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Alesina e Giavazzi propongono la sanità all’americana: un sistema fallimentare, costoso e inefficiente

Spesa sanitaria (pubblica e privata), OCSE 2009

Nell’editoriale domenicale sul Corriere della Sera, Alesina e Giavazzi descrivono il sistema sanitario italiano come insostenibile. Eppure costa meno, allo Stato e ai cittadini, che il sistema prevalentemente privato all’americana.

“L’allungamento della vita ha anche prodotto un aumento delle spese per la salute. Un anziano oltre i 75 anni costa al sistema sanitario ordini di grandezza superiori rispetto a persone di mezza età. Risultato, la nostra spesa sanitaria oggi sfiora il 10 per cento del Pil…

Dobbiamo ripensare più profondamente alla struttura del nostro Stato sociale. Per esempio, non è possibile fornire servizi sanitari gratuiti a tutti senza distinzione di reddito. Che senso ha tassare metà del reddito delle fasce più alte per poi restituire loro servizi gratuiti? Meglio che li paghino e contemporaneamente che le loro aliquote vengano ridotte. Aliquote alte scoraggiano il lavoro e l’investimento. Invece, se anziché essere tassato con un’aliquota del 50% dovessi pagare un premio assicurativo a una compagnia privata, lavorerei di più per non rischiare di mancare le rate.”

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, Corriere della Sera, 23 settembre 2012

In molti hanno commentato ieri l’editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi pubblicato domenica dal Corriere della Sera, mettendo in evidenza gli errori dei due economisti.

In particolare il blog Phastidio ha rilevato che è falso affermare che in Italia la spesa sanitaria sfiori il 10%. La spesa totale (pubblica e privata) arriva al 9,3% ma quella pubblica è solo il 7,1%. E, come evidenziano i dati OCSE, essa è perfettamente sotto controllo.

Ma ci pare che nessuno dei commentatori abbia posto in evidenza un dato che a prima vista potrà sembrare curioso, ma è invece perfettamente logico. Ci riferiamo alla spesa pubblica per la salute in un paese con un sistema sanitario prevalentemente basato sulle assicurazioni private, come gli USA, un tipo di sistema che (almeno prima della riforma Obama) corrispondeva ai desiderata di Alesina e Giavazzi.

Ebbene si scopre che gli Stati Uniti hanno una spesa sanitaria totale (pubblica e privata) decisamente enorme, la più alta dei paesi OCSE: il 17,6% del PIL. Di questa, il 48,2% è spesa pubblica. Ne consegue che la sola spesa pubblica per la sanità, negli USA, ammonta all’8,4% del PIL, ovvero 1,3 punti in più della nostra.

Non solo: il sistema Medicare/MediAid, eventualmente integrato dal welfare dei singoli Stati, non copre universalmente tutti i cittadini come i sistemi europei, ma solo specifiche categorie (anziani, bambini, poveri, disabili). Si arriva quindi al paradosso di una spesa pubblica maggiore, ma meno cittadini coperti. Tutti gli altri devono rivolgersi alle assicurazioni private, il che spiega come mai la spesa privata in salute sia così elevata. E, nonostante il sistema di assicurazione sanitaria pubblica, oltre 50 milioni di americani, che non rientrano nei criteri del Medicare/Mediaid e non possono permettersi una assicurazione privata, rimangono senza alcuna copertura sanitaria. Con la riforma Obama questo numero si ridurrà, ma le stime parlano di 25 milioni di cittadini che rimarranno comunque scoperti.

Questo fallimentare sistema, costoso e meno efficace del welfare universale, è ciò che propongono Alesina e Giavazzi. I quali invece descrivono il sistema italiano come insostenibile. Eppure costa meno, allo Stato e ai cittadini, che il sistema prevalentemente privato all’americana.

I dati OCSE sulla spesa sanitaria possono essere scaricati qui: http://www.oecd.org/els/healthpoliciesanddata/oecdhealthdata2012-frequentlyrequesteddata.htm

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46 commenti su “Alesina e Giavazzi propongono la sanità all’americana: un sistema fallimentare, costoso e inefficiente

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Avevo capito che proponevano soltanto di far pagare ai redditi alti le spese mediche. Mi pare più che giusto. Perché l’operaio deve pagare a Berlusconi le spese mediche?
    Perché l’operaio che decide di non mandare i figli all’università deve pagare le tasse universitarie al figlio dell’imprenditore o del banchiere o dell’alto burocrate o all’evasore fiscale?

    Mi pare che moltissimi figli stiano dicendo, urlando, ai propri genitori che lo stato sociale concepito decenni prima per loro, oggi non è più economicamente sostenibile.

    • Avevi capito male.
      Perchè contemporaneamente propongono di ridurre le tasse ai più ricchi.
      Ma le tasse si pagano non solo per la sanità, con il risultato di aggravare a) il deficit pubblico per il venir meno di una entrata fiscale innanzi ad un dubbio risparmio di spesa. b) i ceti medio bassi continuano ad essere tartassati, mentre si vedranno ridurre i servizi pubblici in seguito all’aggravarsi dei deficit che il duo A&G contribuirebbe ad aggravare con le sue strambe proposte.
      Ed è curioso che tu faccia riferimento agli evasori, dato che le tasse universitarie, ad esempio, che si vogliono far pagare ai ricchi, vengono meno quando le dichiarazioni dei redditi sono fasulle, grazie all’evasione.

      • Ma il welfare state odierno non è insostenibile…
        E’ GIA’ FALLITO!

        Fate (e fanno finta) di non saperlo, ma le cose stanno proprio così!

      • Diciamo piuttosto che è la vostra speranza.
        Più la gente sta male ed è tartassata da voi liberisti (Monti), più voi siete contenti.
        Voi siete per il socialismo dei ricchi e la miseria per la gente comune.
        Voi avete ridotto lo stato sociale ad una larva, ove vi sono pensioni da fame per la maggioranza delle persone, ove non è previsto un sussidio di disoccupazione degno di questo nome, e ove tutti i servizi pubblici sono a pagamento. Mentre gli evasori, che sottraggono 140 miliardi annui, dovrebbero avere accesso ai servizi gratuitamente, a scapito di chi paga fino all’ultimo centesimo le tasse.
        Fate pena. Siete solo della gente che vive sulle spalle di chi lavora.

      • Ovvio che il sistema è già fallito (se non nella zucca dei burocrati): i bilanci dello stato non tengono conto dei debiti previdenziali e sanitari già maturati ma solo delle spese pregresse. Notoriamente sono multipli del GDP. Se il management di un’assicurazione privata facesse un simile bilancio farebbe la fine di Madoff
        Il SSN è solo un gigantesco shema alla Ponzi ma a differenza di questo la sua partecipazione è forzosa. Non dipende (completamente) dalla stupidità dei suoi partecipanti

      • @ Gianni,
        Se lei non riesce a vedere bene il grafico, ha bisogno di cure oculistiche.
        La prego solo di pagarsele di tasca sua.

      • sempre più ridicolo giorgio, brutta cosa la cecità ideologica! decenni di politiche simil-keynesiane e comunque incentrate sul più becero statalismo, e cerca pure di rifarsi la verginità!

      • Un altro che ha bisogno delle cure oculistiche.
        Non è che si è diffusa un’epidemia: quella di non vedere i dati di fatto?
        E’ un virus assai diffuso in Italia.

    • @Giorgio
      ti ho spiegato perchè il grafico non dice nulla rispetto l’effettivo impegno di spesa dei vari sistemi Invece il grafico spiega bene che il sistema USA non è affatto privato. E non solo per quella ragione

      • E lei sarebbe in grado di dirci quanto non sarebbe stato incluso?
        Tenga conto che se vale il principio di cassa, nell’anno di riferimento saranno state pagate le forniture dell’anno precedente (se il ritardo nei pagamenti è di un anno) e quindi il grafico è sostanzialmente fedele.
        Mentre se è di competenza, la sua obiezione è priva di fondamento.

      • @Giorgio
        a parte che te l’ho spiegato ma prova documentarti su come una assicurazione privata fa un bilancio. Scoprirai tra l’altro perchè quello di uno stato è uno schema alla Ponzi
        Comunque adesso almeno hai capito perchè il SSN USA non è privato
        Già un bel passo in avanti
        Deo gratia!!

      • Di questo passo, tutto è una schema Ponzi.
        Qualunque impresa paga i costi con ciò che entra nell’anno. E se le entrate sono inferiori alle uscite, salta.

        Ma in tal caso, se vuoi dire che il sistema capitalistico è una truffa, potrei darti anche ragione.

  3. L’inattendibilità di A&G è nota e costante e la dice tutta sul giornale che li annovera tra i suoi economisti mainstream: pura propaganda. Ma ciò che più mi ha colpito dell’articolo è stata l’affermazione che la necessità di pagare le rate dell’ass. sanitaria, pena la sua sospensione, avrebbe incentivato il beneficiario a lavorare di più . Detta in questo momento è ridicola, ma più in generale riflette l’opinione che gli italiani siano dei fanulloni. Ma questi due dove vivono? Non sanno quale fatica fa ogni giorno la maggior parte di noi per campare una vita anche solo dignitosa?

    • Se mi permette, è ridicola non solo in questo momento, ma è ridicola proprio! Sarebbe come dire che siccome ho il mutuo da pagare lavoro di più! Questi due vivono ad Altrove!

  4. E’ uno dei rari casi in cui sono d’accordo con una gestione pubblica di un servizio. Il motivo di quel fallimento USA è il moral hazard, per cui lo stato deve raccogliere proprio i contribuenti meno remunerativi.,.. Sarebbe però più corretto che chi decide di rivolgersi a strutture private (perchè ne ha la disponibilità economica) possa scaricarlo interamente dalle dichiarazioni IRPEF (visto che la sanità mi sembra si finanzi con l’IRPEF regionale ) per evitare di pagare per un servizio di cui effettivamente non usufruisce. Oddio qui c’è qualcuno che pensa che ogni euro spremuto da chi guadagna “appena sopra la media” sia sacrosanto. Vorrei invitarvi a leggere lavori scientifici a riguardo: in ogni paese in cui la pressione fiscale sia più alta del 40% (anche a livello più bassi) ogni euro in meno di tassazione, anche se viene coperto con tagli alla spesa pubblica, libera moltissime risorse. Peccato che l’unica interpretazione accettabile di moltiplicatore keynesiano che si accetta nell’ambiente sia quella di moltiplicatore della spesa pubblica. A A e G va il merito di aver capito che, in questo pantano di ultra tassazione, ogni euro in meno di tasse (a chiunque siano tolte, anche se si tratta di puttanate tipo “tasse sui beni di lusso” ) libera molte più risorse di opere pubbliche o appalti che si disperdono spesso e volentieri in corruzione e prebende…

    • E quando fosse ricoverato d’urgenza per un incidente, che si fa?
      Dato che sta usufruendo di un servizio pubblico, gli mandiamo la parcella a casa o togliamo dalla sua detrazione irpef il costo del servizio che ha usufruito?
      Non venite poi a lamentarvi della complessità del sistema fiscale!

    • Peraltro, dal sito dell’Agenzia delle Entrate si può leggere:

      “11. Le detrazioni d’imposta
      A fronte di spese che hanno una particolare rilevanza sociale come ad esempio quelle sostenute per motivi di salute, per gli interessi sul mutuo dell’abitazione o per gli studi, sono previste riduzioni dall’Irpef.
      A seconda dei casi, queste riduzioni si ottengono tramite la presentazione della dichiarazione dei redditi e possono essere fatte valere in due modi diversi: le spese sostenute possono essere “dedotte” dal reddito prodotto (vedi capitolo XII) oppure possono dare diritto a una detrazione d’imposta del 19% o in misura forfetaria”.

      Come vedi, nulla di nuovo sotto il sole.
      Solo una piccola differenza: vale per tutti i contribuenti. Non è necessario essere ricchi per usufruire delle detrazioni.

      Sicchè, se vi è qualcuno che è ossessionato per i redditi sopra la media, sono proprio coloro che fanno le proposte per ridurre le tasse ad uso e consumo per i più ricchi (A&G e W?)

    • Sarebbe però più corretto che chi decide di rivolgersi a strutture private (perchè ne ha la disponibilità economica) possa scaricarlo interamente dalle dichiarazioni IRPEF (visto che la sanità mi sembra si finanzi con l’IRPEF regionale ) per evitare di pagare per un servizio di cui effettivamente non usufruisce.

      La maggioranza della popolazione, per fortuna, non usufruisce neanche del SERT o del SIM, ma li paga lo stesso, come è giusto che sia, per coloro che non possono permetterselo.

    • Ci dica quali sono questi “studi scientifici”: se la base teorica sulla quale poggiano sono quelle curve disegnate su tovaglioli di carta in un ristorante avrei un uso alternativo da proporre

      • a keynes blog: proprio questa affermazione dovrebbe essere allarmante, la sanità pubblica sperpera così tanto che i cittadini trovano conveniente non pagare il ticket e rivolgersi a privati per curarsi. dovrebbe essere indice che il pubblico trasforma in spreco tutto ciò che gestisce: secondo lei la conclusione è l’opposto… mah… Ad oggi, l’unica prestazione che il SSN fornisce convenientemente sono le risonanze magnetiche e poco altro.

        a Saverio: tagli ai sussidi alle imprese che finanziano tagli di irpef sui redditi medi stimolano la crescita molto più di nuova spesa pubblica:

        http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003287.html

        In sostanza voi criticate la proposta sbagliata di Giavazzi di privatizzare la sanità. Oggi come oggi questa critica è giusta. Ma il vostro modo di intendere l’intervento pubblico è per tutto il resto fallimentare, e la recente crisi dei debiti dovrebbe avervelo dimostrato. O pensate che sia colpa degli imprenditori brutti e cattivi se gli interessi sul debito sono aumentati in modo INSOSTENIBILE?

      • Personalmente non avrei nulla in contrario se fossero tolti un po’ di sussidi alle imprese e fossero ridotte le aliquote ai redditi dei lavoratori.
        Ma non mi pare che qualcuno l’abbia proposto.

        Quanto al debito pubblico, è al corrente che dal 1992 abbiamo avuto un avanzo primario ogni anno, ad eccezione del 2009 e del pareggio del 2010?

        Sa che se cumuliamo gli avanzi primari di quel periodo al 2011, abbiamo la mastodontica cifra di oltre 600 miliardi di euro? Significa che in questi 20 anni la politica di bilancio è stato restrittiva (non espansiva), poichè è stato dato al settore privato meno di quanto è stato prelevato.

        Quindi il debito pubblico non è nato per la spesa pubblica o il welfare. Ma per la spesa per interessi che nello stesso periodo è stata di 1662 miliardi di euro (il debito pubblico è meno di 2000 miliardi).

  5. [...] su keynes blog Share this:FacebookMoreTwitterStampaDiggStumbleUponRedditEmailLike this:Mi piaceBe the first to like this. Pubblicato in: Uncategorized ← la senatrice padana (e gli altri) Commenta per primo [...]

  6. Scusate …ma bisogna proprio essere dei totali incapaci (a fare un complimento pero’) per scrivere certe cose. E’ vero piuttosto il contrario: è il SSN italiano che è un unicum in Europa con altri due soli stati

      • Te l’ho detto: che quello italiano rappresenti il tipico SSN occidentale è una fesseria. E’ vero l’estto opposto: basta documentarsi.

      • Gianni hai proprio bisogno di cure oculistiche.
        L’Italia fa parte dell’Ocse (sai che cos’è l’Ocse?).Nel grafico sono rappresentati i paesi Ocse e noi siamo in posizione intermedia.
        Direi proprio che è il tipico sistema sanitario occidentale. Nè spinto verso l’assistenza privata come negli Usa, nè così sottodimensionato cone in Turchia e Messico.

      • Ci sono solo altri due SSN in Europa che funzionano come quello italiano
        Che c’entra poi l’OCSE? Basta sciocchezze (…a farvi un complimento)!
        Grazie

      • Delle due, l’una: o non ha nemmeno dato un’occhiata al grafico o non sai che cos’è l’Ocse.

  7. Ma la finiamo con questa favola dei 50 milioni di americani che non possono permettersi un assicurazione medica?Basterebbe informarsi per sapere che la maggior parte degli americani non assicurati lo sono per scelta propria e non certo perchè non hanno le possibilità economiche di pagarsi una polizza sanitaria.

      • Infatti il rapporto del US Census Bureau che ho linkato dimostra proprio che negli Usa c’è ancora una buona fetta degli americani che è priva di un’assistenza sanitaria adeguata.
        Chi si deve informare siete voi, che parlate con frase fatte, tipo lo schema “Ponzi” per l’assistenza sanitaria.
        Siete ridicoli.

    • Troppo facile documentarsi:-)
      Meglio spararale grosse…senza nemmeno capire l’articolo di Giavazzi

      • @ Gianni, ho sbagliato posizione della risposta, ma era tutta per te:
        Infatti il rapporto del US Census Bureau che ho linkato dimostra proprio che negli Usa c’è ancora una buona fetta degli americani che è priva di un’assistenza sanitaria adeguata.
        Chi si deve informare siete voi, che parlate con frase fatte, tipo lo schema “Ponzi” per l’assistenza sanitaria.
        Siete ridicoli.

  8. @Giorgio

    Ribadisco il fatto che affermare che 50 milioni di americani non possono permettersi un’ assicurazione sanitaria è una colossale balla.Negli USA con 100 dollari al mese si può sottoscrivere una polizza che garantisce una copertura totale da infortuni e malattie.Siccome 100 dollari al mese sono 1200 dollari all’anno (l’equivalente di circa 750 euro al cambio attuale), questo significa che qualsiasi cittadino americano con un reddito di 30.000 dollari all’anno può tranquillamente acquistare una polizza sanitaria senza alcun problema.Se molti decidono di non assicurarsi, lo fanno per libera scelta.Il rapporto che hai postato non smentisce in alcun modo le mie affermazioni.

    • Certo che si può pagare 1200 dollari se ne guadagni 30 mila. Peccato che i poveri negli Usa siano il 15% (se hai dato un’occhiata al rapporto, dovresti saperlo), e che i disoccupati esensivamente intesi (fonte US BLS) siano al 14,7%.
      Il 15% di 320 milioni, fa 48.
      Quindi 48 milioni di persone che non possono permettersi di pagare nemmeno 1200 dollari (sperando che vada tutto bene) e che non sono coperti dai programmi pubblici di assistenza sanitaria.

    • Del resto, è facile dare la colpa a chi non ha potuto assicurarsi.
      E’ una sua scelta se non si è assicurato.
      Magari però non è una sua scelta se deve decidere di curarsi o mettere qualcosa nello stomaco.

      Hanno forse sbagliato il calcolo dell’utilità marginale tra mangiare o assicurarsi?

  9. [...] ora a parte che il welfare segue lo Stato (il welfare fu inventato nella Germania di fine 800 dal conservatore Bismarck e portato al maggiore splendore dalla socialdemocrazia nord-europea dei Paesi Scandinavi, della Germania, della Francia, del Benelux e della UK di Atlee nella seconda metà del 900)  e non ne è la causa…a parte che sistemi con meno pubblico come quello della Sanità USA costano di più . [...]

  10. a Walter.
    E’ possibile sapere cosa diavolo c’entra l’articolo della Voce linkato con le mie considerazioni? Dimostra solo, per l’ennesima volta, che Giavazzi è un incompetente, ma ce n’eravamo accorti da tempo. Quanto al fatto che tagli alle imposte dirette producano stimoli maggiori di una più grande spesa pubblica, è notorio che in una situazione di crisi come quella attuale ogni euro risparmiato nel pagare le tasse viene impiegato per ridurre la propria situazione debitoria, per cui l’effetto stimolo della misura è pressochè nullo. Se ne potrebbe parlare in una situazione opposta a quella attuale. Inoltre la materia fiscale è estremamente complessa: chiedere beoticamente, come fa purtroppo anche la CGIL, di ridurre l’aliquota marginale senza tener conto della composizione degli scaglioni di reddito produrrebbe l’effetto paradossale di far risparmiare di più i ricchi che non i poveri.
    Vorrei altresì ricordarle che il sistema sanitario italiano è considerato tra i migliori al mondo: giusto per dirne una, il numero di decessi per cause connesse al ricovero ospedaliero è più basso in Italia che in Francia, Germania o Gran Bretagna, si figuri se non venissero conteggiati le morti provocate nei nosocomi privati (leggasi: clinica Santa Rita).
    Se gli italiani si rivolgono al privato, non è perchè lo trovino più conveniente o migliore: semplicemente il SSN non viene fatto funzionare a regime ed al megio perchè altrimenti il privato se lo ritroverebbe in quel posto. Vuole sapere un piccolo accorgimento per ridurre i tempi di attesa: basterebbe imporre al medico o all’infermiere che lavorano nel SSN di non lavorare anche per per sè stesso o per il privato, altrimenti fuori! Le è mai capitato di fare una visita in un ambulatorio pubblico con un medico che fa finta di visitarla e poi le dà il bigliettino per fare la visita a pagamento al suo studio? A me sì, il medico me lo sono sbranato e l’ho denunciato sia alla ASL che alla Procura.
    A Giorgio
    Fa benissimo a bastonare (metaforicamente, si intende…) certi mentecatti che sono totali analfabeti tanto da credere che Giannino sia un economista!

  11. Allora, lo ripeto: nemmeno io voglio un sistema sanitario all’americana, il fatto è che vorrei iniziare una discussione sull’idea che “il debito pubblico non è affatto un problema e l’intervento dello stato nell’economia è un ottima cosa” che risuona potente in questo blog.. ma credo che questo post non sia il luogo adatto. Io continuerei la discussione nel post http://keynesblog.com/2012/09/25/che-cose-il-debito-pubblico-e-perche-non-e-il-problema/

  12. [...] pubblica ma che passa attraverso i privati per fornire i servizi, realizzando così il “peggio di entrambi i mondi” e non riuscendo neppure ad assicurare la copertura universalistica tipica del welfare [...]

  13. [...] pubblica ma che passa attraverso i privati per fornire i servizi, realizzando così il “peggio di entrambi i mondi” e non riuscendo neppure ad assicurare la copertura universalistica tipica del welfare [...]

  14. [...] sanitaria pubblica ma che passa attraverso i privati per fornire i servizi, realizzando così il “peggio di entrambi i mondi” e non riuscendo neppure ad assicurare la copertura universalistica tipica del welfare sanitario [...]

  15. [...] sanitaria pubblica ma che passa attraverso i privati per fornire i servizi, realizzando così il “peggio di entrambi i mondi” e non riuscendo neppure ad assicurare la copertura universalistica tipica del welfare sanitario [...]

  16. Però M. Alesina & M. Gavazzi quanto tempo c’hanno impiegato per scoprire l’acqua calda! E, capire che stiamo affogando sotto un’obesità viziata della più perniciosa pluto-crazia. Quindi, per stanare la CASTA e tagliarle i privilegi per non rischiare prossimamente il default per balcanizzazione servono misure strutturali coraggiose soluzioni non i soliti palliativi bensì riforme sistemiche e draconiane regole quanto col sistema elettorale SEMIALTERNO si propugna! Quando per toglierci dai dummies dello stallo e della melina e dipanare le nebbie… serve invertire la rotta del degrado assicurato con una siffatta perpetrata eccessiva austerità un quanto per contrastare il declino in corso urge prioritariamente procedere ad una radicale sistematica ristrutturazione elettoral-istituzionale e così potersi per sfrondare e sgrondare da tutta questa mantenuta obesità burocratica che continua a moltiplicarsi per corporativismo, familismo e cooptazione quali moltiplicatori d’una pervasiva corruttela. Tutti mantenuti in esercizio in un siffatto modo per conservare una siffatta vorace casta che tenderebbe a sempre più “secolarizzarsi” nei loro privilegi questo per una sostanziale mancanza di concorrenza che schiaffeggia ormai qualsiasi merito in ogni dove. Purtroppo e questa mantenuta perversione che ci sta sempre più asfissiando e ci mantiene sotto il giogo di una pressione fiscale in continuativo aumento giacché ormai ha superato ogni limite di sopportazione avendo ormai superato il 55%: una cifra senza pari al mondo dati i costi economici che rappresenta senza contarne quelli etico sociali che sempre più assorbe incurvando purtroppo così il nostro Bel Paese verso quell’iperbolica spirale di degrado assicurandoci solo verso il default se non si provvederà ad invertirne questo perverso processo ristrutturando radicalmente l’impianto elettoral-istituzionale ad ogni livello! Pertanto, urge darsi da fare e provvedere a meglio attrezzarci iniziando con l’aggiornare i meccanismi elettorali (quali front line) per acquisirne di più efficienti e completi meno (choosy) viziati affinché risultino strutturalmente più “cittadino centrico” quanto col sistema SEMIALTERNO si propugna! Dispositivo il sistema SEMIALTERNO propedeutico a riprodurre un effettivo bipolarismo contendibile aperto, quale risposta alle esigenze del nostro tempo in quanto il sistema SEMIALTERNO si basa su mandate al proporzionale (senza soglia) che verrebbero sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza con un’eventuale rafforzativa soglia) in caso di fine anticipata della legislatura ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Urge aggiornare tutto l’impianto elettoral-istituzionale secondo quanto le nuove tecnologie ed internet permetterebbero d’integrare “policy politics polity” con soluzioni a democrazia diretta anche attraverso opportuni feed back referendari per così permettere all’insieme del nostro Bel Paese di rendersi strutturalmente più competitivo in senso sinergico e plasmo elastico flessibile quanto auto correttivo nello spazio tempo secondo quanto il nostro tempo reclama senza lasciare che taluni parti s’involino nella totale autoreferenzialità del perpetuato privilegio! Quindi, si rende indifferibile una strutturale trasformazione per poterci meglio sintonizzare ad una siffatta accelerata realtà. Giacché solo iniettando contendibilità si potrà aumentare la mobilità sociale ed così iniziare a contrastare quel perverso processo d’eccessiva verticalizzazione riproduttrice d’ogni divaricazione sociale che purtroppo non ha paragoni rispetto ad ogni altro paese in quanto risultiamo fuori d’ogni parametro vuoi per la corruzione (vedi Transparency International Italy) che per la legalità (vedi Global Comparativeness Index), ecc. il tutto per carenza di detta indotta sistemica concorrenza poiché ci ritroviamo sommersi d’una strutturale obsolescenza sin dall’impianto elettoral-istituzionale che resta improntato una totalizzante involuzione regressiva! Giacché per rendere in governance servono oltre che le competenze per chi le vuole esercitare scendendo in campo e mettendoci la faccia nella competizione politica, abbisogna anche di quelli opportuni strumenti aggiornati secondo quanto il momento reclama, iniziando dai meccanismi elettorali che dovrebbero risultare minimamente non pre-orientati e/o manipolabili dalle deterrenze a regime come sta quotidianamente accadendo da mesi senza trovare alcuna soluzione. Quando una legge elettorale dovrebbe essere improntata ad agevolare un contendibile bipolarismo aperto come quanto col sistema SEMIALTERNO si propugna!
    Quindi, bisogna emanciparci dalle deterrenze a regime volte a contrastare ogni possibile aggiornamento per ripiegarlo alle proprie volontà speculative e per così mantenerci prigionieri d’una siffatta obsolescenza capace meramente di perpetuare detta anacronistica collusiva autoreferenzialità che sostanzialmente frena qualsivoglia strutturale risanamento, crescita e sviluppo! In quanto la qualità di un sistema elettorale rispetto ad un’altra s’esprime per il quanto di governabilità riesce -post voto- a determinare nel modo più celere possibile governi più coesi e “dinamici” indipendentemente se questi siano concepiti e/o costituiti da partiti di correnti e/o da coalizioni di partiti purché massimizzino quanta più alta possibile la rappresentatività e contestualmente rispondano a principi d’accountability secondo quanto la “triple botton line” attesta! Il dover perseguire coniugandoli, obiettivi di: equità sociale, qualità ambientale e prosperità economica! Pertanto, per far sì che ciò possa fisiologicamente accadere serve indifferibilmente aggiornare il nostro sistema paese ristrutturalo radicalmente alla luce di quanto le nuove tecnologie ed internet permetterebbero renderlo più funzionale e proteso all’implementazione continua della qualità nel suo insieme! Qualità intesa appunto, come: governance, accountability, democraticità, rappresentatività per così meglio espandere senso d’appartenenza e così catalizzare una sostanziale riprogettazione delle filiere produttive come già hanno fatto altri Stati vedi Germania, Finlandia, Islanda, ecc! Essendo il futuro che imprescindibilmente c’accomuna!
    Pertanto, solo quando anche il meccanismo elettorale risulterà strutturalmente più completo si potrà iniziare ad incrementare sviluppo ed efficienza e liberarci dall’attuale obsoleta obesità burocratica in dotazione: il “Porcellum” ne è la più madornale dimostrazione d’un siffatto riprodotto degrado che continua a mantenerci prigionieri di questo famigerato gioco dell’oca dato da modelli incompleti frutto di statuizioni formalmente corrette (dimostrato dal fatto che anche il modello Westminster considerato originariamente perfetto viene nei fatti smentito da un governo Cameron di coalizione giacché il Primo Ministro della Gran Bretagna governa in coalizione a 2 partiti: Conservatori e Liberal Democratici!) Quale ulteriore dimostrazione che ormai ad ogni latitudine servono elettoral-istituzionali adeguamenti a quanto le nuove tecnologie permetterebbero aggiornarci per agganciarci ad una siffatta nuova paradigmatica sintonizzazione!
    Quindi per cambiare urge invertire quanto in corso, anche sotto il profilo economico perché non si può ristrutturare il sistema bancario a danno delle sole imprese e famiglie propinandovici una siffatta sconsiderata pressione fiscale ormai giunta al 54% che deprime, mortifica e ci ruba ogni futuro! Giacché anziché governare con rigore, crescita ed equità restiamo sempre più succubi incasellati nella sola casella dell’austerity; sferzati dal massimo cinismo finanziario e fiscale che violenta oltretutto ogni principio di meritocrazia! Giacché non si considera nemmeno d’indicizzare l’IMU alle nuove famiglie che hanno acceso un mutuo per l’acquisto della prima casa. Così come non si tutela lo studio ai più meritevoli proteggendoli maggiormente nel loro percorso formativo! E così via dicendo col solo sferzo dell’austerity ci ritroviamo con tutti gli indicatori negativi dove tutto si contrae: consumi, PIL, occupazione dove solo lo spread aumenta quanto l’inflazione e l’indebitamento e la recessione!…Tutto questo non aiuta certamente a creare una società più armoniosa se genera irreversibilmente ovunque discrasie erodendo sul nascere ogni cenno ad una potenziale fisiologica crescita o di sviluppo perfino opzionale!?
    Pertanto, serve rendersi conto che viviamo un momento epocale d’un radicale cambio globale di paradigma; questione che purtroppo, il governo nostrano quanto quello europeo sembrano non aver ancora capito che urgono cure ad una siffatta obesità burocratico politica! Giacché ovunque giace impregnato ed avvolto purtroppo nella più soffocante obesità attestato questo ultimamente anche da Perez Reverte dove afferma che “Bruxelles è pieno di gente che sta saccheggiando quel che resta dell’Europa!” Cosa ulteriormente confermata anche da Cameron che cavalcando l’esigenza di drasticamente dover ridurre gli eccessivi (compulsivi convulsivi) costi burocratici gestionali d’Europa ha praticamente fatto saltare l’ultimo summit europeo!
    Giacché è storicamente accertato che il mondo vada avanti sempre ma, che è la ricchezza tende a spostarsi ogniqualvolta verso quelle aree che riescono meglio ad intercettare quei cambiamenti che un nuovo tempo reclama, questo è quanto la storia ci ha insegnato ed ha segnato riproducendo quelle note specifiche diverse epoche! La cui sola attuale differenza è rappresentata dalla immanente globalizzazione che ne moltiplica gli effetti! Specialmente quando nel merito la politica degli Stati non provvede e contribuisce ad immettere quelle nuove regole globali antispeculative che un siffatto cambiamento epocale pretenderebbe!
    Purtroppo, in presenza di un siffatto cocente paradigmatico rivoluzionario momento di mutamento noi, non abbiamo saputo reagire e coglierne l’opportunità di ristrutturarci per meglio “positivamente” sintonizzarvici a questa trasformazione. Giacché nei fatti, stiamo dimostrando la massima indifferenza a quanto grazie alla sempre più pervasiva estensione della banda larga si potrebbe già attivare l’interattività ed intervenire nei processi decisionali sin dall’atto propositivo e così contribuire a sempre più implementare efficienza e democraticità secondo quei suddetti criteri della “triple botton line” e, così diventare virtuosi e conseguentemente competitivi!?
    Giacché la rivoluzione delle nuove tecnologie ed internet essenzialmente stanno esercitando ovunque ed ad ogni livello una sempre maggiore riduzione delle filiere d’intermediazione. Criterio essenziale da aver dovuto assumere ed applicare sin dalla loro nascita in quante le loro potenzialità ci avrebbero permesso di sostanzialmente rigenerare verticalmente ed orizzontalmente tutte le strutture elettoral-istituzionali per così riverberare ovunque maggiore prontezza e celerità nelle risposte quanto efficienza. Un processo che avrebbe dovuto iniziare sin dagli anni ’80 quando già erano disponibili contribuendo così a rimuovere l’attuale viziosa obesità burocratica nostrana ed Europea nel suo complesso. Tutta questa obesità purtroppo, contribuisce a far aumentare in continuazione la pressione fiscale quella che ci sta opprimendo sempre più per parossisticamente parassitarci ancor più e, così renderci meno competitivi nel compendio mondiale esponendoci così al rischio di default! Ciononostante si sta continuando nell’assurdo: dato dall’aumentare le “autority” per incoronare i politici trombati, si è ridotto in modo esiguo il finanziamento ai partiti ed anziché ridurre il numero dei Parlamentari come precedentemente s’era accennato su vari fronti s’intende addirittura aumentarli a ben 1.035 i Parlamentari!
    Purtroppo così facendo dimostriamo di non aver inteso quanto di rivoluzionario le nuove tecnologie ci avrebbe permesso di risparmiare nell’eliminare lo spreco e lo scialacquio quanto ridurre l’obesità burocratica! Purtroppo sguazziamo in continuazione nella medesima ferruginosa obsolescenza, il nostrano imbottigliamento elettoral-istituzionale ce lo sta dimostra quotidianamente la cronaca giacché siamo da mesi bloccati su tutti i fronti specialmente sulla legge elettorale con ricetta dove, chi totalizzando un 40% si potrà ottenere un 10% di premio con un 5% di soglia e/o con altri nuovi quotidiani variabili a diversa percentuale e/o di variegato scaglionamento ultimamente con un pacchetto premietto di “+50” seggi! Tutti questi ingredienti più o meno quotidianamente rivisti dalla “commissione elettorale”, segnano quanto il tasso di vischiosità abbiano purtroppo, raggiunto gli apparati parlamentari indicativo d’aver ormai superata la massima autoreferenzialità partitocratica dove si continua a far melina aggiungendo o variando ingredienti quando tutti questi elementi non farebbe altro che far impazzire qualsiasi maionese: che riprodurrà la massima polverizzazione partitica essendo escogitate formule per mantenere il solito marasma a regime ove meglio sguazzarci nella massima (voluta) ingovernabilità, ideale per una siffatta agguerrita speculazione!
    Questo purtroppo è quanto potrebbe sgorgare dal mantenere siffatti inadeguati meccanismi elettorali mantenuti da questa nostrana autoreferenziale casta funzionali ai propri speculativi scopi anziché darsi da fare per ristrutturarli e renderli aperti, più celeri e snelli ovvero, coerenti a quanto la nostra realtà accelerato pretenderebbe un SEMIALTERNO!?
    Giacché, le innovazioni gli aggiornamenti restano questioni indifferibili da raggiungere ed applicare in quanto la Costituzione non può esser considerata un totem da blandire ogniqualvolta se ne indichi una qualche necessità d’aggiornamento specialmente per gli aspetti del: capitolo V (quinto) quale antitetica sciagura; l’anacronistico bicameralismo perfetto che non regge, quando addirittura l’Islanda se l’è “rifatta” grazie ad Internet. Questioni che sembrano prospettarci sempre più d’appartenere ad una democrazia d’esodati?! Poiché anche la stessa legge elettorale non può esser considerata un tabù da lasciare all’esclusiva volubilità di siffatti soliti apparati partitocratici che poi ce la propinano attraverso quel solito famigerato gioco dell’oca organizzato in speculativo modo fatto di viziose inopportune soste -“pitstops” costituite da:
    • fatti e resi inutili referendum (es. quello del ’93 che doveva eliminare il finanziamento ai partiti quanto, alcuni ministeri, ecc.) e da
    • ciclici nominati governi composti da supposti tecnici;
    • intercalate infruttuose commissioni bicamerali concepite per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi: dal proporzionale al maggioritario e/o dal misto Mattarellum all’attuale Porcellum o viceversa se non un prossimo Precellinum o quant’altro modello elettorale rimesso all’attuale temporale compulsiva volubilità del momento attorcigliandolo intorno a formule astruse per elaborarne nuovi ibridi degni di sempre inediti Frankenstein! Combinando attualmente maldestramente per l’attaccamento ostinato del PdL variabili proporzionali con le pulsione maggioritaria del PD. Ovvero, tutto il contrario del tutto rispetto alle loro precedenti posizioni e proposizioni quali indicative ulteriore amplificate contraddizione che sempre aleggiano per mantenere inalterato lo stesso marasma. Quale famigerata strategia protratta dalla casta per mantenere sempre gli stessi elementi dei meccanismi elettorali montati in modo disarticolato e disorganico per perpetuare la propria autoreferenzialità. Quando tutto questo ricorsivo assurdo ambaradam dovrebbe permetterci d’estrapolarne conseguentemente un più completo pertinente sistema insito nella realtà delle cose che il sistema SEMIALTERNO sintetizza nella sua più organica articolazione per rendere l’insieme più equilibrato e fisiologico giacché ogni pulsione espansiva – indicizzata sulla rappresentatività del proposizionale non può che equilibrarsi con quella sua contrattiva -indicizzata sulla governabilità del maggioritario e viceversa! Oltretutto questo ulteriormente incontrovertibilmente ricavabile da un semplice excursus storico sui modelli elettorali adottati finora in Italia giacché sin dalla sua costituzione, tutto il suo percorso è stato costellato da continuativi “inorganici” passaggi da modelli strutturati al maggioritario (incardinati sulla governabilità quindi ad induzione tendenziale governativa centripeta) a quelli proporzionali (imperniati sulla rappresentatività – ad induzione prevalente governativa centrifuga) per poi, superato il periodo della democrazia paternalistica discente con i tipici partiti di massa ideologizzati della Prima Repubblica si è passati a quei modelli misti Mattarellum & Porcellum frutto dei personalismi della Seconda per così affossarci l’intero nostro Bel Paese dentro quel solito famigerato gioco dell’oca. Il tutto gestito con la supponenza che il popolo (bue) continuerà ad essere quell’infante da continuare a pedagogizzare! Quando la gente risulta essere sempre più consapevole che il nostro tempo reclamerebbe soluzioni più pertinenti secondo quanto una democrazia più matura permetterebbero aggiornarsi secondo quanto le nuove tecnologie già permetterebbero esercitare! Invece noi anacronisticamente stiamo perseverando tuttora in quel demenziale tragitto per sprofondare sempre più nel medesimo guado, che purtroppo si sta portando sempre più al fallimento – default- facendoci oltretutto ripercorrere “cocciutamente” la storia a ritroso! Non considerando che da quanto sta accadendo si dovrebbe facilmente evincere l’insita risposta deriva dal dare compiutezza all’insieme; ovvero, quella di assiomaticamente assorbire entrambe le suddette induzioni: centripeta e centrifuga! Induzioni che sia pur contrarie risultano imprescindibilmente vicendevolmente doversi complementare in connubio! Per così organicamente coniugarle dentro un più compiuto sistema quanto il sistema SEMIALTERNO esprime ed enuclea! Serve attrezzarsi per potersi meglio allinearsi a quanto un siffatto accelerato (affastellante) tempo pretende organiche sistemiche articolazioni volte ad agevolare un autentico bipolarismo aperto. Addivenire ad una siffatta sintesi viene ulteriormente avvalorata dal fatta che nel mondo vari e diversi risultano essere i modelli elettorali insita ed implicita non può che esserne la loro perfettibilità! E’ per l’appunto che il SEMIALTERNO sinteticamente, si basa su mandate al proporzionale (senza soglia) che verrebbero sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza con un’eventuale rafforzativa soglia) in caso di fine anticipata della legislatura ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Allora, urge abbandonare ogni vizioso artificio e tutte quelle suddette monopolizzazioni di sorta volte a mantenere i meccanismi elettorali transitivi per rendere sempre più intransitiva la casta libera di cambiarci il modello elettorale perfino 4 mesi prima delle elezioni senza considerarla un’autentica forzatura come s’era già espresso il Consiglio Europeo dichiarandosi contrario all’introdurre di nuove norme elettorali nelle vicinanze delle elezioni se non minimamente un anno prima del voto! Attualmente ci ritroviamo alla terza riforma elettorale in meno di 20 anni, nessun Paese in 20 anni cambia tre volte il suo sistema elettorale, perché? Se già questa non è una conclamata patologia!? L’aggiustarsi l’abito a seconda del “dandy habitué”! Quindi, assurdo risulta continuare a discutere a Roma su come salvarsi il culo dei partiti, alla casta ed ai loro beneficiati, discettando sull’alchimia della nuova legge elettorale quando a causa d’una siffatta crisi abbiamo le imprese italiane che muoiono come mosche. Invece il cinico apparato politico burocratico ricerca di ritagliarsi una legge elettorale pret à porter, su misura, per un Monti bis già ri-nominato anche per la supposta Terza Repubblica come nuovo presidente del Consiglio per diritto divino alla faccia della democrazia!
    Pertanto, or giunti nel terzo millennio non possiamo continuare a concepire il modello della democrazia rappresentativa bloccata sui soli limitati funzionali strumenti utilizzati; quelli “della matita nel seggio” incentrato sul concepire la rappresentanze la solita sottoscrizioni d’una cambiale in bianco fino alle elezioni successive senza mai poter intervenire per ben 5 (cinque) anni nei processi decisionali della politica. Oltretutto senza considerare l’opportunità d’intervenire a poter ristrutturare per riequilibrare in modo più completo i meccanismi elettorali come col SEMIALTERNO si propone! Così procedendo sempre più assurdo diverrà poter far evolvere la stessa democrazia tralasciando d’attingere a quanto già le nuove tecnologie permettono presupporre l’esistenza d’alternative complementari abilitando tutte quelle potenzialità d’attivare partecipazione democratica attraverso quei potenziali integrativi modi iniziando sia dai referendum: propositivi, abrogativi, confermativi per così poter intervenire controllando l’operato dei nostri rappresentanti (grazie all’insita più efficace possibilità del rendere sempre più velocemente ed efficacemente accessibili le informazioni rispetto al passato) concedendo la possibilità d’intervenire nel decidere le priorità durante gli stessi mandati. Così come si potrebbe ulteriormente interattivamente integrare la democrazia rappresentativa giungendo addirittura all’idea di una continuativa consultazione! Questo confermato dal fatto che alcune potenzialità interattive sono già in esercizio anticipati da:
    • la piattaforma liquid feedback in Germania;
    • il sistema dell’Open Ministry in Finlandia che metterà i cittadini in grado di proporre dei disegni di legge quale punto di non ritorno nell’evoluzione della partecipazione dei cittadini;
    Tutto questo dovrebbe farci ulteriormente riflettere che è anche grazie a questa strutturale liberalizzazione che possono incidere sul propositivo che hanno permesso a quei 2 Paesi di sempre più implementarsi in efficienza senza cadere nei Paesi PIIGS!
    Pertanto, senza radicali ristrutturazioni difficile sarà poterci sintonizzare a questo epocale antropologico cambio di paradigma! Senza indifferibili innovazioni arduo risulterà poter superare una siffatta strutturale anacronistica lentezza nella quale la nostrana classe politica tende imprigionarci che ci occlude ogni opportunità d’allinearci ed adeguarci alla velocità di quanto una siffatta globalizzata realtà irreversibilmente procede.
    Iniziando con l’annoverare come si sta sempre più muovendo la finanza, specialmente quando questa viene lasciata così scollegata d’ogni regola quando prioritariamente dovrebbe essere la Politica degli Stati ad introdurne di nuove (new rules) nel modo più appropriato e pertinenti possibile per invertirne l’attuale demenziale trend speculativo presente ormai, ovunque ed ad ogni livello! Speculazione che imperterrita continua nonostante lo stesso Financial Stability Board attraverso anche Draghi abbia già da 3 anni emanato delle regole da far recepire stiamo soffocando tuttora nei derivati!?
    Quando ovunque urgerebbe introdurre radicali ristrutturazioni sia nel micro, nel medio (UE) che nel macro globale! Iniziando dagli aspetti elettoral-istituzionali dalle “front line”, dagli ingressi, dai meccanismi elettorali! E’ pertanto, che come draconiana soluzione si propone adottare il sistema elettorali SEMIALTERNO! Quale idealtipo!? Sistema che permetterebbe di meglio fertilizzare il nostro Bel Paese d’una più sinergica e praticabile contendibilità in linea ad un siffatto epocale antropologico cambio di paradigma che pretende rapporti più diretti e coerenti fra elettori attivi (cittadini) a quelli passivi (rappresentanti) questo per ridurre la frammentazione senza mortificare la rappresentatività e, così agevolare nel contempo la governabilità facendo sì che anche la democrazia risulti nel più avanzato modo possibile orientata all’inclusività.
    Pertanto per incarreggiare il nostro Bel Paese e così approdare ad una democrazia avanzata, partecipativa più matura e, tale da infervorare senso d’appartenenza giacché non potrà che essere il futuro che c’accomuna, urgono incisive radicali e più complete ristrutturazioni per poter riformare profondamente l’impianto elettoral-istituzionale così come in altrettanto modo urgono oltre considerevoli aggiornamenti auto rigenerativi come di seguito esposto quale “open road map”:
    • Istituzionalizzare le primarie secondo il criterio aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana;
    • Aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale anche per le primarie per riscattarci da un siffatto immanente imperante lobbismo e partitismo;
    • Aggiungere l’istituto del “recall” – ostracismo – quale minimale esigenza d’equilibrio all’art. 67 – “quel …senza vincolo di mandato” ed ovviare a quei furtivi cambi di casacca. Il recall è un istituto presente già da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani;
    • Eliminare il Quorum ai referendum per rafforzarli;
    • Introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi;
    • Introdurre la sfiducia costruttiva;
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante un anacronistico bicameralismo “perfetto” e dare consistenza ad un Senato del tipo Federale;
    • Attingere ad altre alternative opzionali di voto tipo es.: al voto cumulativo come già accade in Lussemburgo ed in Svizzera che permette di affettarlo (frazionarlo) come una torta e poi decidere come distribuirlo esempio: mezza torta al Tony, un quarto al Pero e l’altro quarto al Bortol. Questa modalità permetterebbe di sottrarsi alla totalizzante dittatura dei partiti per così poter pre-orientare dalla base col voto le eventuali alleanze di coalizioni;
    • Raddoppiare la potenzialità del voto a PREFERENZE adottando l’opzione “PRO e CONTRO” ovvero liberamente poter scegliere “pro Pero e contro Tony” o diversamente “pro” o “contro” solo Bortol; ecc.; oppure, come in Nevada introdurre la drastico opzione: “none of the above” – nessuno di cui sopra!
    • Ridurre drasticamente il “pletorico” numero dei nostrani Parlamentari che non ha paragoni e sburocratizzare gli apparati informatizzando in modo pervasivo;
    • Contribuire praticamente ed autenticamente accelerare e rafforzare l’unificazione politica europea: ammesso che questi originali propositi europeisti perdurino tuttora!? Se positivo! Procedere facendo in modo che ad ogni elezione si riduca il numero dei rappresentanti d’ogni Assemblea Parlamentare, in modo “ascalare” (es. nella misura iniziale del 50% alla prima mandata elettorale e del 20% per le successive) in modo tale da arrivare nel medio breve termine ad un massimo di soli 100 (o meno) membri per la Camera ed una sola trentina di Senatori. Ovviamente, questo processo di decrescita numerica dei Parlamentari sarebbe auspicabile applicarlo in modo particolare ai Paesi PIIGS giacché essendo già in commissariamento non necessitano di così tante prolisse rappresentanti in quando è più che sufficiente recepire dalla UE le direttive specialmente quando queste risultano dal fiscal compact inserito in Costituzione totalmente prescrittive! Ovviamente lo stesso detto processo auto riduttivo nel numero dei membri dovrebbe investire tutti gli altri Parlamenti degli Stati membri UE per contestualmente agevolare detta unificazione politica e concretizzarla.
    • farne coerentemente rispecchiare in proporzionalità il numero dei rappresentanti Parlamentari all’affettivo numero dei votanti che ogniqualvolta si esprimono alle votazioni questo da adottarsi indipendentemente dalle modalità elettorali siano esse al Proporzionale od al Maggioritario. Quindi se gli elettori attivi si sono espressi al 60% anche quelli passivi dovrebbero riflettere un 60% di membri. Da cui sgorga dover concepire le Pubbliche Assemblee d’ogni ordine, livello e grado in modo elastico – flessibile adattivo – In subordine prospettarle con un minimale numerico di rappresentanze politiche e/o amministrative;
    • Rendere 2 al massimo i mandati elettorali;
    • Rendere attivo l’art. 49 per introdurre una minima modalità democratica nei partiti italiani e farli acquisire i termini della normalità europea;
    • Eliminare il finanziamento pubblico dei partiti coerentemente all’esito del referendum del ‘93 od in subordine pretendere un inflessibile rendicontamento delle spese e contestualmente obbligare a pubblicarle in rete per qualsivoglia preteso rimborso! Prerogativa minimale per ovviare alla voracità di siffatti insaziabili apparati partitocratici;
    • Introdurre i costi standard per la politica per uniformarla a quella europea;
    • Altrettanto auspicabile risulta spogliare i nostrani parlamentari d’ogni vitalizio dimostrandosi insensibili alla situazione emergenziale dell’economia del Paese. Così improrogabile risulta la necessità di ridurre i lauti appannaggi ai boiardi di Stato ed affini in continuativa tendenza al rialzo spinti da un irrefrenabile patologico spread rispetto a quanto percepiscono i “Parlamentari dell’€urozone e loro analoghi “Servitori dello Stato”!? Così come serve ridimensionare ogni stipendio ai gran Commis di Stato ed ai CDA statali e parastatali così come ed ad ogni altra figura d’ogni livello burocratico ed amministrativo, municipalizzate comprese quanto i manager bancari e non, specialmente quelli salvati dallo Stato per la bancarotta indotta o prodotta. Poiché ciononostante tutti presentano redditi e congedi che sforano qualsiasi globale comparazione e, dove, tutti impunemente restano inchiodati su più poltrone senza demordere pur iscuotendo sfarzose pensione;
    • Introdurre pertanto dei massimali agli stipendi pubblici (parlamentari ed affini quanto ai top manager che risultano con remunerazioni al 4 posto nelle graduatorie mondiali nonostante sussista un impressionante divario della media stipendiale degli Italiani rispetto a quelli Europei;
    • Provvedere alla ristrutturazione dei ricambi dei dirigenti delle burocrazie: ne capi di gabinetto o capi dell’ufficio legislativo a vita. Quindi, equilibrarne il rapporto sia per non esagerare nel gratificarli concedendo loro indebito monopolio ne per contro adottare lo spoil system per così renderli succubi dei politici di turno, sarebbe invece opportuno, introdurre una soglia minima ed una massima per la durata di queste carriere;
    • eliminare tutte le province (retaggio della discesa di Napoleone) anziché decretarne un loro solo parziale dimezzamento da 86 a supposte 51 che innescherà un prossimo guazzabuglio istituzionale fatto d’infiniti ricorsi, referendum secessionisti ed appelli di città contro campanili in rivolta, ecc.;
    • Introdurre ovunque criteri meritocratici per dissipare il clientelismo, la cooptazione, ecc. e non continuare a violentarli;
    • Risolvere la questione dei conflitti d’interessi nei mass-media, che per l’incompatibilità di funzioni giudiziarie con il legislativo e viceversa, ecc.;
    • Reintrodurre il reato di falso in bilancio e di riciclaggio;
    Introdurre gli Eurobond e rendere la BCE banca dell’ultima istanza (Una potenziale soluzione potrebbe derivare dal federare il debito per così batter la crisi come quanto fecero nel 1700 (pres. A. Hamilton) gli USA durante la guerra contro l’Inghilterra. Cosicché gli Stati in difficoltà verrebbero sottratti alla morsa della speculazione finanziaria giacché farebbero parte di un entità sovranazionale finanziaria, serve creare un potere sovrano continentale! S.Sylos & G. Rufolo)
    • Correggere l’influenza delle agenzie di rating;
    Quindi, per evolvere serve rendersi conto che urge una semplice improcrastinabile rivoluzione copernicana quella che infonda accountability -responsabilità – rendendo chiare e trasparenti tutte le prassi ed i processi democratici accessibili già nella rete secondo il modello del Freedom of Information Acts statunitense (datato 1966 e già nel 1974 contemperato con le esigenze della privacy) ed idealmente integrarsi con le sempre maggiori potenzialità d’interattività che le nuove tecnologie permetterebbero esercitare con più pronti liquid feed back e/o referendum volti a rendere virtuosa e propulsiva anche la ripresa e lo sviluppo se aperti all’opencrowdsourcing implementazione! Giacché è quando l’informazione diventa più precisa, i membri di una società tendono ad aspettarsi di più e ad essere più esigenti pertanto, l’eccesso ad un informazione più ampia può produrre una domanda di politica di maggiore qualità specialmente quando tutto questo potrà esserne agevolato quando lo stesso sistema elettorale risulterà organicamente strutturato per poterlo implementare riproducendo un più contendibile bipolarismo aperto come quanto il sistema SEMIALTERNO permetterebbe riprodurre! Giacché il SEMIALTERNO risulta aperto all’auto implementazione ricorsiva della qualità-democraticità alla Kai-Zen quale dispositivo agevolatore ad una migliorare circolarità dell’informazione!
    Pertanto, serve svegliarci e darsi da fare per attrezzarsi e cambiare spartito! Giacché per evolvere urge rimuovere l’ipertrofismo burocratico che ci sta attanagliando e strozzando con una siffatta inaudita pressione fiscale al 54% che non ha eguali al mondo!
    Pertanto per incarreggiare il nostro Bel Paese urgono radicali e più complete ristrutturazioni quanto col sistema SEMIALTERNO si propone far enucleare una più sinergica contendibilità come di seguito:
    1) rappresenta un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto giacché
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come attesta l’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (MAGGIORITARIA eventualmente ulteriormente rafforzato introducendo una soglia es. al 5%!) anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio”. Ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione durante lo svolgersi di legislature;
    5) Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale e quest’ultima viene intesa come riferimento di base. Lo stesso automatismo a richiamo alterno non si attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale imperniate prevalentemente sulla Rappresentatività ovvero, sull’induzione centrifuga! Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un governo attivo e si concluda secondo i suoi canonici 5 (cinque o diversamente) anni come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si rimette ad una nuova legislatura mandata al Proporzionale. Quindi, teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente!
    7) Il SEMIALTERNO comunque, aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo – imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma complementare rappresentato dal “MAGGIORITARIO (a Premio di Maggioranza) incardinato sulla governabilità!
    Pertanto, se si continuerà a mantenere la politica avvinghiata in siffatti obsoleti parametri… anche la finanza si ritroverà ancor più svincolata d’agire sia nel micro che nel macro globale per perseverare a sguazzare nella sua massima autoreferenziale creatività collusiva. Lasciando l’Europa sempre più subalterna al modello anglo americano; vittima d’un capitalismo finanziario compulsivo e speculativo e sempre più libero di decollare a quella nota potenza che l’algoritmo concede (dittatura dell’algoritmo!? Le para obbligatorie parassitarie sottoscrizione di contratti bancari sui derivati per i mutui: purtroppo sono tuttora in continuo esercizio!) tale da annientare l’economia reale, quella nostrana in modo particolare: dei beni tangibili; essendo l’Italia una delle maggiori nazioni fatturiere! Pertanto una delle direzioni da intraprendere non potrebbero che essere quelle di un sostanziale ridimensionamento della finanza giacché non è possibile assicurare agli investimenti finanziari rendimenti reali del 5-10% che l’economia reale non può dare da cui sgorga la sostanziale necessità di revisionare il Patto di stabilità dell’UE che sta bloccando ogni investimento perfino per la prevenzione dove restiamo comunque esposti al rischio di ogni tipo di cataclisma! Giacché alla politica imprescindibilmente servono strategie concrete imperniate sull’economia reale!
    Quindi urge su tutti i fronti invertire la rotta specialmente in questo momento dove tutti gli indicatori risultano negativi sconveniente se non autolesionista risulta incentrarsi su un eccessivo rigore – un’austerity intesa come continua tosatura delle stesse aziende e delle medesime famiglie con una siffatta soffocante pressione fiscale quando tutto è in regressione: Pil, occupazione, e lo spread aumenta così come il debito arrivato già a ben 1.995 miliardi dei quali 88 nei soli 9 ultimi mesi da Monti! Pertanto, per risanare urge oltre che a tagliare la spesa corrente serve far sì che il Governo si dimostri più capace di fare la voce grossa in Europa provvedendo a cambiare un siffatto orientamento autolesionista d’austerità quando così continuando sostanzialmente si rivolterà contro L’Europa stessa in quanto per non ulteriormente soccombere urgono Keynesiani interventi di sviluppo, giacché perfino l’OCSE ha detto basta all’austerità giacché il paese è al tracollo! Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso in quanto si rimette all’insito strutturale suo auto correttivo automatismo ingenerato ed indotto dal rendere complementari il proporzionale col maggioritario e viceversa è con questi passaggi che s’ingenera quella maggiore contendibilità volta a contrastare le deterrenze in campo tali da poter dissipare il rischio di monopolio o d’un “inciucciato” duopolio indotto da maggioritari forzosi che ci espongono al rischio d’avvitamenti autoritari. Giacché è l’articolazione stessa del SEMIALTERNO che ne permette un intrinseco necessario virtuoso effetto rigenerativo di rettifica, quale meccanismo indispensabile a potersi così praticamente ritagliare ogniqualvolta nel modo più appropriato, adattivo l’effettiva necessaria soglia autocorrettiva. Tutto questo si rende indispensabile a qualificare il SEMIALTERNO come idealtipo sistema completo, elastico flessibile, adattivo coerente a quanto l’attuale cangiante accelerata realtà contestuale tipica di una democrazia arrivata al post moderno che pretende sistemi più qualificati, completi ed aggiornati al tempo!

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