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Un anno di governo Monti: i numeri di un disastro prevedibile

Un anno di governo Monti riassunto in una tabella dal Sole 24 Ore. Un’operazione verità che serviva davvero.

Gli unici dati positivi riguardano i rendimenti dei titoli di stato. Importantissimo, si dirà. Sicuramente vero, tuttavia come è noto il calo dello spread non dipende dall’azione di governo – tant’è che dopo l’insediamento di Monti lo spread tornò a correre oltre quota 500 e così accadde anche a luglio – ma dalle azioni della BCE che con gli LTRO e il nuovo programma di acquisto OMT ha contribuito a riportare una molto relativa calma sui mercati. Poi ci sarebbe l’inflazione, ma il calo è relativo solo agli ultimi mesi, collegato in gran parte al prezzo del petrolio.

Il resto è un bollettino di guerra: PIL a -2,5%, calo della produzione, aumento della disoccupazione e infine, come il buon senso suggerisce, aumento del deficit e del debito. In altre parole l’Italia, come gli altri paesi periferici, grazie all’austerità sta vivendo un’agonia inutile.  Il disastro era facilmente prevedibile, il governo però non l’aveva previsto. A dicembre 2011, in una relazione al parlamento, il ministero dell’economia parlò dello 0,4% di contrazione nel 2012: nella realtà è stata oltre 6 volte tanto. Ma la politica continua a fare finta di nulla e gli stessi esponenti del governo, premier in testa, in continuazione rivendicano di aver salvato il paese, annunciando improbabili riprese entro pochi mesi.
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46 commenti su “Un anno di governo Monti: i numeri di un disastro prevedibile

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. a casa subito e si portassero dietro anche giorgio ”stella rossa” napolitano

  3. Poteva andare diversamente, e per questo il mondo finanziario e i politici degli Stati egemoni in Europa hanno preteso ed ottenuto il cambio di marionetta.
    Se invece di Monti fosse rimasto il buffone precedente, probabilmente l’Italia sarebbe finita peggio della Grecia e sarebbe uscita dall’Euro rovinando le belle prospettive di guadagno -sulla miseria altrui- degli speculatori internazionali.
    Purtroppo una bella occasione mancata, poiché per arrivare a quel punto ci sarebbe stata probabilmente una rivolta popolare. Non sarebbe finito come in Libia o in Egitto o Tunisia, ma nemmeno come in Siria. Ed ora l’economia italiana (e quella dei PIIGS) con forze nuove ripartirebbe.
    Speriamo che succeda alle prossime elezioni, se gli italiani hanno ancora qualche residuo di buon senso mandino i partiti attuali tutti insieme fuori dai co…

    • residuo di buon senso? beato te che ci credi…..popolo di cialtroni e pecoroni…l’ importante e’ sapere cosa fa il Milan con la campagna acquisti……comprarsi l’hi-pone 5(si scrive cosi’?)e aprire l’ennesimo mutuo per andare in ferie….il resto non conta un cazzo….scusa lo sfogo ciao

  4. [...] Un anno di governo Monti: i numeri di un disastro prevedibile [...]

  5. Ridare dignità al lavoro pagandolo per la ricchezza reale che produce. Siamo stanchi di dividere dividendi agli azionisti ed alle loro banche che non hanno mai prodotto nulla al di fuori del debito a strozzo, godendosi sul nostro sangue ricchezze stratosferiche. Se non si rimette in circolazione il denaro onesto, quello guadagnato col sudore della fronte, l’economia non avrà futuro. Certe norme andrebbero abbrogate dalla corte costituzionale e certi governi denunciati al tribunale per i crimini contro l’umanità. Una montagna di potere che partorisce aborti di umanità. Ma dove credono di arrivare, ad una nuova forma di fascismo tecnocratico e sottile?! Rischiano invece che la gente comune si stanchi di farsi rappresentare falsamente in televisione e ritrovi il gusto di incazzarsi personalmente accompagnandoli sino a casa a calci … nel fondo-schiena: non come atto di violenza, ma – poiché è lì che hanno dislocato il cervello – sperando che si riscuota e riprenda in salita la sua giusta collocazione!

    • “…stanchi di dividere dividendi agli azionisti ed alle loro banche che non hanno mai prodotto nulla al di fuori del debito a strozzo, godendosi sul nostro sangue ricchezze stratosferiche…”

      Incompleto ma bello; credo anch’io che sia folle regalare quattrini a persone che di mestiere si occupano solo di trafficare pezzi di carta. In un certo qual modo, quelli che noi oggi chiamiamo “investitori” somigliano tantissimo ai burocrati sovietici degli anni ’70 – ’80. Hanno la stessa utilità. Purtroppo anche noi assomigliamo sempre più ai cittadini russi di quell’epoca.

  6. Un bilancio doveroso, purtroppo, soprattutto nella settimana in cui FMI ed Unione europea hanno gelato le previsioni governative ottimistiche per una improbabile ripresa nel futuro. La ricetta miope e poco strategica dell’austerity a tutti i costi, tra l’altro “pelosa” e parziale, sta trascinando a terra la performance economica.
    In un paese dove l’export è l’unica via di salvezza e crescita, tra l’altro, dove sono stanziamenti straordinari o interventi mirati? Hollande ha creato una banca specifica per le PMI con oltre 20 miliardi di euro di capitale, mentre Ubifrance gode di risorse umane e finanziare estremamente più ingenti ed efficaci rispetto al nostro comparto della trade promotion.
    Temo purtroppo che il problema sarà aggravato dalla mancanza di una chiara leadership politica, a soli 5 mesi dalle elezioni più incerte della storia recente.

  7. Insomma, vanno meglio solo le cose che sono state manipolate da Mario Draghi con la stampa di euro dal nulla per acquistare ciò che oramai nessun investitore razionale comprerebbe più: il debito degli stati falliti ed insolventi.

  8. Anche se sono stata iscritta tanti anni fa ad economia e commercio, io di economia non ne capisco un tubo, sono sincera. Quello che capisco è che questo capitalismo e questo modo di vivere non è adatto alla maggior parte degli esseri umani. Consumare per esistere, sperando di morire al più presto (spesso questo desiderio è inconscio ed è la famosa pulsione di morte di Freud) non è il massimo per nessuno.
    Purtroppo (e per fortuna nello stesso tempo) alle superiori ebbi un professore di economia che ce la spiegava con la psicologia e la psicanalisi, per cui mi trovo spesso a domandarmi una cosa semplice: ma i ricchi, gli economisti, i vari Monti e Draghi, i politici sono felici oppure no?
    Perché con tutto quello che ci stanno facendo passare, sapere che stanno male psicologicamente, che sono anche loro infelici (vedi le lacrime della Fornero, che sono state giudicate false, ma forse tanto false non sono), ebbene questo pensiero potrebbe rendere molto confuse noi persone normali colpite dalla crisi.
    Per Keynes, da quel poco che so, la felicità era la liberazione dalla lotta per soddisfare i bisogni. Ma questo è valido per qualsiasi individuo? Chi ha l’animo artistico (come penso di averlo io, anche se non sono un’artista ma un’ottima faidate), la felicità è avere ottime idee e metterle in pratica. Per me indossare un abito, una maglia o qualcosa fatto da me ha un valore cento volte maggiore che indossare un capo firmato, ideare una ricetta e metterla in pratica mi rende mille volte più felice che pranzare nel ristorante più esclusivo.
    Questa mi semplifica (e di molto ) la vita, me ne rendo conto. Non sento infatti nessuna invidia per chi si può permettere cose che io non mi posso permettere, perché so che la mia creatività può darmi molto di più di quello che mi danno gli oggetti materiali.
    Le cose non vanno bene con Monti? Perché, secondo voi andavano meglio negli anni 80?
    Non mi considero una rivoluzionaria, ma la vera rivoluzione sarebbe non acquistare e non consumare nulla, facendo tutto da sé. E’ abbastanza utopico, lo capisco, ma che bello sarebbe se fosse possibile!

  9. Secondo me nell’articolo c’è un errore di fondo.
    Il fatto che «Il disastro era facilmente prevedibile, il governo però non l’aveva previsto.» secondo me non è vero.
    Io penso che Monti di economia sia espertissimo, non è che si stia comportando nel modo sbagliato perché non sa. È perfettamente cosciente delle conseuenze delle sue azioni.
    Qualcuno potrebbe dire che sta facendo il possibile per tenere a galla il paese con i mezzi che ha. Ma in realtàl’unica cosa che dovrebbe fare (chiedere e ottenere una riforma della BCE) non la sta facendo.

  10. Riformare la BCE: ma si può, concretamente?
    Penso che ormai sia indispensabile foraggiare questo sistema liberticida.
    Nulla da fare: si subirà l’azione dei mercati, degli speculatori. Perché i cattivi sono sempre gli altri…
    Ma chi sono questi “ALTRI”?
    BAH…

  11. > Molti la pensano come me, alcuni per necessità, altri per scelta. Questa continua crescita porterà solo infelicità e altri soldi ai soliti ricchi, se ne faccia una ragione, Giorgio caro!

    D’accordissimo con te Maryon su tutto.
    Qui non si vuole capire che la rivoluzione e’ smettere di produrre/consumare cazzate.
    E che c’e’ gente come me e te che crede in una decrescita felice SINCERA, non quella buffa e pelosa di chi e’ rimasto senza un governo keynesiano che gli pompa soldi da spendere per scimmiotare i ricchi e quelli che i soldi ce li hanno perche’ hanno creato valore vero.
    E’ per questo che supporto Monti e il governo, come suppporto la Scuola di Friburgo e l’Economia Sociale di Mercato piuttosto che il vacuo Keynesismo.

    Cosa dai i soldi in mano alla gente, se alla gente non gliene frega piu’ niente di spenderli per consumare, perche’ le proposte di consumo sono semplicemente prive di valore?

    • Sarei curioso di sapere quando hai acquistato l’ultima volta il tuo telefonino, la tua auto, la tua tv a schermo piatto, il tuo ultimo vestito o le tue ultime scarpe e molte altre cazzate che a parole dici di rinunciare.
      Non perchè la cosa mi interessi, ma per verificare la sincerità delle tue affermazioni.
      Certamente potresti dire che te li sei guadagnati e meritati. Non lo metto in dubbio. Te lo per buono.
      Ma puzzerebbe tanto di classismo: tu sei tu, e gli altri sono un c…

    • Sono contenta che la pensi come me. Mi sono sentita presa in giro, e me la sono un po’ presa.
      Anch’io penso che il governo Monti sia necessario, è stata l’unica scelta possibile dopo un periodo buio, sapete a cosa mi riferisco.
      In questa crisi vedo anche un rifiuto da parte di molte persone del “dovere di consumare”, probabilmente perché non soddisfa più, anzi ha creato insoddisfazione.
      L’essere umano ha molti bisogni, come diceva Maslow, e in cima alla piramide c’è l’autorealizzazione, che non dipende da oggetti materiali.
      Fattore molto importante di autorealizzazione è la creatività, qualità molto sottovalutata ma che crea felicità e favorisce il rilassamento.
      Escludendo le persone che soffrono di shopping addiction, normalmente acquistare beni materiali non viene considerato dai più un esercizio rilassante. Soprattutto per quanto riguarda gli uomini, ma io conosco molte donne che farebbero volentieri a meno di andare per negozi, io sono una di queste.
      C’è chi ti ha chiesto quando hai comperato determinate cose, ma che significato avrebbe? Puoi aver comperato un televisore o un telefonino perché quelli che avevi si erano rotti, per esempio.
      In rete il bisogno di essere creativi si percepisce molto, basta vedere quanti blog di cucina o di cucito creativo (anche di uomini, ve lo assicuro) ci sono.
      Anche se non sono giovane, percepisco il web come un posto estremamente creativo, se usato bene ovviamente.

  12. Un buon parere, anche se è inutile nascondere che da un lato lo sapevamo benissimo che Monti o chi per esso NON erano la panacea ai nostri mali, dall’altro sapevemo benissimo però che a prenderlo nel… eravamo solo noi.
    Sperare in reali miglioramenti era il minimo, ma come si dice…. chi vive sperando…

    Saluti da:

    http://weneanderthal.wordpress.com/

  13. Il Governo Monti sta distruggendo le speranze degli italiani: innalzamento età pensionabile drastico, improvviso e senza alcuna concertazione, aumento della disoccupazione, mortificazione del mercato interno. Aggiungo che l’accorpamento delle province, che mediaticamente è stato tanto appoggiato, non porterà ad alcun risparmio (tutte le giunte provinciali messe insieme costano quanto 13 parlamentari!) ed è stato portato avanti con un’urgenza ispiegabile, calpestando palesemente la Costituzione.
    Insomma macelleria sociale pura, senza -peraltro- ottenere dei reali benefici.

  14. @ Giorgio 12 novembre 2012 alle 17:08

    > Sarei curioso di sapere quando hai acquistato l’ultima volta il tuo telefonino, la tua auto, la tua tv a schermo piatto, il tuo ultimo vestito o le tue ultime scarpe e molte altre cazzate che a parole dici di rinunciare.

    E fai benissimo collega, perche’ hai ragione, va fatto un esercizio di verita’ con se stessi.
    Sono stufo di quelli che si inventano Keynesiani/diSinistra ma…sinistra-sinistra, e poi hanno auto, Ducati, 20.000km di benzina raffinata da petrolio sicuramente santo (non quel petrolio cattivone da qualche paese schiavizzato dai turbocapitalisti), posto fisso in Provincia da 20 anni, appartamento di proprieta’ di 90mq, mai fatto l’imprenditore, mai vissuto all’estero e avanti cosi’.
    A me interessa il “questo sono io” di ciascuno, nessun classismo.

    Cmq, sperando che la buona fede basti:
    – telefonino: 30 euro marzo scorso 2011. altri 20 l’agosto prima (perso).
    – la tua auto: venduta novembre 2010, mai piu’ avuta.
    – la tua tv a schermo piatto: mai avuta, ne ho una tubo-catodico regalata. Spenta.
    – il tuo ultimo vestito: follia, una maglia da 30€ a fiera, ero in maniche corte e faceva freddo di sera a settembre, un raffreddore mi costava di piu’.
    – le tue ultime scarpe: settembre, da ginnastica nere per fare un catering, 18€

    Ma tranquillo, ho comprato 2 laptop negli ultimi 2 anni e progetto di comprarmi uno smartphone prossimo anno, sono un buon paraculo anche io.
    Ma aggiungerei altre domande al tuo profilo:
    – quante volte mangi carne alla settimana? carne rossa?
    – quanta benzina consumi?
    – quanti km in bici fai? ma se piove ci vai lo stesso?
    e cosi’ via.

    • Chi ti ha risposto è sempre lo stesso Giorgio che mi ha preso in giro, al momento non l’avevo capito. Vedo che non perde la sua verve sarcastica, chissà com’è nel mondo reale!

    • 1) Non mangio carne rossa.
      2) Nel mese di ottobre 46 litri (80 euro); poco più di 360 dall’inizio dell’anno con 7.544,5 km (non 20 mila);
      3) non vado in bici nemmeno quando c’è il sole (anche se indubbiamente mi farebbe bene).

      Dopo di che, il mio profilo non include la Ducati, non ho un posto fisso in Provincia, non ho un appartamento di 90 mq.

      Ma come ho detto, non mi interessano i tuoi acquisti in se stessi.
      Non mi piace invece ciò che emerge da ciò che scrivi: che considera delle sanguisughe o dei parassiti chi non ha “mai fatto l’imprenditore” o chi lavora per il settore pubblico.
      Se tu sei stato imprenditore avresti dovuto comprendere che se non hai una domanda per i prodotti o i servizi che proponi, non avresti avuto modo di andare avanti.
      Ma la domanda, fosse anche arrivata esclusivamente da altre imprese private, avrebbe potuto essere insufficiente se la domanda delle tue imprese clienti a loro volta non avessero avuto una domanda adeguata. E alla fine, anche ammesso che si operi nel segmento dei beni di investimento o nei servizi alle imprese, tutto riconduce ai consumi delle famiglie e alla domanda pubblica (corrente e in c/capitale).
      Tutto questo discorso per dire che il nostro sistema è interconnesso: la spesa di uno è il reddito di un altro. La minor spesa di uno è un mancato reddito per un altro.

      Dopo di chè, ben venga la crescita sostenibile, attenta alle risorse ambientali ed energetiche, che eviti gli sprechi delle risorse naturali.
      Fortunatamente vi sono posizioni ben più interessanti delle vostre (che innanzi alla crisi proponete di accettare o di ridurre comunque i consumi, salvo ovviamente per quelli che se li sono “guadagnati”). Sono di quelle persone che puntano sulla qualità dei consumi, dei processi produttivi, del sistema distributivo e del confezionamento dei prodotti, non sulla diminuzione in senso assoluto degli stessi. Che propongono interventi energetici e di ristrutturazione degli edifici pubblici (ivi inclusi gli interventi anti-sismici). Che propongono di mettere in sicurezza il territorio, attuando le spese per la manutenzione delle strade, dei fiumi e di corsi d’acqua, evitando che un temporale si trasformi ogni volta in un dramma per le popolazioni.
      Come si vede, anche la spesa pubblica potrebbe portare a risparmi energetici e ad una qualità della vita migliore e soprattutto a salvare vite umane (che non entrano nel calcolo del pil).
      Ma la spesa pubblica è domanda per le imprese ed occupazione (creata o salvata). Quando capirete questa banale relazione, si potrà finalmente ragionare seriamente sul modelli di consumi e sui modelli di produzione esistenti.
      Se non si comprende questo, le vostre proposte non faranno altro che aggravare la crisi. Altro che decrescita felice. La ricetta Monti, che voi appoggiate, oltre a non risolvere i problemi che abbiamo davanti, ha impoverito la gente e non l’ha resa per nulla più felice.

      • Forse non ci siamo capiti. Mettere in sicurezza il territorio è necessario, chi ha detto che non lo sia?
        Ma non si può liquidare le idee contrarie alla propria opinione in modo sarcastico. E non credo che lei sia un mostro assetato di sangue, almeno spero!

  15. [...] questo articolo, dove l’opinione del blogger è condivisibile, mi sono addentrato nel sito del Sole 24 Ore [...]

  16. @ Giorgio 12 novembre 2012 alle 22:21

    > non vado in bici nemmeno quando c’è il sole (anche se indubbiamente mi farebbe bene).

    Direi che ti sei dato un buon consiglio ;)

    Ti chiedo il piacere di non lasciarmi essere quello che vuole l’ultima parola a tutti i costi, replica e ti ringrazio per la chiacchierata.

    > che considera delle sanguisughe o dei parassiti chi non ha “mai fatto l’imprenditore” o chi lavora per il settore pubblico.

    No sanguisughe o parassiti.
    E non perche’ sono dipendenti pubblici piuttosto che imprenditori.
    Bensi’ “paraculi”, perche’ non hanno mai indossato le scarpe dell’altro e non si sono impegnatii sinceramente a migliorare innanzitutto i propri comportamenti, le proprie scelte.
    E anche in questo senso io mi ritengo un paraculo, perche’ non ho mai avuto nessuno alle mie dipendenze ;). Bisognera’ cambiare.

    > che innanzi alla crisi proponete di accettare o di ridurre comunque i consumi.
    > Se tu sei stato imprenditore avresti dovuto comprendere che se non hai una domanda per i prodotti o i servizi che proponi, non avresti avuto modo di andare avanti.

    Non aspetto la crisi e non devo accettare di solo di “ridurre” i consumi (condizione per la decrescita).
    Ne faccio di migliori. Se mangio carne 2-3 volte in meno la settimana, mangero’ piu’ legumi e cereali. Se non compro l’auto, comprero’ una bici decisamente piu’ costosa, o con “optional”.
    E da imprenditore, non posso accettare passivamente di affidarmi solo al fatto che i soldi girano per cui il mio business all’80% avra’ un qualche successo che tanto la gente ha soldi da buttare.
    Devo studiare perche’ sia qualcosa che scaturisca (non che segua una tendenza) quel cambiamento di consumi di qui parlavo.
    Anche perche’ avresti gioco facile a dire che se mi limito a eliminare tutto per comprare 2 fagioli e una bici in piu’, il sistema crolla miseramente.
    Bisogna pensare anche ad altro.

    > Ma la spesa pubblica è domanda per le imprese ed occupazione (creata o salvata). Quando capirete questa banale relazione, si potrà finalmente ragionare seriamente sul modelli di consumi e sui modelli di produzione esistenti.

    Ma la spesa pubblica e’ stata soprattutto fonte di malapolitica, corruzione, sprechi, adattamento a comportamenti non salutari.
    Come e’ possibile che nell’impiego pubblico la malattia sia il doppio-triplo che nel privato?
    Abbiamo bisogno di disintossicarci dalle immissioni di liquidita’.

    > Fortunatamente vi sono posizioni ben più interessanti delle vostre (che innanzi alla crisi proponete di accettare o di ridurre comunque i consumi, salvo ovviamente per quelli che se li sono “guadagnati”). Sono di quelle persone che puntano sulla qualità dei consumi, dei processi produttivi, del sistema distributivo e del confezionamento dei prodotti, non sulla diminuzione in senso assoluto degli stessi.

    Mah, se non ricado dentro a questi, no ci sono neanche lontano. O no?

    > Che propongono di mettere in sicurezza il territorio, attuando le spese per la manutenzione delle strade, dei fiumi e di corsi d’acqua, evitando che un temporale si trasformi ogni volta in un dramma per le popolazioni.

    E perche’ no anche questa

    http://www.corriere.it/ambiente/12_gennaio_05/piste-ciclabili-autostrada-germania_e0d7f674-3780-11e1-8a56-e1065941ff6d.shtml

    > Come si vede, anche la spesa pubblica potrebbe portare a risparmi energetici e ad una qualità della vita migliore e soprattutto a salvare vite umane (che non entrano nel calcolo del pil).

    Un minore utilizzo di auto quante vite salverebbe?

    > La ricetta Monti, che voi appoggiate, oltre a non risolvere i problemi che abbiamo davanti, ha impoverito la gente e non l’ha resa per nulla più felice.

    La gente in Italia ha deciso di rendersi infelice da sola.
    Sono 20 anni che elegge Berlusconi, un distruggitore di fiducia, valore, e felicita’, non e’ possibile pensare di uscirne indenni. Monti ha risolto molti problemi,e sugli altri ci ha provato (facendo anche errori).
    Quello che gli e’ mancato e’ un Parlamento decente. Ma quello e’ responsabilita’ nostra.

    Grazie ancora.

  17. [...] governo italiano in fondo per il 2012 ha sbagliato di “appena” 2 punti percentuali. Quasi un [...]

  18. Bei dati per carità! Incolonnati bene! Ma prerchè la maggior parte di noi non ha una visione più estesa della questione? Vi pensate se rimaneva un politico qualsiasi, al governo? Chi vi dice che la situazione non sarebbe stata ancora più tragica? Pensateci!

  19. Gli unici dati positivi riguardano la diminuzione dei tassi di interesse e dello spread. Vero. Ma non penso che sia merito di Monti o del presunto aumento di credibilità del sistema Italia.
    Penso piuttosto che, poiché l’ammontare del debito in mano estera nel giro di neanche 1 anno si è dimezzato, passando dal 60% a meno del 30% sul totale, allora sarà molto più difficile, d’ora in poi, che qualunque vendita sul mercati di titoli in mano estera possa influenzare più di tanto il differenziale rispetto ai titoli tedeschi, a meno che non siano le stesse istituzioni italiane a mettersi a giocare sporco…

  20. Certo , si poteva fare diversamente ,tipo uscire dall’euro no ? Ricette miracolose non ce le ha nessuno .comunque fossi in voi ringrazierei Monti per non aver fatto la fine della Grecia o Spagna .

  21. Penso che la causa non sia solo il Governo Monti, ma bensì anche il non ruolo delle banche, in generale. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Governo tecnico (Europa) + banche= catastrofe imminente (mi limito a parlare di Italia). L’austerity fa male ed ancor di più in recessione. Detto ciò, non so come ci siano delle idee come gli effetti restrittivi delle politiche keynesiane espansive e viceversa. Tali idee vagano tra alcuni (anzi molti) economisti dell’Ateneo che da poco ho lasciato. Me l’hanno fatto studiare con forza e ho dovuto farci anche un esame. Non mento dicendo che la domanda riguardante l’anti- keynesismo sia stata quella cui ho risposto con poca voglia e in due righe ( ciò ha sicuramente svalutato il mio voto). Parlavano di aspettative, tutto in linea con i concetti espressi dal governo tecnico odierno. Io non ci ho mai creduto. sono molto fedele ai concetti di domanda effettiva e di animal spirits.
    Monti ha le mani legate. monti è un commissario ordinato dall’alto ed accettato dalla classe politica. Monti è un europeista incallito. Monti sa quello che fa. Monti è consapevole. Monti non è pazzo. Monti è un liberista. Monti non è un politico.Monti è un appendice del vero problema. L’europa così come viaggia è un disegno folle senza nessuna base empirica passata. Un salto nel buio. Un gioco di poteri. Oggi gli economisti si sprecano a trovare soluzioni mente a fine secolo già Charles Goohart in un suo paper decretava il flop del divorzio tra pol econ e pol fisc. Monti tra un pò se ne andrà e arrivederci e grazie.
    Sulla seconda parte della mia equazione bislacca e banale enunciata sopra, penso che le banche debbano ritornare al servizio dei cittadini. Un ingranaggio fondamentale e difficilmente sostituibile che nel tempo ha acquisito una tale indipendenza e un azzardo morale 8in senso lato) incredibile. L’incentivo alla liquidità, il selvaggio uso di strumenti derivati. Due problemi che tendono a intrecciarsi. Mica son tanto sicuro che il modello Universal banking sia tanto un passo avanti!
    e le imprese e le famiglie?
    Quelle italiane pagano l’estrema dipendenza dalle banche, e ci ritroviam qui affamati più che mai. tutto concatenato. niente credito,niente investimenti, niente occupazione, PIL giù.
    Ora mi chiedo è più facile rieducare le banche e dargli un ufficio più salutare o rendere le imprese più indipendenti da questo canale di credito? Anzi quale è più conveniente e fattibile?
    Spero di ricevere una risposta da persone di questo blog, sicuramente in linea con concetti miei di base ma sicuramente più dotti e acculturati di me in materia.

  22. [...] di salvare l’euro. Due paradossi: 1) l’effetto della “cura Monti” è stato il peggioramento dei conti pubblici; 2) dopo le dimissioni del premier lo spread è calato da 320 a [...]

  23. […] J. Stiglitz Premio Nobel economia): conti pubblici sani si possono costruire solo sulla crescita. L’Ufficio Studi del Sole 24 ore qui dimostra infatti che l’effetto dell’Agenda Monti è stato il peggioramento dei conti pubblici. […]

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