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Il fallimento dell’Agenda Monti: nessuna luce in fondo al tunnel

di Gustavo Piga

L’OCSE è un’organizzazione dove la politica impera. A volte si intrufola la verità, ma mai in maniera chiara.

Solo 6 mesi fa, nel suo precedente Economic Outlook sull’Italia il deficit su PIL italiano per il 2013 era previsto al -0,6%, pienamente coerente con il -0,5% del Governo Monti. Se facciamo poca fatica a capire perché un Governo possa dimostrarsi incredibilmente ottimista senza avere nessuna ragione concreta per esserlo, da una organizzazione di alto livello ci aspetteremmo ben altro. Ma così va il mondo. 6 mesi dopo, solo 6 mesi dopo, l’Ocse prevede per l’Italia un deficit-PIL al -3%.  Scandaloso? Chissà.

Vorrei comunque salvare l’OCSE perché nella sua incoerenza lancia comunque un messaggio che più pighiano non si può, ma ne parliamo in un post successivo. Magari domani.

Più scandalose sono le cifre di questo Governo. Vorrei farvele leggere in tutta la loro chiarezza, paragonando le cifre prodotte nel 2012 nei 2 documenti di questo Governo, alla luce delle nuove stime OCSE uscite oggi. Se qualcuno vi dice che questo Governo ha salvato i conti pubblici fategli vedere questa tabella.

Leggiamoli insieme. A parte la prima colonna sul PIL di quest’anno (su cui l’Ocse è più ottimista del Governo), per il 2013 (l’unico anno chiave per giudicare ora le stime di questo Governo), le stime Ocse odierne prevedono -1,5% di decrescita aggiuntiva rispetto alle stime governative di primavera nel Primo Documento di Economia e Finanza (DEF1).  Ancora forse più grave è che la metà di questo scostamento (0,8% di recessione in più) spunta fuori negli ultimi due mesi rispetto alla correzione di stime contenute nella Relazione di aggiornamento del settembre 2012.

Le stime sul 2014 essendo numeri al lotto nemmeno li guardiamo? Beh forse per la speranza che danno dovremmo guardarli. Scopriremmo così che nel giro di soli 6 mesi il Governo ha corretto la sua stima per la disoccupazione 2014 da 8,9 a 11,3% e che nel giro di altri due mesi con l’Ocse siamo arrivati a 11,8%, 3 punti percentuali in più in 6 mesi. 3 punti percentuali. Altro che speranza. Negli Stati Uniti se un governo pubblicasse questi numeri sarebbe sconfitto 90 a 10 alle elezioni.

Ovviamente le cifre più clamorose riguardano la finanza pubblica che questo Governo ha messo al centro della sua azione su suggerimento europeo. Ebbene sempre per il 2014 questo Governo e questa Europa stimavano per il rapporto debito-PIL (deficit-PIL) un valore di 118,2% (-0,1%). Oggi le stime OCSE dicono che sarà 132,2% (-3,4%).

132,2%.

132,2%.

Guardo questo numero incredibile nella storia della Repubblica italiana e mi chiedo chi possa mai dire che questo Governo e questa Europa siano a favore della stabilità dei conti pubblici. Un disastro basato sulla contabilistica illusione che i Governi prendono atto delle dinamiche sociali ed economiche e che non sono invece l’attore predominante di queste con le appropriate politiche economiche per la crescita.

Ci sono numeri nascosti nei dati Ocse che forse devono preoccupare ancora di più: il fatto che la disoccupazione salga malgrado l’occupazione tenga significa una sola cosa, che cresce il numero di persone che cercano lavoro, spesso perché il capo famiglia ha perso l’occupazione a tempo indeterminato, e il/la consorte scende in campo a supporto. La crescita della disoccupazione si mischia dunque a crescita dell’occupazione precaria, un fenomeno che può essere più facilmente tollerato in espansione, ma non quando i numeri sono così recessivi.

Sia come sia, il messaggio finale è uno solo: l’austerità, l’aumento della tasse e la diminuzione della spesa pubblica in recessione è una follia che nessuno studente del primo anno di economia suggerirebbe, specie quando si finisce per flirtare con così grande spensieratezza con la fine dell’euro.

E pensare che proprio la reputazione internazionale di Monti avrebbe potuto credibilmente far digerire ai mercati l’unica cosa che attendevano con ansia dall’Europa: la certezza che, una volta superata la tempesta perfetta della recessione con maggiore spesa pubblica, i governi europei avrebbero credibilmente riportato la spesa al livello originario o addirittura l’avrebbero ulteriormente qualificata. Un po’ come quando diciamo “it takes a Nixon to go to China” per dire che solo i forti anti-comunisti repubblicani potevano credibilmente aprire le porte ai rapporti con la Cina rossa.

Ma tant’è.

La nostra Cina, la recessione, c’è e rimane perché il nostro Nixon ha avuto paura di confrontarcisi.

Si chiude un capitolo di Agende sbagliate, profondamente sbagliate. Speriamo presto ne ripartano di nuove, capaci di generare conti pubblici in ordine, crescita economica, ottimismo, speranza, opportunità, fratellanza europea.

da gustavopiga.it

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7 commenti su “Il fallimento dell’Agenda Monti: nessuna luce in fondo al tunnel

  1. Ottima analisi, ma l’auspicio finale mi lascia perplessa. Che vi aspettate questi pseudo-esperti al servizio delle grandi corporazioni e delle banche cambino rotta? Oppure che lo facciano quei politici da 3 soldi inetti, ignoranti e senza spina dorsale che siedono in Parlamento. GLI ITALIANI DEVONO SVEGLIARSI e presto e riprendersi cio’ che gli e’ stato tolto – lo stato e la democrazia. Questa gentaglia sono anni che lavora contro il nostro interesse dietro le quinte assoldando i Prodi, i D’Alema, i Tremonti di turno, poi arriva e fa un colpo di stato. Beh forse e’ ora di un altro colpo di stato, questa volta dal basso.

    E poi auspicare fratellanza tra gli stati europei con quello che abbiamo visto sanno fare per annientare i vicini. NO GRAZIE, non avrei mai pensato di dire questo, ma e’ arrivato il momento di svegliarsi e dire NO GRAZIE FACCIO ANZI SENZA.

  2. [...] averlo letto non si può capire fino in fondo cosa ci stia succedendo dopo che i più infami tra i traditori ci hanno consegnato mani e piedi legati all’oligarchia mondiale che non si accontenta di [...]

  3. [...] stime sul 2014 essendo numeri al lotto nemmeno li guardiamo? Beh forse per la speranza che danno dovremmo guardarli. Scopriremmo così [...]

  4. finalmente qualcosa si stà muovendo…….bisogna incominciare a dire BASTA CI AVETE ROTTO LE SCATOLE facciamo da soli…..MEGLIO SOLI CHE MAL ACCOMPAGNATI, attualmente le varie classi dirigenti hanno pensato solamente ai propri interessi personali, infischiandosene dei problemi della nazione…….miliardi di € per le armi (( BASTA )) Ponte dello stretto che vuole la mafia ((BASTA )) tav((a chi serve veramente ????)) vitalizzi schifosi ((BASTA )) riduzione del 70% dei vitalizzi attuali , azzeramento di tutte le province, basta il capoluogo di REGIONE, autonomia ai COMUNI, ecc………sono con nfbloor

  5. [...] Naomi Klein. Senza averlo letto non si può capire fino in fondo cosa ci stia succedendo dopo che i più infami tra i traditori ci hanno consegnato mani e piedi legati all’oligarchia mondiale che non si accontenta di [...]

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