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“Servizio Pubblico” un corno!

BerlusconiSantoro

di Emiliano Brancaccio

Silvio Berlusconi poteva essere attaccato per avere impresso una tremenda accelerazione ai processi di precarizzazione del mercato del lavoro italiano; per aver contribuito più di altri al depotenziamento della contrattazione nazionale sui salari; per avere assecondato un micidiale regresso culturale, oltre che giuridico, nel campo dei diritti civili; più in generale, per esser stato convinto propugnatore di una visione aziendale e quindi autoritaria dello Stato. Poteva esser messo sul banco degli imputati politici per avere ridotto la politica industriale nazionale a una scassata congerie di prebende, lassismo fiscale, riduzione dei controlli sulla sicurezza del lavoro. Poteva essere accusato di aver contribuito in modo decisivo al dilagare di una concezione magliara delle relazioni sociali, affettive e sessuali. Berlusconi, insomma, poteva essere presentato come la più fedele incarnazione di un capitalismo nazionale imbolsito, retrivo, perennemente tentato dalla logica della reazione: l’arrocco di un Gulliver monopolista sostenuto da una invereconda miriade di lillipuziani proprietari.

Nel corso della trasmissione Servizio Pubblico andata in onda stasera, si poteva fare questo ed altro. Ed invece, oltre ad assistere ad una impolitica requisitoria di Marco Travaglio, ci siamo trovati al cospetto di un Michele Santoro impacciato, non competente, disperatamente aggrappato alle smorfiette di disappunto della signora Merkel nel tentativo di dimostrare la questione a suo avviso decisiva: che Berlusconi, agli occhi di chi oggi comanda nell’Unione europea, sarebbe impresentabile. Nel caos di una trasmissione nella quale giornalisti con una preparazione improvvisata si baloccavano con le sequenze macroeconomiche che descrivono la crisi europea, abbiamo persino avuto, sia pure solo per un lunghissimo attimo, la terrificante sensazione che Berlusconi fosse il savio in mezzo agli stolti.

L’apoteosi l’abbiamo raggiunta quando il Caimano, in un modo sia pur pedestre, ha tentato di spiegare quel che gli economisti di professione sanno bene, e che il Fondo Monetario Internazionale e Bankitalia hanno riconosciuto da tempo: che il debito pubblico non è affatto la causa principale dell’andamento dello spread sui tassi d’interesse; e che la determinante prioritaria di quell’andamento risiede nella probabilità di deflagrazione dell’eurozona, che non è stata scongiurata e che le politiche di austerity non riducono ma accrescono. Ma mettere in discussione il mantra del debito pubblico deve esser parso all’ignaro Santoro una vera bestemmia, e un’occasione da non perdere per mandare al rogo l’eretico. Il penoso risultato è che il conduttore progressista ha fatto la figura del frate domenicano Tommaso Caccini, mentre il più celebre narratore nostrano di stantie barzellette anni ’50 si è trovato nel comodo ruolo dell’epigono di Galileo Galilei.

Servizio Pubblico un corno, dunque. C’era quasi da rimpiangere i banali errori contenuti nelle pillole di economia pre-keynesiana sparse nella trasmissione che giorni fa Piero Angela ha dedicato alla crisi. La verità è che, consapevoli o meno che siano, le cosiddette avanguardie del giornalismo progressista nazionale appaiono oggi affezionate all’ideologia dominante persino più delle istituzioni che quella stessa ideologia, anni fa, avevano contribuito a edificare. Un altro dei segni di questo nostro tempo funesto.

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25 commenti su ““Servizio Pubblico” un corno!

  1. Era ora. Applausi a Emiliano Brancaccio.

  2. Era evidentissimo che qualcuno aveva venduto la partita, pur di assicurarsi l’ audience. A modo loro hanno vinto sia Berlusca che Sant’ oro. Hanno vinto tutti e due, a modo loro. Ed hanno perso i cittadini. Non si fa così il giornalismo. Sembrava di essere al Bagaglino. Si, uno spettacolo preconfezionato per accontentare le opposte tifoserie. Meglio il Bagaglino vero, a questo punto. In ogni caso, una trasmissione televisiva non può resuscitare chi politicamente è morto.

  3. @mozart, nessuno ha venduto niente. Santoro è inconsciamente “montiano”. Travaglio lo è di fatto. Quella patetica della Innocenzi (amica di Matteo Renzi) lo è davvero. Vauro è rincoglionito. Mi dispiace solo per la Costamagna. Padre Nostro, se esiti, ti prego, proteggi Emiliano Brancaccio.

  4. [...] post  “Servizio Pubblico” un corno!. che consiglio di leggere vi è una analisi molto puntuale e condivisibili dei [...]

  5. bravissimo Emiliano Brancaccio. Santoro sarà contento per l’audience, e tanto gli basta. Si definisce un veterocomunista con simpatico tono autoironico: il problema è che lo è davvero. Travaglio è bravissimo sul suo terreno, che non è certo quello dell’economia. Vauro è davvero rincoglionito. E’ vero, e assolutamente paradossale, che berlusconi facesse la figura dell’unico savio, parlando di economia e non di processi… Che occasione buttata…

  6. ahimè sono d’accordo praticamente su tutto. Ahimè perché certamente mi aspettavo di più da Santoro e ahimè perché, come tutti i giornalisti tv di questo periodo è caduto nella trappola mediatica di SB: far parlare di sè. Era uno zombie praticamente uscito dalla politica e adesso ce l’hanno fatto rientrare a gamba tesa. Mah.
    L’unica cosa su cui non sono d’accordo è il commento sulla trasmissione di Piero Angela (santo subito XD) che aveva ben altri scopi e che non si poneva come corso universitario né voleva dare un’agenda economico-politica – semmai si trattava, come tutti i suoi prodotti, di una più che ottima, o comunque meritoria, infarinatura divulgativa che consentisse di comprendere una serie di concetti di base con lo scopo di far interessare chi non ne sa poco o nulla di economia ad approfondire.

  7. E’ disperante dover constatare che le uniche considerazioni economiche sensate udite ieri sera provengano da Sua Emittenza, un personaggio più che discusso, che in un paese normale nessuno prenderebbe in considerazione.
    Questo signore è UN problema, nessuno a parte i suoi lo nega, ma non è IL problema italiano, e lo stesso discorso vale per il debitopubblicobruttocattivoschifoso.
    Personalmente, più che delle vicende giudiziarie dei due illustri personaggi intervenuti mi sarei occupato dell’incombente ingovernabilità italiana e dello stallo derivante dall’attesa dell’esito delle elezioni tedesche, per non parlare delle funeste conseguenze delle scelte “tecniche” del dilettante milanese, dell’impegno bipartisan delle fazioni italiane a proseguire sulla stessa strada e soprattutto delle prossime mosse della ventina di grandi banche ed istituzioni finanziarie internazionali, il cosiddetto “mercato”, che sono lì fuori con la bava alla bocca a pregustare l’imminente scorpacciata.

  8. Potrei chiedere che trasmissione avete visto ma capisco che il disappunto è sicuramente dovuto ad un comune desiderio di non vedere più l’impresentabile. Le osservazioni di Brancaccio possono essere condivisibili ma non mi pare che la trasmissione abbia messo in luce le contraddizioni del soggetto come per il caso Bundesbank / Deutsche bank magistralmente gestito dalla Innocenzi, oppure la bufala di addizionare al PIL anche l’economia sommersa ecc. ecc. Dire di Santoro che è un montiano mi sembra ingeneroso oppure segno che non sono state ascoltate con attenzione le trasmissioni precedenti. Non mi pare si possa ragionevomente dire che l’austerità o il risanamento del debito pubblico siano il vessillo di Santoro. Sinceramente non capisco questo atteggiamento, ha l’aria di essere uno sfogo della serie “se ci fossi stato io gliela’avrei fatta vedere”! Un saluto e speriamo di svegliarci presto, dal berlusconismo residuo e dal montismo rampante.

    • Ma cosa stai dicendo, Berlusconi ha sempre detto (correttamente) che la vendita dei bond italiani era stata effettuata dalla DEUTSCHE BANK. Non capisco proprio tutte queste polemiche. Anzi, le capisco sin troppo bene ed è per questo che stavolta voterò per BERLUSCONI.

  9. “ma non mi pare che la trasmissione NON abbia messo in luce le contraddizioni del soggetto” non dite che si tratta di un lapsus calami perché non è così ;-)

    • Se lo dici tu… ;-) comunque se ti fai un giro su web e giornali, i pareri sono praticamente unidirezionali: Berlusca ha vinto ai punti. E ha vinto proprio sulla politica economica. Lascia stare poi la Innocenzi, una ichiniana sfegatata di destra.

  10. Appunto. Sua Emittenza ha tirato il match dalla parte che gli faceva più comodo, e così ha segnato qualche punto in più. Personalmente mi ha fatto l’impressione negativa di sempre.

  11. Tutto vero l’articolo. Condivido. Ad un certo punto quando sembrava che l’imprenditrice del nord est propugnasse l’uscita dell’Italia dall’euro come possibile soluzione, Santoro e Berlusconi si imboccavano reciprocamente la risposta del luogo comune dell’irrinunciabilità dell’euro, pena lo sconquasso del mondo fin’ora conosciuto. Una pena …….

  12. si chiama semplicemente ansia da prestazione. sono vent’anni che Santoro e Travaglio aspettavano un incontro pubblico con il Cavaliere e… al momento giusto sono stati innocui, disarmati, vuoti… e ha vinto Berlusconi. Ma non parliamo di partita truccata… semplicemente è una partita persa. Allora, ha ragione o no Grillo che i Talk Show non aiutano la politica? sono al servizio di chi è più bravo a comunicare a prescindere dagli argomenti….

  13. E’ vero Steve, anche io ho avuto la stessa impressione che hai avuto tu, e non è la prima volta che mi capita.
    Attribuire la crisi all’Euro ed alla politica di austerity imposta dalla UE ai paesi deboli dell’Eurozona è per i gazzettieri ed i mezzibusti italici un vero e proprio tabù.
    Speriamo che nel clima di entusiasmo obbligatorio imposto dallo schieramento bipartisan dagli euroinvasati a qualcuno non salti in mente di far diventare le esternazioni di euroscetticismo e di eurofobia reati penali.

  14. Condivido il giudizio di Brancaccio; lo share unico vincirore ?

  15. IO PENSO CHE ,NEL MODO DI TRATTARE CON IL CAYMANO NON C’E’ MALE ,MICA SI POTEVANO MENARE.LA COSA GIORNALISTICAMENTE SCORRETTA E’ DI AVER EVITATO DI AVERE UN COLLEGAMENTO ESTERNO CON I CITTADINI CHE HANNO PROBLEMI E DI NON AVER DATO L’UNICA NOTIZIA DI POLITICA , VERA, IL MOVIMENTO 5 STELLE RESTITUISCE I SOLDI IN ECCEDENZA , IN REGIONE, SICILIA.

  16. [...] alla Benigni. (“Ma non si vergogna a negare la democrazia, vecchio satrapo fascista?”) Dovevano massacrarlo a colpi di realtà, come scrive Emiliano Brancaccio. Confutare ogni sua menzogna con i fatti, con l’operato del [...]

  17. D.accordocon Brancaccio,rilevo dai commenti letti,che lo scontro dialettico,è stato disatteso,anzi è venuta fuori la solita faccia tosta di chi a elevato la menzogna a sistema…..Ma pensiamo veramente che gli italiani,che fanno opinioni (non gossip) siano convinti che abbia vinto il brontosauro?.Io ritengo che alle prossime elezioni,avremo una bellissima sorpresa.

  18. Santoro e Travaglio mi hanno fatto pena, venduti allo spettacolo, in due ore hanno sperperato la loro residua credibilità. Travaglio ha riesumato il vecchio repertorio, Santoro ha mandato servizi che nemmeno Emilio Fede ai suoi tempi. E’ stato come vedere lo spogliarello di vecchie attrici; Berlusconi, che aveva tutto da guadagnare perché (Lapalisse) non aveva niente da perdere, ha vinto. Gli altri due si sono fatti vedere per quello che sono diventati: la macchietta di sé stessi, la loro autoparodia oltreché ignoranti sul principale argomento che doveva essere sfruttato cioé le mancate riforme, la mancata politica industriale, le leggine nascoste che favoriscono gli amici eccetera con tutte le conseguenze del caso (Ilva, Sardegna – ci pensava l’amico Putin eccetera, l’Aquila eccetera). Per lo spettacolo hanno accettato tutte le condizioni di Berlusconi e così si saono fatti vedere come sono ora. A questo punto, che Santoro non venga a richiedere né 10 euro ne 10 centesimi e che Travaglio vada a pubblicare i suoi libri con la Mondadori.

  19. [...] alla Benigni. (“Ma non si vergogna a negare la democrazia, vecchio satrapo fascista?”) Dovevano massacrarlo a colpi di realtà, come scrive Emiliano Brancaccio. Confutare ogni sua menzogna con i fatti, con l’operato del [...]

  20. Purtroppo, oltre che ignara di economia, questa televisione è ignara di tutto. Finisce per essere un’occupazione da “vitelloni”, come ho cercato di mostrare – con un corredo fotografico, penso, interessante – in questo articolo:

    http://giuseppebertoncello.com/2013/01/13/vecchi-vitelloni-in-campagna-elettorale/

  21. se Santoro avesse attaccato Berlusconi sulle cose che Brancaccio cita, si sarebbe trovato nella condizione di dover poi spiegare che sono le stesse cose che hanno fatto prima di lui il PD, ovvero il suo partito di riferimento. Avrebbe dovuto attaccare quindi la politica del partito unico dell’euro. E come si fa?! Sarebbe veramente la volta che Santoro non si vedrebbe più in televisione.

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