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John Maynard Keynes e l’Euro [contiene video di Keynes sul Gold Standard]

Da pochi giorni sono stati pubblicati gli atti della conferenza di Bretton Woods, svoltasi nel luglio del 1944. Lì le potenze mondiali definirono i nuovi scenari economici che avrebbero influenzato l’intero dopoguerra. John Maynard Keynes, che rappresentava la Gran Bretagna, propose l’istituzione di una moneta internazionale per gli scambi commerciali, chiamata Bancor, e si oppose al “Gold Standard“, ovvero il sistema di cambi fissi basato sull’oro. Il timore di Keynes era che si creassero squilibri commerciali tra i paesi, creando così paesi “debitori” e paesi “creditori” nelle bilance commerciali. Il Bancor permetteva invece di regolare gli scambi, costringendo le nazioni in surplus ad importare dalle nazioni in deficit, riportando il sistema in equilibrio.

La risposta finale di Harry Dexter White, rappresentante degli Stati Uniti, dopo una lunga discussione fu stroncante: “Siamo stati di una chiarezza adamantina sul punto. Abbiamo preso una posizione assolutamente contraria”.

Scrive in proposito l’economista James K. Galbraith:

Per il dopo-guerra, Keynes aveva immaginato un sistema in cui le grandi nazioni non sarebbero più state costrette ad anteporre il rispetto degli accordi commerciali agli obiettivi di progresso sociale, con particolare riferimento alla piena occupazione. Vedeva una felice coesistenza del libero scambio con un sistema generoso di tutele assicurato dalle istituzioni finanziarie internazionali. Tale sistema sarebbe stato caratterizzato innanzitutto da un dispositivo di «aggiustamento dei crediti», che imponeva sanzioni ai paesi con un’eccedenza commerciale e non a quelli in deficit. Ciò avrebbe costretto i primi ad accettare una discriminazione nei confronti delle loro vendite, ovvero ad allargare i loro mercati interni per assorbire una maggiore quantità d’importazioni. In parallelo, ogni debitore avrebbe avuto diritto ad una linea di credito in un sistema internazionale di pagamenti, incentrato su un meccanismo di compensazione e una moneta di riserva mondiale (il bancor).
Un simile ordine era inaccettabile per gli Stati uniti. Nel mondo dell’epoca, dominato dalla schiacciante superiorità della loro industria manIfatturiera, l’ideale americano era il «laissez faire» economico e il gold standard. Un mezzo di pagamento internazionale che prendesse in considerazione l’interesse dei debitori era in contrasto con il pensiero di Wall Street, così come lo sarebbe per il comune mortale l’idea di affidare la direzione di una prigione ai detenuti, o quella di uno zoo agli scimpanzé. I debiti contratti oggi devono essere rimborsati domani, a qualsiasi costo. Le finanze dei dopoguerra dovevano essere gestite dai ricchi.

In molti hanno arguito che l’Euro funzioni come il Gold Standard: un sistema di cambio fisso in cui le nazioni esportatrici (in primis la Germania) accumulano surplus, minando l’economia dei paesi in deficit. Lo dice senza peli sulla lingua Paul Krugman nell’editoriale sul New York Times del 27 febbraio scorso pubblicato in italiano da Repubblica:

Che cosa affligge, dunque, l`Europa? La verità è che la questione è in buona parte legata alla moneta. Introducendo una valuta unica senza aver preventivamente creato le istituzioni necessarie a farla funzionare a dovere, l’Europa in realtà ha ricreato i difetti del gold standard, inadeguatezze che rivestirono un ruolo di primo piano nel provocare e far perdurare la Grande Depressione.

La lungimiranza di Keynes non smette mai di sorprendere.

In questo video Keynes celebra la sospensione del Gold Standard durante la Grande Depressione.

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5 commenti su “John Maynard Keynes e l’Euro [contiene video di Keynes sul Gold Standard]

  1. quindi per keines socialismo ,in quanto tutela del lavoro e democrazia in quando difesa della propieta insieme ad una meritocrazia non eccessivamente classista era possibile perche tendeva all,equilibrio.ma questo era anche il senso della nostra costituzione

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Of course the USA couldn’t agree with the Bancor. Their policy was (before and after WW II) the so-called “Open Door”. That is the line of continuity uniting the periods before and after WW II. There is an (unjustly almost forgotten) author who makes this point excelently: William Appleman Williams, The Tragedy of American Diplomacy, W.W. Norton & Company, Ltd., 1959.

  4. [...] John Maynard Keynes e l’Euro [contiene video di Keynes sul Gold Standard] [...]

  5. [...] la moneta unica al gold standard, il sistema di cambi fissi basato sull’oro che Keynes avversò ferocemente. La proposta del Bancor, richiamata anche nel video, fu la risposta dell’economista alla [...]

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