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La “Grillonomics”. Analisi del programma economico del MoVimento 5 Stelle

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Il numero di MicroMega in edicola e libreria da oggi pubblica l’analisi dei programmi economici dei partiti in vista delle elezioni del 24 febbraio. Quella che segue è una sintesi del saggio di Vladimiro Giacché sul programma del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Insieme a questo, MicroMega pubblica anche un articolo di Sergio Cesaratto sul programma del Centrosinistra e uno di Marco Passarella su quello della coalizione guidata da Mario Monti. L’indice completo della rivista è disponibile a questo link.

Il Movimento 5 Stelle sarà un protagonista a tutti gli effetti della vita politica del nostro paese. Ecco perché le sue proposte vanno ‘prese sul serio’ ed esaminate con lo stesso rigore che si applica a quelle degli altri partiti. Purtroppo il programma della forza guidata da Beppe Grillo è spesso estremamente impreciso e vago, sopratutto in tema di economia. Ecco quel che dice, e sopratutto quel che non dice, la Grillonomics.

di Vladimiro Giacché

screenshot5Nell’affrontare il programma economico del Movimento 5 Stelle è opportuno preliminarmente sgombrare il campo da possibili equivoci. Uno su tutti: chi scrive non appartiene al novero di chi ritiene il Movimento fondato da Beppe Grillo un pericoloso movimento eversivo con il quale non ha senso dialogare e le cui proposte non possono essere neppure prese in considerazione […] considererò il programma di Grillo come si fa (o si dovrebbe fare) col programma di ogni partito o movimento: discutendo nel merito di quello che propone. […] il Movimento 5 Stelle il programma ce l’ha. Anzi, ne ha due. L’uno, più articolato, è un documento di 15 pagine scaricabile dal blog di Beppe Grillo. L’altro, molto più sintetico e consistente in 16 punti, è stato proposto (e rilanciato dagli organi d’informazione) il 27 dicembre 2012, in una sorta di risposta alla cosiddetta Agenda Monti. Purtroppo, i due programmi non si sovrappongono perfettamente (in ciascuno dei due sono trattati anche temi non presenti nell’altro), e questo complica un po’ le cose.
In ogni caso procederò come segue: partirò dal programma economico che si può ricavare dai 16 punti, per poi verificarne più approfonditamente i contenuti con l’aiuto del documento programmatico vero e proprio.

Cosa c’è nel programma economico di Grillo

Nei 16 punti del 27 dicembre, per la verità, di economia non si parla troppo. Riproduco testualmente i punti di interesse sotto tale profilo: «reddito di cittadinanza» (punto 2), «misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese» (13), «ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav» (14).
Hanno inoltre implicazioni economiche anche altri punti del programma: «legge anticorruzione» (punto 1), «abolizione dei contributi pubblici ai partiti» (3), «abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali» (4), «referendum sulla permanenza nell’euro» (6), «informatizzazione e semplificazione dello Stato» (15), «accesso gratuito alla Rete per cittadinanza» (16).
Per quanto riguarda il programma del movimento, esso approfondisce anche temi non presenti nei 16 punti. Lo ripercorro rapidamente seguendo i capitoli di cui si compone.

Energia. Assieme alla salute, l’unico altro caso in cui le proposte sono enunciate con un tentativo di ragionamento articolato – e non soltanto per cenni molto sintetici – è il tema dell’energia. Al riguardo il programma si sofferma in particolare sui temi del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Si propongono incentivazioni per fonti rinnovabili e biocombustibili, e si chiede (giustamente, anche se la cosa non sembra di competenza del parlamento) l’applicazione di norme già in essere, ma disattese, sul risparmio energetico. C’è anche qualche incoerenza. Ad esempio, prima si confrontano i rendimenti energetici attuali delle centrali termoelettriche dell’Enel con gli standard delle centrali di nuova generazione, poi però si dice che non bisogna costruire nuove centrali ma rendere più efficienti quelle già esistenti.

Informazione. Il tema dell’informazione, al quale il Movimento 5 Stelle è tradizionalmente molto sensibile, ha alcune implicazioni di natura economica. Sia in termini di risparmi per lo Stato (attraverso l’eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche: è anche il quarto dei 16 punti), sia in termini di maggiori spese: così è per la «cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano» (una più chiara articolazione del sedicesimo punto) e per la «copertura completa dell’Adsl a livello di territorio nazionale»; così è, soprattutto, per la «statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi a ogni operatore telefonico».

Economia. Il tema economia è comprensibilmente molto vasto. Possiamo raggruppare le proposte secondo l’ambito a cui si riferiscono.
Molte proposte concernono il funzionamento del mercato finanziario: introduzione della class action, abolizione delle scatole cinesi in Borsa, abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate (questo per la verità è già avvenuto con il decreto legge 201/2011, che regolamenta il cosiddetto «divieto di interlocking», e che è già applicato in base al regolamento congiunto Consob-Banca d’Italia dell’aprile 2012), «introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate», introduzione di un tetto per gli stipendi dei manager delle società quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante dello Stato, divieto di nomina di persone condannate in via definitiva come amministratori in aziende partecipate dallo Stato o quotate in Borsa (come caso da non ripetere il programma cita Paolo Scaroni all’Eni), abolizione delle stock options, divieto di acquisto a debito di una società.
Altre riguardano più precisamente il settore bancario: questo vale per il divieto di incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale e per l’introduzione della responsabilità e compartecipazione alle perdite degli istituti finanziari per i prodotti finanziari che offrono alla clientela.
Quanto al mercato del lavoro, troviamo la proposta di abolizione della (cosiddetta) legge Biagi e quella di un «sussidio di disoccupazione garantito» (che a dire il vero è un concetto diverso dal «reddito di cittadinanza» menzionato al secondo dei 16 punti citati sopra).
Riguardano i grandi settori economici della produzione di merci e servizi altri obiettivi: «impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno» (si propone anche di «favorire le produzioni locali»), abolire i «monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset e Ferrovie dello Stato» e mettere in opera «disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (per esempio distributori di acqua in bottiglia)». Nessun cenno, invece, alle «misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese» che rappresentano il tredicesimo dei 16 punti. Non conoscendo quale sia «il modello francese» a cui Grillo si riferisce, non è facile capire se questa lacuna del programma dettagliato sia grave o meno.
Infine, quanto alla riduzione del debito pubblico, si ritiene che essa possa essere conseguita «con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari» (corrisponde grosso modo al quindicesimo punto).

Trasporti. Per quanto riguarda i trasporti, molti dei provvedimenti proposti vanno nella direzione di un disincentivo all’uso dell’automobile nei centri urbani. Quanto alle ferrovie, si propone il «blocco immediato della Tav in Val di Susa» e per contro lo «sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo». Più in generale, si propone una riduzione della mobilità lavorativa attraverso incentivi al telelavoro e, ancora una volta, alla copertura dell’intero paese con la banda larga.

Salute. Anche sul tema della salute, come su quello dell’ambiente, troviamo punti sviluppati in maniera più argomentata di quanto accada per gli altri temi. Qui il programma di Grillo parte da una constatazione corretta, e assai sgradita alle diverse destre nostrane (tanto Berlusconi/Lega, quanto Monti): «L’Italia è uno dei pochi paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale». Questa caratteristica è però minacciata da un lato dal federalismo e dall’attribuzione alle regioni dell’assistenza sanitaria (il testo parla di devolution, ma il concetto è questo), dall’altro al fatto che «si tende a organizzare la sanità come un’azienda», facendo prevalere gli obiettivi economici sulla salute e sulla gratuità dei servizi. La risposta enunciata nel programma è l’imposizione di un ticket progressivo e proporzionale al reddito sulle prestazioni non essenziali e la possibilità di destinare l’8 per mille alla ricerca medico-scientifica.

Istruzione. Infine, l’istruzione. Qui si chiede l’abolizione della legge Gelmini, il finanziamento pubblico esclusivamente per la scuola pubblica e investimenti nella ricerca universitaria. Per il finanziamento alla scuola (e anche alla sanità) si può fare riferimento al quattordicesimo dei 16 punti: «ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav». A occhio sembra un po’ poco… Ma la parte di programma sull’istruzione che suscita maggiori perplessità è quella relativa agli strumenti e alle modalità di studio: se si può condividere l’obiettivo di una «diffusione obbligatoria di internet», la «graduale abolizione dei libri di scuola stampati» non è affatto condivisibile. Lo stesso «accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie» non sembra un obiettivo confortato dai risultati (in genere tutt’altro che brillanti) ottenuti dalle cosiddette «università a distanza». Infine, due obiettivi francamente bizzarri, anche se molto di moda, sono le proposte di insegnamento obbligatorio dell’inglese dall’asilo e di abolizione del valore legale dei titoli di studio.

Cosa non c’è nel programma economico di Grillo

[…]

Euro. Nel programma in 16 punti troviamo l’unico accenno all’euro e all’Europa che sia dato rinvenire nei programmi del Movimento.
Non a caso, esso non riguarda un giudizio sui pro e contro della moneta unica, né sui processi che attualmente interessano l’Unione monetaria (balcanizzazione finanziaria e progressiva divergenza tra le economie dell’Eurozona, processi entrambi molto negativi per l’Italia e potenzialmente catastrofici per la stessa sopravvivenza della moneta unica), né sulle conseguenze per il nostro paese del cosiddetto fiscal compact e delle misure di austerity depressiva decise a livello europeo (con alcune tra esse, su tutte la riduzione del 5 per cento annuo del debito in eccesso rispetto al 60 per cento del pil, che colpiscono in misura particolarmente grave il nostro paese).
Si tratta invece della proposta di lanciare un «referendum sulla permanenza nell’euro». È un obiettivo che parla direttamente alla necessità, molto avvertita dai cittadini, di decidere del proprio destino e del ruolo dell’Italia in Europa. Ma è un obiettivo sbagliato: anche i critici dell’euro più feroci e conseguenti (si pensi ad Alberto Bagnai) hanno infatti ben chiaro che uno dei presupposti essenziali per un’eventuale uscita non catastrofica di un paese dalla moneta unica consiste nell’avvenire in maniera rapida e inattesa, ponendo altrettanto tempestivamente vincoli sui movimenti dei capitali (in caso contrario, infatti, sarebbero pressoché certi un’enorme fuoriuscita di capitali e il fallimento in serie delle banche del paese interessato). Per questo motivo, è evidente che una campagna referendaria sull’euro condurrebbe l’Italia alla bancarotta ancora prima dell’eventuale uscita dall’euro. In ogni caso, è evidente che quest’unico accenno all’euro, slegato da ogni ragionamento sulla situazione europea (e sulle condizioni italiane in questo contesto), è molto debole e scarsamente persuasivo.
Ma a ben vedere non è questa l’unica, e neppure la principale lacuna del programma del Movimento 5 Stelle. Il punto è che mancano i capitoli cruciali di un ragionamento sulla situazione economica nazionale.

Lavoro. Come abbiamo visto sopra, gli unici cenni che riguardano il lavoro sono relativi all’abolizione della legge Biagi e all’indennità di disoccupazione. Un po’ poco in un paese che negli ultimi due anni ha conosciuto un vero e proprio smantellamento delle tutele del lavoro consolidate da oltre quarant’anni. L’abolizione di fatto del diritto di reintegro per i lavoratori licenziati non per giusta causa (art. 18 dello Statuto dei lavoratori) e lo smantellamento del presidio rappresentato dalla contrattazione nazionale (grazie all’articolo 8 del DL 138/2011 e alla libertà di deroga in peggio a livello aziendale delle condizioni stabilite nel contratto nazionale) rappresentano, molto semplicemente, una regressione di quasi mezzo secolo per i diritti dei lavoratori. Ma non rappresentano soltanto questo. Essi sono altrettanti tasselli di un modello di competitività che oltre ad essere ingiusto è perdente ed economicamente fallimentare. […]
Fisco. Anche il tema del fisco è completamente trascurato. E dire che si tratta di uno dei nodi chiave per la finanza pubblica italiana. E quindi anche dal punto di vista del reperimento delle risorse necessarie a realizzare svariati punti del programma di Beppe Grillo. Non si può ragionevolmente pensare che la riduzione del debito pubblico possa essere conseguita – come si afferma nel programma del Movimento 5 Stelle – soltanto «con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie» (le quali ultime, anzi, abbisognano di ingenti investimenti che potranno essere ammortizzati in tempi non brevissimi).
Stando ad alcuni interventi pubblici dei mesi scorsi, si direbbe che Beppe Grillo negli ultimi mesi abbia scelto la strada più facile sui temi della fiscalità: quella dell’attacco a Equitalia (comodo capro espiatorio delle leggi sbagliate di questi anni), anziché quella della rivendicazione dell’equità fiscale e del rispetto della legge da parte di tutti i cittadini, a cominciare da chi da sempre scarica sugli altri (soprattutto sui lavoratori dipendenti) l’onere di pagare le tasse. […]

Politica industriale. Le indicazioni del programma del Movimento 5 Stelle in tema di economia, come abbiamo visto, sono molto focalizzate sui mercati finanziari, ed esprimono abbastanza chiaramente gli interessi dei piccoli risparmiatori. Significative al riguardo la proposta di introdurre una vera class action e anche la suggestiva idea (purtroppo non meglio precisata) di introdurre «strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate».
Il problema nasce quando si passa a proposte di politica economica più generale. Il divieto di incrocio azionario tra banche e industria, ad esempio, in una situazione di crisi come l’attuale inasprirebbe la crisi (impedendo la trasformazione di crediti bancari inesigibili – e come è noto in giro ce ne sono parecchi – in partecipazioni azionarie nelle società debitrici). Quanto all’abolizione dei «monopoli di fatto», essa per diversi settori è priva di senso: quando si tratta di monopoli naturali (come nel caso delle autostrade) l’abolizione della condizione di monopolio è, infatti, impossibile. Quello su cui invece varrebbe la pena di ragionare, e seriamente, è se questi monopoli – proprio per la loro ineliminabilità – non siano da riportare sotto un controllo pubblico: solo così, infatti, la connessa rendita di monopolio potrebbe essere ripartita socialmente (anziché intascata dall’azionista privato).
Ma è evidente che il tema della proprietà pubblica delle imprese di interesse strategico, anche per Grillo, come per la stragrande maggioranza dei partiti che si presentano a queste elezioni, è tabù. L’unica eccezione riguarda la dorsale telefonica, di cui Grillo propone il riacquisto da parte dello Stato «al prezzo di costo».
Del pari è ignorata la necessità che lo Stato faccia politiche industriali: ossia elabori piani strategici di sviluppo dei settori principali dell’economia, con chiare politiche di incentivo e di disincentivo. L’unico accenno a politiche di questo genere presente nel programma riguarda i «disincentivi alle aziende che generano un danno sociale»: ben poca cosa rispetto a quanto troviamo nella nostra Costituzione, la quale all’articolo 41 prevede che l’iniziativa economica privata non possa «svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana», e all’articolo 43 dichiara che «a fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio e abbiano carattere di preminente interesse generale».
Il tema qui sollevato è di importanza cruciale. È infatti ben difficile pensare che l’Italia possa risollevarsi dalla crisi attuale ampliando ulteriormente a spese dello Stato il peso della componente privata nell’economia o, come si dice, del «mercato». L’intervento pubblico è oggi necessario sia sotto un profilo strategico che da un punto di vista più immediato: per affrontare e risolvere le numerosissime crisi aziendali oggi aperte in Italia. Senza questo intervento, l’Italia è destinata a perdere pezzi rilevanti del suo apparato industriale, bruciando irrimediabilmente una quantità difficilmente calcolabile di posti di lavoro. Occorre un intervento pubblico, e occorre che esso sia coordinato e non confusamente decentrato secondo il modello «federalistico» attuale, tanto insostenibile economicamente quanto iniquo e fonte di corruzione. Il programma di Grillo sfiora questo problema, quando, in relazione alla sanità, individua una fonte di pericolo nel federalismo di questi anni. Ma è un giudizio che andrebbe approfondito e soprattutto generalizzato: si pensi alle politiche pubbliche di incentivazione alle imprese, che il federalismo ha disperso in mille rivoli e privato di efficacia, impedendone ogni sensata programmazione sul piano nazionale. Non è un caso se persino Confindustria oggi – un po’ tardivamente – sembra giunta alla conclusione che sia indispensabile una riforma del Titolo V della Costituzione (quello che è stato stravolto in senso «federalista»).

* * *

MICR_2_2013_1-294Uno Stato che non sia spettatore passivo di ciò che si muove nell’economia, e che non si limiti a socializzare le perdite dei privati. Un fisco realmente equo, che premi chi ha sempre pagato e faccia pagare chi può e deve. Una politica per la competitività basata su formazione pubblica di qualità (e non strangolata dai tagli lineari) e su maggiori investimenti (pubblici e privati) in ricerca e sviluppo tecnologico, anziché continuare a comprimere il costo del lavoro. Un’Italia in grado di far sentire la propria voce nel consesso europeo, e di rifiutare il cappio del fiscal compact. Sono queste le priorità di una politica economica in grado di ridare speranza a questo paese e a chi ci abita. Purtroppo, su nessuno di questi punti il programma di Grillo è di qualche aiuto.

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61 commenti su “La “Grillonomics”. Analisi del programma economico del MoVimento 5 Stelle

    • ho lavorato per quasi 38 anni, sempre lavori di fatica , riesco con fatica arrivare alla fine della giornata lavorativa per i forti dolo ri alla schiena, mi mancherebbereo 2 anni ai 40. M5S per cortesia mandami in pensione e al posto mio assumi un giovane

  1. Complimenti. Un articolo scritto davvero molto bene. Grazie.

  2. …a me sembra invece che il programma di grillo sia di molto aiuto!!pensate un attimo se realmente questo movimento fatto per la maggior parte di ragazzi(da notare che questo fenomeno M5S sta facendo riavvicinare le generazioni future alla politica)riesce solo a realizzare uno dei punti che dice grillo cioe’ quello di togliere ai ricchi per “ridare” ai poveri quali effetti benefici ci siano sul tessuto sociale!!!

    non vi sembra “etico” o dal punto di vista economico “efficiente” allocare in maniera giusta la ricchezza?non e giusto togliere finanziamenti(improduttivi) a partiti e giornali per darli a piccola e media impresa che magari investendo crea occupazione? il tetto massimo di pensioni a 3000euro netti e’ cosa da poco conto? lasciare che una persona di 80 percepisca 10000euro al mese di pensione quando potrebbe vivere con 500 vi sembra socialmente giusto e utile?l’economia va bene ma dove e finita la fratellanza tra le persone?alzare la pensione minima o fare un reddito di cittadinanza (ben fatto,ripeto BEN FATTO) non puo’ fare bene al nostro paese?
    questo e solo un punto del programma ma a me sembra moralmente giusto!! poi il programma di grillo ha molte lacune come del resto quello degli altri partiti pero secondo me ridare un po di respiro ai chi vive quotidianamente con difficolta’ e evitare l’enorme spreco di risorse materiali e MONETARIE che il sistema italia porta con se è una buona base per ripartire!!

    • Una persona potrebbe vivere con 500€ di pensione??? Ahahahaha
      Volevi dire sopravvivere immagino: perchè con 500€ fai la fame, soprattutto se la salute se ne va (e da vecchio le probabilità di non star proprio bene bene bene son piuttosto alte).
      Con 500€ al mese, se hai problemi, stai male e non hai i figli che possono aiutarti anche economicamente, ti butti sotto un treno per smettere di star male…
      Pensioni minime a 1.000€ netti e massime a 2.000€ netti! Altrochè!

    • ma davvero vi bevete le storielle che con i 4 euro che si ricaverebbero dai vitalizi, pensioni, taglio dei parlamentari ecc. si riesce a dare un reddito di cittadinanza?? ma hai idea dei numeri di cui stiamo parlando? coglio dire..è evidente ad occhio.. e cmq la vera rivoluzione in questo paese ci sarà quando si presenteranno programmi seri,analitici e ben articolati, quando la discussione politica riguarderà il merito delle cose e non gli slogan.. (lo vedo ancora lontano questo giorno..intanto il paese rischia, la casa brucia..e a cosa si pensa? taglio dei parlamentari..legge anti conflitto di interessi, vitalizi..e intanto la finanza ha iniziato a speculare, e questo è niente se il parlamento, come sembrà, sarà in una fase di stallo.. dio salvaci)

      • Vedo che sei piuttosto impreparato Fabio…..Dei 36 miliardi che occorrerebbero per un reddito di cittadinanza a 1000 euro, 18 sarebbero recuperati dalle casse integrazioni e dai sussidi di vario genere che verrebbero, ovviamente tutti sostituiti,,,Poi altri 7-7.5 verrebbero recuperati con l’IVA degli stessi, visto che sarebbero sicuramente soldi spesi….e fanno 25/6 gli altri 10 potrei nominarti 100.000 facili modi di farli (volendolo però…qui sta il punto…) per il resto sono d’accordo con te , ci vogliono piani di ripresa economica ben congeniati ma anche idea e visione di una vita diversa per tutti…non più in affanno come lo è stata fino ad oggi e parlo a livello mondiale non solo italico….Il reddito però serve a salvare quelli che altrimenti morirebbero e ce l’hanno tutte le nazioni civili d’europa….

  3. Non ho capito gli altri programmi cos’abbiano di così articolato ed innovativo. se fosse possibile vorrei avere dei raffronti diretti. Oppure è il solito articolo che dietro la “neutralità” affermata, cela la solita volontà denigrativa?

    • Verissimo! Di Grillo si guarda il pelo nell’uovo, si dedica un’attenzione del tutto spropositata che se si dedicasse anche agli altri partiti nella stessa misura e se lo si facesse in tv, potrebbe veramente scoppiare una rivoluzione! Guardiamo le cose nel loro insieme e nella situazione complessiva: E’ già un miracolo che un movimento come quello di Grillo esista, ed è una vera fortuna che ci sia per chi come me e molti altri vuole mandare a casa la casta e pensare sia possibile mescolare un po le carte in parlamento per dare voce alle vere esigenze del paese!

      • Ma come? Prima vi lamentavate che la gente parlava di Grillo senza aver letto il programma, ed ora che viene letto e discusso vi lamentate perchè lo si legge con attenzione e gli si fanno le pulci? Dai, un po’ di serietà, oltre alla propaganda populista…
        Tra l’altro anche agli altri vengono fatte le pulci, e visto che voi vi vantate di essere gente che si informa e legge, non avrebbe dovuto sfuggirti questa parte dell’articolo:
        “Quella che segue è una sintesi del saggio di Vladimiro Giacché sul programma del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Insieme a questo, MicroMega pubblica anche un articolo di Sergio Cesaratto sul programma del Centrosinistra e uno di Marco Passarella su quello della coalizione guidata da Mario Monti.”
        Saluti.

      • Prima di tutto non mi riferivo solo a questo articolo ma a come viene trattato il movimento in generale dai media. Secondo: al movimento vengono mosse obiezioni violente su reali problemi del movimento, che però vengono isolati dal loro contesto. E che rispetto alle magagne e ai difetti degli altri partiti non sono niente, una volta contestualizzate! Si parla di democrazia interna? Non siamo ridicoli, che democrazia interna c’è nel Pdl, in cui esiste solo una legge, quella del capo? E che democrazia c’è nel Pd, quando le primarie farsa che sono state fatte sono state fatte in modo da far vincere chi doveva vincere? Guardiamo la sostanza, non la forma! La forma poi verrà, si spera, nel momento in cui Grillo e Casaleggio verranno destituiti dal potere una volta strutturato bene il movimento al suo interno, cosa che al momento è ancora impossibile visto che si tratta di un embrione. Populismo.. Ma hai visto la campagna elettorale? E dici che Grillo è populista! Monti, Bersani Berlusconi allora cosa sono? Le critiche che fa al sistema attuale corrispondono ad altrettante concrete proposte di cambiamento. Una volta in parlamento ci saranno tecnici ed economisti che struttureranno il programma in base alle esigenze reali del paese ed in modo realistico, sotto la guida di alcuni ideali di base. Detto questo sono d’accordo sul programma ancora tutto da fare, sul fatto che l’assetto interno del partito sia ancora tutto da definire, sul fatto che siano inesperti, sul fatto che siano un po un salto nel vuoto. Ma detto questo, sono anche una vera speranza di qualcosa di nuovo, sono un movimento che davvero parte dal basso, sono l’unica reale alternativa ad una casta che realmente esiste e non è “populismo”. La sinistra è la destra sono concetti obsoleti, la politica proposta dal movimento sta funzionando finora là dove sono stati eletti. E’ tutto da vedere quello che succederà, ma viste le circostanze storiche, con tutto il mio cuore mi auguro che il movimento vinca. E’ un rischio e l’unica possibilità di un reale cambiamento.
        Saluti a te.

      • Ah e non attribuirmi cose che non ho detto, io non sono incluso in nessun “voi”, e non mi sono mai vantato di niente. Esprimo opinioni da individuo singolo e indipendente. Evita quindi di inserirmi in tue categorie pregiudiziali di pensiero.

    • Il numero di MicroMega in edicola e libreria da oggi pubblica l’analisi dei programmi economici dei partiti in vista delle elezioni del 24 febbraio. Quella che segue è una sintesi del saggio di Vladimiro Giacché sul programma del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Insieme a questo, MicroMega pubblica anche un articolo di Sergio Cesaratto sul programma del Centrosinistra e uno di Marco Passarella su quello della coalizione guidata da Mario Monti. L’indice completo della rivista è disponibile a questo link.

      Basta leggere all’inizio e ti dice dove puoi trovare gli altri articoli (penso dello stesso autore) sui programmi degli altri partiti =)

  4. Mi spiace ma l’analisi è in linea con tutte le sciocchezze (mi permetto il termine) che da sempre sbandierano politici e loro grandi cervelloni, alla ricerca di …. nuovi finanziamenti per realizzare le cose più facili.
    Prendiamo un punto a caso.
    Accesso ad internet gratuito e per tutti. Quale dovrebbe essere il costo? tutti abbiamo già istallato e pagato, profumatamente, qualche metro di filo che ci collega alla “linea”, di cui per altro continuiamo a pagare mensilmente il Canone … Ora, perchè se oltre alla voce usiamo il cavo per trasmettere dati, ma potremmo anche usarlo per stenterci i panni, dobbiamo pagare una ulteriore bolletta? Solo una logica basata su profitti fittizi può giustificare questo.

    La PI pubblicizza i servizi on-line, ma è la prima a non conoscere e utilizzare internet o l’informatica in genere, gli esempi sono molteplici e a volte sconcertanti, ( Il Presidente del consiglio che twitta in diretta col ditino tremolante di chi il pc lo confonde col wc rende l’idea…).

    Il programma del M5S forse è un po “frettoloso” ma i principi devono essere affrontati con una più ampia larghezza di idea/li.

  5. L’unico vero programma stilato dai partiti in gara, a mio avviso, è quello di Oscar Giannino. A prescindere da orientamento ed opinioni, solo Fare si è sbattuto per stilare il proprio programma come si deve. Ogni punto ha la sua trattazione riassuntiva, ma anche, scaricabile, l’intero dettaglio di decine di pagine. Hanno sostituito alle ideali e nebulose promesse elettorali dei più una spiegazione sistematica e chiara, con tanto di esempi, grafici, tabelle e trend storici italiani. Hanno parlato di CIFRE e hanno usato approcci razionali e statistici anzichè a spanna. Poi si può giustamente dissentire sul contenuto del programma, ma resta il fatto che un programma degno del proprio nome l’abbiano scritto solo quelli di Fare.

    • Sottoscrivo. Il partito di Giannino fra tutti quanti mi pare il più serio, oltre al più ferrato sul modo per affrontare la crisi. Anche se io avrei messo Boldrin o Zingales come “uomo immagine” del partito, io non ho niente contro Giannino, anzi, mi sta simpatico, ma in Italia molta gente giudica molto spesso prima di tutto per come ci si “presenta” e a molta gente il suo modo di vestire “originale” gli fa storcere la bocca…
      Resta il fatto che, nonostante io non condivida tutto quello che dice (sono contro la liberalizzazione dei beni comuni come l’acqua), sia un grande su molte questioni: http://www.youtube.com/watch?v=pkZaz6-z5xE

  6. Se i giornali guardassero attentamente i blog di discussione al posto di guardare solo le parole in piazza e la prima pagina di beppe Grillo ,,vedrebbero parecchi gruppi organizzati sia socialmente che tecnicamente molto professionali redigere proposte sia sull’economia che sul fisco e su tutti gli altri problemi da commentare strutturare e studiare per poi essere votate e portate come proposte di legge in parlamento. Noi non ci fermiamo alla protesta ma stiamo costruendo anche le risposte coerenti e fattibili ,tutti insieme per la comunità ma senza generalizzare, discutendo problemi che esistono sul territorio regionale ,comunale e nazionale che son ben diversi dalla demagogia generalizzata di tutti i partiti vedi Pd che mette una Finocchiaro siciliana alla regione Puglia ed una toscana come la Bindi in Calabria che ne possono sapere del vivere del territorio ? stiamo usando il buon senso e si possono fare grandi cose .,Ognuno vale uno usando la propia esperienza e dando il propio contributo al movimento affinchè sia parte produttiva del paese .Il cambiamento spaventa perchè fatto dal basso con trasparenza per questo non c’è cosa migliore che fare informazione fasulla ,,travisata , trovando ogni pelo nell’uovo per mettere in cattiva luce il M5S

    • Ma perché tutte queste proposte non sono messe per iscritto?
      Per esempio io ho capito cosa vorrebbero fare Monti, Berlusca e Bersani sulle tasse (a prescindere dalla credibilità delle proposte), ma non ho ancora capito il programma fiscale di Grillo, ad esempio.

    • Stà di fatto che stanno copiando tutti il programma del M5S , soprattutto , Berlusconi , peccato che Grillo non è mai andato in TV ha dire il suo programma , tutti pensano che siano idee di questi partiti senza idee , che fino a ieri hanno dato del populista a Grillo , mentre ora copiano quasi tutto , perchè ha un senso , ma loro non lo metteranno mai in pratica .

      • Sta di fatto che il programma di Grillo è in gran parte copiato da quello dei partiti della sinistra degli ultimi 10-15 anni, per quanto riguarda reddito di cittadinanza, energie rinnovabili, lotta alla corruzione. Evidentemente è parecchio tempo che non leggi un programma politico..

    • E nessuno di questi gruppi organizzati tecnicamente molto professionali si è accorto, e ha poi fatto notare a Grillo, che il referendum sull’uscita dall’Euro non si può fare perché la costituzione lo vieta? O i suddetti gruppi organizzati molto professionali hanno in mente anche una proposta di modifica costituzionale dell’articolo 75? E visto che si vota questa domenica, e non fra sei mesi, non sarebbe il caso che i suddetti gruppi organizzati molto professionali producessero – o meglio, avessero già prodotto – un documento unitario e lo presentassero entro sabato 23 come parte del programma ufficiale, in modo che gli elettori possano valutare quello, e non dei generici schiamazzi anti-casta?

  7. Per Marco: frequento da un po’ il forum del partito di Grillo e ti garantisco che di proposte intelligenti se ne vedono ben poche. Basta dire che una delle più votate è di promuovere la produzione in massa del Melograno perchè curerebbe tutte le malattie, dal cancro alla varicella a quanto scrivono i vostri, con risparmi per la salute di decine di miliardi di euro. Se questo è il livello delle proposte tanto vale fare il mago Otelma presidente del consiglio. Il resto sono al 99% proposte sparate a caso tipo chiaccherata al bar senza ragionarci sulla fattibilità, spesso sbagliando perfino le premesse; il restante 1% è gente di buonsenso, ma le proposte sono giudicate dalla massa dei grillini noiose, non attirano la loro attenzione, come invece fanno le bestialità sparate a raffica dai più ignoranti…

    • Avrai anche notato riferimenti ai meetup, dunque se ritieni di avere soluzioni valide, vieni a discuterne con noi, altrimenti rimangono pure speculazioni verbali.

    • X gianni. tu saresti quello che frequenta il: forum del partito di Grillo!!
      Certo sei un gran bugiardo giannino, sono un grillino e posso garantire che Grillo non
      ha nessun partito che parla di melograni, comunque le chiacchiere stanno a zero.
      Confrontiamoci io e te aprendo un dialogo sull’economia italiana, sai,!! mi sento tanto emozionato…!! sto per parlare con un pozzo di cul…tura..to….
      Conosci la differenza tra un partito un movimento o il bar dello sport che frequenti????
      Chi ha personalità ed è coerente con se stesso si informa personalmente e sa con certezza dove andrà il proprio voto.

  8. quando si analizza il programma del m5s c’è un problema. Si usa il metro dell’attuale sistema basato esclusivamente sulla produzione e sul profitto, cioè lo stesso sistema che si vuole superare, e quindi l’analisi li valuta come aggiustamenti. E’ come se si valutasse la chiusura di un foro su una parete che deve essere abbattuta.

  9. Il programma di Berlusconi sull’economia, ovvero fare più pubblicità progresso su tv e giornali per scacciare la crisi è un aiuto concreto all’economia ( Mediaset Rai e giornali)

  10. quello che forse nn e bencompre so e che il programma si scrive insieme nel web…………..quindi immagino che avendolo letto avra anche postato le sue opinioni ed i suoi consigli!!!!!!!!!! punto x punto il programma verra discusso da tutti e da tutte le realta e questo che mi aspetto dal movimento e da la rete XD

  11. Secondo me, dietro il programma del movimento 5 stelle, si nascondo anacronistici sentimenti autarchici.

  12. “Ma io non sono convinto che i vantaggi economici della divisione internazionale del Ma @cam Un certo grado di autarchia può solo giovare: “Ma io non sono convinto che i vantaggi economici della divisione internazionale del
    siano oggi in alcun modo paragonabili con quelli di un tempo. Non vorrei si attribuisse alla mia tesi una rigidità eccessiva. Un grado considerevole di specializzazione internazionale è necessario, in un mondo razionale, in tutti quei casi in cui è dettato da grandi differenze di clima, di risorse naturali, di attitudini innate, di grado di civiltà e di densità di popolazione. Ma, per un numero crescente di prodotti industriali, e forse anche di prodotti agricoli, sono venuto a dubitare se la perdita economica conseguente all’autarchia nazionale sia così grande da pesare più degli altri vantaggi derivanti dal portare gradatamente il prodotto e il consumatore nell’ambito della medesima organizzazione nazionale, economica e finanziaria. L’esperienza sembra di più in più provare che la efficienza dei più moderni procedimenti di produzione in massa è quasi indipendente dal
    paese e dal clima. Si aggiunga che, col crescere della ricchezza, i prodotti, così primari
    come manifatturati, giocano nella economia nazionale una parte relativamente più piccola
    in confronto all’edilizia, alle prestazioni personali e ai servizi locali, che non sono oggetto di
    scambio internazionale; con il risultato che un aumento moderato nel costo reale dei
    prodotti primari e manifatturati, che sia conseguenza di un maggior grado di autarchia
    economica, può perdere di importanza quando lo si metta sulla bilancia contro vantaggi di
    un altro genere. L’autarchia economica nazionale, in breve, sebbene costi qualcosa, sta
    forse diventando un lusso che ci possiamo permettere se lo vogliamo.
    Ci sono o no abbastanza buone ragioni, perché avvenga che lo si voglia?” J.M.Keynes (Autarchia economica, 1933), per quanto riguarda il m5s, lo considero un’occasione perduta di convogliare l’indignazione e il voto di protesta verso qualcosa di serio, basato su studi di gente competente, piuttosto che su discussoni avvenute e votate in forum: prima dovrebbe venire una corretta informazione, poi le conclusioni.Nonostante ci siano molti spunti interessanti che non vengono contemplati da altri movimenti è tutto molto sommario e confuso e sembra più un potpourri, o meglio un frullato di idee, più che organico e finalizzato a qualcosa. L’articolo non cita il reddito di cittadinanza che io trovo più pericoloso che utile, lo scopo dovrebbe essere piuttosto, con le stesse risorse, stimolare l’economia in modo che non ci sia bisogno di un reddito di cittadinanza, se non in casi limite.

  13. alcuni anni fa Grillo in un video faceva vedere una macchina che funzionava a idrogeno e ne respirava il vapore allo scarico magnificandolo come un aerosol: bellissimo ! Come ricavare nella maniera più economica l’idrogeno ? Dal petrolio . Se tutte le proposte di Grillo hanno questa fattibilità economica , siamo a posto.

    • Informati un po’ meglio,
      l’idrogeno si produce anche con i pannelli solari, e di certo l’idea di grillo non era quella di produrlo col petrolio, sarebbe un controsenso madornale

      • allora le macchine facciamole elettriche. E’ ben noto che nel processo di elettrolisi l’energia necessaria non è mai quella che poi risulterà nella quantità effettiva nell’idrogeno prodotto. Oltretutto l’idrogeno quanto a sicurezza…boom!

      • Ma per le auto abbiamo già trovato una soluzione efficacissima, almeno qui in Italia: abbiamo smesso di farle!

  14. Analisi interessante, ma tutt’altro che economica. Dove sono i numeri e le ripercussioni generali sulla politica economica che le proposte del M5S potrebbero avere?

    Spezzeri poi una lancia a favore del M5S. Rimaniamo concreti, il M5S non aspira a governare un paese, ma a diventare l’unica, vera forza di opposizione in Parlamento. Il programma vero dell’M5S è quello di portare un cambiamento di METODO nelle istituzioni e, speriamo, nella società, volto alla trasparenza e alla partecipazione democratica. Due elementi che non hanno connotazione economica, ma sono il fulcro del funzionamento di uno stato moderno.

    Certo che il programma del M5S è farraginoso. E’ un movimento giovane, senza classe dirigente coesa e con una visione univoca. Chissà se la avrà mai… D’accordissimo sull’impatto negativo che avrebbe un referendum sull’euro in Italia in questi tempi, ma dove la prenderebbe un governa la legittimità di una scelta così importante?

    Tuttavia, sicuramente meglio l’M5S del PD, il quale porta avanti un programma neo-liberista, praticamente uguale all’agenda montiana.

  15. […] Abbiamo pubblicato un articolo di Vladimiro Giacché che analizza il programma economico del MoVimento: http://keynesblog.com/2013/02/07/la-grillonomics-analisi-del-programma-economico-del-movimento-5-ste… […]

  16. Sarà pure un programma da con ampi margini di miglioramento, ma vogliamo parlare di “veri politici” e non dei “comici”? Delle belle proposte di Berlusconi? oggi sono “i 4 milioni di posti di lavoro”, ieri era “sconfiggeremo il cancro”? O vogliamo parlare delle proposte economiche di Monti? Che mentre era al governo non ha fatto altro che aumentare le tasse e appena è entrato in campagna elettorale ha iniziato a parlare di volerle ridurre? E si potrebbe continuare per almeno un trentennio addietro. Suvvia non confondiamo che se andiamo ad analizzare, “i veri comici” sono altri…

    • I quattro milioni di posti di lavoro del nano comprendono anche il milione promesso anni fa? O si fa conto a parte?
      Per capire se sia il caso di preoccuparsi dei grillini può essere utile commemorare tre grandi ministri del passato: Brunetta, Lunardi e Scajola. Può bastare a farci passare qualsiasi paura: l’unico rischio dei fan di Grillo è la mediocrità. Non riusciranno mai a brillare come questi tre astri del firmamento, nevvero?

  17. […] Il Movimento 5 Stelle sarà un protagonista a tutti gli effetti della vita politica del nostro paese. Ecco perché le sue proposte vanno ‘prese sul serio’ ed esaminate con lo stesso rigore che si applica a quelle degli altri partiti. Purtroppo il programma della forza guidata da Beppe Grillo è spesso estremamente impreciso e vago, sopratutto in tema di economia. Ecco quel che dice, e sopratutto quel che non dice, la Grillonomics….PROSEGUI […]

  18. Salve, premettendo che tutti i partiti (salvo alcune eccezioni, mi riferisco a piccoli e nuovi partiti che si battono per la sovranità monetaria e l’uscita immediata dalla schiavitù della BCE, ad es. me-mmt, italia nuova, per il bene comune, sinistra popolare) sono di proprietà delle banche private, prima di votare e fidarvi del M5S dovreste leggere questa serie di articoli e vedere alcuni filmati per avere un’idea più completa e rendervi conto con chi avete a che fare, lasciando da parte i soliti pregiudizi, etichette, ideologie e conclusioni affrettate:

    http://freeondarevolution.blogspot.it/2013/02/cose-il-movimento-5-stelle.html

  19. Ottimo articolo, ed è per le cose che mancano che ci servono persone come lei e Bagnai e altre che ci diano una mano quando saremo in parlamento!!!

  20. Menzionare i valori maggiori dei rendimenti delle centrali degli altri paesi non implica la volontà di costruire nuove centrali. Il programma è chiaro: bisogna prima migliorare quelle già esistenti, qualora fosse possibile, poi crearne delle altre, prendere più in considerazione la possibilità della cogenerazione e iniziare ad investire maggiormente sullo sfruttamento delle risorse rinnovabili, magari ‘verdi’.

  21. Non entro nel merito della lunga articolata bella stesura dello scritto, e mi limito ad una considerazione: “Se anche il M5S dovesse fallire nel suo intento trasformandosi da voto di protesta in qualcosa tipo Lega ultima maniera, avendo in quell’ipotetica occasione davvero il Paese toccato il fondo si potrà finalmente ricostruire seriamente fuori dalle logiche del divide et impera dei Partiti così come sino ad oggi sono state manifestate”! Se il fallimento sarà tanto grave da non poter risorgrere saremo commissariati ancora più strettamente di come avviene dall’avvento del sig Monti, e di come fummo sfruttati durante il medio evo da chiesa e imperatori. Tornando al moderno tyempo si ricordi che W. Churchill proferì al segretario particolare di Pio XII: “L’Italia sarà punita… non avrà mai una sua politica economica…”! E così, gli atlantici, da liberi ci ridussero schiavi dal 1945. Schiavi che, forse unici, non possono nemmeno sfuggire all’acquisto di vaccini “condizionati”- e aerei che si sa saranno difettosi e costosissimi sia in acquisto, sia in manutenzione !
    kiriosomega

  22. Reblogged this on Verso un Mondo Nuovo and commented:
    Finché i grillini non entreranno nel merito delle critiche, difficilmente il M5S sopravvivrà alla prossima legislatura. Il vittimismo e il “loro sono peggio di noi” non portano da nessuna parte e fanno pensare subito a forme di cultismo.
    Un grillino serio e responsabile dovrebbe pretendere da Grillo delle risposte chiare sulle questioni centrali.
    La vaghezza del leader – necessaria per raccogliere quanti più voti di protesta sia possibile – sta impedendo al movimento di crescere, maturare e COSTRUIRE.
    Cosa succederebbe se Grillo per qualche ragione uscisse di scena? Cosa rimarrebbe del movimento? Che cosa terrebbe insieme candidati ed elettori se non uno sterile livore per la casta?
    Per questo serve un programma di lungo periodo e non pilloline buone per ogni stagione e per ogni palato “facile”.

  23. […] numero di MicroMega in edicola e libreria da oggi pubblica l’analisi dei programmi economici dei partiti in vista delle elezioni del 24 febbraio. Quella che segue è una sintesi del […]

  24. bla bla bla…..agli italiani onesti,basteranno soltanto le buone intenzioni ed i buoni propositi! Si fara’ tutto quello che sara’ possibile fare,in contrasto con chi ha fatto del bene pubblico un tornaconto personale per oltre mezzo secolo!!! In contrasto con un piano europeo destabilizzante che vuol ridurci a colonia e che mira ad appropriarsi del nostro paese! SARA’ QUEL CHE SARA’!!!! w beppe,w il m5****** ,W GLI ITALIANI!

  25. cioè manca il punto principale!!!!

    eppure grillo spesso parlava di uscita dall’euro!!!

    che delusione pazzesca!!!

  26. 1 sulla scuola grillo non ha le idee ben chiare
    2 se l’autore dell’articolo avesse ascoltato i comizi dello tsunami tour avrebbe compreso la posizione di grillo sulla nazionalizzazione delle imprese di interesse strategico come Ilva, oltre a comprendere che il discorso sul tema del lavoro è molto più complicato di un generico accenno all’art.18 ma si dovrebbe analizzare quello che si vuole sia il lavoro del futuro dando per scontato il ruolo delle nuove tecnologie che aumentano sempre più la produttività a discapito del numero di lavoratori.
    3 il decreto riguardante il divieto di interlocking riguarda solo banche e intermediari finanziari e non tutte le società quotate

  27. . Quanto all’abolizione dei «monopoli di fatto», …(come nel caso delle autostrade) l’abolizione della condizione di monopolio è, infatti, impossibile.
    Le autostrade le abbiamo largamente pagate ed abbiamo sadato i debiti. credo debbano essere pubbliche e gratuite come nel resto d’Europa

  28. Siamo al 13 di febbraio e, dopo avere fatto la radiografia e la TAC al programma economico del movimento 5 stelle, non c’e’ ancora traccia dell’analisi delle restanti forze politiche in campo per salvare l’Italia dalla crisi.

    Aspettiamo con ansia l’analisi degli altri programmi, ma bisogna sbrigarsi, altrimenti saremo tutti costretti a votare M5S!!!!

    • Sai leggere? Allora rileggi l’articolo dall’inizio e troverai questo: “Quella che segue è una sintesi del saggio di Vladimiro Giacché sul programma del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Insieme a questo, MicroMega pubblica anche un articolo di Sergio Cesaratto sul programma del Centrosinistra e uno di Marco Passarella su quello della coalizione guidata da Mario Monti.”

  29. Un buon inizio, per prendere per il verso giusto l’innovazione del M5S. Ho notato una grossa lacuna: l’abolizione dei sussidi di disoccupazione è un tema decisamente rilevante, anzi direi dirompente: ieri Airaudo della Fiom si è preso un vaffa dagli operai Sulcis che chiedono lavoro, non sussidi. M5S propone di togliere il sussidio a chi rifiuta offerte di lavoro. Berlusconi ha copiato, rilanciando l’utilizzo delle ingenti somme, ora destinate agli ammortizzatori sociali, per sgravi alle nuove assunzioni (parliamo di svariati miliardi!). Dopo i costi della politica mi sembra che questa sia la frontiera più interessante e feconda, nel breve termine, del M5S.

  30. […] scemenza e ora ci ritroviamo in parlamento una schiera di soggetti senza una posizione chiara sul lavoro, con idee inquietanti in materia di ius soli e un imbarazzante e generico programmino di una pagina […]

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