cui politici ed economisti si sciacquano continuamente la bocca è quello delle riforme, quelle che “famiglie e imprese ci chiedono” e che “ci faranno crescere”, come veniamo ammoniti ogni sera da esponenti di destra come di sinistra, ora capeggiati da Renzi. A tal proposito Maurizio Zenezini […]

Appello mondiale degli studenti per il pluralismo nell’economia

Questo manifesto è stato elaborato dalla rete mondiale “Rethinking economics” formata da studenti di economia delle università di tutto il mondo. In Italia la rete ha un riferimento nel sito rethinkecon.it. Keynes blog si unisce convintamente all’appello. A Global Student Call for Pluralism in Economics Dichiarazione globale degli studenti per il pluralismo in economia Negli ultimi […]

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.240 follower