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Come uscire, con intelligenza, dall’Euro

di Emiliano Brancaccio

L’opzione di uscita dall’euro non è più solo una prerogativa di Berlusconi, Grillo e dei movimenti cosiddetti “populisti”. Giorni fa era il Corsera a pubblicare editoriali che riabilitavano il tema della sovranità nazionale ed altri interventi che sollevavano il problema della difesa dei capitali nazionali da acquisizioni estere a prezzi di sconto. Oggi [ieri, ndr], a quanto pare, anche il Sole 24 Ore sembra disporsi a un eventuale salto del fosso, pubblicando un articolo di La Malfa che in termini espliciti perora la causa di un abbandono, sia pure “ordinato”, della moneta unica.

Questi segnali non devono in fondo meravigliare. Come ho cercato di sottolineare in una recente intervista a Radio 24, la netta maggioranza degli imprenditori italiani dipende dall’andamento della domanda interna. Era quindi prevedibile che negli assetti del capitalismo italiano prima o poi iniziasse a formarsi un consensus politico favorevole a strategia d’uscita dall’unione monetaria e a una difesa del mercato interno. Che questa coalizione di interessi possa prendere repentinamente il sopravvento è ancora difficile a dirsi. Di sicuro, data la situazione, ha le carte in regola per riuscire nell’intento.

Il guaio, come ho detto e ripetuto, è che c’è modo e modo di abbandonare l’euro. Un modo tipico, definibile di “destra”, è di scaricare il peso della svalutazione sui salari e di consentire piena libertà di fuga dei capitali. Questo criterio, tuttavia, non è semplicemente lesivo degli interessi del lavoro subordinato ma espone l’intera base produttiva nazionale a un rischio di svendita e desertificazione. Per tutelare gli interessi dei lavoratori e per difendere la struttura produttiva del paese, bisognerebbe allora governare diversamente l’uscita introducendo: 1) immediati blocchi alle fughe di capitali, 2) se necessario anche misure di regolazione dei flussi di merci e degli investimenti a lungo termine, 3) indicizzazioni salariali, 4) controlli amministrativi su alcuni prezzi “base”, 5) vincoli alle acquisizioni estere in campo sia industriale che bancario. Ossia, in buona sostanza, l’abbandono della moneta unica deve implicare anche una limitazione del mercato unico europeo. Non sarebbe del resto una novità: tra il 2008 e il 2011 la Commissione Europea ha calcolato oltre 400 nuove misure di protezione dei mercati interni adottate nel mondo, dagli Stati Uniti alla Cina.

Tra l’altro, come abbiamo cercato di chiarire nel libro L’austerità è di destra. E sta distruggendo l’Europa (Il Saggiatore), la messa in discussione del mercato unico europeo resta l’unica carta da giocare per far capire agli industriali tedeschi che i costi di una deflagrazione dell’euro potrebbero essere, per loro, più alti del previsto. Dunque, mostrarsi pronti a una limitazione degli scambi è la strategia “dominante” nel senso di Nash, è valida in ogni caso, è la mossa politica da compiere.

Ma la “sinistra”, per il momento, si limita ad abbaiare alla luna. La questione infatti non è di definire “vigliacco e traditore” chi sposta i capitali all’estero. Anzi, in casi simili dire senza agire è persino controproducente. Allora, per cominciare, la logica decisione da prendere dovrebbe esser semplicemente questa: vincolare la fiducia al governo Monti a un provvedimento che blocchi immediatamente le fughe di capitali [1]. Se l’irriducibile liberoscambista Monti non se la sente gli si tolga all’istante la fiducia. Altrimenti è la solita pletora di mefitiche chiacchiere.

[1] Ad avviso di chi scrive il Trattato “materiale” versa ormai in una crisi irreversibile. Ma in materia di movimenti di capitale è interessante notare che: “Le disposizioni dell’art. 63 non pregiudicano il diritto degli Stati membri di prendere tutte le misure necessarie per impedire le violazioni della legislazione e delle regolamentazioni nazionali, in particolare nel settore fiscale e in quello della vigilanza prudenziale sulle istituzioni finanziarie, o di stabilire procedure per la dichiarazione dei movimenti di capitali a scopo di informazione amministrativa o statistica, o di adottare misure giustificate da motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza” (art. 65 TFUE).

 

pubblicato su www.emilianobrancaccio.it

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25 commenti su “Come uscire, con intelligenza, dall’Euro

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. D’accordo. Ma il giorno dopo eliminare tutte le sacche di parassitismo improduttivo e fare seri investimenti pubblici. Altrimenti siamo punto e a capo….

    • precisazione: intervengo spesso in questo blog con il nome “alessandro”, che è tra l’altro il mio vero nome… il tuo non so… Non posso certo impedirti di usare questo nome, ma non vorrei che le tue esternazioni fossero confuse con le mie… Tra l’altro se avessi fatto un’osservazione più intelligente avrei anche fatto finta che fosse la mia, ma se mi parli di parassitismo quando si parla di uscire dall’euro… mah…

      • Credo che l’italiano sia divenuto un’opzione. Rispondo per l’ultima volta ai frequentatori di questo blog che leggo con piacere per le diverse sfaccettature che offre in termini di opinioni sul contesto economico nel quale ci troviamo. Ripeto opinioni!
        Non ci sono verità assolute in economia.
        Mi sono permesso di criticare parzialmente certe ricette e consigli . Ho criticato aspramente due economisti di fama oggi i Romolo e Remo del sistema, Alesina e Giavazzi . Ora ricevo critiche da un certo Alessandro che non ho il piacere di conoscere che sembra di non comprendere il fondo del mio intervento. Può sempre leggersi il mio blog e comprendere meglio . E’ incredibile la concezione che qualcuno possa in quanto professore in una università , sia essa italiana , o straniera e pretenda di avere ricette certe. Poiché in Italia la cabala vuole che i baronati esistano e si moltiplichino con il numero delle università stesse, sarebbe bene fare come le province. Dimezzarle. Selezione di cattedre e di uomini e ed estensori . Buona vita a tutti.

      • caro exult49 cercavo di interloquire con “Alessandro” (quello con l’icona violetta… io sono “alessandro” …quello fucsia). Non comprendo il perchè ti senti chiamato in causa anche se non sei stato interpellato… o devo pensare che Alessandro violetto è la stessa persona di exult49?
        Ad ogni modo, chi chiede di leggere il proprio blog dovrebbe quanto meno metterci la faccia, nome e cognome altrimenti risulterebbe un patetico nick name in cerca di gloria nel web. E poi dimmi che hai contro il mio italiano? ti ho citato anche Dante, padre della lingua italiana…

  3. Non credo che la stracciata sinistra oggi esistente in Italia avrà mai il coraggio politico e la capacità culrale, cioè egemonica alla Gramsci, per uscire in maniera intelligente dall’euro.

    • Condivido i timori di una sinistra che si fermi, come al solito, in mezzo al guado. Con il risultato di avere gli svantaggi di essere usciti dall’euro senza essere capaci di utilizzare al meglio i vantaggi della sovranità monetaria. Ed è questo il limite delle considerazioni di Brancaccio, per quanto ne sia consapevole. Quindi se la sinistra finirà (temo) per abbaiare alla luna, anche Brancaccio finisce per rivolgersi ad una sinistra che non c’è.
      Vi sono poi altre riflessioni che si possono fare sul suo ragionamento.
      Brancaccio sostiene di brandire l’arma dell’abbandono non solo dell’euro (costo che sarebbe già stato messo in conto dai tedeschi, secondo lui), ma anche dall’Unione Europea. La rottura del mercato unico sarebbe l’unico modo – nella sua opinione – per far riconsiderare la posizione di chiusura tedesca.
      Vi sono però delle contro indicazioni. La minaccia non può essere un bluff. Se i tedeschi vengono a vedere le carte, non potremo dire … abbiamo scherzato. Dovremo uscire dall’Unione Europea davvero, altrimenti – oltre che essere screditati per le prossime sette generazioni – avremo perso la partita: la Bce, la politica monetaria e quella economica saranno quelle della Bundesbank (voi direte e che cambia rispetto ad ora? nulla, ma scordatevi per i prossimi millenni di avere una Bce come la Fed).
      Se invece usciamo anche dall’Unione Europea, ancora una volta la rottura sarà traumatica (politicamente). Non solo: soprattutto se saremo gli unici a compiere questo gesto estremo, è vero che potremo porre tutti i vincoli amministrativi che vogliamo sui rapporti con l’estero (commerciali, finanziari e relativi assetti proprietari delle aziende italiane), ma le stesse armi saranno usate dalla Germania (o dall’intera Unione), mentre tutte le svalutazioni competitive che vorremo fare saranno bloccate da misure amministrative tedesche (ed europee) ad hoc.
      Il risultato sarà che avremo i prezzi delle materie prime ed energetiche alle stelle (i salari saranno veramente protetti?) e nessun vantaggio dalle esportazioni, almeno in Europa. Ma anche il resto del mondo non è detto che sia disposto, ad esempio, a comprare le Fiat “a gratis”, a scapito delle produzioni locali per molto tempo. Prima o poi reagiranno.
      Tutto questo per dire, che bisogna pensarci bene. Che nulla è così semplice e così facile. E che tutto è molto incerto.
      Dopo di chè, potrà pure essere che uscire dall’euro sia l’unica soluzione possibile. Ma dubito che sia un’occasione per festeggiare.

  4. ottimo Brancaccio. La strada è questa che ha indicato. Così vediamo di smetterla sia con quelli che dicono che se usciamo dall’euro scateniamo la guerra nucleare, sia con quelli che dicono che in qualsiasi modo usciamo dall’euro sarà comunque un Eden per i lavoratori. Il problema è: da Bersani che abbaia alla luna a Ferrero che si conta i peli che gli sono rimasti sulla pancia, quale “dannata sinistra” può fare proprio un programma di uscita dall’euro che tuteli i lavoratori?

  5. Le conseguenza politiche dell’ipotesi di Brancaccio è il riconoscimento del fallimento di questa europa, che questa idea dell’europa basata sulla politica neoliberista e monetarista è stata Europa del capitale e non un europa dei popoli, il ritorno agli stati sovrani, con una banca nazionale che batte moneta, una nazionale politica fiscale, una nazionale politica dei redditi e via di questo passo.
    Alternativa è costruire uno Stato Europa che abbia i fondamentali dell’economia in se . Una Europa politica , una Europa federale.
    In entrambe le ipotesi, non vedo nessuna forza politica o ideale che possa assolvere a questo compito.
    Nessuna!
    In fondo al tunnel non vedo la luce, ma i forconi!

  6. Dissento in modo totale con quanto da lei sostenuto e non solo sul piano politico. Sono un europeo convinto ,ancor prima di essere e sentirmi italiano. Sono convinto che l’attuale ceto politico ,sia di destra, che di sinistra, manca della cultura e capacità per governare il paese.
    Certo che la presenza di Monti oggi rappresenti la soluzione “meno peggio” allo sfascismo mediterraneo al quale si immolano gran parte degli ultra sessantenni che costituiscono oltre 1/3 dell’elettorato becero ed ignorante di questa demografia.
    63.4% possiede a malapena la licenza media.
    Non credo che una svalutazione pilotata del 50/70% darebbe modo a quella zavorra di essere soddisfatta. Certamente non ai giovani di questo paese costretti sempre più ad emigrare.
    La storia non sembra insegnare niente agli italiani.
    La ricerca di competitività attraverso svalutazioni competitive ci ha condotto negli anni ’80-’90 ad un inflazione a due cifre.
    La classe imprenditoriale é imbelle.

    Non approfitta in Italia per investire nei propri marchi ed aziende, bensì investe fuori dal core business acquistando immobili o cercando di garantirsi copertura attraverso oligopoli.
    Il piccolo é bello ha fatto il resto.
    Gli estensori che mi hanno preceduto fondamentlmente “leghisti” in termini geo politici, , legati al paesello, allo scendiamo dal mondo perchè non ci piace, convinti nazionalisti del nulla forse non hanno chiari i termini del problema , o sono disinformati sull’attuale struttura industriale del paese .
    99.5% delle aziende italiane hanno meno di 15 dipendenti. ,5000 sopra i 100 , 3000 sopra i 250 dipendenti. Grazie a dei coglioni privati e pubblici, di destra e sinistra, da 20 anni siamo sottodimensionati.

    Non siamo in grado di generare profitti per ricerca, formazione, branding.
    Siamo strozzati da piccole banchette locali che decidono la strategia imprenditoriale. La media azienda europea ha un’organico di 250 diepndenti. La confindustria italiana ridotta a un colabrodo ciancia di export senza avere la minima idea di che cosa parla. Non ha più il senso della realtà del mercato e delle aziende che si dice rappresenti.
    Non é l’europa che ha fallito , sono le classi dirigenti di quest’europa di nazioni e non di popoli ad aver miseramente fallito.
    In particolare la nostra, formata da poveri mentecatti intellettuali .
    In Francia la classe dirigente é selezionata attraverso l’ENA, in GB ,Eaton, Oxford, Cambridge, , in Germania Heidelberg, in Usa Ivy league.

    In Italia le 80 famiglie che controllano il 70% dell’economia non per meritocrazia , ma per eredità, collocano chi vogliono nei Key sites. Mario Draghi é un’eccezione, Mario Monti é un’eccezione , ma la classe politica é formata da mentecatti , incapaci, eletti attraverso la politica mafioso-professionale del territorio .Mezze cartuccie e quaquaraquà . In fondo la responsabilità ultima é degli italiani stessi che non hanno i mezzi culturali e le palle per cambiare un sistema che in fondo li si confà.
    Sono convinto che solo con la cessione di sovranità programmata si possa uscire dalla merda nella quale 17 anni di berlusconismo , di trasversalità, di relazioni incestuose istituzioni politiche -bancarie -.fonadazioni , si possa riacquisire il controllo .
    Mi auguro di poter vedere questa transizione. Qualora non potessi, sono certo che la zavorra di disonesti, voltagabbana, miserevoli servi dei padroni non potranno continuare a rendere questo paese invivibile poiché sarà la demografia ad aver ragione di loro . Tra venti anni questa zavorra di figli di p…….. sarà defunta ed i loro figli non saranno in grado di garantirsi le rendite per poter continuare . Sono troppo ignoranti ed idioti grazie all’ignoranza ed accidia dei loro genitori
    Buona vita a tutti

    • Se si affida a Monti, non ha capito nulla. E’ la continuazione delle politiche degli ultimi 17 anni (che lei dice di non condividere), solo con personale “presentabile” a livello internazionale.
      Monti non risolverà nessuno dei problemi che lei indica. La disoccupazione giovanile, ad esempio, continuerà ad esserci e ad aggravarsi, per la semplice ragione che le sue politiche sono a favore delle imprese (non dei giovani). Sono per una riduzione del costo del lavoro, nella speranza di ottenere un guadagno di competitività. Ma oltre a non aver ottenuto nessun vantaggio competitivo in questi ultimi dieci anni, hanno avuto l’effetto di ridurre la domanda interna (e questo voi proprio non riuscite a comprenderlo!), aggravando ulteriormente la crisi.

      Lei dice di essere un europeista convinto. Non ho letto una riga su cosa dovrebbe fare la Bce per salvare l’euro. E’ forse d’accordo con Draghi? E’ divertente quello che dice: “La Bce fara’ tutto quello che le è concesso” . Al chè, uno pensa ai tedeschi e si mette a ridere: non farà nulla.
      La reazione positiva dei mercati di oggi, però, è indicativa. Per quanto – temo – vadano incontro a forti delusioni, il mercato sta dicendo da tempo che è necessaria una Bce sul modello della Fed!
      Noi stiamo dicendo la stessa cosa da prima dei mercati.
      Ma i liberisti di mezza Europa continuano a parlare di tagli alla spesa pubblica, come se in Grecia non fosse successo niente.
      E’ fallita! La Grecia è fallita grazie alle vostre assurde politiche! La politica del “rigore” è fallimentare e dannosa. E farà saltare l’euro (e forse l’Unione Europea).
      Innanzi al fallimento dell’euro è inevitabile che ci si chieda se convenga restare o uscire (i leghisti non c’entrano una beata minchia!).
      Se veramente volete salvare l’euro e l’Europa allora dovete cambiare politica economica e permettere alla Bce di essere una vera banca centrale. Altrimenti le vostre parole faranno pure effetto, ma sono allucinazioni sconclusionate di chi non ha capito nulla di ciò che sta succedendo.

    • mi parrebbe che nel suo lungo articolo ella si contraddica da solo, ma come pensa si possa ritornare ad avere finanziamenti alle pmi con questi tassi da strozzini che devono pagare le volte che riescono ad avere un finanziamento, se lei sia europeista convinto non lo sò, di certo una unione, non è matematicamente possibile, unire 27 diversità sotto lo stesso tetto, e se in futuro remoto questo sarà possibile, saremmo già belle hce morti come nazione, la saluto cordialmente, e studi un pò di più le conviene

  7. exult49, lei ancora si illude che con il “vincolo esterno” risolveremo gli innumerevoli problemi dimensionali, di competitività e di sberlusconeggiamento che affliggono la classe imprenditoriale italiana, prima ancora che quella politica? sicuramente lei la crisi non la sente, per questo si permette di scrivere queste incredibili sviolinate per Monti. E a proposito di Draghi e della sua ultima uscita, servirà solo ad allungare l’agonia: dentro questa zona euro ci attende un destino di “mezzogiornificazione”, come scrive oggi il prof. Brancaccio: http://www.emilianobrancaccio.it. E poi, questo si chiama Keynes blog, e il grande Keynes nei momenti di crisi propose il protezionismo. Vediamo di non prendere dai giganti solo quello che ci conviene o che ci fa meno paura, perché questi sono tempi terribili e dobbiamo avere almeno un pezzettino del coraggio che ebbero loro.

    • Mi permetto eccome,… La invito a leggere i miei blog prima di giungere a conclusioni affrettate sul chi sono, cosa penso e cosa intendo. Sono ateo, di sinistra molto più di, lei , e quando scrivo di certe cose , le assicuro di averle vissute in prima persona. Qui il discorso verte sulla onestà intellettuale e dei mezzi reali a disposizione. Vede io stimo ,come ho scritto nel mio ultimo blog sia Piasapia che Monti in quanto persone serie Preferisco il primo per evidenti condivisioni , ma pur se di destra Monti non é un quaquaraquà al pari di tutta la destra che tra l’altro non lo riconosce come proprio rappresentante. Monti oggi é retto dal PD e UDC . La sinistra oggi non ha ancora ristrutturato il suo divenire. La verità stà nel mezzo in termini di politica economica che lei sembra ritenere scienza. No, non lo é. Con oltre 13% di debito su PIl operazioni di public spending dovrebbero essere fortemente mirate per non generare altro debito. Una patrimoniale tipo francese oltre i 250 mila euro mi senmbrerebbe più congrua e salutare ai fini di una seria redistribuzione dei redditi e dei pesi. Coraggio? Forse lei non si immagina quello che sarebbe possibile fare in Italia per stanare una volta per tutte la ricchezza reale. Il Prof. Brancaccio ha le sue idee che posso comprendere, ma creda non penso abbia bisogno di alcuna difesa. La teoria, le teorie hanno un solo ostacolo, la realtà delle cose .

  8. mi pare che un’argomentazione importante ripresa da Brancaccio nell’ipotesi di un’uscita dall’euro sia l’indicizzazione dei salari. Nutro forti dubbi che il PD italiano stia pensando lontanamente all’uscita dall’euro, quindi figuriamoci se riuscirà per tempo a pensare ad una strategia per evitare che l’ago della bilancia penda dalla parte opposta a quella dei lavoratori. Il fatto è che i più accorti, staranno già facendo le loro mosse per pararsi il cu… da un’eventuale deflagrazione dell’euro, mentre la sinistra del PD appoggia politiche liberiste quali quelle di Monti, che sono l’opposto delle misure protezionistiche e, vista la recente riforma del lavoro, non mi pare che i salariati saranno il primo problema della sinistra. Il PD continuerà a difendere l’euro, la grande conquista della sinistra italiana per il tramite del mitico Romano Prodi… il caronte che ci ha traghettato in questo inferno europeo… Caron non ti crucciare, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare

  9. C’è in realtà una strada keynesiana eterodossa per uscire dall’Euro…senza uscirne! Come? Emettendo titoli di stato nazionali (BOT) o locali (BOC, BOR) a tasso negativo ed usandoli “come se fossero moneta”. In sostanza si fa deficit spending senza però indebitare l’emittente. In un prestito obbligazionario a tasso negativo infatti il montante al termine va a zero evitando l’indebitamento. Con i titoli emessi gli Enti pubblici ricominciano a fare spesa pubblica strutturale pagando i fornitori con i titoli che sarebbero visti, di fatto, come una sorta di sconto obbligatorio sulla commessa. Ed a loro volta i fornitori pagherebbero i dipendenti con questi titoli. Sarebbe tutto legale perche sarebbe una emissione obbligazionaria in euro e non in una moneta diversa e perche le emissioni a tasso negativo gia le stanno facendo in Belgio ed in altri paesi europei.

    • Puoi spiegare meglio la tua idea?
      Se lo stato emette Bot per 100 euro nominali, ne incassa 101 e rimborsa 100 tra un anno (come oggi avviene in Belgio, Germania, ecc.), il debito aumenta per 100 e si estingue per 100 tra un anno, salvo rinnovo che fa riaumentare il debito di 100.
      Un meccanismo del genere per l’Italia non può funzionare perchè nessuno – a differenza di ciò che succede in Germania – è disposto a perderci. In Germania succede e raccoglie fondi solo perchè si scommette o ci “si tutela” da un’eventuale spaccatura dell’euro (i titoli tedeschi denominati in euro o trasformati in marchi, possono essere riportarti ad esempio in Spagna o in Italia dopo l’uscita del paese “incriminato”, ottenendo un guadagno in valuta nazionale che compensa più che ampiamente la perdita subita in termini di rendimento).
      Quanto all’impiego dei titoli, già adesso i Bot e gli altri titoli servono per la gestione corrente dell’amministrazione (spesa). Sono quindi già moneta in circolo.
      Nè si crea moneta drenando risorse (sottoscrizione di Bot) e permettendo poi di cedere i Bot ai sottoscrittori. Potevano più semplicemente utilizzare i loro depositi bancari, anzichè acquistare Bot (perdendoci).
      Parzialmente diverso è il discorso di trasformare un debito “commerciale” delle AAPP verso le imprese. Pagare in titoli (ad esempio Bot) e consentendonone la circolazione come se fosse moneta, permette alle imprese di ottenere liquidità, ad esempio facendosi scontare il credito verso lo Stato dalle banche. Ma il debito aumenta comunque per l’ammontare emesso e se tra sei mesi o un anno non si hanno i soldi per assolvere al pagamento dei Bot emessi, lo Stato dovrà emettere altri titoli per pagare quelli emessi giunti a scadenza.

      • E’ chiaro che l’emissione a tasso negativo di bond nell’area nordeuropea non ha lo stesso significato di una emissione che verrebbe fatta in Italia. Qui si tratterebbe di emettere titoli in forma cartacea (dovrebbe essere possibile farlo per i BOC e BOR nonostante la dematerializzazione) in piccolo taglio, cosi da usarli come moneta. Una emissione a tasso negativo NON ha però in quest’ottica la stessa funzione di una emissione a tasso positivo. Si tratta in sostanza di emettere moneta non a debito, aggirando i vincoli del Patto di Stabilità, in modo paralegale.

      • Se ho capito bene, una regione o un comune emettono un Bor o un Boc di piccolo taglio, diciamo di 100 euro, e che se ne consenta la libera circolazione come banconote per gli scambi quotidiani (anzichè scambiarli in borsa per ottenere la liquidità).
        Di fatto è un aumento del debito degli enti locali.
        Non mi è chiaro però chi sottoscriverà un Boc/Bor a 101 per ottenere 100 a scadenza. Nè potrebbe circolare se non per il corrispettivo nominale (non si potranno acquistare le scarpe – semplificando – con un Boc da 100 euro, se il prezzo è 101).
        L’unico modo per realizzare una simile operazione è quindi forzoso ed è implcita un’imposta sulla sottoscrizione. In tal caso, si può obbligare chi ha sui conti bancari e postali più di una certa cifra ad acquistare, ad esempio, la metà della parte eccedente quella soglia restituendo i Boc/Bor al netto della trattenuta fiscale (1%?).
        Vi sono due ordini di problemi. Il primo è giuridico (non ho idea se gli enti locali possano giuridicamente fare una cosa del genere). Ma se dagli enti locali l’operazione si trasferisce allo Stato, vi saranno sicuramente meno problemi.
        L’altro è politico, ma non credo che debba spiegare perchè una simile manovra trovererebbe ostacoli in questo parlamento (quanto al prossimo, vedremo).

      • Esatto. Ma non è un aumento del debito perche l’interesse applicato sull’obbligazione è negativo e quindi il capitale restituito dall’Ente locale al termine del prestito è minore del capitale iniziale. Qualora non fosse possibile per l’Ente locale emettere i titoli ci sarebbe un altra soluzione. Una cooperativa spa partecipata totalmente dall’Ente locale che emette le obbligazioni e le vende all’Ente locale che a sua volta ci paga i fornitori.

  10. Se il meccanismo è quello che ho descritto, il tutto si risolve (molto più semplicemente) con un’imposta (dell’1-2-3% ecc.) sui saldi di conto corrente oltre una certa soglia. Il debito in questo modo non aumenta e si ottiene una entrata fiscale simile a quella fatta da Amato nel ’92. Sulle difficoltà politiche, tralascio. Dico solo che è una misura parziale alternativa ad una vera patrimoniale (i capitali non solo quelli sui depositi).

    Vedo invece che sei affezionato all’idea di “battere moneta” a livello locale. La tua ultima proposta mette in carico ad una società, controllata ad esempio dalla Regione, un debito che è contratto con lo stesso ente locale. Ma se la Regione cede a terzi (fornitori o altri) il credito che vanta verso la società partecipata, il debito ricompare (la società controllata dovrà pur ripagare prima o poi le obbligazioni emesse).
    Tralasciando i problemi giuridici, iI problema è che quel 99% del debito la società o la regione alla fine dovranno averli in cassa sul serio, senza indebitarsi presso il sistema bancario (perchè estingueresti un debito con un altro debito).
    Questa seconda proposta non sarebbe altro, tuttavia, che un modo per pagare i fornitori (con uno sconto) mediante i titoli pubblici.
    Il vantaggio in effetti sarebbe che questi titoli potrebbero essere a loro volta ceduti ad altre aziende o meglio ancora utilizzati per pagare le imposte (ovviamente valutandoli al 99%).

    • Va chiarito lo scopo di una iniziativa del genere. Siamo in un contesto in cui tutte le forze politiche ormai sono nel campo liberista (salvo forse il Movimento 5 stelle e la FDS) ed ormai è chiaro che gli Enti locali sono destinati ad un fallimento programmato, da cui potranno uscire solo svendendo tutto ciò che è pubblico. La proposta, al di la degli aspetti tecnici, si propone di dare una via di uscita paralegale agli Enti Locali che abbiano il coraggio di ribellarsi alla dittatura liberista. In ogni caso questo modo eterodosso di “battere moneta” senza indebitarsi va fatto esclusivamente su investimenti. Ovvero si deve creare moneta per creare ricchezza.

  11. Condivido l’articolo. Occorre farla finita con queste continue incensate al buio del liberoscambismo, quando i dati indicano che l’apertura indiscriminata ai movimenti di capitali e anche di merci può fare molti danni.

  12. [...] E’ chiaro tuttavia un punto: la maggiore spesa statale deve essere finanziata. Questo può avvenire o aumentando le tasse (ma ciò ne diminuisce l’efficacia, a meno che non si colpiscano solo i soggetti che hanno grandi risparmi) oppure in deficit. La seconda ipotesi è la più efficace ma è più difficile da attuare per quei paesi che non hanno una propria moneta e una propria politica monetaria, per i quali i tassi sul debito pubblico sono legati ai mercati finanziari e non possono stampare moneta per finanziare i deficit aggiuntivi. Vale a dire i paesi della zona euro. [...]

  13. si ma,,, non ci dici in che maniera uscire dall’euro,, o sbaglio?
    chi è che si muoverebbe? il popolo? la politica? la tv? chi? e come? cosa dovrebbero fare i cittadini? muoversi in prima persona facendo cosa? oppure aspettare gli eventi davanti al camino? VOGLIAMO SAPERE QUESTO!! E NON DI COME CI TRUFFANO QUOTIDIANAMENTE ALLA NOSTRE SPALLE… QUESTO ORMAI è UN DATO DI FATTO, VA BENE PARLARNE MA BISOGNEREBBE PARLARE ANCHE DE COME!!! COSA CHE NN FA NESSUNO!!

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